Tokyo

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Tokyo
Metropoli
東京都
Tōkyō-to (metropoli di Tokyo)
Tokyo – Stemma Tokyo – Bandiera
Tokyo – Veduta
Dati amministrativi
Stato Giappone Giappone
Regione Kantō
Capoluogo Shinjuku
Governatore Naoki Inose
Data di istituzione 1943
Territorio
Coordinate
del capoluogo
35°41′22.22″N 139°41′30.12″E / 35.689506°N 139.6917°E35.689506; 139.6917 (Tokyo)Coordinate: 35°41′22.22″N 139°41′30.12″E / 35.689506°N 139.6917°E35.689506; 139.6917 (Tokyo)
Superficie 2 187,66 km²
Abitanti 15 185 502 (2011)
Densità 6 941,44 ab./km²
Sottoprefetture 3
Distretti 1
Municipalità 62
Altre informazioni
Fuso orario UTC+9
ISO 3166-2 JP-13
Nome abitanti edochiani
Localizzazione

Tokyo – Localizzazione

Sito istituzionale
Simboli di Tokyo
Uccello gabbiano comune Chroicocephalus ridibundus
Albero Ginkgo biloba
Fiore fiore di ciliegio (Prunus serrulata)

Tokyo (東京 Tōkyō?, lett. "capitale orientale", trovandosi ad est della precedente capitale Kyōto) è la capitale del Giappone, situata nella regione del Kantō, sull'isola di Honshū. Sebbene venga spesso definita una città, secondo l'ordinamento amministrativo giapponese è una metropoli ( to?), e viene considerata una delle 47 prefetture del Giappone.

L'odierna area metropolitana di Tokyo (東京都 Tōkyō-to?) è frutto della fusione, avvenuta nel 1943, tra la prefettura di Tokyo (東京府 Tōkyō-fu?) ed il suo capoluogo, la città di Tokyo (東京市 Tōkyō-shi?).[1] A seguito di tale fusione, i due enti sono stati soppressi.

L'area più popolata, quella che si affaccia ad est sulla baia di Tokyo, corrisponde a quella dell'estinta città ed è stata divisa in 23 quartieri speciali (特別区 tokubetsuku?). La parte ad ovest, chiamata area di Tama (多摩地域 Tama chiiki?), è suddivisa in 26 città ( shi?) ed 1 distretto comprendente 3 cittadine ( chō oppure machi?) ed 1 villaggio ( mura o anche son?). Fanno inoltre parte della divisione amministrativa di Tokyo l'arcipelago delle Izu e le lontane isole Ogasawara, che si estendono nel Pacifico.[2]

Con una popolazione di circa 15 milioni, pari al 12% degli abitanti del Giappone, è la più popolosa e la più densamente abitata tra le prefetture del Paese.[3] L'espansione urbanistica del dopoguerra ha creato una megalopoli, chiamata "Grande Area di Tokyo", che si espande per circa 13.500 km² e comprende anche buona parte delle vicine prefetture di Chiba, Kanagawa e Saitama. Tale immenso agglomerato urbano era nel 2011, con i suoi 34,2 milioni di abitanti, il più grande del mondo in termini di popolazione.[4]

Nella zona dei quartieri speciali hanno sede le istituzioni più importanti del paese. Nel quartiere di Chiyoda si trovano la sede del Parlamento Nazionale e del governo giapponese, nonché la residenza dell'Imperatore, il Palazzo Imperiale di Tōkyō. Il Governo Metropolitano è affidato ad un'assemblea eletta che sceglie il governatore, ed ha sede nel quartiere di Shinjuku.

