Prato

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Prato
comune
Prato – Stemma Prato – Bandiera
Prato – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Prato-Stemma.png Prato
Amministrazione
Sindaco Matteo Biffoni (PD) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 43°52′50.93″N 11°05′47.62″E / 43.880814°N 11.096561°E43.880814; 11.096561 (Prato)Coordinate: 43°52′50.93″N 11°05′47.62″E / 43.880814°N 11.096561°E43.880814; 11.096561 (Prato)
Altitudine 61 m s.l.m.
Superficie 97,59 km²
Abitanti 187 159[1] (31-12-2012)
Densità 1 917,81 ab./km²
Frazioni nessuna (vedi sezione)
Comuni confinanti Agliana (PT), Calenzano (FI), Campi Bisenzio (FI), Carmignano, Montemurlo, Poggio a Caiano, Quarrata (PT), Vaiano
Altre informazioni
Cod. postale 59100
Prefisso 0574
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 100005
Cod. catastale G999
Targa PO
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 668 GG[2]
Diffus. atmosf. bassa
Nome abitanti pratesi
Patrono santo Stefano
Giorno festivo 26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Prato
Posizione del comune di Prato all'interno dell'omonima provincia
Posizione del comune di Prato all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale

Prato è un comune italiano di 192.130 abitanti[3], capoluogo dell'omonima provincia in Toscana.

È la seconda[4] città della Toscana e la terza[5] dell'Italia Centrale.

La piana pratese fu abitata fin dall'epoca etrusca, ma la nascita della città vera e propria si fa risalire, generalmente, al X secolo, quando si hanno notizie di due centri abitati contigui ma distinti, Borgo al Cornio e Castrum Prati, che si fusero durante il secolo successivo.

Nell'economia pratese la produzione tessile ha sempre svolto un ruolo di primissimo piano fin dall'epoca medievale, come testimoniano i documenti del famoso mercante Francesco Datini, ma è nell'Ottocento che Prato vide un impetuoso sviluppo industriale, tanto da essere definita "la Manchester della Toscana". Ma dietro questo aspetto predominante, Prato è a tutt'oggi una delle capitali tessili europee, la città vanta attrattive storico-artistiche di grande rilievo con un itinerario culturale che dal Medioevo arriva all'Avanguardia.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Prato è una città della Toscana centrale che si estende per circa 100 km² all'altitudine di 61 metri s.l.m. presso il suo centro storico, al centro della piana di Firenze-Prato-Pistoia. È posta ai piedi del Monte della Retaia (768 metri s.l.m.), ultima cima sud-occidentale della Calvana. L'altitudine minima di 32 metri s.l.m. si registra in corrispondenza delle Cascine di Tavola, mentre l'altitudine massima di 818 metri s.l.m. è sulla vetta del Monte Cantagrilli, rilievo sud-orientale della Calvana che segna il confine col territorio comunale di Calenzano.

A livello idrografico la città è attraversata dal fiume Bisenzio, affluente dell'Arno, che attraversa longitudinalmente il territorio comunale da Santa Lucia fino a Mezzana, costeggiando le mura di Prato presso Porta Mercatale. Il territorio comunale è attraversato nella parte occidentale anche dal torrente Bardena che dal Monteferrato scende verso Figline di Prato, Maliseti, Galciana, Casale e Iolo, dove prosegue con la denominazione di Fosso di Iolo, e dal torrente Calice ai confini con la provincia di Pistoia, entrambi affluenti dell'Ombrone Pistoiese: quest'ultimo corso d'acqua segna invece il confine comunale meridionale, dove a livello amministrativo separa Prato dai comuni di Carmignano e di Poggio a Caiano. Altro corso d'acqua da segnalare è Rio Buti, le cui sorgenti sui monti della Calvana danno origine a un breve corso d'acqua che scende ripido, alimentando lungo il suo corso anche una serie di cascate, per poi gettarsi nel Bisenzio nella parte settentrionale della città.

L'area urbana e gran parte del territorio comunale si estendono nell'area pianeggiante compresa tra il corso del Bisenzio a nord e dell'Ombrone Pistoiese a sud, parte centrale integrante della conca intraappenninica che, da Firenze, si estende in direzione nord-ovest fin oltre la città di Pistoia. La piana è solcata da corsi d'acqua minori e canali che affluiscono verso i due fiumi principali; mentre quelli periferici hanno generalmente un'origine propria, quelli semicentrali, dette gore, costituiscono un sistema di canalizzazione artificiale che, distintamente, riforniva in passato di acqua le varie zone della città e ne raccoglieva le acque reflue per il filtraggio.

Il territorio comunale è classificato in area sismica (zona 2 nel 2003 e zona 3S dalle medesime caratteristiche nel 2006) e parte di esso fu sede dell'epicentro del terremoto della Valle del Bisenzio del 26 giugno 1899, che raggiunse la magnitudo 5,09 della Scala Richter ed il VII grado della Scala Mercalli. Una scossa di intensità simile si verificò anche durante il terremoto del Mugello del 29 giugno 1919, che però ebbe l'epicentro a relativa distanza.[6]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Neve e ghiaccio a Prato nel febbraio 2012
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi stazione meteorologica di Prato e stazione meteorologica di Prato Galceti.

Il clima della città è caratterizzato da inverni piuttosto freddi e moderatamente secchi, con minima assoluta di −13,8 °C il 10 e 11 gennaio 1985, ed estati calde e talvolta afose, con massima assoluta di 41,0 °C il 7 luglio 1952 (la serie storica è stata esaminata a partire dal 1932 con dati mancanti in alcuni anni della seconda guerra mondiale)[7]. Di recente installazione, la stazione meteorologica di Prato San Niccolò, attiva dal 1996 all'interno di un giardino privato a ridosso delle mura e gestita dall'Istituto Geofisico Toscano, detiene invece il record cittadino di massima assoluta con +41,8 °C registrati il 5 agosto 2003.

Le precipitazioni in città sono di circa 950 mm medi annui e si concentrano prevalentemente in autunno e presentano un massimo secondario in primavera; l'estate risulta la stagione mediamente più siccitosa.

Rispetto alla vicina Firenze ed all'area urbana della città di Prato, la stazione meteorologica di Galceti presenta maggiori caratteristiche di ruralità, essendo situata a 110 metri s.l.m. sulle prime propaggini collinari alla periferia nord-occidentale della città. I dati rilevati, a differenza di quelli del capoluogo toscano, non risentono pertanto dell'effetto isola di calore nella stagione estiva, mentre risulta meno incidente l'effetto albedo susseguente ad eventuali nevicate nella stagione invernale, sia per l'ubicazione della stazione stessa che per la ventilazione tendenzialmente maggiore; i valori estremi di quest'ultima stazione sono invece rappresentati dai −12,2 °C registrati dalla stazione meccanica l'11 gennaio 1985 e dai 40,4 °C registrati dalla stazione automatica il 5 agosto 2003 (nella stessa giornata la stazione meccanica raggiunse i 39,7 °C): la serie storica della stazione di Galceti ha avuto inizio però soltanto a partire dal 1971. Le precipitazioni di Galceti fanno registrare un valore più elevato (997,5 mm annui) rispetto al dato cittadino, pur presentando un analogo andamento per gli accumuli mensili e stagionali.

