Progetto:Forme di vita/Piante

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Progetto Piante


Il Progetto piante si pone come scopo principale quello di fornire una presentazione comune agli articoli che descrivono tutte le forme di vita e tutte le suddivisioni tassonomiche dipendenti dal Regno delle Piante.

Il progetto parente di questo è il Progetto Forme di vita, del quale si consiglia un'attenta lettura prima di iniziare un articolo su qualsiasi forma di vita.

Inserimenti recenti


Ophrys apifera flower1.jpg

Ophrys L., 1753 è un genere di piante erbacee appartenente alla famiglia delle Orchidacee. Comprende più di un centinaio di specie di orchidee terricole, il cui areale si estende dalle isole Canarie al mar Caspio e dalla Scandinavia al Nord Africa, con la più alta concentrazione di specie nel bacino del Mediterraneo
Sono piante geofite bulbose, con apparato radicale costituito da due tuberi tondeggianti, peduncolati.
I fiori, riuniti in infiorescenze più o meno lasse, presentano un un perigonio di tre sepali superiori e tre petali inferiori; uno di questi, detto labello, si differenzia dagli altri e presenta macchie glabre e lucide (specchio), rassomiglianti al torace di alcune specie d'insetto, in modo da attrarre gli stessi e favorire l'impollinazione; a volte sono presenti due protuberanze laterali (gibbe) e un'appendice terminale (apicolo). Ogni fiore possiede organi maschili (androceo) e femminili (gineceo), riuniti in un solo corpo colonnare detto ginostemio, talvolta prolungato in un rostello carnoso, con foggie variabili da specie a specie. Lo sperone è assente.
Il polline è agglutinato in masse (pollinodi) a clava, che si attaccano mediante la base gelatinosa (retinacolo) alla testa degli insetti pronubi.


Koeh-270.jpg

Il ginepro articolato (Tetraclinis articulata (Vahl) Mast., 1892) è una conifera sempreverde della famiglia delle Cupressaceae, endemica della regione del Mediterraneo occidentale. È l'unica specie del genere Tetraclinis.
È diffusa nelle montagne del Marocco, dell'Algeria e della Tunisia, con due piccole popolazioni a Malta e vicino a Cartagena, nel sud-est della Spagna. Cresce a quota relativamente bassa in un clima mediterraneo subtropicale caldo e secco.
Misura da 6 a 15 m, raramente 20 m di altezza e con il diametro del tronco da mezzo ad un metro. Le foglie sono squamiformi, formate da numerose foglioline, mentre i frutti sono coni di 10-15 mm di lunghezza, verdi quando giovani, marroni a maturazione avvenuta. I semi hanno 5-7 mm di lunghezza e 2 mm di larghezza, con un'ala legnosa disposta su ogni lato.


Centaurea tauromenitana.jpg

Il fiordaliso di Taormina (Centaurea tauromenitana Guss., 1844) è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae, endemica della Sicilia.
È una pianta perenne, camefita suffruticosa, alta da 40 a 90 cm.
I fiori, di colore giallo-zolfo, sono riuniti in grosse infiorescenze a capolino emisferico, del diametro di 20-40 mm (tra le più grandi del genere Centaurea), sostenute da brattee di color ruggine.
I frutti sono acheni dotati di un lungo pappo scuro.
È un endemismo della Sicilia nord-orientale, circoscritto ad un ristretto ambito territoriale nei pressi di Taormina, alle falde dei Monti Peloritani.
Predilige le rupi calcaree in prossimità del mare, ad una altitudine compresa dal livello del mare ai 600 m.


Loranthus europaeus Sturm43.jpg

Il vischio quercino (Loranthus europaeus Jacq., 1762) è una pianta epifita appartenente alla famiglia delle Loranthaceae, diffusa in Europa.
È una fanerofita epifita a portamento arbustivo, alta 50-100 cm, con piccoli tronchi legnosi dalla corteccia bruna, che formano un rigonfiamento a cercine nel punto di inserzione sulla pianta ospite.
È una specie emiparassita, cioè è in grado di effettuare la fotosintesi, ma a spese dell’acqua e dei sali minerali della pianta ospite. Non possiede normali radici ma degli austori che si infiltrano nei tessuti dell'ospite.
Ha foglie carnose, caduche e piccoli fiori unisessuali, giallo-verdognoli, raccolti in infiorescenze a spiga o a racemo.
I frutti sono piccole bacche giallastre, 6-10 mm di diametro, velenose per l'uomo ma appetite dagli uccelli.


Schoenoplectus lacustris 260605.jpg

La Lisca lacustre (Schoenoplectus lacustris (L.) Palla 1888) è una pianta semi-acquatica appartenente alla famiglia delle Cyperaceae, in passato denominata Scirpus lacustris.

