Praomys degraaffi

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Topo dalla pelliccia soffice di De Graaff
Immagine di Praomys degraaffi mancante
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
Ordine Rodentia
Sottordine Myomorpha
Superfamiglia Muroidea
Famiglia Muridae
Sottofamiglia Murinae
Genere Praomys
Specie P.degraaffi
Nomenclatura binomiale
Praomys degraaffi
van der Straeten & Kerbis Peterhans, 1999

Il Topo dalla pelliccia soffice di De Graaff (Praomys degraaffi van der Straeten & Kerbis Peterhans, 1999) è un roditore della famiglia dei Muridi diffuso nell'Africa centrale.[1][2]

Indice

Descrizione[modifica]

Roditore di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 90 e 124 mm, la lunghezza della coda tra 111 e 151 mm, la lunghezza del piede tra 23 e 29 mm, la lunghezza delle orecchie tra 17 e 22 mm e un peso fino a 84 g.[3]
Le parti superiori variano dal grigio scuro al nero fuliggine. Le parti ventrali sono grigiastre. Le orecchie sono relativamente grandi. La coda è più lunga della testa e del corpo. Le femmine hanno 2 paia di mammelle pettorali e 2 paia inguinali. Il cariotipo è 2n=26 FN=28.

Biologia[modifica]

Comportamento[modifica]

È una specie notturna e parzialmente arboricola.

Distribuzione e habitat[modifica]

Questa specie è diffusa nelle montagne del Burundi, Ruanda e Uganda.

Vive nelle foreste montane umide tra 1.900 e 2.600 metri di altitudine.

Stato di conservazione[modifica]

La IUCN Red List, considerato l'areale limitato e la deforestazione, classifica P.degraaffi come specie vulnerabile (VU).[1]

Note[modifica]

  1. ^ a b c van der Straeten, E. & Kerbis Peterhans, J. 2008. Praomys degraaffi. In: IUCN 2012. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2012.2
  2. ^ D.E. Wilson; D.M. Reeder, Praomys degraaffi. In Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference. 3rd edition, Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0-8018-8221-4
  3. ^ van der Straeten & Kerbis Peterhans, 1999, op. cit.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]

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