Pregiudizio contro gli italiani

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Il pregiudizio contro gli italiani (a volte antitalianismo o, più raramente, italofobia) è un fenomeno di discriminazione etnica contro gli italiani e l'Italia. Il contrario è l'Italofilia.

Il fenomeno è attestato soprattutto nei paesi del Nordamerica (Stati Uniti, Canada), dell'Europa centro-settentrionale (Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Francia, Regno Unito) e balcanici (Slovenia e una parte della Croazia).

Le cause sono attribuite all'emigrazione italiana di massa nei secoli XIX e XX, a eventi storici, soprattutto di natura bellica, o a ostilità nazionalistiche ed etniche.

Casistica[modifica | modifica sorgente]

  • Nel linciaggio di New Orleans (1891) furono linciati 9 italiani, tutti siciliani, accusati di aver ucciso il capo della polizia urbana.[1]
  • In Australia, gli italiani del centro e del sud, dal 1891 agli anni sessanta del XX secolo, erano schedati dagli uffici dell'immigrazione come Coloured, Semi-White oppure Olive, per via della pelle olivastra.
  • Il massacro di Aigues-Mortes, nell'agosto del 1893, fu scatenato da un conflitto tra operai francesi e italiani (soprattutto piemontesi, ma anche lombardi, liguri, toscani) impiegati nelle saline di Peccais, che si trasformò in un vero e proprio eccidio con nove morti e un centinaio di feriti tra i lavoratori italiani. La tensione che ne seguì fece sfiorare la guerra tra i due Paesi.[2][3]
  • In un tribunale dell'Alabama, nel 1922 (processo Rollins versus Alabama), una donna italiana venne dichiarata "non appartenente alla razza bianca", criterio sul quale si fondò il giudizio della corte.[4]
  • Durante il processo agli anarchici italiani Sacco e Vanzetti, avvenuto a Boston nel 1927, il pregiudizio contro gli immigrati (italiani) emerse con chiarezza e contribuì, pur non essendo il pregiudizio decisivo, alla loro condanna a morte.[5]
  • A Kalgoorlie, in Australia Occidentale, nel 1934 le case abitate dai provenienti dal Sud Europa vennero incendiate e gli italiani, gli yugoslavi e i greci dovettero scappare dalla città.
  • In Istria e Dalmazia, tra il 1943 e il 1970, furono costretti all'esilio più di 300.000 italiani e ne furono uccisi tra i 15.000 e i 30.000.[6]
  • Il sentimento anti-italiano in Svizzera si manifestò nel 1971 con l'uccisione dell'immigrato italiano Alfredo Zardini.[senza fonte]
  • Il presidente statunitense Richard Nixon, durante la sua visita in Italia all'inizio degli anni settanta, dichiarò che non soltanto gli italiani si comportavano in un modo diverso dagli altri europei, ma avevano anche un "odore" diverso.[senza fonte]
  • La copertina della rivista tedesca Der Spiegel nel 1977, il periodo più acuto degli anni di piombo, mostrava la foto di un piatto di spaghetti conditi con sopra una pistola, in riferimento alla presenza del terrorismo in Italia. Fu replicata nel 2006, in occasione dei mondiali di calcio: l'intento era ironico, ma con sfumature razziste, vista la decontestualizzazione dell'immagine (originariamente riferita a fatti di violenza).[7]
  • Nel 1990 all'appassionato di golf John A. Segalla, ricco imprenditore dello Stato del Connecticut, venne negata l'iscrizione a un prestigioso ed esclusivo circolo del golf a causa del cognome italiano. Per tutta risposta si costruì un proprio campo da golf nel 1993.[senza fonte]
  • In una rivista giapponese del 2006 è apparsa una classifica intitolata Itaria-jin no ya-na tokoro besto ten (Le dieci cose peggiori degli italiani), che li descrive come bugiardi, ritardatari e irrispettosi delle regole.[8]
  • Nel 2006 il quotidiano tedesco Die Zeit pubblica sulla versione on-line un articolo sulla qualificazione dell'Italia (a spese della Germania) alla finale dei Mondiali di calcio del 2006, titolandolo Mafia in Finale;[9] l'intento è satirico, ma viene considerato offensivo e di cattivo gusto.[10]
  • Il 10 ottobre 2007, in Germania, il Tribunale di Bückeburg ha ridotto da 8 a 6 anni di carcere la pena di un cameriere italiano riconosciuto colpevole di stupro, sequestro di persona e violenza di gruppo verso la sua ragazza. Nel formulare la sentenza si tenne anche in considerazione la sua origine sarda: "Si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell'imputato. È sardo. Il quadro del ruolo dell'uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusante, ma deve essere tenuto in considerazione come attenuante".[11][12]
  • Nel 2008, in Germania, la catena di negozi Media Markt ha commissionato una serie di spot pubblicitari che hanno per protagonista un italiano vestito come un buzzurro (canottiera con stemma tricolore, occhiali da sole sulla fronte, catena d'oro al collo, baffetti neri e parlata maccheronica), che si comporta come un truffatore sempre pronto a turlupinare il prossimo compiacendosi dei suoi biechi sotterfugi.[13] La macchietta appare assai simile al personaggio di Alberto Bertorelli, protagonista di una vecchia sit-com della BBC.[14]
  • Nel 2012, a proposito del naufragio della Costa Concordia, il settimanale tedesco Der Spiegel sembra assumere Francesco Schettino a simbolo del modo di comportarsi degli italiani,[15] provocando una replica di Alessandro Sallusti sul Giornale.[16] Tuttavia si trattò di un fraintendimento, dovuto a una errata traduzione dell'articolo, che anzi invitava a non generalizzare tali eventi di cronaca. [17] [18]
Episodio di linciaggio contro gli italiani a New Orleans nel 1890.
Vignette anti italiane pubblicate sul giornale "The Mascot" di New Orleans nel 1888

