Prato

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Panorama di Prato: da sinistra a destra, il campanile della chiesa di San Bartolomeo, le merlature del castello dell'Imperatore, la cupola della basilica di Santa Maria delle Carceri, il convitto Cicognini, il Palazzo Pretorio, il campanile del Duomo e il campanile della chiesa di San Domenico
Prato
Panorama di Prato
Prato - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Toscana
Provincia: stemma Prato
Coordinate: 43°52′50.93″N 11°5′47.62″E / 43.8808139, 11.0965611Coordinate: 43°52′50.93″N 11°5′47.62″E / 43.8808139, 11.0965611
Altitudine: 74 m s.l.m.
Superficie: 97,59 km²
Abitanti:
185.091[1] 31-12-2008
Densità: 1.896,62 ab./km²
Frazioni: Borgonuovo, Cafaggio, Campostino, Canneto, Capezzana, Carteano, Casale, Castelnuovo, Cavagliano, Cerreto, Chiesanuova, Coiano, Figline di Prato, Filettole, Fontanelle, Galcetello, Galceti, Galciana, Gli Abatoni, Gonfienti, Grignano, I Ciliani, Il Calice, Il Cantiere, I Lecci, Il Ferro, Il Guado, Il Palco, Il Pino, Il Soccorso, Iolo, La Castellina, La Dogaia, La Macine, La Pietà, La Querce, Le Badie, Le Caserane, Le Colombaie, Le Fonti, Le Fornaci, Le Lastre, Le Pantanelle, Le Sacca, Maliseti, Mazzone, Mezzana, Narnali, Paperino, Pizzidimonte, Ponte alle Vanne, Ponzano, Popolino, Purgatorio, Reggiana, Sacra Famiglia, San Giorgio a Colonica, San Giusto, San Martino, San Paolo, Santa Cristina a Pimonte, Santa Gonda, Santa Lucia, Santa Maria a Colonica, Sant'Andrea, Sant'Ippolito, Tavola, Tobbiana, Vergaio, Viaccia, Villa Fiorita 
Comuni contigui: Agliana (PT), Calenzano (FI), Campi Bisenzio (FI), Carmignano, Montemurlo, Poggio a Caiano, Quarrata (PT), Vaiano
CAP: 59100
Pref. telefonico: 0574
Codice ISTAT: 100005
Codice catasto: G999 
Nome abitanti: Pratesi 
Santo patrono: Santo Stefano 
Giorno festivo: 26 dicembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Prato è un comune italiano di 185.091 abitanti[2] , capoluogo della provincia omonima dal 1992, in Toscana. La città è famosa in Italia e nel mondo per la produzione tessile. Negli ultimi decenni è stata protagonista di un notevole boom demografico e, attualmente, è la seconda città della Toscana, la terza dell'Italia centrale (dopo Roma e Firenze) e la diciannovesima in Italia per numero di abitanti.


Indice

[modifica] Geografia fisica

Prato è una città della Toscana settentrionale e si estende per circa 100 km² e la sua altitudine è di 61 metri. È posta ai piedi del monte della Retaia (768 metri), ultima cima della Calvana. L'altitudine minima è di 32 metri, in corrispondenza delle Cascine di Tavola, quella massima è la cima del monte Cantagrilli (818 metri). È attraversata dal fiume Bisenzio, affluente dell'Arno.

L'area urbana e gran parte del territorio comunale si estendono nell'area pianeggiante compresa tra il corso del Bisenzio a nord e dell'Ombrone Pistoiese a sud, parte centrale integrante della conca intraappenninica che, da Firenze, si estende in direzione nord-ovest fin oltre la città di Pistoia. La piana è solcata da corsi d'acqua minori e canali che affluiscono verso i due fiumi principali; mentre quelli periferici hanno generalmente un'origine propria, quelli semicentrali, dette gore, costituiscono un sistema di canalizzazione artificiale che, distintamente, riforniva in passato di acqua le varie zone della città e ne raccoglieva le acque reflue per il filtraggio.

Il territorio comunale è classificato in area sismica (zona 2 nel 2003 e zona 3S dalle medesime caratteristiche nel 2006) e parte di esso fu sede dell'epicentro del terremoto della Val di Bisenzio del 26 giugno 1899, che raggiunse la magnitudo 5.09 della Scala Richter ed il VII grado della Scala Mercalli. Una scossa di intensità simile si verificò anche durante il terremoto del Mugello del 29 giugno 1919, che però ebbe l'epicentro a relativa distanza. [3]

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi le voci stazione meteorologica di Prato e stazione meteorologica di Prato Galceti.

Il clima della città è caratterizzato da inverni freddi e moderatamente secchi (minima assoluta di -17,8 °C l' 11 gennaio 1985 secondo i dati del Lamma) ed estati calde e afose (massima assoluta di +40,0 °C il 14 agosto 1985 secondo i dati del Lamma). Le precipitazioni (circa 950 mm annui secondo i dati del Lamma) si concentrano prevalentemente in autunno ed hanno un massimo secondario in primavera.

Rispetto alla vicina Firenze e all'area urbana della città di Prato, la stazione meteorologica di Galceti presenta maggiori caratteristiche di ruralità, essendo situata a 110 metri s.l.m. sulle prime propaggini collinari alla periferia nord-occidentale della città. I dati rilevati, a differenza di quelli del capoluogo toscano, non risentono pertanto dell'effetto isola di calore nella stagione estiva, mentre risulta meno incidente l'effetto albedo susseguente ad eventuali nevicate nella stagione invernale, sia per l'ubicazione della stazione stessa che per la ventilazione tendenzialmente maggiore.