Le nevicate a Galceti risultano superiori per accumulo medio, per durata media del manto nevoso e per numero medio di giorni di neve rispetto a quello che si verifica nel resto della città, dove la zona mediamente meno nevosa risulta essere la periferia sud-orientale di Mezzana. Le configurazioni migliori per avere nevicate con accumuli diffusi su tutta la città sono i sovrascorrimenti umidi dopo un precedente raffreddamento molto intenso (esempi più recente il 3 marzo 2005 e il 17 dicembre 2010, oppure l'ingresso di aria artica dalla valle del Rodano con ciclogenesi sul Mar Ligure in successiva evoluzione verso l'alto Adriatico, purché sia associata a termiche stabilmente al di sotto dei -5 °C a 850 hPa durante la fase perturbata (esempi più recenti il 28 dicembre 2005 e il 18 dicembre 2009). Ottime nevicate negli ultimi decenni si sono verificate anche l'8 gennaio 1985, il 16 marzo 1987 e il 6 e 7 febbraio 1991, grazie all'interazione tra flusso umido nei bassi strati e aria gelida in quota. Talvolta possono verificarsi situazioni al limite, con accumuli nevosi nella parte occidentale e settentrionale della città e contemporanee nevicate senza accumulo o addirittura piogge nella parte sud-orientale della città, come è avvenuto ad esempio il 12 e 13 gennaio 1987, il 9 febbraio 1999 e il 29 gennaio 2004.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Prato.

Preistoria e storia antica[modifica | modifica sorgente]

Alcuni ritrovamenti testimoniano che il territorio collinare circostante Prato risultava già abitato sin dal Paleolitico. In località Galceti, a ridosso delle prime colline a nord è stata rinvenuta una "stazione" musteriana risalente al 35.000 anni fa dove, per la tipologia dei reperti rinvenuti, si può supporre con sicurezza come l'area fosse già destinata ad un'ampia produzione ed esportazione di utensili in diaspro, facilmente reperibile sulla collina. Anche nell'attuale centro storico sono documentati rinvenimenti sporadici di utensili del neolitico e dell'età del bronzo, mentre sull'altro versante collinare (monti della Calvana) sono evidenti alcune strutture architettoniche civili e funerarie (tra cui anche un sepolcreto andato distrutto negli anni cinquanta) attribuite ai liguri[8] o a popolazioni autoctone dell'età del bronzo. La piana pratese venne successivamente abitata dagli Etruschi, come testimoniato dai recenti ritrovamenti archeologici nell'area, destinati a riscrivere la storia di questi luoghi.[9][10]

La città etrusca di Gonfienti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gonfienti.

Grande scalpore ha suscitato la notizia, nel 1997, del ritrovamento dei resti di una città etrusca (fino ad allora sconosciuta) nell'area di Gonfienti, a ridosso del comune di Campi Bisenzio: fino a quel momento si pensava che prima dell'epoca romana il territorio della piana non fosse stato antropizzato e che prima del Medioevo non esistesse nessun insediamento stabile nella zona. Gli scavi hanno dimostrato che la città, i cui reperti risalgono al VI secolo a.C., non era affatto piccola, e vi era praticata già a quell'epoca la tessitura e la filatura.[11][12] Recentemente è stata avanzata l'ipotesi (basandosi su alcuni toponimi della zona) che questa possa essere la mitica Camars[13] (divenuta poi Clusium in epoca romana), patria del re Porsenna. In effetti la città aveva assi viari ben pianificati (indicanti quindi una presenza costante nel territorio di genti etrusche), con una strada di oltre dieci metri di larghezza e un'estensione notevole (sono circa 30 gli ettari sottoposti a vincolo dalla soprintendenza). All'interno di essa è stata rinvenuta una "domus" di circa 1440 m² (la più grande dell'Italia antica, prima della Roma Imperiale), sviluppata sul modello delle ville pompeiane (ma di alcuni secoli precedente) con una rete di canali idrici ancora in parte funzionanti e un'eccezionale quantità di ceramiche greche a figure rosse e nere, su cui spicca una kilix attribuita a uno dei più importanti artisti greci del V secolo, Douris e delle pregevoli antefisse a figure femminili. Indizi sull'esistenza in loco di una città etrusca erano già stati ipotizzati nel corso del XVIII secolo, quando vennero raccolti svariati reperti di quell'epoca (tra cui il cosiddetto "offerente" esposto al "British Museum"), suggerendo per essa il nome di "Bisenzia", una mitica città etrusca scomparsa secoli fa e citata da locali letterati rinascimentali.

La città, anche se intuibile solo parzialmente per la rapida urbanizzazione nella sua area, era quasi certamente collegata commercialmente a Misa-Marzabotto al fine di favorire gli scambi attraverso l'Appennino, lungo la direttrice che collegava le città di Spina e Pisa nel corso del VI-V secolo a.C. fino a decadere quasi improvvisamente al termine del V secolo a.C., per circostanze ancora non chiare.[14] A seguito della sua scomparsa non si hanno tracce documentarie ma possiamo ipotizzare con buona probabilità che gli stessi abitanti abbiano provveduto a spostarsi in aree più protette, dove la difesa da attacchi esterni (i celti dal nord) sarebbe stata maggiormente garantita. In effetti la città, che non disponeva di mura, si sviluppò partendo da un progetto di pianificazione che sembrerebbe anticipare la struttura delle città ippodamee, fattore reso possibile per la stabilità che si era venuta a creare nell'Etruria Settentrionale nell'arco temporale che separa la battaglia contro i greci focesi (540 a.C.) e la conquista di Veio (396 a.C.) da parte di Roma, ed il conseguente spostamento verso nord del tradizionale baricentro etrusco dell'area meridionale della Toscana. Le aree in questione potevano essere state Artimino, Fiesole e, anche se parzialmente perché più lontana, ma sulla stessa direttrice geografica, Volterra, che nel secolo successivo ampliarono o costruirono la loro cerchia muraria a seguito di un'imponente sviluppo demografico.