Enti istituzionali e privati che combattono la discriminazione[modifica | modifica sorgente]

Tipologia di termini dispregiativi[modifica | modifica sorgente]

Termini riferiti all'alimentazione tipica[modifica | modifica sorgente]

  • Schinkebròtli (svizzero tedesco, panino al prosciutto)
  • Garlics (dall'inglese garlic, aglio);
  • Pepperoni (Stati Uniti);
  • Maccaronì (negli anni cinquanta e sessanta in Belgio contro i minatori italiani, anche in Francia);
  • Maiser (Svizzera, uomo del mais, polentone);
  • Los Polpettoes;
  • Pizzagang;
  • Spaghetti;
  • Spaghettifresser (mangiaspaghetti, nei paesi di lingua tedesca, fressen si usa per gli animali);
  • Pastar (da pronunciare "pashtar", parola croata che significa Colui che mangia la pasta);
  • Žabar ('Mangiarane in croato/sloveno, nei Paesi dell'ex Jugoslavia dai tempi di Tito).
  • Makaroniarz (polacco, un appassionato della pasta, makaron è la pasta)
  • Makaronarji/Makaroni (Slovenia).
  • Broccoli (storpiatura di Brooklyn, così pronunciato dagli emigranti italiani che arrivavano nel porto di New York tra la fine del secolo XIX e l'inizio del XX).

Termini riferiti all'onomastica[modifica | modifica sorgente]

  • Dago: negli USA è usato per tutti i popoli "latini". Deriva dal nome proprio Diego o forse dalla parola dago (coltello);[senza fonte]
  • Black dago: dago nero;
  • Gino/gina (Canada);
  • Guido/Guidette (USA)
  • Tony;
  • Alfonso (Lituania, sinonimo di racconta bugie. Raccontare frottole può essere espresso con "makaronų kabinti");
  • Tano (da "napolitano", in Argentina e Uruguay).

Termini riferiti alle abitudini linguistiche[modifica | modifica sorgente]

  • Digic (croato, derivato dall'italiano dire attraverso il dialettale giuliano-veneto digo);
  • Digó (gergo ungherese, derivato dall'italiano dico attraverso la pronuncia, anche meridionale, digo);
  • Goombah (area di New York, dall'italiano compare, attraverso il dialettale cumpà);
  • Minghiaweisch (dal dialettale siciliano minchia e dallo svizzero tedesco weisch? (capisci?), usata in Ticino per definire gli italiani di seconda generazione presenti in Svizzera tedesca, evidenziandone la difficoltà a parlare in italiano senza influenze dialettali e senza influenze tedesche);
  • Paisà (area di New York, derivato dall'italiano paesano, attraverso il dialettale paisà);
  • Rital (francese, da franco-italien: evidenziava la difficoltà degli immigrati a pronunciare la r francese);
  • Walsche e Sentas (Alto Adige, derivato dalla diffusa abitudine degli italiani di rivolgersi all'interlocutore con l'espressione "senta", percepita come uno sgradevole imperativo);
  • Wop (tra i più usati negli USA[20], è la storpiatura anglosassone del dialettale napoletano guappo; per altri è acronimo di without papers/passport, senza documenti);
  • Zabar (dal croato zaba, rana: fa riferimento alla pronuncia degli italiani del settentrione, che viene accostata ai suoni emessi dalle rane).