[modifica] Storia

[modifica] Preistoria e storia antica

Alcuni ritrovamenti testimoniano che il territorio collinare circostante Prato risultava già abitato sin dal Paleolitico. In località Galceti, a ridosso delle prime colline a nord è stata rinvenuta una "stazione" musteriana risalente al 35.000 anni fa dove, per la tipologia dei reperti rinvenuti, si può supporre con sicurezza come l'area fosse già destinata ad un'ampia produzione ed esportazione di utensili in diaspro, facilmente reperibile sulla collina. Anche nell'attuale centro storico sono documentati rinvenimenti sporadici di utensili del neolitico e dell'età del bronzo, mentre sull'altro versante collinare (monti della Calvana) sono evidenti alcune strutture architettoniche civili e funerarie (tra cui anche un sepolcreto andato distrutto negli anni '50) attribuite erroneamente [senza fonte]ai liguri o a popolazioni autoctone dell'età del bronzo.

La piana venne successivamente abitata dagli Etruschi[senza fonte].

Grande scalpore ha suscitato la notizia, nel 1997, del ritrovamento dei resti di una città etrusca (fino ad allora sconosciuta) nell'area di Gonfienti, a ridosso del comune di Campi Bisenzio: fino a quel momento si pensava che prima del Medioevo non esistesse nessun insediamento stabile nella zona. Gli scavi hanno dimostrato che la città, i cui reperti risalgono al VI secolo a.C., non era affatto piccola, e vi era praticata già a quell'epoca la tessitura e la filatura.[4]

Recentemente è stata avanzata l'affascinante ipotesi (basandosi su alcuni toponimi della zona) che questa possa essere la mitica Camars[5] (divenuta poi Clusium in epoca romana), patria del re Porsenna. In effetti la città aveva assi viari ben pianificati (indicanti quindi una presenza costante nel territorio di genti etrusche), con una strada di oltre dieci metri di larghezza e un'estensione notevole (sono circa 30 gli ettari sottoposti a vincolo dalla soprintendenza). All'interno di essa è stata rinvenuta una "domus" di circa 1440 m² (la più grande dell'Italia antica, prima della Roma Imperiale), sviluppata sul modello delle ville pompeiane (ma di alcuni secoli precedente) con una rete di canali idrici ancora in parte funzionanti e un'eccezionale quantità di ceramiche greche a figure rosse e nere, su cui spicca una kilix attribuita a uno dei più importanti artisti greci del V secolo, Douris. Indizi sull'esistenza in loco di una città etrusca erano già stati ipotizzati nel corso del XVIII secolo, quando vennero raccolti svariati reperti di quell'epoca (tra cui il cosiddetto "offerente" esposto al "British Museum"), suggerendo per essa il nome di "Bisenzia", una mitica città etrusca scomparsa secoli fa e citata da locali letterati rinascimentali.

La città, anche se intuibile solo parzialmente per la rapida urbanizzazione nella sua area, era quasi certamente collegata commercialmente a Misa-Marzabotto al fine di favorire gli scambi attraverso l'Appennino, lungo la direttrice che collegava le città di Spina e Pisa nel corso del VI-V secolo a.C. fino a decadere quasi improvvisamente al termine del V secolo a.C., per circostanze ancora non chiare.[6] A seguito della sua scomparsa non si hanno tracce documentarie ma possiamo ipotizzare con buona probabilità che gli stessi abitanti abbiano provveduto a spostarsi in aree più protette, dove la difesa da attacchi esterni (i celti dal nord) sarebbe stata maggiormente garantita. In effetti la città, che non disponeva di mura, si sviluppò partendo da un progetto di pianificazione che sembrerebbe anticipare le "città ideali" del Rinascimento[senza fonte], fattore reso possibile per la stabilità che si era venuta a creare nell'Etruria Settentrionale nell'arco temporale che separa la battaglia contro i greci focesi (540 a.C.) e la conquista di Veio (396 a.C.) da parte di Roma, ed il conseguente spostamento verso nord del tradizionale baricentro etrusco dell'area meridionale della Toscana. Le aree in questione potevano essere state Artimino, Fiesole e, anche se parzialmente perché più lontana, ma sulla stessa direttrice geografica, Volterra, che nel secolo successivo ampliarono o costruirono la loro cerchia muraria a seguito di un'imponente sviluppo demografico.

Infine la piana fu abitata dai Romani (vi passava la via Cassia, nel tratto che collegava Firenze con Pistoia, sulla via per Luni). Il territorio dove sorge oggi Prato però era destinato alla centuriazione (che ricalca la precedente, di epoca etrusca, estesa tra Agliana e Badia a Settimo[senza fonte]) e probabilmente non ad insediamenti urbani, anche se occasionalmente sono state rinvenute nell'area di Prato, tracce di quell'epoca: episodi rinvenimenti di strutture murarie, frammenti ceramici e frammenti lapidei in particolare nell'area della Cattedrale, per la quale si è ipotizzato l'esistenza di un edificio d'uso sacro.