Infine la piana fu abitata dai Romani (vi passava la via Cassia, nel tratto che collegava Firenze con Pistoia, sulla via per Luni). Gli storici hanno collocato nei pressi dell'antica città etrusca la mansione "Ad Solaria" della antica Via Cassia, e riportata nella celebre Tavola Peutingeriana. Il territorio dove sorge oggi Prato però era destinato alla centuriazione estesa tra Agliana e Badia a Settimo (ricalcante una precedente, di epoca etrusca) e probabilmente non ad insediamenti urbani, anche se occasionalmente sono state rinvenute nell'area di Prato, tracce di quell'epoca: episodi rinvenimenti di strutture murarie e lapidee, sepolture, frammenti ceramici e lapidei, in particolare nell'area della Cattedrale, per la quale si è ipotizzato l'esistenza di un edificio d'uso sacro.

Storia medievale[modifica | modifica sorgente]

Statua di Datini davanti al Palazzo Pretorio

Nell'Alto Medioevo la piana vede il degrado delle strutture di regimentazione delle acque realizzate con la centuriazione romana, ed alcune parti di essa, presumibilmente nell'area a sud si impaludirono. La zona di Prato fu interessata dalla presenza dei Bizantini e successivamente occupata dai Longobardi la cui presenza è documentata soprattutto nelle aree collinari e pedemontane.

La contea di Prato[modifica | modifica sorgente]

La storia della città vera e propria è testimoniata a partire dal X secolo, quando si hanno notizie dei due centri abitati contigui ma distinti: quello più antico di Borgo al Cornio sorto nei pressi della pieve di Santo Stefano (corrispondente a quattro strade incrociate a scacchiera appena a sud dell'attuale Piazza del Duomo) e quello più piccolo di Castrum Prati sorto in relazione alla residenza fortificata degli Alberti (corrispondente all'area ad Ovest dell'attuale Castello dell'Imperatore e dove si trova il nome di una chiesa intitolata a S.Maria in castello).[15] Questi due nuclei urbani si fusero nel corso dell'XI secolo ed i signori del Castrum Prati, gli Alberti, ottennero l'investitura imperiale di "conti di Prato". Nello stesso periodo venne consolidata l'opera di bonifica della Piana e la costruzione del sistema idrico, che regolava il corso del fiume Bisenzio (grazie alla pescaia detta Cavalciotto, presso Santa Lucia, tuttora esistente), e ne incanalava le acque in una fitta rete di gore, che servivano per far funzionare le gualchiere, cioè gli opifici tessili.

Il libero comune[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'assedio del 1107 da parte delle truppe di Matilde di Canossa, i conti Alberti si ritirarono nei propri castelli della Val di Bisenzio e l'abitato cominciò a costituirsi come libero Comune. Si tratta di un esempio piuttosto raro di comune indipendente sorto in un centro urbano che non costituiva una diocesi; per questo Prato per secoli non fu mai definita "civitas", ma solo "terra". Fu certamente uno tra i primissimi comuni italiani a darsi uno Statuto, redatto già a metà del XIII secolo. Per due secoli Prato conobbe una forte espansione urbana (vennero quasi raggiunti i 15000 abitanti), dovuta alla fiorente industria della lana e alla forte devozione verso una reliquia appena giunta: la Sacra Cintola. L'urbanizzazione è testimoniata dalla necessità di costruire due nuove cerchie di mura, una intorno alla metà del XII secolo e l'altra a partire dal 1300. Un episodio del 1312 vide acutizzarsi la rivalità con la vicina Pistoia, quando il canonico pistoiese Giovanni di Ser Landetto, soprannominato 'Musciattino', compì un tentativo di furto della Sacra Cintola. Nel 1326, per sottrarsi alle mire espansionistiche di Firenze e alle proprie lotte interne tra le famiglie più possidenti per il controllo amministrativo, la città si sottomise alla Signoria di Roberto d'Angiò, re di Napoli. Il 23 febbraio 1351 Giovanna d'Angiò vendette la città a Firenze per 17.500 fiorini d'oro, e a quest'ultima città rimase legata fino ai giorni nostri.

Storia moderna[modifica | modifica sorgente]

Nonostante la perdita della libertà, Prato continuò a svilupparsi nei secoli seguenti, seguendo le sorti di Firenze, prima sotto la dinastia dei Medici, quindi con la Repubblica Fiorentina dal 1494. A causa di questo, l'esercito della Lega Santa (creata fra il Papa Giulio II e gli Spagnoli) cinse d'assedio sotto il comando di Raimondo de Cardona, conquistò e devastò Prato il 29 agosto 1512. Tale saccheggio (noto come Sacco di Prato e ricordato anche dal Machiavelli nel celebre Il Principe) provocò un altissimo tributo di vite, segnando profondamente non solo la vita della città, ma anche l'inizio del declino, che durò per circa due secoli.

Nel 1653 Prato ottenne finalmente il tanto ambito status di Città e di Diocesi (quest'ultima era limitata soltanto all'interno delle mura cittadine e con il Vescovo in comunione con Pistoia). Tale titolo diede un nuovo sviluppo all'economia e all'urbanizzazione locale: per l'occasione venne fatta realizzare la Fontana del Bacchino da Ferdinando Tacca.

Nel XVIII secolo, con la salita dei Lorena alla guida del Granducato di Toscana, la città venne abbellita e conobbe anche un notevole sviluppo culturale, che veniva promosso dagli stessi granduchi.

Storia contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Veduta aerea del centro cittadino negli anni sessanta

Dopo l'Unità d'Italia si ebbe una fortissima industrializzazione (soprattutto nel settore tessile) e cominciò un'incredibile crescita demografica, che fece uscire la città dalla cerchia delle mura trecentesche e la portò ad inglobare pian piano i borghi circostanti, con la popolazione cittadina passata dai 50.000 abitanti del 1901 agli oltre 180.000 del 2001.

Per descrivere l'industria tessile della città, lo storico Emanuele Repetti nell'Ottocento definì Prato "la Manchester della Toscana". Inoltre, la concentrazione di opifici tessili era così elevata che Prato divenne famosa come la città dalle cento ciminiere. Nel secondo dopoguerra, quando il progresso tecnologico rese obsoleti i vecchi opifici, le grandi ciminiere in mattoni sparirono, tranne alcune che sono tuttora in piedi in quanto reperti di archeologia industriale, come quella della Cimatoria Campolmi.

Ma l'incremento demografico, ed economico più imponente fu nel secondo dopoguerra quando, negli anni sessanta e settanta, una consistente immigrazione proveniente da tutte le regioni meridionali farà raddoppiare la popolazione residente, fornendo manodopera alla sempre più vitale industria tessile.

Nel 1949 le frazioni di Vaiano e Sofignano vennero distaccate e costituite in comune autonomo, con denominazione Vaiano[16].