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

La superficie totale della metropoli è di circa 2.188 km². Nel 2009, la popolazione era di quasi 13 milioni di abitanti, che fanno di Tokyo la più popolata tra le prefetture del Giappone.[3]

Il crescente fenomeno di inurbamento che ha investito Tokyo negli ultimi decenni, ha portato la popolazione dei quartieri speciali, nel 2009, a superare gli 8,2 milioni di abitanti;[3] ne è derivato un grande sviluppo dell'edilizia, del sistema di trasporto pubblico, con numerose linee ferroviarie e metropolitane, e della rete stradale. Il sempre più congestionato traffico ed il crescente affollamento ha scatenato un dibattito sull'opportunità di trasferire altrove la capitale.

Malgrado sorga su un territorio ad alto rischio sismico, Tokyo continua ad ingrandirsi, con nuovi abitanti provenienti da ogni angolo del Giappone e dall'estero. Si è formata una comunità multietnica di stranieri che, a tutto il 1º ottobre del 2009, contava su 417.000 residenti.[3] L'area di Tama, che si estende per 1.169,49 km² nella parte ovest della metropoli, nel 2009 contava su un totale di 4,16 milioni di abitanti[3] concentrati soprattutto ad est. La parte occidentale di Tama si trova invece in territorio montuoso e meno popolato. La popolazione della zona insulare di Tokyo è in continuo calo, nel 2009 contava su 28.000 abitanti distribuiti su 406 km², per una densità di 68 ab./km².[3]

Nei 23 quartieri speciali vivono oltre 8 milioni di abitanti e di giorno la popolazione aumenta fino a 10,5 milioni, con i lavoratori e gli studenti pendolari provenienti dalle prefetture vicine. I residenti dei tre quartieri centrali di Chiyoda, Chūō e Minato sono 300.000, ma durante il giorno la zona è abitualmente frequentata da 2 milioni tra pendolari e locali. A Tōkyō è presente la più grande concentrazione di quartier generali delle multinazionali, istituzioni finanziarie, università, scuole, musei, teatri, negozi e luoghi di divertimento del paese.

Grande Area di Tokyo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grande Area di Tokyo.

La Grande Area di Tokyo comprende, oltre al territorio metropolitano, buona parte delle prefetture di Chiba, Kanagawa e Saitama. Si estende su una superficie di 13.555 km² ed è abitata da circa 35 milioni di abitanti, che rappresentano il 28% della popolazione del paese.[2]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La città dal satellite. Delle diverse chiazze verdi al centro, la maggiore è quella del Palazzo Imperiale. A sud, il fiume Tama separa Tokyo dalla prefettura di Kanagawa.

Tokyo si trova alle coordinate geografiche 35°41′N 139°36′E / 35.683333°N 139.6°E35.683333; 139.6, circa alla stessa latitudine di Los Angeles e Teheran, ed è la capitale più orientale dell'Asia. Confina con la baia di Tokyo e la prefettura di Chiba ad est, di Yamanashi ad ovest, di Kanagawa a sud e di Saitama a nord.

La capitale è situata nella regione del Kanto, sull'isola di Honshu. L'area dei quartieri speciali, la più popolata, si affaccia sulla baia di Tokyo, dove sfociano i tre fiumi che bagnano la capitale, il Tama, l'Edo ed il Sumida. L'agglomerato urbano ha continuato ad espandersi sulla pianura di Kanto, la più estesa del paese, arrivando ad inglobare molte città e villaggi. La maggior parte dell'area metropolitana è composta da numerosi nuclei territoriali sviluppatosi di solito intorno ad una stazione ferroviaria, che fanno di Tokyo un vastissimo assembramento di distretti urbani, ognuno avente un proprio centro. Si sono quindi sviluppati molteplici poli di intrattenimento e di attrazione sociale, culturale e commerciale.

Il lato ad ovest dei quartieri speciali, l'area di Tama, è situata in un conoide di deiezione chiamato terrazzo di Musashino. Si tratta di un terrazzo fluviale che degrada dolcemente verso est. In questa zona, negli ultimi decenni, c'è stata una sensibile espansione di strutture dedicate all'istruzione universitaria, all'industria ed alla ricerca, con il conseguente aumento della popolazione e della relativa edilizia residenziale.