[modifica] Storia medievale

Statua di Datini davanti al Palazzo Pretorio

Nell'Alto Medioevo la piana vede il degrado delle strutture di regimentazione delle acque realizzate con la centuriazione romana, ed alcune parti di essa, presumibilmente nell'area a sud si impaludarono. La zona di Prato fu interessata dalla presenza dei Bizantini e successivamente occupata dai Longobardi la cui presenza è documentata soprattutto nelle aree collinari e pedemontane.

La storia della città vera e propria è testimoniata a partire dal X secolo, quando si hanno notizie dei due villaggi distinti di Borgo al Cornio (corrispondente a quattro strade incrociate a scacchiera appena a sud dell'attuale Piazza del Duomo) e di Castrum Prati (corrispondente all'area antistante l'attuale Castello dell'Imperatore e dove si trova il nome di una chiesa intitolata a S.Maria in castello). Questi due nuclei urbani si fusero nel corso dell'XI secolo ed i signori del Castrum Prati, gli Alberti, ottennero l'investitura imperiale di "conti di Prato". Nello stesso periodo venne iniziata l'opera di bonifica della Piana e la costruzione del sistema idrico, che regolava il corso del fiume Bisenzio (grazie alla pescaia detta Cavalciotto, presso Santa Lucia, tuttora esistente), e ne incanalava le acque in una fitta rete di gore, che servivano per far funzionare le gualchiere, cioè gli opifici tessili.

Dopo l'assedio del 1107 da parte delle truppe di Matilde di Canossa, i conti Alberti si ritirarono nei propri castelli della Val di Bisenzio e l'abitato cominciò a costituirsi come libero Comune. Si tratta di un esempio piuttosto raro di comune indipendente sorto in un centro urbano che non costituiva una diocesi; per questo Prato per secoli non fu mai definita "civitas" ma solo "terra". Per due secoli Prato conobbe una forte espansione urbana (vennero quasi raggiunti i 15000 abitanti), dovuta alla fiorente industria della lana e alla forte devozione verso una reliquia appena giunta: la Sacra Cintola. L'urbanizzazione è testimoniata dalla necessità di costruire due nuove cerchie di mura, una intorno alla metà del XII secolo e l'altra a partire dal 1300. Un episodio del 1312 vede acutizzarsi la rivalità con la vicina Pistoia infatti il canonico pistoiese Giovanni di Ser Landetto, soprannominato 'Musciattino', compie un tentativo di furto della Sacra Cintola. Nel 1326, per sottrarsi alle mire espansionistiche di Firenze, e alle proprie lotte interne tra le famiglie più possidenti per il controllo amministrativo, la città si sottomise alla Signoria di Roberto d'Angiò, re di Napoli. Il 23 febbraio 1351 Giovanna d'Angiò vendette la città a Firenze per 17500 fiorini d'oro, e a quest'ultima città rimase successivamente legata fino ai giorni nostri.

[modifica] Storia moderna

Nonostante la perdita della libertà, Prato continuò a svilupparsi nei secoli seguenti, seguendo le sorti di Firenze, prima sotto la dinastia dei Medici, quindi con la Repubblica Fiorentina dal 1494. A causa di questo, l'esercito della Lega Santa (creata fra il Papa Giulio II e gli Spagnoli) cinse d'assedio sotto il comando di Raimondo de Cardona, conquistò e devastò Prato il 29 agosto 1512. Tale saccheggio (noto come Sacco di Prato e ricordato anche dal Machiavelli nel celebre Il Principe) provocò un altissimo tributo di vite, segnando profondamente non solo la vita della città, ma anche l'inizio del declino, che durò per circa due secoli.

Nel 1653 Prato ottenne finalmente il tanto ambito status di Città e di Diocesi (quest'ultima era limitata soltanto all'interno delle mura cittadine e con il Vescovo in comunione con Pistoia). Tale titolo diede un nuovo sviluppo all'economia e all'urbanizzazione locale: per l'occasione venne fatta realizzare la Fontana del Bacchino‎ da Ferdinando Tacca.

Nel XVIII secolo, con la salita dei Lorena alla guida del Granducato di Toscana, la città venne abbellita e conobbe anche un notevole sviluppo culturale, che veniva promosso dagli stessi granduchi.

[modifica] Storia contemporanea

Veduta aerea del centro cittadino negli anni sessanta
Una ciminiera, elemento tipico dello skyline cittadino

Dopo l'Unità d'Italia si ebbe una fortissima industrializzazione (soprattutto nel settore tessile) e cominciò un'incredibile crescita demografica, che fece uscire la città dalla cerchia di mura trecentesche e la portò ad inglobare pian piano i borghi circostanti, con la popolazione cittadina passata dai 50.000 abitanti del 1901 agli oltre 180.000 del 2001.

Per descrivere l'industra tessile della città, lo storico Emanuele Repetti nell'Ottocento definì Prato "la Manchester della Toscana". Inoltre, la concentrazione di opifici tessili era così elevata che Prato divenne famosa come la città dalle cento ciminiere. Nel secondo dopoguerra, quando il progresso tecnologico rese obsoleti i vecchi opifici, le grandi ciminiere in mattoni sparirono, tranne alcune che sono tutt'ora in piedi in quanto reperti di archeologia industriale, come quella della Cimatoria Campolmi.