E' una specie elofita con base e gemme perennanti sommerse, ma con fusto e foglie aeree.

Presenta un grosso rizoma perenne, con radici striscianti, ramificate in una fitta rete che contribuisce al consolidamento del suolo. I fusti sono eretti, di colore verde scuro, alti fino a 3 m. Le foglie sono brevi, lineari, a guaina. I fiori sono ermafroditi e si presentano riuniti in una infiorescenza a capolino terminale, costituita da piccole spighe rosso-brunastre.

Ha una diffusione cosmopolita. In Italia è comune, presente in tutta la penisola e nelle isole.

Cresce sulle rive di fiumi, laghi e stagni, nelle paludi, sugli argini di canali e fossi.


Adansonia Grandidieri Baobab Morondava Madagascar.jpg

Il baobab di Grandidier (Adansonia grandidieri) è una pianta appartenente alla famiglia delle Bombacaceae (Malvaceae secondo la classificazione APG), endemica del Madagascar.

In malgascio è comunemente denominato renala o reniala ("madre della foresta").

È un alberi alto sino a 25-30 m, con grandi tronchi cilindrici di diametro sino a 3 m, sormontati una corona di rami disposti orizzontalmente a formare una chioma di forma appiattita.

Tra ottobre e maggio la chioma si riempie di foglie palmate, di colore verde-bluastro, composte da 6 a 9 foglioline ellittico-lanceolate, ricoperte da una densa peluria.

I fiori, che compaiono da maggio ad agosto, hanno petali di colore bianco-crema, tendente al giallo negli esemplari più adulti. Sono intensamente profumati e si schiudono dopo il tramonto.

I frutti sono ovoidali, rivestiti da un tegumento rossastro, con un pericarpo sottile e un unico seme reniforme. Maturano fra novembre e dicembre e sono ricchi di vitamina C.


Eat267.jpg

L'Acacia ad ombrello (Acacia tortilis (Forssk.) Hayne, 1825) è una pianta a portamento arboreo della famiglia delle Fabacee che cresce nelle savane africane e nelle zone aride del Medio Oriente.

In condizioni di estrema aridità si sviluppa in forma di arbusto alto 1-1,5 m, mentre in condizioni ottimali raggiunge mediamente l'altezza di 15-18 m, con esemplari che possono superare i 20 m.

Il tronco è nudo e contorto ed è sormontato da una chioma rada e appiattita, per l'appunto a forma di ombrello.

È diffusa ampiamente in Africa, dal Sudafrica all'Africa orientale e a nord dal Maghreb all'Egitto, e in Asia minore, da Israele alla Penisola Arabica.

Occupa un posto importante nell'equilibrio della savana ed ha una fitta rete di relazioni con il mondo animale.


Pachypodium lamieri1MTFL.jpg

Pachypodium (Lindl., 1830) è un genere di piante xerofile della famiglia delle Apocynaceae, endemico del Madagascar e dell'Africa del Sud.
Il nome del genere deriva dal greco pachys, grosso e podos, piede, in riferimento alla forma grossa e tozza del tronco di queste piante.
Sono piante succulente caratterizzate, in varia misura, da tronchi pachicauli, ovvero ingrossati alla base, e da più o meno marcata spinescenza.
Il tronco pachicaule rappresenta un meccanismo di adattamento xerofilo che, grazie ad un vantaggioso rapporto superficie-volume, consente di immagazzinare acqua per sopravvivere ai lunghi periodi di siccità. In aggiunta a ciò, la superficie del tronco e dei rami è spesso rivestita da tessuti in grado di attuare la fotosintesi anche nei periodi in cui le foglie non sono presenti.
Le spine, oltre ad essere un meccanismo di difesa contro gli animali, rappresentano anch'esse un meccanismo di adattamento alla siccità, in quanto favoriscono la condensazione del vapore acqueo presente nella nebbia e nella rugiada e la sua deposizione nel terreno alla base della pianta.


Echinocactus grusonii (aka).jpg

Le xerofite o piante xerofile sono vegetali adattati a vivere in ambienti caratterizzati da lunghi periodi di siccità o da clima arido o desertico, definiti genericamente ambienti xerici. Una categoria particolare di piante xerofile presenta anche adattamenti a vivere su suoli ad elevato accumulo di salinità; in questo caso le piante sono denominate alofite e possono colonizzare anche ambienti umidi, ma che per l'elevata tensione osmotica mantengono prerogative analoghe a quelle degli ambienti xerici.

