Portonovo
| Portonovo | |||||
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Vista dall'alto |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Frazione | Poggio (Ancona) | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 43°33′52″N 13°35′28″E / 43.56444°N 13.59111°ECoordinate: 43°33′52″N 13°35′28″E / 43.56444°N 13.59111°E | ||||
| Altitudine | 7 m s.l.m. | ||||
| Abitanti | 1[1] (2001) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 60020 | ||||
| Prefisso | 071 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Localizzazione | |||||
Portonovo è una località marittima del comune di Ancona, noto centro turistico, balneare ed artistico, affacciato sull'omonima baia.
Indice |
[modifica] Territorio
Portonovo è una contrada della frazione del Poggio di Ancona, facente parte della III circoscrizione e parte integrante del parco regionale del Conero. Il suo territorio è accidentato, con vallecole e collinette quasi completamente ricoperte da macchia mediterranea; è dominato dalla massiccia presenza di Monte Conero che con le sue rupi, alte in questo punto circa 400 metri, delimita l'area a sud; a nord invece Portonovo si affaccia sul mare con una bianca spiaggia sassosa con andamento sinuoso e che verso ovest si incurva a formare la baia che ha dato il nome alla località. Nella spiaggia si alternano tratti ghiaiosi e sassosi, con ciottoli calcarei bianchissimi e arrotondati, considerati una delle peculiarità della località. La presenza dei boschi direttamente a contatto con la spiaggia, unitamente ai panorami aperti verso la mole maestosa del Conero, costituiscono una grande attrattiva della zona.
Portonovo non è un centro abitato: ufficialmente[1] conta un solo abitante. Gli scarsi edifici presenti, non più di una trentina disseminati nel bosco, sono "seconde case" usate perlopiù per passare le vacanze. Nella zona sorgono alberghi, vari ristoranti e numerosi bar, anche a ridosso del mare. A Portonovo si trovano anche due campeggi, il maggiore dei quali, già situato nei pressi della spiaggia, nel 2008 è stato spostato a monte, in posizione panoramica. La chiesa medievale di Santa Maria di Portonovo, la settecentesca Torre di Guardia e il Fortino Napoleonico sono i preziosi monumenti che, immersi nella vegetazione, testimoniano un passato ricco di storia.
Portonovo in estate è molto frequentata dagli anconitani e dai turisti, che la raggiungono percorrendo l'unica e ripida strada asfaltata che si stacca dalla provinciale del Conero. La linea 94 di autobus urbani collega Portonovo al centro di Ancona e un servizio navetta gratuita fa la spola con il parcheggio sovrastante situato a ridosso della strada provinciale n° 1 "Del Conero".
La spiaggia di Portonovo ha ottenuto la Bandiera Blu nel 2000 e nel 2002; l'assegnazione è stata poi sospesa per alcuni anni in attesa del collegamento delle fognature. Nel 2010, completati i lavori, ha nuovamente ottenuto la Bandiera blu, confermata l'anno successivo.[2]
La parte sud, tra la Torre di Guardia e la chiesa medievale, è una zona favorevole alla pratica di windsurf, grazie al vento quasi sempre presente. Nella zona occidentale si trova un molo artificiale, che dovrebbe essere utilizzato solo per situazioni di emergenza, e che molti bagnanti usano per tuffarsi nel mare[3].
[modifica] I laghi
Molto importanti, dal punto di vista paesaggistico ed ambientale, sono i due piccoli laghi di Portonovo: il Lago Profondo ed il Lago del Calcagno o Lago Grande. A pochissima distanza dal mare, contengono acqua salmastra, risultante della mescolanza di acqua di mare con acqua dolce. L'acqua marina entra nei laghi durante le mareggiate e passando al di sotto della spiaggia; l'acqua dolce proviene invece da sorgenti (nel Lago Grande) o da piccoli immissari temporanei (il torrente Ciriesa, che sfocia nel Lago Profondo).