Ma l'incremento demografico, ed economico più imponente fu nel secondo dopoguerra quando, negli anni sessanta e settanta, una consistente immigrazione proveniente da tutte le regioni meriodionali farà raddopiare la popolazione residente, fornendo manodopera alla sempre più vitale industria tessile.

Parallelamente allo sviluppo econimico e demografico, la città ebbe una nuova grande crescita urbanistica lungo varie direttrici. Una crescita particolarmente disordinata che darà vita e innumerevoli commistioni tra piccole attività produttive ed edifici residenziali secondo un modello tipico della città in cui anche dal punto di vista economico prevalsero aziende produttive piccole e piccolissime con rapporti di lavoro basati sull'affidamento a terzi delle singole lavorazioni del ciclo produttivo. In tale disordine urbanistico innumerevoli edifici furono costruiti abusivamente, anche dopo l'entrata in vigore del piano regolatore. Tale abusivismo, rappresentò un fenomeno rilevante per una città del centro-nord e non si limitò a piccole costruzioni ma riguardò anche grandi condomini ed addirittura due interi quartieri: "il Cantiere" ed "il Guado".

La città è stata meta a partire dagli anni anni novanta, di una nuova e molto consistente. ondata migratoria, questa volta da paesi extracomunitari ed in particolare dalla Cina.

Fino al 1992 Prato, come tutti gli altri comuni della sua provincia, faceva parte della provincia di Firenze. Quell'anno furono istituite 8 nuove province in Italia, tra cui quella di Prato, al fine di meglio amministrare un territorio in crescita continua di abitanti.

Oltre ad affrancarsi dal controllo politico di Firenze, Prato era ormai già affrancata anche da quello religioso di Pistoia con la conquista di una diocesi autonoma alcuni decenni prima (1954). Tali rivalità con queste due città sopravvivono ancora oggi nel folklore.

A partire dagli anni '90 la città presenta i primi segnali di una decrescita industriale che al momento sembra inarrestabile.

[modifica] Onorificenze

Prato è una delle città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione: nel 1994 è stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale (fu la prima città al di sotto della linea gotica ad essere stata liberata interamente dai partigiani).[7]

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

Prato vanta molteplici monumenti di grande interesse storico ed artistico. Molti edifici, soprattutto quelli medievali, sono caratterizzati dall'uso di materiali reperiti localmente. In particolare sono stati usati spesso due tipi di marmi, di diverso colore, che hanno dato luogo ad una bicromia negli edifici ecclesiastici, caratteristica tra le più rilevanti del Romanico non solo locale, ma anche di quello definito "pisano-lucchese" sia in Toscana che in Sardegna, ad Amalfi e in Puglia.

Le pietre usate sono:

[modifica] Architetture religiose

Per approfondire, vedi la voce Chiese di Prato.

[modifica] Nel centro storico

Le Esequie di Santo Stefano, Filippo Lippi, Cappella Maggiore del Duomo di Prato
Presentazione al Tempio, con San Filippo Benizi, San Pellegrino Laziosi e altri Santi, di Filippo Lippi, Chiesa dello Spirito Santo.
  • Duomo, dedicato a santo Stefano: la chiesa, a tre navate, è costruita in marmo bianco e verde. Risale molto probabilmente al VI secolo. È uno degli esempi più importanti dell'architettura religiosa tra il XII secolo e il XV secolo nella regione, con un elegante passaggio al suo interno tra le ampie arcate romanico-lombarde e lo slancio del gotico nel transetto, progettato molto probabilmente dal celebre Giovanni Pisano, che al suo interno realizzerà un crocifisso ligneo e il suo ultimo capolavoro, la Madonna della Cintola, nel 1317. Vi è conservata la reliquia della sacra Cintola. Le opere più importanti sono il pulpito esterno (costruito da Michelozzo e decorato da Donatello), il pulpito interno di Mino da Fiesole e Antonio Rossellino del 1472, la Madonna dell'Ulivo, unica opera realizzata insieme dai celebri fratelli Da Maiano, Giovanni, Benedetto e Giuliano. Nel transetto invece vi sono gli affreschi di Filippo Lippi (nella Cappella Maggiore), una delle massime espessioni del Rinascimento italiano, gli affreschi di Paolo Uccello (nella Cappella dell'Assunta), e di Agnolo Gaddi (nella Cappella della sacra Cintola), all'interno di una cancellata bronzea realizzata da alcuni dei più importanti orafi del XV secolo.

[modifica] Fuori le mura

[modifica] Santuari mariani

Nella città esistono quattro chiese sorte in seguito a degli eventi miracolosi, legati a quattro immagini raffiguranti la Madonna. Due chiese si trovano nel centro storico (S.Maria delle Carceri e S. Maria del Giglio), le altre due sorsero all'esterno della città.

[modifica] Architetture civili

[modifica] Architetture civili del Novecento

[modifica] Architetture militari

[modifica] Altro

[modifica] Sculture monumentali

[modifica] Aree naturali

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie

Veduta di negozi cinesi in via Antonio Marini.
Scritte in cinese

La comunità cinese (proveniente dalla provincia cinese di Wenzhou e di Zhejiang) è la comunità straniera principale della città ed una delle più grandi in Europa (la terza dopo Londra e Parigi). I cittadini cinesi registrati all'anagrafe erano già nel 2007 poco più di 10.000[8], poi ci sono i regolari senza residenza, quindi i clandestini. Si ipotizza siano in tutto circa 20mila, il 10% degli abitanti[9], dato tra l'altro in continua e costante crescita negli ultimi 10 anni.

