Post-bop

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Post-bop
Origini stilistiche Hard bop
Modal jazz
Free jazz
Jazz
Origini culturali Stati Uniti, metà anni sessanta
Strumenti tipici Chitarra elettrica - Batteria - Basso elettrico - Sassofono - Tromba - Trombone - Contrabbasso
Popolarità Popolare nella metà degli anni sessanta.
Generi correlati
Fusion
Categorie correlate

Gruppi musicali post-bop · Musicisti post-bop · Album post-bop · EP post-bop · Singoli post-bop · Album video post-bop

Il termine Post-bop indica una forma di jazz che è nata a metà degli anni ‘60. I primi tratti del genere si riscontrano nei lavori di John Coltrane, Miles Davis, Bill Evans, Charles Mingus, Wayne Shorter, Pat Metheny e Herbie Hancock. Generalmente con il termine post-bop si considera il jazz degli anni ‘60 che include influenze di hard bop, modal jazz e free jazz, senza essere necessariamente identificato come tale. Il termine è stato coniato recentemente e come il Northern soul non era utilizzato quando il genere era attivo. Il genere fu quasi netta separazione dal jazz classico, accogliendo diverse influenze di ciò che qualche anno dopo prenderà vita negli anni ’70 nel fusion, infatti molti artisti Post-bop sono anche catalogati come fusion. Molti lavori post-bop appartengono ad artisti della Blue Note Records. Gli album di principale successo sono Speak No Evil di Wayne Shorter; The Real McCoy di McCoy Tyner; Out to Lunch di Eric Dolphy; Miles Smiles di Miles Davis; Maiden Voyage di Herbie Hancock; e anche Search for the New Land di Lee Morgan (un artista non completamente appartenente al post-bop). La maggior parte degli artisti post-bop, sono conosciuti anche in altri generi sopracitati, e mostreranno una particolare sovrapposizione nel prossimo hard bop.

Lista dei maggiori esponenti post-bop[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]