L'origine dei laghi è collegata alla stessa nascita di Portonovo, che si formò in seguito ad una ciclopica frana staccatasi in epoca preistorica dal sovrastante monte Conero. La superficie dei laghi di Portonovo è stata purtroppo notevolmente ridotta negli anni cinquanta quando, con un'errata concezione dello sviluppo turistico, si interrarono vaste aree umide per realizzare parcheggi e campeggi (la superficie interrata supera il 50%). La stessa Fonte di Portonovo, che alimentava con le sue acque il Lago Grande e nel passato costituiva una delle attrattive della zona, è stata negli stessi anni distrutta per far posto a strutture turistiche. Oggi il Parco del Conero ha elaborato vari piani di recupero naturalistico dei laghi, che attendono ancora attuazione. Nell'intento di permettere al Lago Grande l'espansione nella zona originariamente occupata, si è già provveduto allo spostamento di un campeggio in area più a monte.
Nonostante tutto, i laghi di Portonovo ancor oggi costituiscono un habitat di notevole interesse naturalistico; per quanto riguarda la fauna si ricorda la presenza della gallinella d'acqua, del martin pescatore, del germano reale e della folaga, mentre per la flora, si segnala la canna di palude, il falasco ed il giunco.
[modifica] Dintorni
Portonovo confina a nord con la spiaggia di Mezzavalle, lunga spiaggia libera che si può raggiungere solo facendo un breve tratto a nuoto oppure, dalla strada provinciale, percorrendo due sentieri pedonali, non lunghi ma abbastanza ripidi in alcuni tratti; Mezzavalle è per questo molto frequentata da chi apprezza la sua elevata naturalità.
A nord di Mezzavalle si trova il Trave, un lungo scoglio naturale che si estende, a pelo d'acqua, per circa un chilometro verso il largo. Sopra di esso si trova una costruzione abbandonata chiamata "Pesca Fattorini", già usata per la pesca da postazione fissa. Come su tutti gli scogli della Riviera del Conero, al Trave i moscioli (nome locale dei mitili), crescono in modo naturale; la loro pesca è rigidamente regolata[4].
A sud di Portonovo si estendono, sotto le rupi di Monte Conero, tratti di costa a picco, tratti di scogli e varie spiagge libere, raggiungibili camminando lungo la costa e, a volte, effettuando dei tratti a nuoto; sono le spiagge della Vela, dei Sassi Bianchi e dei Gabbiani. Procedendo verso sud si esce dal Comune di Ancona e si entra nel comune di Sirolo, con le spiagge della cava Davanzali e delle Due Sorelle.
In alcuni tratti il transito è vietato a causa di pericoli di frane. La situazione varia molto frequentemente ed i pericoli sono segnalati da cartelli e da ordinanze della Capitaneria di porto di Ancona.
[modifica] Arte e storia
Anticamente la località era denominata Porto Nuovo di Ancona; il nome trae origine dalla sua baia, protetta dai venti e dai mari da Nord e Nord-Ovest. Vicino alla spiaggia si trovano tre edifici di interesse storico-architettonico.
[modifica] Santa Maria di Portonovo
Santa Maria di Portonovo è una chiesa di stile romanico costruita dai benedettini dal 1034. Sorge su un piccolo rialzo roccioso che si protende nel mare ed è lambita dal verde della macchia mediterranea. La struttura architettonica è suggestiva e singolarissima, fusione di croce greca, pianta basilicale e chiesa a cappelle parallele. Le mura esterne sono in pietra bianca del Conero, mentre il pavimento interno è costituito da pietra gialla e cotto. Nella parte bassa dell'edificio si trovano alcune monofore, mentre nella particolarissima cupola a pianta ellittica, di taglio bizantino, si trovano bifore.
La chiesa sorse come luogo di culto di un monastero benedettino, che raggiunse una notevole importanza nelle Marche medievali e che infine fu distrutto nel 1320 a causa di una frana scesa dal monte Conero. Abbandonata dai monaci, la chiesetta non fu usata per molti secoli, cosa che la protesse da modifiche e manomissioni. Nel XIX secolo fu oggetto di un magistrale restauro ad opera di Giuseppe Sacconi, ultimato sotto il soprintendente Luigi Serra. Fu riaperta al culto nel 1934.