In alcuni quartieri di Prato (in particolar modo il quartiere di san Paolo lungo via Pistoiese), la concentrazione di cinesi è tale che gran parte delle attività commerciali hanno cartelli e insegne in sola lingua cinese. Le attività italiane a Prato stanno cercando di aiutare l'integrazione della comunità cinese: per esempio alcune banche forniscono dépliant e informazioni in bacheca anche in lingua cinese.

[modifica] Lingue e dialetti

« Son di Pra'o e vogl'esse' rispetta'o,
pos'i sasso e mang'i'bba'o!
 »
(detto popolare)

Il dialetto pratese fa parte del dialetto toscano. L'unica particolarità fonetica, tra l'altro diffusa in modo parziale, è l'eliminazione della t e della c intervocalica; si nota cioè una gorgia toscana particolarmente rafforzata. Ad esempio spettacolo e capìto diventano spettà'olo e capì'o.

[modifica] Istituzioni, enti e associazioni

[modifica] Cultura

A Prato sono presenti i teatri Metastasio, Fabbricone e Fabbrichino ed il teatro Politeama. Il teatro Metastasio, stabile della Toscana, oggi diretto da Federico Tiezzi, viene innaugurato nel 1830. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il teatro rimase chiuso per ristrutturazione. La rinascita si deve al sindaco Roberto Giovannini che riportò il teatro allo splendore di un tempo. Il 22 ottobre del 1964 il Metastasio fu inaugurato con Il Trovatore di Verdi. Da quel momento il teatro è diventato un punto di riferimento originale e determinante nel panorama italiano e internazionale.

[modifica] Istruzione

[modifica] Biblioteche

  • Biblioteca Lazzeriniana (Biblioteca Comunale Alessandro Lazzerini), via del Ceppo Vecchio 7
    • Sezione della circoscrizione Prato nord, Via Corridoni 11
    • Sezione della circoscrizione Prato ovest, Via P. Thouar 33 - Galciana
  • Biblioteca Roncioniana, piazza San Francesco 27
  • Biblioteca biomedica ed amministrativa, Piazza Ospedale 5
  • Biblioteca dei Cappuccini, Via A. Diaz 15
  • Biblioteca del Centro di informazione e documentazione / Arti visive - CID/Arti visive, Viale della Repubblica 277
  • Biblioteca del Centro di scienze naturali, Via di Galceti 74
  • Biblioteca del Convento di San Niccolò, Piazza cardinal Niccolò 6
  • Biblioteca del Convitto nazionale Cicognini, Piazza del Collegio 13
  • Biblioteca del liceo classico F. Cicognini, via Baldanzi 16
  • Biblioteca del Monastero di San Clemente, Via San Vincenzo 24
  • Biblioteca del Monastero di San Vincenzo, Via San Vincenzo 9
  • Biblioteca del Museo del tessuto
  • Biblioteca del Seminario vescovile, Via del Seminario 32
  • Biblioteca del Teatro Metastasio, Via Cairoli 59
  • Biblioteca della Scuola comunale di musica Giuseppe Verdi, Via S. Trinita 2
  • Biblioteca della Società corale Guido Monaco, Via S. Vincenzo 12
  • Biblioteca della Società pratese di storia patria, Via del Seminario 28
  • Biblioteca dell'Archivio di Stato di Firenze - Sezione di Prato, Via Ser Lapo Mazzei 41
  • Biblioteca dell'Archivio fotografico toscano, Via Ricasoli 7
  • Biblioteca dell'Archivio storico diocesano, Via del Seminario 28
  • Biblioteca dell'Associazione pratese Amici dei musei, Via Carbonaia 8/A
  • Biblioteca dell'Azienda di promozione turistica, Via L. Muzzi 38
  • Biblioteca dell'Istituto di studi storici postali, Via Ser Lapo Mazzei 37
  • Biblioteca dell'Istituto geofisico toscano - Centro di documentazione protezione civile, Via Marengo 49/a
  • Biblioteca dell'Istituto internazionale di storia economica Francesco Datini, Via L. Muzzi 38
  • Biblioteca dell'Istituto tecnico commerciale Paolo Dagomari, Via di Reggiana 86
  • Biblioteca Polo universitario di Prato dell'Università degli studi di Firenze, Piazza Ciardi 25

[modifica] Ricerca

Negli ultimi anni si è sviluppata una fiorente e multiforme attività di ricerca, che affianca l'innovazione tipica delle imprese locali e ne amplia il raggio d'azione. I principali punti di riferimento sono il Polo Universitario Città di Prato e il nascendo Centro di Ricerca finanziato da Enti locali e Camera di Commercio.

