Prelato d'onore di Sua Santità

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Base per lo stemma di un prelato domestico in base al Regolamento tecnico araldico emanato con il R.D. 7 giugno 1943 n. 652
Abito corale dei Prelati d'onore di Sua Santità

Prelato d'onore di Sua Santità, un tempo anche prelato domestico di Sua Santità, è un titolo onorifico che viene conferito a seguito di speciale concessione della Santa Sede ai presbiteri. Generalmente viene concesso su richiesta del vescovo della diocesi per presbiteri ritenuti meritevoli, seppur molto raramente in confronto al titolo onorifico di cappellano di Sua Santità.

L'Istruzione sul conferimento di Onorificenze pontificie, promulgata dalla Segreteria di Stato vaticana il 13 maggio 2001, dispone che il titolo possa essere concesso ai presbiteri del clero secolare, ecclesiastici nel servizio diplomatico della Santa Sede e officiali della curia romana che abbiano compiuto almeno quarantacinque anni di età e quindici anni di sacerdozio. Di norma, per il candidato, si deve richiedere prima il titolo di cappellano di Sua Santità e poi quello di prelato d'onore. Tra il primo e il secondo grado devono trascorrere almeno dieci anni. Per ogni diocesi il numero totale di monsignori non deve superare il 10% del clero.

Prerogative[modifica | modifica wikitesto]

Il prelato d'onore può essere distinto dagli altri preti a motivo delle sue vesti, come previsto dall'Istruzione della Segreteria di Stato Ut sive sollicite, circa le vesti, i titoli e le insegne di cardinali, vescovi e prelati minori[1] Le vesti utilizzate sono le medesime dei protonotari apostolici sovrannumerari. L'abito corale si compone della talare paonazza, della fascia di seta paonazza con frange, della cotta non arricciata, ma non del rocchetto. È previsto anche l'utilizzo delle berretta nera con fiocco nero. In occasioni solenni al di fuori delle celebrazioni liturgiche le vesti utilizzate sono la talare nera con occhielli, bottoni, bordi e fodera di colore rosso, la fascia di seta paonazza, ma non la pellegrina. A differenza dei protonotari apostolici soprannumerario, però, i prelati d'onore non possono indossare il ferraiolo paonazzo. Sono stati aboliti la mantelletta paonazza, la fascia di seta con fiocchi, le calze paonazze, le fibbie sulle scarpe e il fiocco rosso sulla berretta.

I prelati d'onore godono del titolo onorifico di "Reverendo Monsignore".

Sono prelati d'onore:

  • Gli Uditori di Rota,
  • I Chierici della Camera Apostolica

Sono prelati d'onore durante munere:[2]

  • I canonici delle cattedrali di Siena e Vercelli,
  • Le Dignità del Capitolo Metropolitano di Catania,
  • Il Seniore dei Canonici di San Lorenzo in Damaso in Roma,
  • I Cappellani della Cappella del Tesoro di San Gennaro in Napoli,
  • L'Arciprete del Capitolo dei SS. Celso e Giuliano in Roma,
  • I Giudici del tribunale della Rota della Nunziatura Apostolica in Spagna,
  • Il Prevosto pro tempore di Clusone (Bergamo),
  • Il Preposito e il Decano della Collegiata di Prabuty (Polonia),
  • Il Prevosto di Canzo (Arcidiocesi di Milano) dopo 5 anni dall'insediamento[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fu promulgata il 31 marzo 1969 a firma del Segretario di Stato Vaticano card. Amleto Giovanni Cicognani. Fu pubblicata negli Acta Apostolicae Sedis 61 (1969) 334-40, in seguito confermata dalla Lettera Circolare Per Instructionem della Congregazione per il clero sulla riforma delle vesti corali (30 ottobre 1970), a firma del Prefetto cardinale John Joseph Wright.
  2. ^ esclusivamente durante il loro mandato.
  3. ^ Decreto di Leone XIII, 21/04/1899.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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