Le condizioni ambientali in cui si insediano le xerofite sono caratterizzate da terreni generalmente asciutti o permeati da acque salse e da un'atmosfera secca. Tali condizioni sono sfavorevoli alla vita delle piante normali in quanto l'aria secca intensifica la traspirazione senza la compensazione da un adeguato assorbimento idrico da parte delle radici: in assenza di adattamenti morfologici o fisiologici di tipo xerofitico, le piante vanno incontro all'appassimento temporaneo e, infine, all'avvizzimento.


Arthrocnemum glaucum g1.jpg

La Salicornia glauca [(Delile) Ung.-Sternb., 1876], è un frutice della famiglia delle Chenopodiaceae (Amaranthaceae secondo la classificazione APG), comunemente diffusa su suoli salini presso stagni e paludi costiere. È una delle principali essenze che compongono la vegetazione alofita delle zone umide costiere.

L'habitus della salicornia glauca è molto simile a quello delle sue congeneri e di altre Chenopodiaceae alofite che si insediano nello stesso ambiente. Si confonde facilmente con l'Arthrocnemum fruticosum, da cui differisce per pochi caratteri e con il quale è spesso associata. La pianta ha un portamento cespitoso, formante un cespuglio fittamente e irregolarmente ramificato fin dalla base. L'altezza, in genere di pochi decimetri, può raggiungere anche gli 80-100 cm. I rami sono articolati, lignificati, di consistenza erbacea e carnosa nelle porzioni terminali, con articoli lunghi circa 1 cm. I rami sterili sono generalmente più lunghi di quelli fertili.


Orchis collina1.jpg

L'orchide a sacco (Anacamptis collina (Banks & Sol. ex Russel) R.M.Bateman, Pridgeon & M.W.Chase, 1997 è una pianta appartenente alla famiglia delle Orchidaceae, diffusa nei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo.

È una pianta erbacea geofita bulbosa alta sino a 30 cm.
Presenta foglie foglie ellittiche e una infiorescenza cilindrica, lassa, formata da 5-20 fiori, con labello violaceo sfumato di bianco, munito di un corto sperone saccato bianco-violaceo. I sepali sono oblunghi, di colore olivaceo, quelli laterali eretti, il mediano piegato in avanti, a formare un casco lasso con i petali.
Ne esiste una forma ipocromatica (A. collina var. flavescens), diffusa in Spagna e nel Nordafrica, che presenta il labello interamente bianco.


Dionaea muscipula03.jpg
Le piante carnivore (dette talvolta piante insettivore) sono delle particolari piante che intrappolano e consumano protozoi ed animali, specialmente insetti ed altri artropodi, al fine di ottenere i nutrienti essenziali per il loro sviluppo.

Questa singolare caratteristica è il risultato di un adattamento a quegli ambienti, come paludi, torbiere o rocce affioranti, in cui il suolo per la forte acidità è povero o privo di nutrienti e in particolar modo d'azoto, che viene così integrato dalla pianta attraverso le digestione delle proteine animali.

Ordini, famiglie, generi e specie di recente inserimento: Nepenthales - Nepenthaceae - Sarraceniaceae - Dioncophyllaceae - Lentibulariaceae - Byblis - Drosera - Drosophyllum - Genlisea - Heliamphora - Sarracenia purpurea - Sarracenia psittacina - Sarracenia minor - Triphyophyllum peltatum - Drosera anglica - Drosera pygmaea - Nepenthes rajah - Aldrovanda.






Festival della qualità


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Festival della Orchidee italiane
Festival della qualità il cui scopo è l'aggiornamento delle voci esistenti e la creazione delle voci mancanti di Orchidee selvatiche in Italia.
Festival archiviati
OrtoBotPadova Incrocio viali.jpg
Per scambi di informazioni e opinioni sul Progetto Piante visita il Gazebo dell'Orto botanico

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Voci richieste


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[modifica] Elenchi di specie

Gli elenchi delle specie appartenenti ad un determinato genere vanno inseriti nella pagina relativa al genere stesso .

Qualora il numero di specie fosse molto alto è possibile realizzare una lista in una pagina separarata chiamata "Specie di Genere" (dove "Genere" sta per il nome scientifico del genere) (vedi esempi a fianco).

Un collegamento alla lista delle specie va inserito nel tassobox del genere, secondo il seguente pattern:

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Fonti


=== Risorse ===

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Esempio di voce (Titolo della voce Picea abies)


Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Abete rosso
Stato di conservazione: Sicuro
Abete rosso
Una foresta di abete rosso
Classificazione scientifica
Regno: Plantae
Divisione: Pinophyta
Classe: Pinopsida
Ordine: Pinales
Famiglia: Pinaceae
Genere: Picea
Specie: P. abies
Nomenclatura binomiale
Picea abies
(L.) H.Karst.
Sinonimi

Bas.: Pinus abies L.
Picea excelsa Lam.