La parte occidentale dell'area di Tama si innalza verso le montagne e comprende la cresta montuosa di Ishione, che si estende verso le catene dei monti Okuchichibu e Okutama. Nel punto in cui i tre rilievi si incontrano sorge il monte Kumotori, la cima più elevata di Tokyo con i suoi 2.017 metri, che demarca il confine con le prefetture di Saitama e di Yamanashi.

Questa zona, ricca di laghi, fiumi ed aree verdi, gode di una minore concentrazione urbanistica e ciò ha portato il governo metropolitano ad intraprendere nell'area diversi piani di sviluppo. L'impatto ambientale che tale sviluppo comporta ha sollevato diverse preoccupazioni e critiche.[2] Il territorio comprende una parte dei parchi naturali di Chichibu Tama Kai e Fuji-Hakone-Izu, e la totalità dei parchi di Meiji no Mori Takao, Akikawa Kyūryō, Hamura Kusabana Kyūryō, Sayama, Takao Jinba, Takiyama e Tama Kyūryō.

La zona insulare che ricade sotto la giurisdizione metropolitana è composta dagli arcipelaghi delle Izu e delle Ogasawara e da altre isole, che dalla baia di Tokyo si estendono nell'oceano Pacifico. L'isola più lontana, Minami Torishima, dista circa 1.850 km da Tokyo.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

La metropoli di Tokyo si divide in tre aree aventi tipi di amministrazione diversi:

TokyoMap.svg

Quartieri speciali[modifica | modifica sorgente]

I 23 quartieri speciali di Tōkyō.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Quartieri speciali di Tōkyō.

Il 1º ottobre del 2009, l'area dei quartieri speciali di Tokyo aveva una popolazione di 8.802.000 abitanti,[3] distribuiti su una superficie di 621 km². Tale territorio è suddiviso in 23 quartieri speciali, le cui amministrazioni godono di poteri e funzioni simili a quelle delle altre municipalità del Giappone.

Sebbene abbiano un buon grado di autonomia ed ognuno di essi abbia un proprio governo ed un sindaco locale, i 23 quartieri devono coordinarsi con il Governo Metropolitano di Tokyo, l'organo di governo equiparabile a quello delle normali prefetture giapponesi. A carico del governo metropolitano vi sono determinati servizi offerti nell'area dei 23 quartieri, quali quelli relativi alla gestione delle acque e degli acquedotti, alle fognature ed alla lotta antincendio, che nelle altre municipalità del paese sono a carico dell'amministrazione comunale.

I quartieri sono quelli di Adachi, Aoyama, Arakawa, Bunkyo, Chiyoda, Chūō, Edogawa, Itabashi, Katsushika, Kita, Kōtō, Meguro, Minato, Nakano, Nerima, Ōta, Setagaya, Shibuya, Shinagawa, Shinjuku, Suginami, Sumida, Toshima e Taitō.

Area di Tama[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tama (area).
La distinzione tra l'area dei quartieri speciali, in giallo, e l'area di Tama, in verde

Gli attuali quartieri speciali formavano la città di Tokyo, mentre la parte ad ovest della ex prefettura, di cui l'estinta città di Tokyo era il capoluogo, corrisponde all'area di Tama. Tale zona, in cui vivono oltre 4 milioni di abitanti, comprende 26 città ed il montuoso distretto di Nishitama, l'unico distretto del territorio metropolitano, formato dal villaggio di Hinohara e dalle cittadine di Hinode, Mizuho ed Okutama.

Area insulare[modifica | modifica sorgente]

Sotto la giurisdizione metropolitana ricadono anche diverse isole del Pacifico, la cui superficie totale è di 473 km².