Termini riferiti a pregiudizi etnici[modifica | modifica sorgente]

  • Guinea (dalla falsa credenza che gli italiani siano in parte africani, a causa della carnagione scura di alcuni di loro. È diminutivo di Guinea Negro, usato negli anni '50/'60 negli Stati Uniti);
  • Mozzarellanigger (all'incirca negro-mozzarella, assimila italiani e africani. "Mozzarella" gioca sul suo vasto consumo da parte degli italiani e sul colore della pelle più chiaro);
  • Wog (utilizzato, soprattutto in Australia, contro le popolazioni dell'Europa meridionale e del Mediterraneo);
  • Mafiamann e Mafiosi (singolare) o Mafioso: (Germania).

Termini riferiti alla Storia[modifica | modifica sorgente]

  • Katzelmacher, Katzener: deriva dall'accusa di tradimento lanciata dall'Impero austro-ungarico al Regno d'Italia in occasione della prima guerra mondiale. L'Italia nel 1914 si rifiutò di entrare in guerra al fianco dell'Austria, a cui era legata dalla Triplice Alleanza; poi nel 1915 le dichiarò guerra, schierandosi dalla parte dei suoi avversari della Triplice Intesa. Dopo la guerra il Regno d'italia incorporò terre abitate prevalentemente da popolazioni di lingua tedesca, come l'Alto Adige. Katzelmacher deriva da "facitori di gattini", nel senso della prolificità familiare, oppure da "venditori di cucchiai", per le attività dei commercianti ambulanti transfrontalieri. I due termini sono diffusi in tutti i paesi di lingua tedesca e nelle aree della Repubblica italiana, che in passato erano austriache. Il termine si diffuse rapidamente nell'Impero austro-ungarico grazie all'opera satirica del disegnatore Arpad e al suo libello Maledetto Katzelmacher", che raffigura la caricatura di un bandito meridionale;
  • Verräter (dal tedesco traditori, generalizzazione attribuita agli italiani già nella prima guerra mondiale e ancora di più dopo l'Armistizio di Cassibile (8 settembre 1943). Diffusa in Germania e in alcune zone dell'Austria;[senza fonte]
  • Taliani, talijani, 'talianat: diffusi nelle "province irredente", in particolare nel litorale adriatico di lingua friulana e slovena, e nel trentino;
  • taliani de legno (diffuso nel litorale adriatico e in particolare a Trieste, ma anche in Istria e nell'ex Friuli austriaco[senza fonte]. L'origine è attribuita a Wilhelm von Tegetthoff, ammiraglio austriaco austriaco vincitore della battaglia di Lissa, che avrebbe commentato: «Omini de fero su barche de legno ga batù omini de legno su barche de fero». Tuttavia il motto fa parte della tradizione orale del nordest adriatico, ma la sua origine è tutt'altro che certa.
  • lianta de gnole: espressione usata a Trieste in particolare, che deriva da un gergo locale, verso gli italiani che accentuano caratteristiche a loro attribuite dall'immaginario collettivo, come pretendere spaghetti in Scandinavia, invocare la mamma, dire «lei non sa chi sono io», ecc.;
  • regnicoli: diffuso in tutte le "terre irredente", deriva dagli immigrati provenienti dal Regno d'Italia, con residenza in Austria, ma senza cittadinanza. Il termine veniva usato anche sulla stampa italiana ed è lievemente dispregiativo. Ampiamente citato da molte fonti, compreso L'Italia dei cent'anni del Comandini;
  • cabibi: usato nel litorale adriatico, sembra che derivi dal film "le notti di Cabiria". Indica gli italiani meridionali ed alcune volte, per estensione, tutti gli italiani. Citato nei dizionari vernacolari;[senza fonte]
  • Cifarielli, abbreviato CIF: usato a Trieste, era un sinonimo di cabibo e rivolto in prevalenza agli italiani meridionali. Deriva da un fatto di cronaca che fece scalpore agli inizi del secolo XX: l'omicidio d'onore commesso dal cantante Cifariello a Napoli. I delitti d'onore erano sconosciuti ai codici penali mitteleuropei. Il termine fu usato anche dall'irredentista Attilio Tamaro nel 1919 e dalla polizia in un rapporto prefettizio, per manifestare quanto fosse diffuso in città, dopo l'arrivo degli italiani, e di come alcuni loro costumi fossero poco accetti dalla popolazione. Citato anche in Filosofia Quotidiana di Manlio Cecovini e in alcuni dizionari vernacolari;
  • marinielli: usato a Trieste, e in particolar modo sul Carso e nella comunità slovena, deriva dal cognome di un soldato italiano che per primo, si dice, impalmò una donna di lingua madre slovena. Si riferisce al fascino mediterraneo che farebbe presa sulle donne nordiche, poco abituate dai loro uomini alle attenzioni e alle galanterie meridionali. Il termine nasconde un doppio senso, "el mariniel ve frega", riferito alla presunta attitudine all'abbandono dei seduttori mediterranei, una volta raggiunto il loro scopo. Citato dal prof. Luccio in una conferenza, fa parte della tradizione orale locale;[senza fonte];
  • pigne, per estensione pignate (pentole): usato a Trieste, era un riferimento allo stemma d'Italia che assomigliava ad una pigna[non chiaro];
  • scafuri: usato a Trieste e in Istria, deriva dallo sloveno cefurj, termine spregiativo con il quale si indicano i popoli del meridione della ex Jugoslavia, per estensione applicato anche agli italiani.[senza fonte]