[modifica] Scuole

  • Conservatorio di San Niccolò
  • Convitto Cicognini
  • Istituto Tecnico Commerciale "P. Dagomari"
  • Istituto Professionale Francesco Datini
  • Istituto Statale di Istruzione Superiore "A. Gramsci - J.M. Keynes"
  • Istituto Professionale Guglielmo Marconi
  • Istituto Tecnico Industriale Tullio Buzzi
  • Liceo Cicognini-Rodari
  • Liceo Scientifico Carlo Livi
  • Liceo Scientifico Niccolò Copernico

[modifica] Università

Dai primi anni '90 la città è sede di un importante polo universitario, con oltre 2000 studenti iscritti, denominato "Polo universitario Città di Prato", nato dalla collaborazione tra l'Università degli studi di Firenze e una società consortile nata dalla collaborazione tra Enti locali (in primo luogo il Comune di Prato) e vari soggetti privati, il PIN, proprietaria dell'edificio (già sede del prestigioso Istituto T. Buzzi e ristrutturata per l'occasione) che ospita il polo. Presso di esso sono attivi alcuni corsi di studio facenti capo alle facoltà di Economia, Lettere e filosofia, Ingegneria, Medicina e chirurgia e Scienze politiche dell'ateneo fiorentino.

[modifica] Musei

[modifica] Media

[modifica] Radio

Fondata dallo scrittore Sandro Veronesi, la radio web Radiogas, è presente su Internet dal gennaio 2007.

[modifica] Cinema

Film ambientati a Prato (anche parzialmente, ordine cronologico):

[modifica] Cucina

[modifica] Prato e la Divina Commedia

  • Che fra Prato e Firenze non corresse buon sangue, lo documenta anche Dante nella Divina Commedia, nella sua invettiva contro Firenze (Godi, Fiorenza...), dove ne profetizza l'imminente declino:
« Ma se presso al mattin del ver si sogna,
tu sentirai di qua da picciol tempo
di quel che Prato, non ch'altri, t'agogna.
 »

Successivamente Dante Alighieri ne parla nel XXXII canto dell'Inferno:

«  "Se vuoi saper chi son cotesti due,
la valle onde Bisenzo si dichina
del padre loro Alberto e di lor fue." »

, in cui narra della morte dei due figli del conte Alberti, antico possidente della terra di Prato.

[modifica] Personalità legate a Prato

Per approfondire, vedi le voci Personalità legate a Prato e Categoria:Personalità legate a Prato.

La pagina riporta un elenco in ordine cronologico dei personaggi a vario titolo legati alla città di Prato per nascita, per attività o per vicenda biografica.

[modifica] Medioevo e Rinascimento

[modifica] Età moderna

Girolamo di Pace, "Ufficiale dei fiumi" autore, nel 1558, del “Discorso di fiumi, fossi, laghi ecc.” in cui riesce a mettere a fuoco le cause delle sempre più frequenti alluvioni, individuate nella cattiva manutenzione, nel degrado della montagna e nell’incremento ciclico della piovosità. Gli stata dedicata una via a Grignano

[modifica] XX secolo

[modifica] Contemporanei

Elisa Cella, pallavolista 1982

[modifica] Eventi

[modifica] Corteggio Storico

A Prato si celebra l'8 settembre, giorno della natività della Madonna. Per rendere omaggio alla Sacra Cintola, ogni anno si svolge il Corteggio Storico, cioè la sfilata in costume lungo le vie del centro, a cui partecipano gli armati di Città, il Corpo dei Valletti Comunali e altre centinaia di figuranti provenienti da varie città d'Italia. La processione termina in Piazza del Duomo, dove si ha l'evento più solenne della giornata: l'ostensione del Sacro Cingolo.

Il programma della festa è arricchito da varie esibizioni che si tengono per tutta la giornata in vari punti del centro storico, Ad esempio l'esibizione degli sbandieratori, la gara di tiro con l'arco, il mercato medievale con rievocazioni degli antichi mestieri e tradizioni, gli spettacoli musicali, i fuochi d'artificio.

[modifica] PratoEstate

Tutte le estati, in città, nelle principali piazze ed al Castello dell'Imperatore hanno luogo eventi come concerti, spettacoli teatrali, cinema all'aperto. La rassegna ha inizio a giugno e termina a settembre.

[modifica] Il Bandolo delle Bande

Raduno Bandistico di recente istituzione, infatti la prima edizione si è svolta nell'anno 2006. Ideato ed organizzato dall’Associazione Filarmonica Otello Benelli di Prato, tale raduno viene allestito ogni anno nel mese di maggio ed ha carattere nazionale. Solitamente si svolge con le seguenti modalità: al mattino, le Bande partecipanti sfilano per le vie del Centro Storico della città, interpretando brani dei propri repertori. Dopo pranzo, i Complessi Bandistici si alternano in concerto, fino alla conclusione della manifestazione. Nelle sue ultime due edizioni, 2008 e 2009, il Raduno si è spostato, per il concerto pomeridiano, presso il parco della la Villa Medicea di Poggio a Caiano.

[modifica] Festabella San Giorgio a Colonica

La festa si svolge nel paese di San Giorgio a Colonica nella circoscrizione sud al confine con Campi Bisenzio. Le origini di questa festa sono ancora ignote (a memoria d'uomo) ed è così sentita dalla popolazione sangiorgiese che fu chiamata "bella". Negli ultimi trent'anni si è caratterizzata per la sagra della pecora. La festa ha molti aspetti: da quello religioso a quello sportivo, da quello culturale a quello (ovviamente) culinario. C'è anche la fiera di beneficienza tanto attesa dai bambini. Quest'anno (2009) come novita assoluta ed originale san Giorgio e le festa avranno l'annullo filatelico speciale che per 60 giorni sarà attivo poi sarà inviato al museo delle poste italiane a Roma. Inoltre nella cripta della chiesa sarà allestita una mostra a tema ogni anno differente. Nel 2009 ci sarà la mostra delle 48 ville pratesi e l'esposizione delle farfalle di un grande collezzionista. La festa nel 2009 si svolgerà dal 20 giugno al 12 luglio.