Isole Izu[modifica | modifica sorgente]

L'arcipelago delle Izu si estende a partire dalla baia di Tokyo. Le sue isole maggiori sono Izu Ōshima, Toshima, Niijima, Shikinejima, Kozushima, Miyakejima, Mikurajima, Hachijojima, e Aogashima. Tali isole sono ripartite amministrativamente in 3 sottoprefetture:

Isole Osagawara[modifica | modifica sorgente]

Il più lontano arcipelago delle Ogasawara comprende le isole di Chichi jima, Nishinoshima, Haha-jima, Kita Iwo Jima, Iwo Jima, e Minami Iwo Jima. La sottoprefettura di Ogasawara, l'unica di questo arcipelago, amministra anche le disabitate isole di Minami Torishima, lontana circa 1.850 km da Tokyo, e di Okino Torishima, il punto più a sud del Giappone.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La fondazione di Edo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Edo.

Nel piccolo villaggio di Edo, il nome precedente di Tokyo, un signore feudale locale, il daimyo Ota Dokan, costruì nel 1457 il castello di Edo-jō (江戸城).

Verso la fine del XVI secolo, Tokugawa Ieyasu, uno degli artefici della riunificazione del paese, divenuto il daimyo delle otto province del Kanto, iniziò a edificare la città di Edo, che divenne il centro più importante del territorio da lui controllato. Nel 1603, l'imperatore lo investì del titolo di shogun, titolo ereditario che rappresentava la massima carica militare, con il quale Tokugawa Ieyasu assunse il controllo del Giappone (l'imperatore veniva in pratica esautorato del potere), dando inizio allo Shogunato e all'era Tokugawa, detta anche periodo Edo. Trasferì a Edo la sua sede trasformandola nella capitale "de facto" del paese, mentre Kyoto restò la capitale ufficiale e la sede dell'imperatore.

Con la fine delle secolari guerre civili giapponesi, iniziò un periodo di grande stabilità. Edo divenne la più grande città del Giappone e sviluppò una struttura urbanistica molto rigida, suddivisa in tre categorie: i quartieri popolari, quelli dei templi e quelli degli aristocratici (riservati ai daimyo).[5] Fu instaurato il sistema del sankin kotai, secondo il quale tutti i daimyo dovevano possedere dei palazzi a Tokyo. Di solito un daimyo aveva tre residenze: una per sé e la propria famiglia, due per il suo seguito. La moglie e il primogenito dovevano abitare a Edo. Ogni daimyo doveva soggiornare a Edo per un periodo, ogni due anni. Questa politica rese assoluto il controllo dello shogun sui feudatari e contribuì a incrementare la popolazione della capitale. Con il moltiplicarsi degli immigrati, a Tokyo venne coniato il termine "Edokko" (figlio di Edo), in uso ancora oggi, per distinguere i nativi dai nuovi arrivati.

La popolazione aumentò rapidamente, e Edo diventò nel 1720 la più grande città del mondo, con un milione di abitanti;[6] sarebbe rimasta tale sino al XIX secolo, quando venne superata da Londra.

Dal XIX al XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Zojyo-ji, Tōkyō Tower
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rinnovamento Meiji e Grande Terremoto del Kantō.

Nel 1867, con la fine dello shogunato, fu restaurato il potere della casa imperiale. Il sovrano Meiji trasferì la capitale da Kyōto a Edo, a cui venne messo il nome Tokyo (capitale orientale). Nel 1868, anche l'imperatore si spostò a Tōkyō e dal 1869 si stabilì nel castello dove in precedenza risiedeva lo shogun, nell'attuale quartiere di Chiyoda. Con il grande rinnovamento che seguì la restaurazione Meiji, la città si ingrandì sempre più divenendo il maggior centro politico, economico e culturale del Giappone. La prefettura fu suddivisa in distretti.

Nel 1923 un terribile terremoto costò la vita a 70.000 abitanti di Tokyo, causando gravi distruzioni. La città fu riedificata con notevoli trasformazioni.

