Portale:Esercito romano

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PORTALE ESERCITO ROMANO
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Abbigliamento, armi e armature dell'esercito romano.
« [...] riguardo alla loro organizzazione militare, essi hanno questo grande impero come premio del loro valore, non come dono della fortuna. Non è infatti la guerra che li inizia alle armi e neppure solo nel momento dei bisogno che essi la conducono [...], al contrario vivono quasi fossero nati con le armi in mano, poiché non interrompono mai l'addestramento, né stanno ad attendere di essere attaccati. Le loro manovre si svolgono con un impegno pari ad un vero combattimento, tanto che ogni giorno tutti i soldati si esercitano con il massimo dell'ardore, come se fossero in guerra costantemente. Per questi motivi essi affrontano le battaglie con la massima calma; nessun panico li fa uscire dai ranghi, nessuna paura li vince, nessuna fatica li affligge, portandoli così, sempre, ad una vittoria sicura contro i nemici [...]. Non si sbaglierebbe chi chiamasse le loro manovre, battaglie senza spargimento di sangue e le loro battaglie esercitazioni sanguinarie. »
(Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, III, 5.1.71-75.)
Benvenuto nel portale dedicato all'esercito romano

Per esercito romano si intende l'insieme delle forze militari di terra e di mare che accompagnarono Roma in quella serie di campagne militari che caratterizzano la sua storia più che millenaria, dall'epoca dei sette re, alla Repubblica Romana, fino all'epoca di espansione e declino dell'Impero Romano.

L'esercito ebbe un ruolo fondamentale nella storia romana: grazie ad esso l'Urbe poté creare e mantenere per alcuni secoli un Impero comprendente tutti i territori dell'intero bacino del mare Mediterraneo.

Questo portale descrive tutti i periodi dell'evoluzione della "macchina da guerra" romana, tenendo conto dei notevoli cambiamenti che si verificarono in quasi dodici secoli di Storia delle istituzioni militari di Roma, e dell'evoluzione della sua "unità base": la legione romana e l'armatura dei suoi legionari. I periodi che verranno analizzati nel Portale saranno:

Un excursus complessivo sulle spedizioni militari di Roma antica, dalla fondazione della città fino alla caduta dell'impero è presente nella voce:

Una valutazione delle dimensioni delle sue componenti per periodo storico:

Esercito in epoca regia
Ricostruzione della falange oplitica romana di tipo greco-etrusca della I classe in epoca regia.

Secondo la tradizione fu Romolo a creare, forse sull'esempio della falange greca, la prima legione romana in epoca regia. La legione era strutturata conseguentemente alla suddivisione del popolo romano in tre tribù (Tities, Ramnes e Luceres): ogni tribù forniva mille pedites (fanti) e cento equites (cavalieri), per un totale di tremila fanti e trecento cavalieri.

La legione si disponeva su tre file, con la cavalleria ai lati. Ogni fila era comandata da un tribuno, mentre gli squadroni di cavalleria erano alle dipendenze dei tribuni celerum; il re assumeva il comando dell'esercito.

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Divisione interna dell'esercito monarchico

Le tre Gentes originarie dell'Antica Roma:

  1. Ramnes
  2. Tities
  3. Luceres

La prima grande riforma si ebbe sotto Servio Tullio, dove le centurie che formavano l'esercito erano composte da:

delle le cinque Classi sociali, oltre a:

La formazione militare era a falange, e composta da:

  • 40 centurie di clipeati (dotati di scudo circolare) (I classe)
  • 20 centurie di scutati (dotati di scudo oblungo) (II e III classe)
  • 25 centurie di rorari (fanti leggeri)
  • 6 centurie di equites
  • alcune centurie di non combattenti come:
Soldati, ufficiali e comandanti

Soldati:

  • il fante oplita dal modello greco-etrusco
  • il celeres ovvero il cavaliere

Ufficiali:

Comandante:

Equipaggiamento al tempo della Monarchia

Armi da difesa:

Armi da offesa:

Esercito repubblicano fino a Gaio Mario
Busto di Lucio Giunio Bruto, che permise la cacciata dei re a Roma.

In coincidenza con il passaggio dalla monarchia alla repubblica, l'esercito fu diviso in due legioni, ognuna al comando di un console, e solo in caso di estremo pericolo le due legioni venivano unificate e veniva eletto un solo capo, in carica sei mesi, detto dictator.