Parallelamente allo sviluppo economico e demografico, la città ebbe una nuova grande crescita urbanistica lungo varie direttrici. Una crescita particolarmente disordinata che darà vita e innumerevoli commistioni tra piccole attività produttive ed edifici residenziali secondo un modello tipico della città in cui anche dal punto di vista economico prevalsero aziende produttive piccole e piccolissime con rapporti di lavoro basati sull'affidamento a terzi delle singole lavorazioni del ciclo produttivo. In tale disordine urbanistico innumerevoli edifici furono costruiti abusivamente, anche dopo l'entrata in vigore del piano regolatore. Tale abusivismo, rappresentò un fenomeno nuovo e rilevante per una città del centro-nord e non si limitò a piccole costruzioni ma riguardò anche grandi condomini e addirittura due interi quartieri, "il Cantiere" ed "il Guado", abitati prevalentemente da immigrati dell'Italia meridionale.

La città è stata meta a partire dagli anni anni novanta, di una nuova e molto consistente ondata migratoria, questa volta da paesi extracomunitari ed in particolare dalla Cina.

Fino al 1992 Prato, come tutti gli altri comuni della sua provincia, faceva parte della provincia di Firenze. Quell'anno furono istituite 8 nuove province in Italia, tra cui quella di Prato, al fine di meglio amministrare un territorio in crescita continua di abitanti.

Oltre ad affrancarsi dal controllo politico di Firenze, Prato era ormai già affrancata anche da quello religioso di Pistoia con la conquista di una diocesi autonoma alcuni decenni prima (1954). Tali rivalità con queste due città sopravvivono ancora oggi.

A partire dagli anni novanta la città presenta i primi segnali di una decrescita industriale che al momento sembra inarrestabile.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Prato è una delle città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione: nel 1994 è stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale (fu la prima città al di sotto della Linea Gotica ad essere stata liberata interamente dai partigiani).[17]

Medaglia d'argento al valor militare

Stragi partigiane[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Eccidio del Castello dell'Imperatore.

Durante la Seconda guerra mondiale, a partire dal 5 settembre 1944, la città fu teatro e vittima di violenze e rappresaglie, ad opera dei partigiani, nel Castello dell'Imperatore[18].

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Prato vanta molteplici monumenti di grande interesse storico ed artistico. Molti edifici, soprattutto quelli medievali, sono caratterizzati dall'uso di materiali reperiti localmente. In particolare sono stati usati spesso due tipi di marmi, di diverso colore, che hanno dato luogo ad una bicromia negli edifici ecclesiastici, caratteristica tra le più rilevanti del Romanico non solo locale, ma anche di quello definito "pisano-lucchese" sia in Toscana che in Sardegna, ad Amalfi e in Puglia. Le pietre che sono usate sono:

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Prato.

Nel centro storico[modifica | modifica sorgente]

Filippo Lippi, Le Esequie di Santo Stefano, Cappella Maggiore del Duomo di Prato

Fuori le mura[modifica | modifica sorgente]

Santuari mariani[modifica | modifica sorgente]

Nella città esistono quattro chiese sorte in seguito a degli eventi miracolosi, legati a quattro immagini raffiguranti la Madonna. Due chiese si trovano nel centro storico (S.Maria delle Carceri e S. Maria del Giglio), le altre due sorsero all'esterno della città.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili del Novecento[modifica | modifica sorgente]

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Altro[modifica | modifica sorgente]

Sculture monumentali[modifica | modifica sorgente]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[19]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Veduta di negozi cinesi in via Antonio Marini.
Scritte in mandarino

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2012 la popolazione straniera residente era di 31.277 persone (15.289 maschi e 15.988 femmine). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base al numero e alla loro percentuale sul totale della popolazione residente nel 2010 erano:

La comunità cinese (proveniente principalmente dalla provincia cinese di Zhejiang) è la comunità straniera principale della città ed una delle più grandi in Europa (la terza dopo Londra e Parigi). I cittadini cinesi registrati all'anagrafe erano già nel 2007 più di 10.000[20], poi ci sono i regolari senza residenza. Si ipotizza siano in tutto circa 20mila, il 10% degli abitanti[21], dato tra l'altro in continua e costante crescita negli ultimi 10 anni.

In alcuni quartieri di Prato (in particolar modo il quartiere di san Paolo lungo via Pistoiese), la concentrazione di cittadini madrelingua mandarino è tale che gran parte delle attività commerciali hanno cartelli e insegne bi-lingue (italiano e mandarino). Le attività italiane a Prato stanno cercando di aiutare l'integrazione della comunità cinese: per esempio alcune banche forniscono pieghevoli e informazioni in bacheca anche in lingua mandarina.

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

« Io son di Prato
voglio esser rispettato,
e posa il sasso, sai.
 »
(Antico detto del popolo pratese - Curzio Malaparte)
« Son di Praho e voglio èsse' rispettaho,
e pos'i' sasso, sai.
 »
(idem - nella parlata di Prato[22])

Il dialetto pratese fa parte dei dialetti toscani. La maggiore particolarità fonetica, tra l'altro diffusa in modo parziale, è una gorgia particolarmente rafforzata, si osserva cioè il dileguo di /k/ intervocalico; questo colpisce anche la /t/ dei participi passati che passa rusticamente a /k/ e successivamente dilegua: ad esempio spettacolo e capìto diventano spettà'olo e capì'o. A Prato, come a Firenze, non s'osserva il passaggio di /ns/, /ls/, /rs/ a [nʦ], [lʦ], [rʦ], comune nel resto della Toscana.
La vasta ondata immigratoria cinese ha fatto sì che in alcuni quartieri si parlino mandarino o dialetti wu.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

