Pozzo sacro di Funtana Coberta
Coordinate: 39°34′51.94″N 9°21′7.02″E / 39.5810944°N 9.35195°E
| Pozzo sacro di Funtana Coberta | |
|---|---|
| Civiltà | Civiltà nuragica |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Comune | |
Il pozzo sacro di Funtana Coberta è un monumento archeologico risalente ad un periodo databile tra il 1200 e l'850 a.C. che si trova presso Ballao, in provincia di Cagliari. Gli scavi archeologici, iniziati nel 1918 da Antonio Taramelli e ripresi nel 1994 da Maria Rosaria Manunza, hanno permesso di avviare degli studi sia sul tempio, che sui reperti in bronzo, tra cui spade votive, pannelli oxhide, bronzetti, in esso ritrovati.
Indice |
La struttura [modifica]
Il tempio, realizzato con massi calcarei in opera subquadrata (cioè sbozzati in parallelepipedi irregolari), lungo 10,60 m è costituito da un vestibolo rettangolare di 1,90 m di larghezza, da una scala discendente di 12 gradini che introduce alla cupola, alta 5,50 m e larga al fondo 3,50 con una pavimentazione di lastroni disposti a raggiera. Sotto il piano della tholos la canna del pozzo, rivestito da 34 corsi di pietre, sprofonda per 5,20 m, con una bocca di 1,35, che si riduce a 0,90 al fondo. Le strutture emergenti sono attualmente limitate al muro perimetrale a forma di serratura di chiave che racchiude l'atrio ed il tamburo del pozzo.
Le campagne di scavo ed i ritrovamenti [modifica]
Il pozzo di Funtana Coberta è stato oggetto di due recenti campagne di scavo. La prima nel 1998, la seconda nel 2003: è stata quest'ultima a fornire i maggiori dati. Sotto un primo strato di età romana è stato rinvenuto uno strato i cui elementi culturali risultano unicamente nuragici. Nello strato 150 è stata rinvenuta ceramica prevalentemente del bronzo medio ma anche del bronzo recente. Pertanto se ne deduce che la realizzazione del pozzo sia da datarsi tra il bronzo medio e recente. Nello strato più antico è stata rinvenuta un'olla contenente al suo interno frammenti di spade votive e lingotti oxhide. L'olla per tipologia è databile tra il bronzo finale e recente. Tra i reperti anche asce le cui matrici di fusione furono rinvenute nei pressi del Nuraghe Albucciu presso Arzachena, confrontabili con esemplari britannici, ma identiche a quelle ottenibili da matrici di fusione miceneee (tardo elladico III) e in una valva di fusione trovata a Troia VIIb; ceramica micenea, (sia originale che copiata e realizzata in loco) del tardo elladico III è già attestata al Nuraghe Antigori. Analogamente a questa cronologia i lingotti oxhide non vengono più prodotti ben prima della fine dell'età del bronzo.
I bronzetti [modifica]
Assieme a tali reperti in altri strati furono ritrovati frammenti di bronzetti nuragici: la testa di un arciere, l'orecchio di un animale, un piede con supporto. In particolare il piede risulta identico a numerosi bronzetti tra i quali: il capo tribù orante e l'arciere saettante da Teti, il Capo Tribù da Monte Arcosu, i guerrieri con spada e con arco o e con spada e scudo da Uta, il soldato con stocco e lo scudo sulle spalle da Sorgono.
Datazione del pozzo e dei bronzetti [modifica]
A parte un unico frammento decorato a tacche rinvenuto durante la campagna di scavo del 1998 nell'area delle capanne a est del pozzo, in tutta l'area di funtana cuberta, e in tutti gli altri strati nuragici scavati intorno al pozzo, sigillati dagli strati di età repubblicana, è del tutto assente la ceramica che contraddistingue le fasi pregeometrica, geometrica e orientalizzante. Dunque la vita del pozzo sembra essersi conclusa entro gli inizi del bronzo finale ed è a questa fase che devono attribuirsi i resti di bronzistica.
La somiglianza con il pozzo sacro di Garlo [modifica]
In quella che fu l'antica Tracia nei pressi del villaggio di Garlo, circa 50 km a ovest di Sofia (l’antica Serdica) nell’area del fiume Strimone, situata sulle pendici settentrionali di un’altura la cui vetta è circondata da un massiccio roccioso, nel 1981 l'archeologa Dimitrina Djonova portò alla luce il pozzo sacro di Garlo, la cui architettura e dimensioni si rivelarono poi sorprendemente simili a quelli di Sa Funtana Coberta. Le due strutture, infatti, differiscono solo di alcuni centimetri. Su quest'ultimo è attualmente disponibile un unico studio[1] pubblicato nel 1983 dall'archeologa bulgara Dimitrina Mitova Djonova[2] e ripreso nel 2003 in un articolo dall'ingegnere cagliaritano Massimo Rassu.[3]
Bibliografia [modifica]
- Giovanni Lilliu, La civiltà dei Sardi, Torino, ERI Edizioni RAI, 1980.
Note [modifica]
- ^ Megalithischer Brunnentempel protosardinischen Typs vom Dorf Garlo, bez Pernik
- ^ L'archeologa venne invitata nel 1987 a Selargius per il convegno internazionale di archeologia dal titolo Un millennio di relazioni fra la Sardegna e i Paesi del Mediterraneo ma a causa della Guerra fredda e dalle problematiche legate alla pista bulgara relativa alle inchieste sull'attentato a Papa Giovanni Paolo II venne trattenuta in patria. Inviò comunque una sua relazione dal titolo Elementi architettonici proto sardi nella penisola balcanica
- ^ Massimo Rassu. I pozzi sacri in Sardegna e in Bulgaria, dopo tremila anni un collegamento da spiegare. ingegneri-ca.net. URL consultato in data 5 agosto 2011.
Collegamenti esterni [modifica]
- Ballao, Pozzo Sacro di Funtana Coberta. SardegnaCultura.it. URL consultato in data 3 maggio 2012.
- Ballao - Pozzo sacro Funtana Coberta. ilportalesardo.it. URL consultato in data 5 agosto 2011.
- Maria Rosaria Manunza. La stratigrafia del vano a di Fontana Cuberta (Ballao - CA), pp. 9. fastionline.org. URL consultato in data 5 agosto 2011.
- Una scoperta archeologica sui pozzi sacri protosardi. regione.sardegna.it, marzo 2008. URL consultato in data 5 agosto 2011.
- Soprintendenza Archeologica per le Province di Cagliari e Oristano. Funtana Coberta. comune.ballao.ca.it. URL consultato in data 5 agosto 2011.
- Funtana Coberta - Ballao. neroargento.com. URL consultato in data 5 agosto 2011.