Ogni legione ora risultava composta da 4.200/5.000 fanti e da 300 cavalieri. Le file del corpo di cavalleria, detta ala, perché durante le battaglie si disponeva ai fianchi dello schieramento, vennero gradualmente occupate dai contingenti alleati dei romani detti Socii.

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Divisione interna dell'esercito repubblicano
Equipaggiamento al tempo della Repubblica
Esercito tardo repubblicano da Mario a Cesare
Busto in marmo di Gaio Mario.
Busto in marmo di Gaio Giulio Cesare.

Il servizio attivo permanente volontario, che durava per i cittadini arruolati mediamente 6 anni, subiva un importante cambiamento in seguito alla riforma di Gaio Mario, quando lo Stato romano decise di assumersi l'onere di equipaggiare e rifornire le truppe legionarie, permettendo a tutti, compresi i nullatenenti, di arruolarsi, creando così un esercito di professionisti. L'età minima era ora stabilita a 17 anni. I volontari che si arruolavano entravano a far parte di un esercito dotato di una disciplina ferrea, invidiato da molti stati mediterranei.

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Divisione interna delle unità militari di Mario e Cesare
Soldati, ufficiali e comandanti

Truppa in servizio permanente:

sotto-ufficiali:

ufficiali inferiori: solitamente di origini plebee

ufficiali superiori: di rango equestre, oppure appartenenti all'ordine senatorio ma ancora all'inizio della carriera politica. Tuttavia un plebeo che si dimostrasse coraggioso sul campo e predisposto al comando poteva essere promosso fino al grado di prefetto.

ufficiali generali con comando di una o più legioni: tutti di ordine senatorio

  • Legato (Legatus legionis), delegato da un magistrato civile (console, spesso) al comando di una sola legione
  • Propretore, magistrato civile straordinario al comando di poche legioni dislocate nella provincia da governare
  • Proconsole, magistrato civile straordinario al comando di poche legioni dislocate nella provincia da governare
  • Console, magistrato civile ordinario con poteri di comandante in capo dell'esercito
  • Dittatore, in situazioni di grave emergenza comandante in capo dell'esercito senza incarichi civili

unità alleate:

Equipaggiamento al tempo di Mario e Cesare

Armi da difesa:

Armi da offesa:

Elenchi unità legionarie tardo repubblicane

Legioni romane di Cesare e Pompeo:

Legioni romane di Antonio e Ottaviano:

L'esercito alto imperiale da Augusto a Gallieno: le legioni
Ricostruzione storica di un reparto legionario.
Struttura della legione dopo la riforma di Augusto.

Con Ottaviano Augusto la legione cambiò struttura, aumentando i suoi effettivi fino a 5.400 soldati, essenzialmente fanti ma anche cavalieri (120 per legione). La legione imperiale era divisa in 10 coorti (di cui nove di 480 armati ciascuna), che al loro interno contavano 3 manipoli oppure 6 centurie. La prima coorte era una coorte miliare, vale a dire di dimensioni doppie rispetto alle altre nove coorti (pari a 960 legionari) e portava l'aquila della legione.

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Divisione interna della legione augustea

Riforma augustea dell'esercito romano:

Soldati, ufficiali e comandanti di una singola legione

Truppa in servizio permanente:

sotto-ufficiali (principales), tutti esentati dai servizi ordinari come alcuni semplici miles (chimati immunes):

Sotto-ufficiali dei corpi tecnico-logistici:

Addetti al servizio delle armi da lancio:

ufficiali inferiori: provenienze plebea

ufficiali superiori: provenienza equestre e/o patrizia e appartenenza all'ordine senatorio.

Ufficiali al comando di una singola legione: inizialmente di provenienza patrizia di rango senatorio, in seguito di origine equestre:

Ufficiali di grado superiore al comandante di legione

Ufficiali di livello superiore al legatus legionis, al comando di una o più legioni (e/o truppe ausiliarie): inizialmente di provenienza patrizia di rango senatorio, in seguito i generali saranno quasi totalmente di origine equestre:

Equipaggiamento al tempo di Augusto

Armi da difesa:

Armi da offesa:

Le unità ausiliarie sotto Augusto
Caballería legionaria.jpg

Le truppe ausiliarie (ovvero “Truppe d'appoggio”, in latino auxilia) furono un corpo dell'esercito romano reclutato a partire dal principato di Augusto fra le popolazioni provinciali o alleate di Roma, costituito da contingenti non ancora in possesso della cittadinanza romana, ma che l'avrebbero acquisita al termine della ferma militare dopo un servizio di 20-25 anni.