La nuova biblioteca Lazzeriniana, interno
  • Biblioteca Lazzeriniana (Biblioteca Comunale Alessandro Lazzerini o Istituto culturale e di documentazione Lazzerini), Via Puccetti 3
    • Sezione della circoscrizione Prato nord, via Corridoni 11
    • Sezione della circoscrizione Prato ovest, via P. Thouar 33 - Galciana
  • Biblioteca Roncioniana, piazza San Francesco 27
  • Biblioteca biomedica ed amministrativa, piazza Ospedale 5
  • Biblioteca dei Cappuccini, Via A. Diaz 15
  • Biblioteca del Centro di informazione e documentazione / Arti visive - CID/Arti visive, viale della Repubblica 277
  • Biblioteca del Centro di scienze naturali, via di Galceti 74
  • Biblioteca del Convento di San Niccolò, pazza cardinal Niccolò 6
  • Biblioteca del Convitto nazionale Cicognini, piazza del Collegio 13
  • Biblioteca del Liceo classico Cicognini, via Baldanzi 16
  • Biblioteca del Monastero di San Clemente, via San Vincenzo 24
  • Biblioteca del Monastero di San Vincenzo, via San Vincenzo 9
  • Biblioteca del Museo del tessuto
  • Biblioteca del Seminario vescovile, via del Seminario 32
  • Biblioteca del Teatro Metastasio, via Cairoli 59
  • Biblioteca della Scuola comunale di musica Giuseppe Verdi, via Santa Trinita 2
  • Biblioteca della Società corale Guido Monaco, via San Vincenzo 12
  • Biblioteca della Società pratese di storia patria, via del Seminario 28
  • Biblioteca dell'Archivio di Stato di Firenze - Sezione di Prato, via Ser Lapo Mazzei 41
  • Biblioteca dell'Archivio fotografico toscano, via Ricasoli 7
  • Biblioteca dell'Archivio storico diocesano, via del Seminario 28
  • Biblioteca dell'Associazione pratese Amici dei musei, via Carbonaia 8/A
  • Biblioteca dell'Azienda di promozione turistica, via Luigi Muzzi 38
  • Biblioteca dell'Istituto di studi storici postali, via Ser Lapo Mazzei 37
  • Biblioteca dell'Istituto geofisico toscano - Centro di documentazione protezione civile, via Marengo 49/a
  • Biblioteca dell'Istituto internazionale di storia economica Francesco Datini, via Luigi Muzzi 38
  • Biblioteca dell'Istituto tecnico commerciale Paolo Dagomari, via di Reggiana 86
  • Biblioteca di Scienze Geo-Ambientali e Planetarie - Fondazione Prato Ricerche, via Galcianese 20/H
  • Biblioteca Polo universitario di Prato dell'Università degli studi di Firenze, piazza Ciardi 25

Ricerca[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi anni si è sviluppata una fiorente e multiforme attività di ricerca, che affianca l'innovazione tipica delle imprese locali e ne amplia il raggio d'azione. I principali punti di riferimento sono il Polo Universitario Città di Prato e la Fondazione Prato Ricerche che include anche l'Istituto Geofisico Toscano, oltre al nascendo Centro di Ricerca finanziato da Enti locali e Camera di Commercio.

Scuole[modifica | modifica sorgente]

  • Conservatorio di San Niccolò
  • Convitto Nazionale Statale Cicognini
  • Liceo Scientifico Statale "Carlo Livi"
  • Liceo Scientifico Statale "Niccolò Copernico"
  • Liceo Classico "F. Cicognini"
  • Liceo Socio Psicopedagogico e delle Scienze Sociali "G. Rodari"
  • Istituto Statale di Istruzione Superiore "A. Gramsci - J.M. Keynes"
  • Istituto Tecnico Industriale Statale "Tullio Buzzi"
  • Istituto Tecnico Commerciale Statale "Paolo Dagomari"
  • Istituto Professionale di Stato "Francesco Datini"
  • Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato "Guglielmo Marconi"

Università[modifica | modifica sorgente]

Dai primi anni novanta la città è sede di un importante centro universitario con oltre 2000 studenti iscritti, denominato "Polo universitario Città di Prato", nato dalla collaborazione tra l'Università degli studi di Firenze e una società consortile nata dalla collaborazione tra Enti locali (in primo luogo il Comune di Prato) e vari soggetti privati, il PIN S.c.r.l., proprietaria dell'edificio (già sede del prestigioso Istituto T. Buzzi e ristrutturata per l'occasione) che ospita il polo. Presso di esso sono attivi alcuni corsi di studio facenti capo alle facoltà di Economia, Lettere e filosofia, Ingegneria, Medicina e chirurgia e Scienze politiche dell'ateneo fiorentino.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

  • Radio Blu: con sede trasmissione in Viale della Repubblica, prima radio toscana per ascoltatori con oltre 300 000 radio-ascoltatori durante il programma di punta il Pentasport, che tratta principalmente argomenti incentrati sulla Fiorentina.
  • Radio Insieme: storica radio di Prato che nel 2011 festeggia i 30 anni di attività. Le sedi delle trasmissioni sono in via Roma e a Vernio.
  • Radiogas: fondata dallo scrittore Sandro Veronesi, la radio web Radiogas, è presente su internet dal gennaio 2007.
  • Radio Sportiva: radio tematica, a copertura nazionale, con sede di trasmissione in Viale della Repubblica a Prato[23].
  • Radio-Off: web radio di Officina Giovani, nata nel 2010 in collaborazione con Controradio

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Film ambientati a Prato (anche parzialmente, ordine cronologico):

Arte[modifica | modifica sorgente]

Prato ha alcune delle opere più importanti dei pittori dal XIV secolo al Rinascimento raccolte dal Museo Civico presso Palazzo Pretorio che spaziano da Filippo Lippi e Filippino Lippi, Bernardo Daddi, Giovanni da Milano e Botticelli. L'arte contemporanea è ben rappresentata dal Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci. I teatri principali sono il Metastasio ed il teatro Politeama Pratese.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Il Metastasio, stabile della Toscana, oggi diretto da Paolo Magelli, viene inaugurato nel 1830. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il teatro rimase chiuso per ristrutturazione. La rinascita si deve al sindaco Roberto Giovannini che riportò il teatro allo splendore di un tempo. Il 22 ottobre del 1964 il Metastasio fu inaugurato con Il Trovatore di Verdi. Da quel momento il teatro è diventato un punto di riferimento originale e determinante nel panorama italiano e internazionale. Altri teatri sono il Fabbricone, il Fabbrichino ed il teatro Politeama Pratese.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Prato e la Divina Commedia[modifica | modifica sorgente]

  • Che fra Prato e Firenze non corresse buon sangue, lo documenta anche Dante nella Divina Commedia, nella sua invettiva contro Firenze (Godi, Fiorenza...), dove ne profetizza l'imminente declino:
« Ma se presso al mattin del ver si sogna,
tu sentirai di qua da picciol tempo
di quel che Prato, non ch'altri, t'agogna.
 »
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno - Canto XXVI)

Successivamente Dante Alighieri ne parla nel XXXII canto dell'Inferno:

« "Se vuoi saper chi son cotesti due,
la valle onde Bisenzo si dichina
del padre loro Alberto e di lor fue." »

, in cui narra della morte dei due figli del conte Alberti, antico possidente della terra di Prato.

Persone legate a Prato[modifica | modifica sorgente]

Medioevo e Rinascimento[modifica | modifica sorgente]

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Contemporanei[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Corteggio Storico[modifica | modifica sorgente]

A Prato si celebra l'8 settembre, giorno della natività della Madonna. Per rendere omaggio alla Sacra Cintola, ogni anno si svolge il Corteggio Storico, cioè la sfilata in costume lungo le vie del centro, a cui partecipano gli armati di Città, il Corpo dei Valletti Comunali e altre centinaia di figuranti provenienti da varie città d'Italia. La processione termina in Piazza del Duomo, dove si ha l'evento più solenne della giornata: l'ostensione del Sacro Cingolo.