Tokyo in epoca moderna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Incursione aerea su Tokyo e Bombardamento di Tokyo nella seconda guerra mondiale.

Nella seconda guerra mondiale Tōkyō subì gravi bombardamenti, il più intenso fu quello del 10 marzo 1945 che ebbe un effetto paragonabile a quello delle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Vaste aree della città vennero rase al suolo. Al giorno d'oggi non rimangono praticamente tracce visibili di tali devastazioni.

Dopo la guerra, Tokyo venne ricostruita con un sistema ferroviario e metropolitano all'avanguardia, che venne esibito al mondo quando la capitale ospitò le Olimpiadi del 1964. Gli anni settanta portarono un nuovo sviluppo edilizio e la popolazione crebbe fino a 11 milioni di abitanti, nel 1978 venne inaugurato l'Aeroporto Internazionale Narita, la cui costruzione scatenò grandi proteste tra gli ambientalisti. Negli anni ottanta, il prezzo dei terreni raggiunse prezzi esorbitanti ed in molti si arricchirono rapidamente, ma nel decennio successivo scoppiò una grave crisi economica e molte compagnie, banche e proprietari fallirono a causa del crollo del prezzo dei terreni. Ne seguì una recessione che rese gli anni novanta la "decade perduta" del Giappone e che tuttora continua.

Il 20 marzo 1995, vi fu un gravissimo attentato alla metropolitana della città, compiuto da una setta di fanatici che impiegarono il gas nervino: morirono 12 persone mentre migliaia furono i feriti, che ancora oggi risentono degli effetti del gas.

Tokyo contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Shinjuku: grattacieli

Tōkyō è una città in continua evoluzione, dove vengono realizzati piani per lo sviluppo ed il rinnovamento urbano. I progetti recenti includono grandi opere tra cui l'Ebisu Garden Place, la Tennozu Isle, lo Shiodome, le Roppongi Hills, Shinagawa (divenuta stazione per i treni ad alta velocità shinkansen), e la stazione di Tōkyō (sul lato di Marunouchi). I progetti di recupero della terra dal mare vanno avanti da secoli. Il principale è quello realizzato nell'area di Odaiba, divenuta un grande centro per il commercio e l'intrattenimento. Nel 2012 è stata inaugurata la Tokyo Sky Tree, che con i suoi 634 metri di altezza detiene il record di seconda struttura artificiale più alta del mondo, dopo il Burj Khalifa.

Piano decennale[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006, il governo metropolitano ha avviato un piano decennale di rinnovamento che, oltre a promuovere lo sviluppo delle infrastrutture urbane, si propone di accrescere il livello di certi settori quali l'ambiente, la sicurezza, l'assistenza, la cultura, il turismo, l'industria e lo sport. Tale piano si articola sui seguenti punti:[7]

  • Il completamento di tre raccordi anulari ed altre arterie stradali, atte a decongestionare il pesante traffico della Grande Area di Tōkyō
  • Promuovere lo sviluppo urbano in armonia con le esigenze dei cittadini di una migliore qualità di vita
  • Abbellire Tokyo e renderla più sicura, in particolare riducendo il rischio sismico

L'amministrazione ha indicato nella tecnologia, in un nuovo tipo di sviluppo delle risorse umane e nella cooperazione con altri paesi asiatici, gli strumenti da utilizzare per ottenere quanto pianificato.[8] Il programma esecutivo varato nel 2010 per raggiungere gli scopi del piano decennale, ha individuato diverse iniziative pratiche da adottare, tra queste l'aumento delle aree destinate al verde pubblico, la riduzione dell'inquinamento, l'installazione di dispositivi anti sismici in edifici pubblici e privati, lo sviluppo dell'edilizia assistenziale in favore di anziani e famiglie non abbienti con figli ecc.[9]

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Vista del Ponte dell'Arcobaleno e panorama di Tōkyō di notte
La sede del Governo di Tōkyō

Tōkyō propone molti luoghi interessanti per i turisti provenienti da tutto il mondo, sia in ambito culturale che sportivo ed è sede di molti eventi culturali dalle molte sfumature. Nell'arco dell'anno, la città ospita innumerevoli festival, eventi mondani e sfilate di moda. A Tōkyō sono presenti molti templi, teatri, musei e si organizzano concerti di importanza internazionale.

Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

Matsuri[modifica | modifica sorgente]

Di grande richiamo sono i matsuri, i tradizionali festival shintoisti. I tre più importanti, ai quali presenziano migliaia di spettatori, sono:

  • Il Sannō matsuri, che si svolge ogni 15 giugno al santuario di Hie, nel quartiere speciale di Chiyoda
  • Il Sanja matsuri, che si tiene durante il terzo fine settimana di maggio al santuario di Asakusa, nell'omonimo circondario di Asakusa, che fa parte del quartiere speciale di Taitō.
  • Il Kanda matsuri, che si tiene nel santuario di Kanda, situato a Chiyoda, ogni due anni nel fine settimana più vicino al 15 di maggio. Il festival si caratterizza per le sfilate di sacri palanchini riccamente decorati, chiamati mikoshi (神輿 o 御輿?), e di carri allegorici circondati da una fitta folla.

Fuochi artificiali[modifica | modifica sorgente]

Ogni anno, l'ultimo sabato di luglio, un grande spettacolo pirotecnico si svolge lungo il fiume Sumida, attirando oltre 1 milione di spettatori.

Hanami[modifica | modifica sorgente]

In primavera, in tutto il Giappone, milioni di persone si muovono per ammirare i fiori dei ciliegi giapponesi ( sakura?), una tradizione chiamata hanami (花見? lett. hana = fiori, mi = vedere). Secondo quest'usanza, si organizza un picnic sotto tali alberi. A questo proposito, gli abitanti di Tokyo si riuniscono nei vari parchi cittadini, tra i quali il parco di Ueno, il parco Inokashira ed il Shinjuku Gyoen.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Università[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università Imperiale di Tokyo, Tokyo Institute of Technology, Università delle Arti di Tokyo, Università di Waseda, Università Keio, Università Meiji, Tokyo Fuji University e Università delle Nazioni Unite.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Tōkyō di notte vista dalla Tōkyō Tower.

Tōkyō è sede di molti musei:

Altri musei sono il Museo di arte nezu a Aoyama, l'Edo-Tōkyō Museum nel quartiere di Sumida, vicino al fiume Sumida e la biblioteca della Dieta Nazionale del Giappone, archivio dello Stato e museo d'arte moderna, situata vicino al Palazzo Imperiale, nel quartiere speciale di Chiyoda.

Teatri ed altri luoghi per concerti[modifica | modifica sorgente]

Tōkyō ha molti teatri dove vengono rappresentati sia spettacoli contemporanei che le forme tradizionali di teatro giapponese, come il ed il Kabuki. Tali strutture vengono utilizzate anche per concerti di orchestre sinfoniche, che eseguono musica occidentale o anche musica tradizionale giapponese. Tōkyō ospita anche concerti di musica pop e rock di artisti giapponesi e occidentali, sia in club di piccole dimensioni che in strutture appositamente dedicate come il famoso e capiente palazzo dello sport del Nippon Budokan.

Trasporti e infrastrutture[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti in Giappone.
La torre di controllo dell'aeroporto di Tokyo-Narita

L'area metropolitana di Tokyo è la più popolata del pianeta, ed è dotata di una efficiente e fitta rete di trasporti ferroviari, aerei, stradali e marittimi.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

La metropoli è servita da due aeroporti maggiori:

  • aeroporto di Tokyo-Haneda - sorge nell'area dei quartieri speciali e lungo la baia di Tokyo, specializzato nei voli domestici, viene usato anche per diversi voli internazionali
  • aeroporto di Tokyo-Narita - situato a 57 km ad est, è specializzato soprattutto in voli internazionali

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Il lato Marunouchi della stazione di Tokyo.