Elenchi unità / castra militari
Le unità dell'Urbe sotto Augusto

Le unità militari a presidio dell'Urbe furono tre corpi differenti dell'esercito romano reclutati a partire dal principato di Augusto a difesa della capitale dell'impero romano. Erano costituite dalla guardia pretoriana (a difesa dell'imperatore), dagli urbaniciani (a difesa della città) e dai Vigiles (con la doppia funzione: a protezione dagli incendi e in qualità di polizia notturna).

Guardia pretoriana
Esercito tardo imperiale: da Diocleziano e Costantino
La nuova forma di governo dell'impero romano: la tetrarchia.
Busto monumentale di Costantino I.

Diocleziano riorganizzò e rafforzò l'Esercito Romano che era uscito dalla grande crisi del III secolo. Innanzi tutto aumentò il numero degli effettivi irrigidendo il servizio di leva obbligatorio ed introducendo il servizio di leva ereditario. Quindi trasformò la "riserva strategica mobile" introdotta da Gallieno in un vero e proprio "esercito mobile" detto comitatus ("compagnia"), nettamente distinto da un "esercito di confine". L'aspetto complessivo che l'esercito assunse conseguentemente all'operato di Diocleziano, lodato dallo storico Zosimo, è quello di un apparato quantitativamente concentrato lungo le frontiere, che mantiene un ristretto nucleo mobile centrale qualitativamente eccelso. Costantino completò la riforma militare di Diocleziano suddividendo l’"esercito mobile" in "centrale" (unità palatinae) e "periferico" (unità comitatenses). In genere le unità palatinae costituivano l'esercito dedicato ad una intera Prefettura del Pretorio, mentre le unità comitatenses costituivano l'esercito dedicato ad una singola Diocesi nell'ambito della Prefettura. Analogamente conferì all'"esercito di confine" una connotazione più peculiare. Costantino, oltre ad apportare la suddetta divisione dell'"esercito mobile", rovesciò l'assetto complessivo dell'apparato bellico romano definito dal suo predecessore Diocleziano: fu espansa a dismisura la componente mobile ed indebolita quella di frontiera. In particolare, secondo lo storico Zosimo, questo nuovo assetto fu la causa del progressivo stanziamento delle popolazioni barbariche nei territori imperiali, nonché il degrado dei centri urbani in cui venivano acquartierate truppe eccessivamente numerose. Inoltre Costantino organizzò una complessa gerarchia militare che vedeva la figura del magister militum a capo dell' "esercito mobile" di una Prefettura del Pretorio (le suddette unità palatinae), nonché la figura del comes a capo dell' "esercito mobile" di una Diocesi (le suddette unità comitatenses). Infine, come comandanti supremi dell'intero esercito imperiale (o di una delle due Partes), introdusse due magistri militum praesentalis (equitum e peditum o semplicemente I e II). Infine Costantino sciolse la guardia pretoriana, fedele al suo rivale Massenzio (312), ed introdusse come unità scelte dell’esercito le scholae palatinae ("reparti di palazzo"). L'innovativo assetto che Diocleziano e Costantino imposero all'esercito fu sostanzialmente conservato per tutto il IV e il V secolo e sopravvisse almeno fino al VI secolo presso l'Impero romano d'Oriente.


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Riforma di Diocleziano e Costantino

In sintesi la nuova nuova organizzazione delle unità militari di Costantino I (post 324), con relativo elenco di legioni romane e il concetto di "difesa in profondità":