Il programma della festa è arricchito da varie esibizioni che si tengono per tutta la giornata in vari punti del centro storico, come, ad esempio l'esibizione degli sbandieratori, la gara di tiro con l'arco, il mercato medievale con rievocazioni degli antichi mestieri e tradizioni, gli spettacoli musicali, i fuochi d'artificio.

Palla Grossa[modifica | modifica sorgente]

Il Gioco della Palla Grossa è tornata ad essere disputata a Prato in Piazza Mercatale nel settembre 2012, dopo quasi trent'anni di assenza. Quattro i Rioni che si sfidano: i Rossi (Santa Trinita), i Gialli (Santo Stefano), gli Azzurri (Santa Maria) e i Verdi (San Marco). Vincitori dell'edizione 2012 il rione dei verdi (San Marco).

Contemporanea festival[modifica | modifica sorgente]

Contemporanea festival è un festival internazionale di teatro che si svolge a Prato dal 1999. La manifestazione ha luogo alla fine maggio e presenta importanti artisti della scena teatrale contemporanea nazionale ed internazionale.

PratoEstate[modifica | modifica sorgente]

Tutte le estati, in città, nelle principali piazze ed al Castello dell'Imperatore hanno luogo eventi come concerti, spettacoli teatrali, cinema all'aperto. La rassegna ha inizio a giugno e termina a settembre.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Archeologia industriale a Prato

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

I due assi viari principali del centro storico, incrociandosi in piazza del Comune, dividono il centro in quattro quartieri:

  • Giuntalodi (Nord-Nord-Ovest)
  • Inghirami (Est-Nord-Est)
  • Cicognini (Sud-Sud-Est)
  • Datini (Ovest-Sud-Ovest)

L'asse che taglia il centro da Sud-Sud-Ovest a Nord-Nord-Est è costituito da via Santa Trinita, piazza San Francesco, via Bettino Ricasoli, corso Giuseppe Mazzoni, piazza del Duomo e via Gaetano Magnolfi; l'altro asse, che va da Ovest-Nord-Ovest a Est-Sud-Est, percorre via San Vincenzo, piazza San Domenico, via Cesare Guasti, via fratelli Cairoli e via Giuseppe Mazzini.

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale è suddiviso in cinque circoscrizioni amministrative: Nord, Est, Sud, Ovest e Centro.[26]:

  • Circoscrizione Nord: Cavagliano, Cerreto, Chiesanuova, Coiano, Figline di Prato, Galcetello, Galceti, Gli Abatoni, I Ciliani, Le Fornaci, Le Lastre, Le Sacca, San Martino, Santa Lucia, Villa Fiorita
  • Circoscrizione Sud: Cafaggio, Casale, Castelnuovo, Campostino, Fontanelle, Grignano, Il Ferro, Iolo, Le Badie, Le Caserane, Le Colombaie, Le Fonti, Paperino, Ponte alle Vanne, Ponte a Tigliano, Popolino, Purgatorio (Prato), San Giorgio a Colonica, San Giusto, Sant'Andrea, Santa Maria a Colonica, Tavola, Tobbiana
  • Circoscrizione Est: Canneto, Carteano, Cavagliano, Filettole, Gonfienti, I Lecci, Il Cantiere, Il Palco, La Castellina, La Macine, La Pietà, La Querce, Mezzana, Pizzidimonte, Ponzano, Sacra Famiglia, San Leonardo, Santa Cristina a Pimonte, Santa Gonda, Tontoli
  • Circoscrizione Ovest: Borgonuovo, Capezzana, Galciana, Il Calice, Il Guado, La Dogaia, Le Pantanelle, Maliseti, Mazzone, Narnali, San Paolo, Sant'Ippolito, Vergaio, Viaccia
  • Circoscrizione Centro: Gello, Il Pino, Il Soccorso, Reggiana

Economia[modifica | modifica sorgente]

Fabbrica con balle di stracci per la lavorazione della lana rigenerata

L'economia di Prato è storicamente basata sull'industria tessile, anche se con il crescere degli abitanti essa si è diversificata, destinandosi prevalentemente nei servizi, tra i quali spiccano quelli bancari, assicurativi e delle libere professioni.

Nonostante i diversi monumenti presenti nel centro storico, Prato non vanta una fiorente tradizione turistica, anche se negli ultimi anni è aumentato il numero di visitatori, anche stranieri.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Prato è servita dall'autostrada A11 attraverso due caselli: Prato est e Prato ovest, ed è collegata a Bologna attraverso la Strada statale 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio che la collega anche con i comuni della Val di Bisenzio (Vaiano, Vernio e Cantagallo, nella provincia di Prato) e della Val di Setta (ricompresa nella provincia di Bologna).

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La città di Prato è attraversata da due linee ferroviarie: la Viareggio-Firenze e la Bologna-Firenze. La prima è una linea regionale che la collega con Firenze e la toscana occidentale mentre la seconda è parte della dorsale Milano-Napoli e una delle più importanti linee ferroviarie italiane. Prato è quindi servita da alcuni treni a lunga percorrenza come gli Intercity e gli Eurostar diretti verso il nord e il sud della penisola.

Le stazioni ferroviarie della città sono tre:

Inoltre, sono in progettazione altre stazioni[27]:

  • La Querce;
  • Mazzone;
  • Santa Lucia.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

I principali impianti aeroportuali internazionali o intercontinentali più vicini alla città sono Firenze-Peretola (circa 12 km), Pisa-San Giusto (circa 95 km), Bologna-Borgo Panigale (circa 100 km), Roma-Fiumicino (circa 340 km) e Aeroporto di Malpensa (circa 350 km).

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

I trasporti urbani pratesi sono costituiti da una serie di linee di autobus gestite dalla CAP (sito) che serve anche la provincia. Le linee attive sono in totale 11, che comprendono quelle LAM che collegano con frequenze che vanno dai sette ai quindici minuti il centro città, le zone limitrofe e la periferia.

Tranvie (passato)[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Prato.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Prato è gemellata con:

Sport[modifica | modifica sorgente]

La città di Prato ha una lunga tradizione sportiva che negli anni recenti ha visto le proprie rappresentanti cittadine vincere titoli italiani (attualmente 10 scudetti: 3 nel tennistavolo maschile, 2 nella pallamano maschile, 2 nel calcio a 5 maschile, 1 nell'hockey su pista maschile e 2 nel tennis femminile) e raggiungere posizioni di vertice in numerosi sport.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Calcio a 11 maschile

La principale squadra della città è l'Associazione Calcio Prato che milita nel girone B di Lega Pro Prima Divisione, ha vinto una Coppa Italia Serie C. L'ultima partecipazione in Serie B risale alla stagione 1963-1964. È presente ininterrottamente nei campionati di serie C dalla stagione 1977-1978, record assoluto per la categoria.

