Prefettura del pretorio dell'Illirico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Prefettura del pretorio dell'Illirico
Informazioni generali
Capoluogo Sirmio (337-379);
Tessalonica (379-VI secolo?)
Suddiviso in Pannonia, il Norico, Creta e gran parte dei Balcani tranne la Tracia
Evoluzione storica
Inizio 337
Fine VI secolo?
Cartografia
Prefecture of Illyricum map.png

La prefettura del pretorio dell'Illirico (latino: praefectura praetorio per Illyricum; greco: ἔπαρχότητα/ὑπαρχία τῶν πραιτωρίων τοῦ Ἰλλυρικοῦ) era una delle quattro grandi prefetture del pretorio in cui fu diviso il tardo Impero romano. Il centro amministrativo della prefettura fu inizialmente Sirmio, e poi, dopo il 379, Tessalonica.[1][2] Prese il nome dalla vecchia provincia romana dell'Illirico, e al suo apogeo comprendeva la Pannonia, il Norico, Creta e gran parte dei Balcani tranne la Tracia.

Storia amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

A differenza delle altre tre prefetture "classiche" che sono menzionate nella Notitia dignitatum (Gallia, Italia e Oriente), la storia amministrativa dell'Illirico durante il IV secolo fu turbolenta, poiché fu soppressa, ripristinata e divisa varie volte.[3]

Inizialmente i territori comprendenti la prefettura appartenevano alla Prefettura d'Italia, Illirico e Africa, quando venne istituita nel 337 in seguito alla spartizione dell'impero tra i figli di Costantino I. Sembra che le tre diocesi di Macedonia, Dacia e Pannonia furono per la prima volta raggruppate in una separata prefettura del pretorio nel 357 da Costanzo II. Continuò a esistere fino al 361, quando venne soppressa dall'imperatore Giuliano, e tornò di nuovo in vita nel 375-379 sotto Graziano.[4]

Nel 379 la Diocesi di Pannonia fu di nuovo aggiunta all'Italia come "diocesi dell'Illirico", mentre Macedonia e Dacia ("Illirico orientale") per un breve periodo furono governate direttamente da Teodosio I da Tessalonica.[5]

Negli anni successivi anche Dacia e Macedonia furono incorporate nella prefettura d'Italia, tranne per il periodo 388-391, quando costituirono una prefettura separata.[4]

Dopo la morte di Teodosio nel 395 e la permanente divisione dell'Impero la ricostituita prefettura dell'Illirico incorporò le diocesi di Macedonia e Dacia, con Tessalonica come capitale. Tuttavia, l'Impero romano d'Occidente, specialmente durante la reggenza del generale Stilicone, continuò a rivendicare a loro la prefettura fino al 437, quando Galla Placidia e Valentiniano III riconobbero la sovranità dell'Impero d'Oriente sulla prefettura.[6]

Sembra che la capitale della prefettura fu di nuovo spostata per un breve periodo (437-441) a Sirmio,[7] ma gli storici dibattono sullo spostamento poiché i Balcani settentrionali erano devastati dalle invasioni.

L'intenzione di Giustiniano I di spostare la capitale alla città da lui costruita di Justiniana Prima negli anni 540 non si realizzò.[8]

Lista di praefecti praetorio per Illyricum[modifica | modifica wikitesto]

Insignia del Prefetto del Pretorio dell'Illirico

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Thessalonica, 1910 Catholic Encyclopedia
  2. ^ Illyria, 1910 Catholic Encyclopedia
  3. ^ È un errore comune affermare che le prefetture del pretorio furono istituite come unità territoriali da Costantino I già intorno al 318 o al 324, come anacronisticamente affermato da Zosimo. In realtà, ciascun Augusto o Cesare continuò ad avere il proprio prefetto del pretorio come capo di stato maggiore, e solo a partire dalla metà del IV secolo le prefetture divennero suddivisione amministrative permanenti dell'Impero (Le Mond Byzantin, pp. 190-191).
  4. ^ a b Le Mond Byzantin, p. 396
  5. ^ Greece, 1910 Catholic Encyclopedia
  6. ^ Le Mond Byzantin, pp. 397-398
  7. ^ Southern Pannonia during the age of the Great Migrations
  8. ^ Le Mond Byzantin, pp. 401-402
  9. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v PLRE II, p. 1249.
  10. ^ PLRE II, p. 1250.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Notitia dignitatum
  • (FR) Cécile Morrisson (a cura di):Le Mond Byzantin I - L'Empire romain d'orient (330-641) Parigi, 2004 ISBN 2-13-052006-5, (trad. ital. Il mondo bizantino, Torino, Einaudi, ISBN 9-78-880618610-4)
  • The Times History of Europe, Times Books, London, 2001.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]