  1. le Scholae palatinae, ovvero unità della guardia personale dell'imperatore, dopo scioglimento della guardia pretoriana (post 312);
  2. l'esercito "mobile", diviso in seguenti sotto-unità (per rango gerarchico):
    1. unità Palatinae (di palazzo o praesentalis o Comitatus, ovvero l'esercito mobile degli imperatori), ovvero l'élite dell'esercito romano, suddivise in:
      1. Legiones palatinae = reparti di fanteria pesante (tra cui: Ioviani, Herculiani, Primani e Moesiaci);
      2. Auxilia palatina = fanteria leggera (tra cui: Batavi, Reges, Cornuti, Brachiati, Celtae, Heruli e Petulantes);
      3. Vexillationes palatinae, = cavalleria;
    2. unità Comitatenses vere e proprie = unità "mobili regionali" (a disposizione dei singoli Cesari: i figli di Costantino), più tardi dei vari magistri militum non-praesentalis, a loro volta suddivise in:
      1. Legiones comitatenses = fanteria pesante;
      2. Vexillationes comitatenses = reparti di cavalleria;
    3. unità Pseudocomitatenses = unità di frontiera (limitanei) distaccate presso l'esercito campale (comitatus), le quali poteveno essere solo di un tipo:
      1. Legiones pseudocomitatenses = unità "prestate" dalle frontiere all'esercito "mobile";
  3. l'esercito "lungo le frontiere" (limes), dei Limitanei e/o Riparienses, suddivise in:
    1. legiones limitaneae = fanteria pesante;
    2. Auxilia (o auxiliares o auxilium);
    3. Milites o Numeri;
    4. Equites e Cunei = reparti di cavalleria limitanea;
    5. Alae e Cohortes erano forse i residui di vecchie unità alto-imperiali.

Vedere anche la Notitia dignitatum del 400 circa

Comandi militari

La parte occidentale:

All'Imperatore rispondevano sempre due prefetti del Pretorio, oltre a un Praefectus urbis Romae, un Magister officiorum, un Quaestor sacri palatii ed un Comes domesticorum, come segue:

  1. Praefectus praetorio Italiae, da cui dipendevano 3 Vicari per le Diocesi della città di Roma, d'Italia e d'Africa;
  2. Praefectus praetorio Galliarum, da cui dipendevano 3 Vicari per le Diocesi delle Septem Provinciae, delle Spagne e delle Britannie.

A questa struttura seguiva parallelamente una conseguente divisione territoriale delle forze militari, ma considerando anche che le forze andavano suddivise tra fanteria (Magister peditum praesentalis) e cavalleria (Magister equitum praesentalis), come segue:

  1. un Numerus intra Italiam, a capo di: un Comes Italiae e un Dux Raetiae primae et secundae;
  2. un Numerus intra Gallias, a capo dei seguenti funzionari militari: Magister equitum per Gallias, Comes tractus Argentoratensis, Dux Belgicae secundae, Dux Germaniae primae, Dux Mogontiacensis, Dux Sequanicae, Dux tractus Armoricani et Neruicani;
  3. un Numerus intra Illyricum, alle cui dipendenze troviamo: il Comes Illyrici, il Dux Pannoniae secundae, il Dux Valeriae ripensis e il Dux Pannoniae primae et Norici ripensis;
  4. un Numerus intra Hispanias, sottoposto al Magister militum praesentalis, da cui dipendeva un Comes Hispaniae;
  5. un Numerus intra Tingitaniam, da cui dipendeva il Comes Tingitaniae;
  6. un Numerus intra Africam, da cui dipendeva il Comes Africae, il Dux limitis Mauretaniae Caesariensis;
  7. un Numerus intra Britannias, da cui dipendeva il Comes Britanniarum, il Comes litoris Saxonici per Britannias ed il Dux Britanniarum.

La parte orientale:

Anche qui all'Imperatore rispondevano due prefetti del Pretorio, oltre ad un Praefectus urbis Constantinopolitanae, un Magister officiorum ed un Comes domesticorum:

  1. Praefectus praetorio Orientis, da cui dipendevano 3 Vicari per le Diocesi Asiana, Pontica e Thracia, mentre quelle dell’Aegyptus e d'Oriente erano controllate direttamente dal Prefetto del Pretorio. Le 4 diocesi erano a loro volta divise in province, governate da 1 Proconsul, 12 Consulares, 1 Corrector e 32 Praesides.
  2. Praefectus praetorio Illyrici, da cui dipendevano 1 Vicari per la Diocesi di Macedonia, mentre quella della Dacia era controllata direttamente dal Prefetto del Pretorio. Le 2 diocesi erano a loro volta divise in province, governate da 1 Proconsules, 3 Consulares, 1 Corrector e 8 Praesides.