Altri termini[modifica | modifica sorgente]

  • Greaseball (USA, significa palla di unto): deriva dalla moda degli italo-americani di usare la brillantina per i capelli e da un pregiudizio sulle condizioni igieniche;
  • Itaker (Germania, gioco di parole tra Italia e Itaca): giramondo, vagabondi;
  • Carcamano (Brasile, significa furbone, truffatore): deriva dall'atto di calcare la mano sul piatto della bilancia barando sul peso, ma può indicare una persona morta di fame, o zampe di vacca nel senso di persona tirchia, che resta con le mani chiuse e non spende;
  • Tschinggali (Svizzera, fine Ottocento): deriva dalla trascrizione del suono cinq!, usato nel gioco della morra, diffusissima tra gli italiani. Nello spettacolo teatrale Italiani Cìncali si specula sul fatto che Tschinggali possa essere una storpiatura di Zingari, cioè vagabondi. In Svizzera erano così definiti gli italiani lavoratori, con intento chiaramente dispregiativo e allusivo alla loro condizione di "vagabondi, ladri e poco igienici". La popolazione Romanì è vittima dello stesso pregiudizio;
  • Magnaramina (in Ticino, significa rosicchia-reticolato): usato in particolare nei confronti dei lavoratori frontalieri;
  • Shitalian (parola macedone che fonde le parole inglesi Italian, italiano, e shit, merda);[21]
  • Italiashka (russo, significa "italianaccio");
  • Tanos (Argentina): detto per le navi che arrivavano nel porto di Buenos Aires in maggioranza da Napoli e quindi abbreviativo di napolitanos;
  • Babi (molto spregiativo, usato nella regione di Marsiglia e in generale nelle Bouches-du-Rhône): deriva dall'occitano e significa, in prima istanza, rospo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alberto Giovannetti, L'America degli italiani, Modena, Edizioni Paoline, 1975.
  2. ^ Enzo Barnabà, Morte agli italiani!, Giardini-Naxos, 2001.
  3. ^ Alessandro Allemano, I fatti di Aigues Mortes (Agosto 1983) e le loro ripercussioni in Monferrato. URL consultato il 16/12/2007.
  4. ^ Gian Antonio Stella Vita da italiani d' America Bianchi soltanto di pelle, in Corriere della Sera 4 aprile 2006
  5. ^ Sacco and Vanzetti | Campaign to End the Death Penalty << It's clear from the proceedings that Sacco and Vanzetti were convicted not because the evidence proved them guilty, but because they were anarchists and immigrants. >>
  6. ^ http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/storia-delle-foibe/397/default.aspx
  7. ^ "Italiani, i soliti parassiti" - Spiegel prepara la semifinale. URL consultato il 16/12/2007.
  8. ^ Cosa pensano i Giapponesi. URL consultato il 16/12/2007.
  9. ^ Zuender – Mafia im Finale. URL consultato il 25 febbraio 2012.
  10. ^ Die Zeit: "Mafia in finale". URL consultato il 25 febbraio 2012.
  11. ^ (EN) Rapist Given Reduced Sentence Because He Is Sardinian. URL consultato il 16/12/2007.
  12. ^ Il testo della sentenza
  13. ^ per i tedeschi l'italiano e un buzzurro ignorante e truffatore. URL consultato il 16/12/2007.
  14. ^ Alcuni video su Youtube [1][2]
  15. ^ S.P.O.N. – Der Schwarze Kanal: Italienische Fahrerflucht. URL consultato il 25 febbraio 2012.
  16. ^ A noi Schettino, a voi Auschwitz. URL consultato il 25 febbraio 2012.
  17. ^ Italiani come Schettino? Il Giornale se l'è inventato.
  18. ^ Se lo Spiegel ci dà degli Schettino.
  19. ^ Sito di difesa del buon nome degli italiani negli USA
  20. ^ Urban Dictionary: wop
  21. ^ Gian Antonio Stella, Quando gli albanesi eravamo noi. URL consultato il 6/12/2007.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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  1. ^ [3]