[modifica] Blackout Festival

Tutte le estati, intorno a fine giugno, si svolge ormai da più di cinque anni, presso il Parco di Galceti il Blackout Festival, dedicato alla musica italiana indipendente. Si tratta da sempre, di un festival ad ingresso gratuito.

[modifica] Geografia antropica

Archeologia industriale a Prato

[modifica] Suddivisioni storiche

I due assi viari principali del centro storico, incrociandosi in piazza del Comune, dividono il centro in quattro quartieri:

  • Giuntalodi (Nord-Nord-Ovest)
  • Inghirami (Est-Nord-Est)
  • Cicognini (Sud-Sud-Est)
  • Datini (Ovest-Sud-Ovest)

L'asse che taglia il centro da Sud-Sud-Ovest a Nord-Nord-Est è costituito da via Santa Trinita, piazza San Francesco, via Bettino Ricasoli, corso Giuseppe Mazzoni, piazza del Duomo e via Gaetano Magnolfi; l'altro asse, che va da Ovest-Nord-Ovest a Est-Sud-Est, percorre via San Vincenzo, piazza San Domenico, via Cesare Guasti, via fratelli Cairoli e via Giuseppe Mazzini.

[modifica] Suddivisioni amministrative

Il territorio comunale è suddiviso in cinque circoscrizioni amministrative: Nord, Est, Sud, Ovest e Centro.[12]:

  • Circoscrizione Nord: Cerreto, Chiesanuova, Coiano, Figline di Prato, Galcetello, Galceti, Gli Abatoni, I Ciliani, Le Fornaci, Le Lastre, Le Sacca, San Martino, Santa Lucia, Villa Fiorita
  • Circoscrizione Sud: Cafaggio, Casale , Castelnuovo, Campostino, Fontanelle, Grignano, Il Ferro, Iolo, Le Badie, Le Caserane, Le Colombaie, Le Fonti, Paperino, Ponte alle Vanne, Popolino, Purgatorio (Prato), San Giorgio a Colonica, San Giusto, Santa Maria a Colonica, Sant'Andrea, Tavola, Tobbiana
  • Circoscrizione Est: Canneto, Carteano, Cavagliano, Filettole, Gonfienti, Il Cantiere, I Lecci, Il Palco, La Castellina, La Macine, La Pietà, La Querce, Mezzana, Pizzidimonte, Ponzano, Sacra Famiglia, Santa Cristina a Pimonte, Santa Gonda
  • Circoscrizione Ovest: Borgonuovo, Capezzana, Galciana, Il Calice, Il Guado, La Dogaia, Le Pantanelle, Maliseti, Mazzone, Narnali, San Paolo, Sant'Ippolito, Vergaio, Viaccia
  • Circoscrizione Centro: Il Pino, Il Soccorso, Reggiana

[modifica] Economia

Fabbrica con balle di stracci per la lavorazione della lana rigenerata

L'economia di Prato è storicamente basata sull'industria tessile, anche se con il crescere degli abitanti essa si è diversificata, destinandosi prevalentemente nei servizi, tra i quali spiccano quelli bancari, assicurativi e delle libere professioni.

Nonostante i diversi monumenti presenti nel centro storico, Prato non vanta una fiorente tradizione turistica, anche se negli ultimi anni è aumentato il numero di visitatori, anche stranieri.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

Prato è servita dall'autostrada A11 attraverso due caselli: Prato est e Prato ovest, ed è collegata a Bologna attraverso la Strada Regionale 325 Val di Setta e Val di Bisenzio che la collega anche con i comuni della Val di Bisenzio (Vaiano, Vernio e Cantagallo, nella provincia di Prato) e della Val di Setta (ricompresa nella provincia di Bologna).

[modifica] Distanza dalle principali città italiane

Bari 750 km
Bologna 90 km
Firenze 15 km
Genova 220 km
Milano 290 km
Napoli 500 km
Palermo 1200 km
Roma 290 km
Torino 415 km
Venezia 250 km

[modifica] Ferrovie

La città di Prato è attraversata da due linee ferroviarie: la Firenze-Prato-Pistoia-Lucca-Viareggio e la Firenze-Bologna. La prima è una linea regionale che la collega con Firenze e la toscana occidentale mentre la seconda è parte della dorsale Milano-Napoli e una delle più importanti linee ferroviarie italiane rendendo pertanto Prato fermata di treni a lunga percorrenza quali Intercity e alcuni Eurostar diretti verso il Nord e il Sud della penisola. Le stazioni ferroviarie della città sono tre:

Inoltre, sono in progettazione altre stazioni[13]:

  • La Querce
  • Mazzone
  • S. Lucia

[modifica] Aeroporti

I principali impianti aeroportuali internazionali o intercontinentali più vicini alla città sono Firenze-Peretola (circa 12 km), Pisa-San Giusto (circa 95 km), Bologna-Borgo Panigale (circa 100 km), Roma-Fiumicino (circa 340 km) e Aereoporto di Malpensa (circa 350 km).