A questa struttura seguiva parallelamente una conseguente divisione territoriale delle forze militari, come segue:

  1. Magister militum praesentalis I, che controllava 2 duces per l’Egitto (Dux Thebaidos e Dux Libyarum) e 1 Comes limitis Aegypti;
  2. Magister militum praesentalis II, da cui dipendeva 1 dux per il Ponto (Dux Armeniae) ed un altro Comes per Isauriam;
  3. Magister militum per Orientem, da cui dipendevano 6 duces per l'Oriente (Dux Foenicis, Dux Syriae, Dux Palaestinae, Dux Osrhoenae, Dux Mesopotamiae, Dux Arabiae);
  4. Magister militum per Thracias, da cui dipendevano 2 duces per la Tracia (Dux Moesiae secundae e Dux Scythiae);
  5. Magister militum per Illyricum, da cui dipendevano 2 duces per l’Illirico (Dux Daciae ripensis e Dux Moesiae primae).
Elenco unità tardo imperiali

Elenco legioni romane da Massimino Trace (235) a Costantino (337)

Elenco delle auxilia palatina (vedi anche Notitia dignitatum):

Ingegneria militare e sistema strategico di difesa delle frontiere
Ricostruzione della Porta Praetoria del forte di Saalburg.

In uno dei cassetti qui sotto troverete tutto ciò che riguarda l'ingegneria militare romana:

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...oltre a tutto ciò che riguarda il sistema strategico romano era formato dall'insieme delle unità militari che presidiavano i confini imperiali in modo stanziale (legioni e auxilia) e dalle costruzioni militari poste lungo i suoi settori provinciali di frontiera (forti/fortini ausiliari, torri di avvistamento e fortezze legionarie), settori che erano classificati in base al loro modo di essere barriera: naturale o artificiale.

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Ingegneria militare

Ingegneria militare romana:

Costruzioni a supporto degli spostamenti dell'esercito:

Armi e strumenti d'Assedio:

Armi della marina militare romana:

Elementi del limes

L'intero limes romano era formato da:

Fortezze legionarie e spostamenti delle legioni romane (I secolo a.C. - IV secolo d.C.)

Dislocazione delle legioni romane (storia dei movimenti legionari da Cesare a Costantino I).

Lista di fortezze legionarie romane lungo il fronte settentrionale:

Dislocazione delle legioni romane (storia dei movimenti legionari da Cesare a Costantino I).

Lista di fortezze legionarie romane lungo il fronte orientale:

Fronte meridionale o africano:

Trionfo, onorificenze e paga
Immagine di un trionfo romano al tempo di Tito.

In questa finestra troverete numerose voci collegate ai trionfi dei comandanti, alla vita del legionario romano, dai premi, alle onorificenze, alla paga, ai donativi, fino alle cerimonie militari (come l'adlocutio o la lustratio).

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Trionfo, decorazioni, onorificenze e punizioni

Ricompense militari romane:

Punizioni militari:

Paga, donativi e cerimonie militari

Paga, durata ferma e inizio campagne militari:

Cerimonie religiose e significati militari di:

  • adlocutio (discorso formale alle truppe)
  • lustratio (sacrificio)
  • adventus (arrivo dell'imperatore)
  • profectio (partenza dell'imperatore)
  • submissio (sottomissione all'imperatore del vinto)
  • clementia (clemenza dell'imperatore verso i vinti)
  • devotio (il console o il dittatore si immolavano per la vittoria romana)
La flotta militare imperiale romana
Esempio di bireme romana

Le flotte romane solcarono il Mediterraneo sin dalla prima guerra punica. Con Augusto si diede vita ad una Marina militare (latino: Classis) permanente nel Mediterraneo come lungo i principali fiumi dell'Impero romano.

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Gerarchie interne
Battaglie, assedi e guerre
I Dioscuri alla battaglia del Lago Regillo. John Reinhard Weguelin (1849 - 1927)

In uno dei cassetti qui sotto troverete una lista dettagliata delle più importanti e famose battaglie della storia romana in ordine cronologico ed alla tattica utilizzata:

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...oltre a un excursus storico della lunga serie di campagne militari sostenute dagli eserciti di Roma, dalla fondazione della città alla caduta dell'impero:

Storia delle campagne dell'esercito romano

... e a numerose altre voci collegate ai trionfi dei comandanti, ai premi, onorificenze, paga, donativi, ecc. dei singoli legionari.