[modifica] Ricordi danteschi
Nell'atrio della chiesa una lapide ricorda i versi del XXI canto del paradiso dantesco:
| « In quel loco fu' io Pier Damiano, e Pietro Peccator fu' ne la casa |
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(Canto XXI, vv. 120-123)
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Questi versi parlano del soggiorno di San Pier Damiani prima a Fonte Avellana (in quel loco) e poi in una chiesa dedicata a Maria (casa di Nostra Donna) posta sulla riva del mare Adriatico (in sul lito adriano); in questa chiesa Pier Damiani aveva assunto il nome di Pietro peccatore. Ci sono opinioni discordanti sull'interpretazione della terzina: secondo alcuni, in essa si allude alla chiesa di Portonovo, secondo altri, invece, a Santa Maria in Porto di Ravenna.
Gli argomenti a sostegno dell'identificazione di Santa Maria di Portonovo con la casa di Nostra Donna in sul lito adriano sono i seguenti[5]:
- Santa Maria di Portonovo era un'abbazia benedettina avellanita, ossia era presidiata proprio dallo stesso ordine a cui apparteneva San Pier Damiani; a Santa Maria in Porto presso Ravenna invece avevano stanza i chierici regolari o agostiniani portuensi. Perché mai un monaco benedettino avrebbe dovuto passare un periodo di penitenza presso una chiesa appartenente ad un ordine diverso dal proprio? E perché mai in un luogo ove si osservava una regola molto meno severa di quella benedettina?
- San Pier Damiani era nativo di Ravenna, e per un monaco che avesse voluto fare penitenza era usanza allontanarsi dal luogo natale, per avere maggiore raccoglimento. Dunque la chiesa di Santa Maria in Porto, sorgendo nei pressi di Ravenna non avrebbe consentito a Pier Damiani di condurre quella vita distaccata dal mondo necessaria alla penitenza.
- San Pier Damiani mostra nei suoi scritti di aver vissuto un periodo di vita cenobitica insieme a San Gaudenzio vescovo di Ossero, che passò l'ultimo periodo della sua vita proprio a Portonovo, componendovi gli opuscoli XIX e XX[6].
- San Pier Damiani era molto legato ad Ancona, come prova la sua Epistola VI nella quale si rivolge a papa Niccolò III affinché liberi la città di Ancona dalla scomunica; inoltre è provato che frequentasse ripetutamente le varie abbazie benedettine delle Marche.
- La sola chiesa costruita nel litorale adriatico, dedicata a Maria e appartenente ad un monastero benedettino, è Santa Maria di Portonovo.
- I primi commentatori della Divina Commedia non potevano pensare alla chiesa di Portonovo, semplicemente perché essa era stata abbandonata nel 1320; i commentatori successivi non misero in dubbio quanto detto dai precedenti dato che la chiesa di Portonovo era sempre più avvolta dall'oblio.
- Santa Maria in Porto presso Ravenna è stata costruita venti anni dopo la morte di San Pier Damiani, e dunque non poté in alcun modo ospitarlo. I commentatori che sostengono ugualmente questa localizzazione ipotizzano che Dante non conoscesse la data di costruzione della chiesa.[7]
- Per sostenere che sia Santa Maria in Porto presso Ravenna la casa di nostra donna e nel contempo non ammettere un'ignoranza cronologica da parte di Dante, alcuni commentatori ipotizzano che il Poeta, in questi versi, parli di due monaci distinti, entrambi di nome Pietro: Pier Damiani (che dimorò in quel loco cioè a Fonte Avellana) e Piero degli Onesti (che dimorò realmente nella chiesa ravennate). Volendo seguire questa ipotesi è necessario allora scrivere diversamente la terzina dantesca: nel primo verso la parola fu dovrebbe essere scritta con l'apostrofo (a significare "fui", prima persona singolare, con soggetto Pier Damiani) e, nel secondo verso, senza apostrofo ("fu", terza persona singolare, con soggetto Piero degli Onesti). La terzina diverrebbe quindi In quel loco fu' io Pier Damiano / e Pietro peccator fu nella casa... Questo sembra davvero poco probabile perché non attinente al discorso che San Pier Damiani sta facendo a Dante.
