Potëmkin (nave da battaglia)

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Potëmkin

Vista di tre quarti della Potëmkin
Descrizione generale
 · 
Tipo  Corazzata
Classe  Potëmkin
Numero unità {{{numero_unità}}}
Costruttori  {{{costruttori}}}
Cantiere  Cantieri Navali di Stato Nikolaev
Matricola 
Ordine 
Impostazione 10 settembre1898
Varo 
Completamento  {{{completata}}}
Entrata in servizio  1904
Proprietario 
Radiazione  {{{radiata}}}
Destino finale  smantellata 1922-1924
Caratteristiche generali
Dislocamento  a pieno carico: 12.900 t
Stazza lorda  t
Lunghezza  sulla linea di galleggiamento: 113,2 m
Larghezza  22,2 m
Altezza  8,4 m
Pescaggio  m
Profondità operativa  {{{profondità_operativa}}} m
Ponte di volo 
Propulsione  3 coppie di caldaie verticali a tripla espansione, 2 assi d'elica (10.600 HP)
Velocità  16,7 nodi
Autonomia 
Capacità di carico 
Numero di cabine  {{{numero_di_cabine}}}
Equipaggio  731
Passeggeri 
Equipaggiamento
Sensori di bordo 
Sistemi difensivi 
Armamento  artiglieria:
  • 4 cannoni da 305 mm (2 torri binate)
  • 16 cannoni da 152 mm
  • 14 cannoni da 75 mm (su affusto binato)
  • 4 cannoncini da 47 mm
  • 2 cannoncini da 37 mm
Corazzatura 
Mezzi aerei 
Note
Motto 
Soprannome 

La corazzata Kniaz Potëmkin Tavricheskiy, così chiamata in onore dello statista russo Grigorij Aleksandrovič Potëmkin, principe di Tavros che, sotto il regno della zarina Caterina II la grande, volle creare una potente flotta del mar Nero, fu impostata nel 1898 e resa operativa nel 1904 presso la base navale di Odessa.

[modifica] La storia

Il suo equipaggio si ammutinò nel 1905 in seguito al tentativo da parte del primo ufficiale di obbligare l'equipaggio a mangiare carne infestata dai vermi; durante i disordini, il marinaio Grigory Vakulenchuk fu ferito a morte e diversi ufficiali, compreso il capitano Golikov, ebbero la stessa sorte. L'equipaggio della silurante di scorta N. 267 seguì l'esempio dei marinai della corazzata. La nave ritornò ad Odessa issando la bandiera rossa ed appoggiò i disordini scoppiati in città grazie anche ai funerali di Vakulenchuk con due imprecisi colpi dei pezzi da 152 mm. L'ammiragliato russo inviò allora due squadroni di navi da battaglia col compito di riprendere la nave o di affondarla, ma quando la Potëmkin puntò sul gruppo da battaglia, le ciurme si rifiutarono di sparare ed un'altra corazzata, la Georgiy Pobiedonosetz, si unì ai ribelli.

Dopo un peregrinare nel Mar Nero, la nave si diresse verso la Romania, che però negò il permesso di attracco, sparando anche su un gruppo da sbarco della nave. Alla fine, la nave venne restituita alla Russia, ma molti membri dell'equipaggio trovarono rifugio clandestinamente in Romania.

La nave, passata dopo la rivoluzione d'Ottobre all'Armata Rossa venne resa inutilizzabile dall'equipaggio dell'incrociatore inglese Calypso che le danneggiò irreparabilmente le macchine, la nave venne smantellata definitivamente nel 1919.

L'episodio dell'ammutinamento e' stato il soggetto di un famoso film, dal titolo La corazzata Potëmkin.

[modifica] Collegamenti esterni


  • (EN) Panteleimon in www.steelnavy.com. URL consultato il 2006-07-30.


orientato ai modellisti

  • (EN) Potemkin in ship.bsu.by. URL consultato il 30-07-2006.



Monumento in Odessa, esplicativo dell'ammutinamento



Uno dei capi dell'ammutinamento


Monumento in Odessa, esplicativo dell'ammutinamento


Un resoconto di prima mano sull'ammutinamento

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