Le battaglie "leggendarie" dell'età regia

Principali battaglie romane della monarchia
(vedi anche Storia delle campagne dell'esercito romano e Fasti triumphales):

  • ...
  • ...
Le più importanti battaglie/assedi di epoca repubblicana

Principali battaglie romane/assedi di età repubblicana
(vedi anche Storia delle campagne dell'esercito romano e Fasti triumphales):

Le più importanti battaglie/assedi di epoca imperiale

Principali battaglie romane/assedi di età imperiale:
(vedi anche Storia delle campagne dell'esercito romano):

Le guerre di conquista dei Romani in epoca Regia e Repubblicana

Principali guerre di conquista di età repubblicana:

Le guerre di conquista dei Romani in epoca imperiale

Principali guerre di conquista di età alto e basso-imperiale:

Fonti antiche, storiografia moderna e categorie di Wiki
Il De bello Gallico di Giulio Cesare in un'edizione del 1783.

Esiste un'ampia letteratura storico militare antica e moderna sull'esercito romano o su accadimenti riguardanti questa istituzione base della società romana.

Storiografia moderna

Storiografia moderna su esercito romano:

  • AAVV, Il mondo di Roma imperiale: la formazione, Bari 1989.
  • E. Abranson e J.P. Colbus, La vita dei legionari ai tempo della guerra di Gallia, Milano 1979.
  • P. Connolly, L'esercito romano, Milano 1976.
  • Maureen Carroll, Romans, Celts & Germans: the german provinces of Rome, Gloucestershire & Charleston 2001.
  • N. Fields, Roman Auxiliary Cavalryman, Oxford 2006.
  • Adrian Goldsworthy, The Roman Army at War, 100 BC-AD 200, Oxford - N.Y 1998.
  • Adrian Goldsworthy, Storia completa dell'esercito romano, Modena 2007. ISBN 978-88-7940-306-1
  • L. Keppie, The Making of the Roman Army, from Republic to Empire, Londra 1998.
  • Y. Le Bohec, L'esercito romano da Augusto a Caracalla, Roma 1992.
  • E. Luttwak, La grande strategia dell'Impero romano, Milano 1991.
  • S. McDowall, Late Roman Infantryman, Oxford 1994.
  • Alessandro Milan, Le forze armate nella storia di Roma Antica, Roma 1993.
  • H.M.D.Parker, The Roman Legions, Cambridge 1958.
  • H.Schonberger, The Roman Frontier in Germany: An Archaeological Survey, in Journal of Roman Studies N.59, Exeter 1969, p.149-170.
  • G. Webster, The Roman Imperial Army, Londra - Oklahoma 1998.

Limes Congress:

  • 1th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di E.Birley, Durham 1952;
  • 2nd International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di E.Swoboda, Graz-Colonia 1956;
  • 3rd International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di R.Laur-Belart, Basilea 1959;
  • 4th International Congress of Roman Frontier Studies, Durham 1959;
  • 5th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di Grga Novak, Zagabria 1964;
  • 6th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di H.Schönberger, Colonia-Graz 1967;
  • 7th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di S.Appelbaum, Tel Aviv 1971;
  • 8th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di E.Birley, B.Dobson e M.Jarrett, Cardiff 1974;
  • 9th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di D.M.Pippidi, Bucarest 1974;
  • 10th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di D.Haupt e H.G.Horn, Colonia 1974;
  • 11th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di J.Fitz, Budapest 1977;
  • 12th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di W.S.Hanson e L.J.F.Keppie, Oxford 1980;
  • 13th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di C.Unz, Stoccarda 1986;
  • 14th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di H.Vetters e M.Kandler, Vienna 1990;
  • 15th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di V.A.Maxfield e M.J.Dobson, Exeter 1991;
  • 16th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di W.Groenman-van Waateringe, B.L.van Beek, W.J.H.Willems e S.L.Wynia, Exeter 1997;
  • 17th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di N.Gudea, Zălau 1999;
  • 18th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di P.Freeman, J.Bennett, Z.T.Fiema e B.Hoffmann, Oxford 2002;
  • 19th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di Z.Visy, Pecs 2003;
  • 20th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di Ángel Morillo Cerdán, León 2006;
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