È possibile orientarsi a Tokyo utilizzando le molte linee ferroviarie locali. Una delle principali è la linea Yamanote, che compie un percorso anulare attorno al centro storico metropolitano, e muove 4 milioni di passeggeri al giorno. I trasporti ferroviari sono costituiti da molte linee metropolitane e suburbane gestite da diverse compagnie.

Strade[modifica | modifica sorgente]

Una fitta rete di strade ed autostrade collega i vari punti della metropoli tra loro e con il resto del paese. Vi è un sensibile ritardo nell'approntamento di una rete stradale adeguata allo sviluppo urbano dei quartieri speciali.[2] Di particolare interesse è l'aqua-Line Baia di Tokyo, mirabile opera di ingegneria moderna. È la combinazione di un ponte ed una galleria sulla baia di Tokyo. La galleria, che con una lunghezza di 5 km rappresenta il più lungo tunnel stradale subalveo del mondo, è seguita da un ponte della lunghezza di 4,4 km. La transizione tra ponte e galleria avviene sull'isola artificiale di Umi hotaru (海ほたる, it. lucciola di mare).

Trasporti marittimi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Baia di Tokyo.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Borsa di Tōkyō.

Tokyo ha un prodotto interno lordo di 1.479 miliardi di dollari,[11] il più alto tra le grandi metropoli mondiali. È considerata una delle città guida dell'economia mondiale, insieme a New York e Londra.[12] La borsa di Tokyo, la sede centrale della Banca del Giappone e le maggiori istituzioni finanziarie del paese si trovano nel distretto urbano di Nihonbashi, che fa parte del quartiere centrale di Chūō.[13]

Le tasse imposte dal governo metropolitano si basano principalmente sui redditi degli abitanti e sui profitti delle aziende. Altre forme di tassazione locale vengono raccolte dalle municipalità conurbate, mentre nell'area dei quartieri speciali, che pur godono di buoni margini di autonomia amministrativa, tali imposte vengono gestite direttamente dal governo metropolitano. Un'altra fonte di introito per l'amministrazione metropolitana è rappresentata dall'emissione di obbligazioni.[13]

Negli ultimi decenni, si è assistito a fenomeni di degrado sociale dovuti alle varie crisi che hanno investito i paesi più industrializzati. A Tokyo, come in molte altre parti del Giappone, uno dei riflessi più evidenti di tale crisi è rappresentato dal crescente numero dei disoccupati, dei lavoratori precari e dei senzatetto. Questi ultimi, secondo un'indagine del 2003, erano almeno 6.300.[14]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Giochi della XVIII Olimpiade.

Tokyo ha organizzato la XVIII Olimpiade nel 1964 ed era stata scelta dal Comitato olimpico giapponese, il 30 agosto 2006, come città candidata per i Giochi olimpici estivi del 2016, poi assegnati a Rio de Janeiro. La proposta di Tokyo era supportata dall'azienda anglo-americana Weber Shandwick, una società di pubbliche relazioni già vincitrice di quattro corse olimpiche.

Il 7 settembre 2013, alla 125a sessione plenaria del CIO, la capitale giapponese è stata scelta come città ospitante nel 2020 i Giochi della XXXII Olimpiade, sconfiggendo la candidature di Istanbul e Madrid.

La principale squadra di baseball cittadina è quella degli Yomiuri Giants, più volte laureatasi campione del Giappone, che disputa gli incontri casalinghi al moderno Tokyo Dome. Le maggiori compagini calcistiche sono il Football Club Tokyo ed il Tokyo Verdy. Tra le altre principali strutture sportive, ci sono i palazzi dello sport del Tokyo Metropolitan Gymnasium e del Nippon Budokan, nonché il National Stadium, tutti impianti che ospitarono i giochi olimpici del 1964.