Nomi comuni

Abete rosso, peccio,
pezzo, pigella, albero di Natale,
paghér (lombardo orientale)

Partecipa al Progetto:Forme di vita

L'abete rosso o peccio è un albero dell'ordine delle conifere, ampiamente diffuso sulla Alpi italiane, nonché nel resto d'Europa.

[modifica] Morfologia

[modifica] Portamento

Alto fino a 60 metri, con tronco diritto e chioma conica relativamente stretta. Il portamento può comunque differenziarsi in base all'altitudine, essendo questa una specie caratterizzata da un certo polimorfismo: la chioma, infatti, può assumere una forma più espansa alle quote alpine più basse, mentre tende a divenire più stretta a quote maggiori (per contenere i danni provocati dalla neve).

[modifica] Corteccia

La corteccia è sottile e rossastra (da quest'ultima caratteristica deriva il nome comune dell'albero), con l'età diviene bruno-grigiastra e si divide in placche rotondeggianti o quasi rettangolari (di circa 1-2 cm).

[modifica] Foglie

Aghi di Abete rosso

Le foglie sono costituite da aghi appuntiti, con sezione quadrangolare, lunghi fino a circa 2,5 cm, inseriti direttamente sul rametto a spirale con la tendenza ad appiattarsi.

[modifica] Fiori

Meglio indicati come sporofilli, i fiori maturano in aprile-maggio.

  • Macrosporofilli: Formano coni sessili nella parte apicale dei rami, riuniti in genere in 3-4, appaiono dapprima eretti poi penduli.
  • Microsporofilli: Formano coni lunghi 1 cm all'estremità dei rami dell'anno precedente, nella parte superiore della chioma, al disotto dei coni femminili.

[modifica] Strobili

Chiamati anche "pigne", gli strobili sono cilindrici, penduli, lunghi 10-20 cm e larghi 2-4 cm, dapprima di color verde o rossiccio, poi marroni (in autunno). Cadono interi a maturità. La fruttificazione è tardiva (20-50 anni).

[modifica] Habitat

Vive nelle zone montane, fino al limite boschivo (circa 2000-2200 m s.l.m.)

[modifica] Diffusione

In Italia (sulle Alpi), Europa, Asia, Siberia. Spesso utilizzato come albero ornamentale.

[modifica] Differenze con piante simili

Si distingue dall'abete bianco

  • per gli aghi: nell'abete rosso hanno una forma quadrangolare, mentre nell'abete bianco sono piatti;
  • per la corteccia: nell'abete rosso è più scura, rossastra, e si stacca in placche rotondeggianti o irregolarmente rettangolari (di circa 1-2 cm);
  • per le pigne: nell'abete bianco sono erette, non cadono ma si sfaldano, mentre nell'abete rosso sono pendule e cadono intere (si possono dunque osservare sul terreno);
  • per il portamento dei rami: nell'abete rosso (peccio) quelli principali sono orientati verso l'alto e quelli secondari sono penduli, mentre l'abete bianco li ha esclusivamente orizzontali.

L'abete rosso (come tutti i pecci e gli abeti) si distingue dal pino silvestre e dal larice - con i quali condivide nelle Alpi l'habitat - per l'attacco degli aghi: nei pini e nei larici gli aghi sono raggruppati a ciuffetti, mentre nei pecci (e negli abeti) sono inseriti singolarmente sui rametti. Tale caratteristica distingue i pecci anche dai cedri. Di questa specie esistono numerose varietà ornamentali. Una pianta simile all'abete rosso, con la quale può condividere parchi e giardini, è il peccio del Caucaso (Picea orientalis Carr.). Di solito, però, l'abete rosso ha gli aghi più grandi, appuntiti, e il peccio del Caucaso ha una corteccia che ricorda quella dell'abete bianco.

[modifica] Altre notizie

Il legno di questo peccio ha ottime proprietà di amplificazione del suono e viene perciò utilizzato nella costruzione delle tavole armoniche degli strumenti a corda. Il Corpo Forestale dello Stato ha condotto un censimento sugli alberi monumentali d'Italia, in cui viene segnalato un grande abete rosso a Bagni di Mezzo di San Pancrazio: è alto 45 m e ha una circonferenza di 4,8 m.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

http://www.corpoforestale.it/wai/serviziattivita/Progetti_Ricerche/ricerche/alberimonum/index.html

[[Categoria:Specie botaniche]]

[[Categoria:Gimnosperme]]

[[Categoria:Legnami]]

[[Categoria:Piante di Natale]]

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