Calcio a 11 femminile

La A.C.F. Prato Wonder ha preso parte a 6 campionati consecutivi di serie A (dal 1985-1986 al 1990-1991, anno nel quale è esclusa a campionato in corso e radiata dalla Federazione) ottenendo come miglior risultato il 3º posto nel campionato 1988-1989.

Calcio a 5

La squadra cittadina è il Prato Calcio a 5 - serie B - 2 Scudetti (2001-2002 e 2002-2003); 2 Coppa Italia (2002 e 2004); 2 supercoppe italiane (2002 e 2003).

Rugby[modifica | modifica sorgente]

La squadra cittadina è Rugby Club I Cavalieri Prato - prima squadra nel Campionato di Eccellenza di rugby a 15 (finalista ai playoff scudetto nelle stagioni 2011-2012 e 2012-2013); seconda squadra in serie C.

La squadra femminile ha partecipato al campionato di serie A nella stagione 2003-2004.

Hockey Pista[modifica | modifica sorgente]

La squadra cittadina è la Hockey Primavera Prato - serie A1 - 1 Scudetto (2002-2003); 1 Coppa Italia (2001-2002).

Pallamano[modifica | modifica sorgente]

Tennistavolo[modifica | modifica sorgente]

Centroscarpa Prato - 3 Scudetti (1985-1986-1987).

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

Il Volley Prato ha partecipato a 2 campionati di Serie A maschile, raggiungendo nella stagione 1992-1993 i playoff scudetto.

Tennis[modifica | modifica sorgente]

Sia squadra maschile, sia la squadra femminile (scudetto nei campionati 1982 e 2013) del T.C. Prato partecipano alla serie A1 del campionato affiliati.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Prato è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Ogni anno a settembre si svolge il Gran Premio Industria e Commercio, giunto nel 2010 alla 65ª edizione. L'edizione 2011 è stata annullata per problemi economici. Negli anni sessanta e settanta vi erano 2 squadre a livello professionistico Filotex e Magniflex

Nuoto[modifica | modifica sorgente]

La tradizione del nuoto pratese è rappresentata dalla Futura Nuoto, società che vanta fra i suoi atleti di punta Andrea Righi e Lisa Giagnoni, che nel recente passato sono stati ai vertici del panorama italiano europeo. Di recente, si è messo in evidenza Francesco Moroni, campione Italiano giovanile dei 200 e 400 stile libero. La Futura Nuoto è impegnata anche nella didattica con la recente istituzione della Scuola Nuoto Federale.

Nuoto in acque libere[modifica | modifica sorgente]

Tale attività sportiva viene svolta, con eccellenti risultati, a livello amatoriale master dalla Polisportiva Amatori Prato, società polisportiva nata nel Novembre del 1992.

La PAP, così viene familiarmente denominata da tifosi e appassionati, si è imposta a livello nazionale conquistando il titolo italiano a squadre Master FIN per ben tre anni consecutivi (2011 - 2012 - 2013), prima società non "marina" di sempre.

Pallanuoto[modifica | modifica sorgente]

Gli albori

La data ufficiale di nascita della pallanuoto pratese è il febbraio del 1981 allorquando i dirigenti del Prato Nuoto Club, Raffaele Cuorvo e Saverio Vannucchi, organizzarono una prima squadra sperimentale maschile formata da ex-nuotatori pratesi. Il primo campionato ufficiale (serie D) fu quello del 1982, anno nel quale la squadra si classificò sorprendemente seconda. Nel 1986 il Prato Nuoto Club conquistò la promozione in serie C vincendo la final-six svoltasi a Prato. Con la fusione tra Prato Nuoto Club, neopromossa in serie C, e Associazione Nuoto Prato, che nel frattempo aveva sviluppato un fiorente settore giovanile, nasce la Futura Nuoto Prato, finisce l'era pionieristica e comincia la storia moderna della pallanuoto pratese.

La storia recente

Nel 1999 Prato ospitò i campionati europei femminili di pallanuoto, vinti dalla Nazionale italiana. La pallanuoto pratese è rappresentata da diverse società. La squadra più quotata della pallanuoto pratese è quella femminile de I Cavalieri Nuoto che nella stagione 2010-2011 ha debuttato nel campionato di serie A2, arrivando ai playoff promozione, dove è stata sconfitta. Nella stagione 2011-2012 la squadra è stata sconfitta di nuovo ai playoff, in finale. A livello giovanile la squadra de I Cavalieri Nuoto è una delle realtà più importanti a livello nazionale, ha vinto tre scudetti in tre anni ed ha espresso interessanti individualità con le giovani Giuditta Galardi e Chiara Tabani.Le due giocatrici fanno stabilmente parte della Nazionale giovanile ed hanno vinto la medaglia di bronzo agli europei 2012 La squadra pratese, ex Associazione Nuoto Prato, dalla stagione 2010-2011 è entrata nell'orbita de I Cavalieri Rugby Club e partecipa al campionato con il nome di Cavalieri Nuoto Prato. Per quanto riguarda la pallanuoto maschile, invece, partecipa al campionato di Serie B la Futura Nuoto Prato, con un passato in A2 nella stagione 2003-2004. La Futura Nuoto Prato è nata nel 1986 a seguito della fusione tra il Prato Nuoto Club, che aveva appena ottenuto la promozione in serie C e l'Associazione Nuoto Prato, che portava in dote il settore giovanile. La promozione in serie B, invece, è stata ottenuta nel 1996 con il secondo posto ottenuto nella final four di Milano. È gemellata con I Cavalieri Nuoto. Nella Futura Nuoto è cresciuto il talentino Lorenzo Bruni, centroboa del '94 che ora gioca in serie A1 nel Camogli. Bruni è diventato Campione d'Europa e Campione del Mondo con la Nazionale giovanile di categoria e promette di diventare uno dei punti diriferimento del prossimo settebello. A partire dalla stagione 2008-2009 è nata un'altra realtà a livello cittadino, l'Azzurra Nuoto Prato, che nella stagione 2010-2011 ha debuttato nel campionato di Serie D, ottenendo subito la promozione in Serie C, categoria nella quale ha ottenuto la salvezza nella stagione successiva. Altra società in città, in questo caso a livello solo amatoriale, è la Polisportiva Amatori Prato che partecipa al campionato Uisp. È pratese anche uno giocatori più vincenti di sempre: il portiere della nazionale italiana Stefano Tempesti è nato a Prato il 9 giugno 1979 ed ha mosso i primi passi nella Futura. Tempesti con la Nazionale italiana ha vinto il titolo mondiale a Shangai nel 2011, oltre alla medaglia d'argento ai Mondiali di Barcellona 2003 e la medaglia d'argento agli Europei 2010 che si sono disputati a Belgrado. Con la sua squadra di club, la Pro Recco, nella quale gioca dalla stagione 2003-2004, Tempesti ha vinto 7 scudetti e quattro coppe dei campioni. Pratese è anche Giulia Bartolini, classe 1990, giocatrice dell'NGM Firenze in Serie A1 e nel giro della nazionale femminile. Bartolini ha giocato nella squadra cittadina dell'Associazione Nuoto Prato fino al termine della stagione 2003-2004, ottenendo proprio in quell'annata la promozione dal campionato di Serie C a quello di Serie B; in seguito, nella stagione 2007-2008 ha vinto scudetto e coppa dei campioni con l'Orizzonte Catania.