Alla luce di quanto argomentato sopra, appare molto convincente l'identificazione della casa di Nostra Donna con Santa Maria di Portonovo, ma i primi commentatori danteschi non potevano conoscere questa chiesa, perché già abbandonata da decenni e dimenticata. Per questo motivo essi hanno cercato di sostenere l'ipotesi più difficile, ma che credevano fosse l'unica possibile.
[modifica] La Torre di Guardia ed il Fortino Napoleonico
La Torre di Guardia, chiamata anche Torre Clementina, fu fatta costruire nel 1716 da papa Clemente XI, per contrastare le scorribande dei pirati. Eretta in posizione avanzata per sfruttare appieno il "gomito" naturale del Conero, da essa i soldati riuscivano a sorvegliare un ampio tratto di costa. Dopo l'Unità d'Italia la torre fu acquistata dalla famiglia De Bosis; divenne con gli anni un luogo di ritiro di poeti, ospitando anche il martire della libertà Lauro de Bosis e il vate Gabriele D'Annunzio.
Nel 1810, durante il Regno d'Italia di Napoleone, fu costruito il Fortino Napoleonico, con l'intento di impedire lo sbarco di navi appartenenti alla flotta inglese, attratte dalla possibilità di rifornirsi di acqua potabile attingendo alla Fonte di Portonovo. A memento di ciò, ogni anno viene organizzata una rievocazione storica denominata Porto Nuovo 1811. Il fortino venne costruito per ordine del viceré d'Italia, il generale Eugène de Beauharnais; il progetto della fortificazione si ispira alle costruzioni dell'architetto Francesco di Giorgio Martini. Per la sua costruzione, si pensa, siano state usate anche le pietre dell'ormai distrutto monastero benedettino. Nel 1860, dopo la battaglia di Castelfidardo e l'entrata delle Marche nel Regno d'Italia, venne meno la funzione militare del fortino e l'edificio cadde in rovina. Negli anni sessanta un ottimo restauro lo ha riportato al suo splendore originale ed ora ospita un albergo.
[modifica] Turismo
Per quello che riguarda il turismo, Portonovo può contare sulla presenza di diverse strutture ricettive, come alberhi, ristoranti, campeggi e stabilimenti balneari. La presenza di turisti stranieri non risulta comunque massiccia, in quanto la spiaggia è frequentata perlopiù da anconetani. Sono almeno 450.000 i turisti che ogni estate si recano nelle spiagge di Portonovo: quella del Molo, della Torre, dei Mutilatini, della Capannina.
[modifica] Galleria di immagini
[modifica] Note
- ^ a b dati ISTAT relativi al censimento 2001
- ^ «Portonovo, 4^ Bandiera blu. "Ma urge il ripascimento".», Il Resto del Carlino, 9 maggio 2011. URL consultato in data 10 maggio 2011.
- ^ Pagine azzurre
- ^ Presidio "Mosciolo selvatico di Portonovo"
- ^ Vincenzo Cotini - 1865 - San Pier Damiani e l'Abbazia di Portonovo
- ^ A convivio con Dante di Fabio Filippetti e Franco Copparo - edizioni Brillarelli - 2000
- ^ Edizione Studio Tesi - La divina commedia di Dante Alighieri,di Carlo Salinari,Sergio Romagnoli,Antonio Lanza
[modifica] Bibliografia
- Aldo Forlani. Portonovo: storie di ieri, storie di oggi. 2005
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Portonovo
[modifica] Collegamenti esterni
- Storia e leggende del Parco del Conero
- Rievocazione storica napoleonica Porto Nuovo 1811
- Fotografie ed informazioni su Portonovo
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