Persone legate a Tokyo[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

A tutto il 2010, Tokyo era gemellata con le seguenti 11 città e stati:[15]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) History of Tokyo, sul sito web ufficiale di Tokyo
  2. ^ a b c d (EN) Geography of Tokyo, sul sito web ufficiale metropolitano
  3. ^ a b c d e f g (EN) Population of Tokyo, sul sito web ufficiale metropolitano
  4. ^ (EN) China's mega city: the world's largest cities , 24 gennaio 2011, sul sito web di The Daily Telegraph
  5. ^ Giorgio Piccinato, Un mondo di città.
  6. ^ Jared Diamond, Collasso, e Giorgio Piccinato, Un mondo di città.
  7. ^ (EN) “TOKYO’S BIG CHANGE: THE 10-YEAR PLAN” sul sito web ufficiale metropolitano
  8. ^ (EN) Three perspectives of the 10-Year Plan sul sito web ufficiale metropolitano
  9. ^ (EN) Key Initiatives of the 2010 Action Program sul sito web ufficiale metropolitano
  10. ^ (EN) Art Museum, Crafts Gallery and National Film Center
  11. ^ Global city GDP rankings 2008-2025, Pricewaterhouse Coopers. URL consultato il 27 novembre 2009.
  12. ^ Sassen, Saskia, The Global City: New York, London, Tokyo, 2ª ed., Princeton University Press, 2001. ISBN 0-691-07063-6.
  13. ^ a b (EN) Tokyo's Finances sul sito web ufficiale metropolitano
  14. ^ (EN) Ishiwatari, Tamae: Homelessness in Japan su shareintl.org
  15. ^ (EN) Sister Cities(States) of Tokyo sul sito web ufficiale metropolitano

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dusan Simko, Einwohner und Umweltbelastung in Tokyo. Fallstudie: Die Nachbarschaft Ojima in Koto-ku., Birkhäuser-Verlag, 1990. ISBN 3-7643-2539-9
  • Edward Seidensticker, Tokyo Rising: The City Since the Great Earthquake, Boston, Harvard Univ. Press, 1991. ISBN 0-674-89461-8
  • Matthias Eichhorn, Pendlerverkehr in Tokyo. Probleme und Perspektiven, Holos, 1997. ISBN 3-86097-426-2
  • Martin Gostelow, Tokyo City Pack, Ed. Aguilar, 1998. ISBN 84-03-59830-0
  • Gottfried Wohlmannstetter, Finanzplatz Tokyo, Francoforte, Knapp, 1998. ISBN 3-7819-1167-5
  • Carlos Gispert, Tokyo, Ed. Océano, 2002. ISBN 84-95199-93-9
  • Giorgio Piccinato, Un mondo di città, Torino, Edizioni di Comunità, 2002. ISBN 88-245-0585-6
  • Ben Simmons, Johnny Hymas, Gozard Vilhar, Japanscapes, Tokyo, Kodansha International Ltd., 2002. ISBN 4-7700-2876-8
  • Martin Lutterjohann, Tokyo mit Yokohama und Kyoto, Reise Know-How Verlag Rump, 2004. ISBN 3-8317-1251-4
  • Evelyn Schulz, Stadt-Diskurse in den Aufzeichnungen über das Prosperieren von Tokyo, Iudicium, 2004. ISBN 3-89129-775-0
  • Jared Diamond, Collasso: come le società scelgono di morire o vivere, Torino Einaudi, 2005 [ed.italiana; titolo originale Collapse. How Societies Choose to Fail or Succeed]. ISBN 978-88-06-18642-5
  • Elke Hayashi-Mähner, Tagelöhner und Obdachlose in Tokyo, Iudicium, 2005. ISBN 3-89129-181-7
  • Wendy Yanagihara, Tokyo de cerca, Barcellona, Ed. Geoplaneta, 2008. ISBN 978-84-08-06965-2

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]