[modifica] Mobilità urbana

I trasporti urbani pratesi sono costituiti da una serie di linee di autobus gestite dalla CAP (sito) che serve anche la provincia. Le linee attive sono in totale 11.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Roberto Cenni (Centrodestra) dal 22/06/2009 (1º mandato)
Centralino del comune: 0574 18361, sip:057418361@voip.comune.prato.it
Posta elettronica: urpmultiente@po-net.prato.it

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Sport

[modifica] Calcio

La squadra cittadina è l'Associazione Calcio Prato - serie C2 - 1 Coppa Italia Serie C. L'ultima partecipazione in serie B risale al 1963-64.

[modifica] Rugby

La squadra cittadina è Rugby Club I Cavalieri Prato - prima squadra in Super 10 (promossa al termine dei play-off nella stagione 2008/2009); seconda squadra in serie C.

[modifica] Calcio a 5

La squadra cittadina è il Prato Calcio a 5 - serie B - 2 Scudetti; 2 Coppa Italia; 2 Supercoppa Italiana.

[modifica] Hockey Pista

La squadra cittadina è la Hockey Primavera Prato - serie A2 - 1 Scudetto; 1 Coppa Italia.

[modifica] Pallamano

[modifica] Ciclismo

Prato è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Ogni anno a settembre si svolge il Gran Premio Industria e Commercio, giunto nel 2006 alla 61ª edizione.

[modifica] Nuoto

La tradizione del nuoto pratese è rappresentata dalla Futura Nuoto, società che vanta fra i suoi atleti di punta Andrea Righi e, più recentemente, Francesco Moroni, campione Italiano dei 200 e 400 stile libero. La Futura Nuoto è impegnata anche nella didattica con la recente istituzione della Scuola Nuoto Federale.

[modifica] Pallanuoto

Nel 1999 Prato ospitò i campionati europei femminili di pallanuoto, vinti dalla nazionale Italiana. L'Associazione Nuoto Prato può vantare la presenza della squadra femminile in serie A/2, grazie alla promozione avvenuta nella stagione 2007-2008. Le ragazze dell' Associazione Nuoto Prato si piazzano regolarmente ai primi posti in tutti i campionati giovanili battendo stabilmente le coetanee della Fiorentina Waterpolo e della Rari Nantes Florentia e occupano stabilmente la top ten del ranking italiano. La squadra maschile dell'Associazione Nuoto Prato, invece, è stata promossa nel 2007-2008 dalla serie D alla serie C. La società "storica" della città è la Futura Nuoto Prato, partecipante al campionato di serie B, con un passato in A/2 nella stagione 2003-2004. Nella stagione 2008-2009 è nata un'altra realtà a livello cittadino, l' Azzurra Nuoto Prato, che parteciperà per questo primo anno di attività al campionato Uisp. Altra società in città è la Polisportiva Amatori Prato che partecipa al campionato Uisp ormai da diversi anni e che può vantare nelle proprio organico ex giocatori delle altre squadre pratesi.

[modifica] Kung Fu

Gli atleti della scuola di Kung fu tradizionale cinese hanno conquistato un secondo e un quinto posto ai campionati mondiali di Taiwan nel 2004 e un secondo posto come Team Nazionale con maggiori punteggi. Kung fu Prato

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat al 31/12/2008.
  2. ^ Dato Istat all'31/10/2008.
  3. ^ http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/consultazione/terremoto.php?visualizzazione=svg Stucchi et al. (2007). DBMI04, il database delle osservazioni macrosismiche dei terremoti italiani utilizzate per la compilazione del catalogo parametrico CPTI04. Quaderni di Geofisica, INGV.
  4. ^ La notizia del ritrovamento è stata pubblicata anche sul quotidiano londinese The Times e sul "Sunday".
  5. ^ G.Centauro, Ipotesi su Camars in Val di Marina. Dalla città etrusca sul Bisenzio all'identificazione di Clusio. (appunti, studi preliminari e osservazioni sulle scoperte dal 2002 al 2004) , coll. “Quaderni di Microstoria”, XII, Nuova Toscana Editrice, Campi Bisenzio, 2004.
  6. ^ Attualmente, la mancanza di fondi ha arrestato il proseguimento e la messa in sicurezza degli stessi scavi, e l'ampliamento dell'Interporto toscano minaccia la prosecuzione dei lavori e l'esistenza stessa dei reperti.
  7. ^ Documenti - La resistenza a Prato. Medaglia d'argento
  8. ^ Gli stranieri residenti a Prato al 31/12/2007. URL consultato il 24-03-2008.
  9. ^ [1]
  10. ^ a b c d e f g h i j k Notizie nostre - Prato palcoscenico ideale per il cinema italiano.
  11. ^ Toscana TV [2]
  12. ^ Le circoscrizioni amministrative del comune di Prato
  13. ^ Norme Tecniche di attuazione del PTC, articolo 57

[modifica] Bibliografia

  • Fernand Braudel (diretta da), Prato, storia di una città, 4 voll., Le Monnier, 1981-1987
  • Franco Cardini, Storia illustrata di Prato dalle origini a Chinatown, Pacini editore, 2004
  • Claudio Cerretelli, Prato e la sua provincia, 1995
  • Giuseppe Marchini, Prato guida artistica, APT Prato, 1978
  • AA.VV. Storia di Prato, 3 voll., 1980, Prato

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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