Nel 2013 la squadra femminile cittadina è promossa in serie A1 per la prima volta nella sua storia.

Kung Fu[modifica | modifica sorgente]

Gli atleti della scuola di Kung fu tradizionale cinese (Claudio Manenti, Simone Iannelli, Giacomo Lucarini, Alessio Marradi) hanno conquistato un secondo e un quinto posto ai campionati mondiali di Taiwan nel 2004 e un secondo posto come Team Nazionale con maggior punteggio. Kung fu Prato

Ginnastica Artistica e Ginnastica Ritmica[modifica | modifica sorgente]

Risultati particolarmente interessanti sono stati raccolti dalla città di Prato in questi due sport. Da ricordare senz'altro la SG Etruria, società di ginnastica GAM, GAF e ritmica, nella quale sono cresciuti il campione olimpico Jury Chechi e la campionessa mondiale nella ginnastica ritmica a squadre Marta Pagnini, entrambi atleti olimpionici. [28] Altri risultati importanti sono stati ottenuti dalla società Arcobaleno, attualmente impegnata in corsi di GAF e ginnastica ritmica. [29]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat al 31/12/2012
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Residenti al 10 marzo 2014 come risulta dal sito ufficiale del Comune
  4. ^ Comuni toscani per popolazione
  5. ^ Comuni dell'Italia centrale per popolazione
  6. ^ http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/consultazione/terremoto.php?visualizzazione=svg Stucchi et al. (2007). DBMI04, il database delle osservazioni macrosismiche dei terremoti italiani utilizzate per la compilazione del catalogo parametrico CPTI04. Quaderni di Geofisica, INGV.
  7. ^ http://www.annali.apat.gov.it/site/it-IT/default.html?cmbCompartimenti=Pisa&cmbAnni=&cmbSezioni= Annali idrologici del Compartimento di Pisa: Prato in Toscana, temperature massime e minime assolute dal 1916 al 1996
  8. ^ Aa.Vv., Toscana (esclusa Firenze), Guida d'Italia del Touring Club italiano, Guide rosse, vol. 11, p. 283, Torino 1997
  9. ^ Claudio Pofferi, Dai principi alla città etrusca sul Bisenzio: l'orientalizzazione e l'arcaico etrusco nella piana fiorentina-pratese-pistoiese, Volume 16 di Quaderni di Microstoria, Editore Nuova Toscana, Firenze 2007
  10. ^ Aa.Vv, Prato e provincia: i tesori artistici della città, le ville medicee, i castelli, Touring Club italiano, Torino 2004, p. 23
  11. ^ La notizia del ritrovamento è stata pubblicata anche sul quotidiano londinese The Times e sul "Sunday".
  12. ^ La grande città etrusca «dimenticata», Corriere della Sera, 6 marzo 2007
  13. ^ G.Centauro, Ipotesi su Camars in Val di Marina. Dalla città etrusca sul Bisenzio all'identificazione di Clusio. (appunti, studi preliminari e osservazioni sulle scoperte dal 2002 al 2004) , coll. “Quaderni di Microstoria”, XII, Nuova Toscana Editrice, Campi Bisenzio, 2004.
  14. ^ Attualmente, la mancanza di fondi ha arrestato il proseguimento e la messa in sicurezza degli stessi scavi, e l'ampliamento dell'Interporto toscano minaccia la prosecuzione dei lavori e l'esistenza stessa dei reperti.
  15. ^ Marco Bini, Cecilia Maria Roberta Luschi, Andrea Bacci, Il castello di Prato: strategie per un insediamento medioevale, Editore Alinea Editrice, 2005
  16. ^ Decreto del presidente della Repubblica 8 luglio 1949, n. 538, in materia di "Distacco delle frazioni di Vaiano e Sofignano dal comune di Prato (Firenze) e loro costituzione in comune autonomo con denominazione Vaiano."
  17. ^ Documenti - La resistenza a Prato. Medaglia d'argento
  18. ^ Giampaolo Pansa, I vinti non dimenticano, Rizzoli, 2010, pag. 109
  19. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  20. ^ Gli stranieri residenti a Prato al 31/12/2007. URL consultato il 24-03-2008.
  21. ^ [1]
  22. ^ Nella pronuncia pratese della parola Prato la gorgia non è mai accentuata ma, in questo detto, per ragioni di metrica e di musicalità, viene troncata per ottenere un endecasillabo. In epoca recente è apparsa una variante nonsense del finale: pos'i' sasso e mangia i' ba'o
  23. ^ Sito ufficiale in Radio Sportiva. URL consultato il 26 luglio 2012.
  24. ^ a b c d e f g h i j k Notizie nostre - Prato palcoscenico ideale per il cinema italiano.
  25. ^ Toscana TV
  26. ^ Le circoscrizioni amministrative del comune di Prato
  27. ^ Norme Tecniche di attuazione del PTC, articolo 57
  28. ^ SG ETRURIA
  29. ^ Associazione Arcobaleno Ginnastica di Prato - Home Page

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • ASSIRELLI ALESSANDRO, La Storia di Prato, Editoriale Il Tirreno, Livorno, 1995 (premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri)
  • Assirelli Alessandro, Prato nei secoli, Edizioni del Palazzo, Prato, 1985 (premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri)
  • Fernand Braudel (diretta da), Prato, storia di una città, 4 volumi, Le Monnier, 1981-1987
  • Franco Cardini, Storia illustrata di Prato dalle origini a Chinatown, Pacini editore, 2004, ISBN 88-7781-536-1
  • Claudio Cerretelli, Prato e la sua provincia, 1995
  • Giuseppe Marchini, Prato guida artistica, APT Prato, 1978
  • AA.VV. Storia di Prato, 3 volumi, 1980, Prato
  • Federico Lucarini, Governare il Municipio. Poteri locali e dinamiche istituzionali a Prato da Depretis a Giolitti (1880-1901), Quodlibet 2004

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]