Porta (immaginario)

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Nell'immaginario collettivo, la porta è stata associata a significati e simboli molto vari e complessi, secondo l'epoca e il luogo di riferimento, perlopiù legate all'idea di passaggio[1][2] (anche nel senso iniziatico di "rito di passaggio"[1]), chiusura[3] e apertura[3]. In particolare, può rappresentare in modo ambivalente tanto la vita[3] quanto la morte[3], oppure un collegamento tra due mondi, piani, stati d'animo, epoche, o ancora uno spazio segreto[1]. Talvolta la sua presenza è così importante da giustificare presso varie culture un guardiano, umano o mostruoso, che ne sorvegli l'ingresso o l'uscita.[3]
Tra gli esempi più rappresentativi si ricordano le porte del tempio di Giano[3], quelle del Paradiso, la Sublime porta, la porta dell'Inferno dantesco e la Porta santa.

La porta nella mitologia greco-romana[modifica | modifica sorgente]

Cerbero, mostruoso cane tricefalo, è a guardia dell'Ade.

Secondo la mitologia greca i sogni usciti dalla dimora di Ypnos, dio del sonno, passano per due porte: una di corno, per i sogni veridici, ed una di avorio per quelli menzogneri.[4]

La porta nel Cristianesimo[modifica | modifica sorgente]

Nel simbolismo cristiano la porta si richiama alle parole di Gesù su di se stesso nel Vangelo di Giovanni (10, 9): "Io sono la porta: chi entrerà attraverso me sarà salvo...". Spesso i portali delle chiese illustrano mediante sculture i doveri da adempiere, infatti raffigurano sia le virtù cristiane sia i vizi contro cui esse devono combattere, mentre davanti ai portali di chiese medievali stanno a guardia i leoni stilofori. Custodi delle porte celesti sono l'arcangelo Michele o l'apostolo Pietro che ne possiede le chiavi.[5] La porta della chiesa diventa simbolo dello spazio religioso stesso. La porta della chiesa richiama Cristo, la Porta delle pecore, la Porta della salvezza. Cristo disse: Io sono la porta del gregge (Vangelo di Giovanni, 10, 7) per cui la porta è segno di Cristo e di tutti coloro che hanno percorso la via della santità che conduce alla casa di Dio. Cristo stesso si proclamò vera porta dell'ovile (Giovanni, 10, 9). Passando attraverso la porta-Cristo il fedele è parte del pellegrinaggio dei cristiani verso il solo gregge sotto un solo pastore (Giovanni, 10, 16) cosicché l'individuo si trasforma in membro della comunità. La porta è segno di benedizione e di monito per chi l'attraversa poiché dichiara che occorre l'abito nuziale per poter partecipare alle nozze del re (Matteo 22, 1-14) e chi varca la sua soglia sa che deve impegnarsi a rispettare la sacralità del luogo e ad essere pronto a vivere un'esperienza religiosa.[6]

La Vergine Maria è chiamata Ianua Coeli (Porta del Cielo) nelle litanie lauretane.[7]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Hans Biedermann, Simboli, Milano, Garzanti, 2004.
  2. ^ Michel Feuillet, Lessico dei simboli cristiani, Roma, Edizioni Arkeios, 2006.
  3. ^ a b c d e f *Vania Gasperoni Panella, Maria Grazia Cittadini Fulvi, Dal mondo antico al cristianesimo sulle tracce di Giano: il simbolismo della porta e del passaggio in relazione al dio bifronte, Perugia, Morlacchi Editore, 2008.
  4. ^ Corinne Morel, Dizionario dei simboli, dei miti e delle credenze, Giunti Editore, 2006, pag. 680
  5. ^ Le Garzantine, Simboli, 2008, pag. 414.
  6. ^ Cattedrale di Vicenza, Guida storico-artistica, Antiga edizioni, 2012, pag. 30-31.
  7. ^ http://www.stpauls.it/madre/litanie/litanie3.htm

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Hans Biedermann, Simboli (tit. orig. Knaurs Lexicon der Symbole), Milano, Garzanti, 2004 (1989).
  • Michel Feuillet, Lessico dei simboli cristiani (tit. orig. Lexique des symboles chrétiens), Roma, Edizioni Arkeios, 2006 (2004). ISBN 978-88-86495-88-2
  • Vania Gasperoni Panella, Maria Grazia Cittadini Fulvi, Dal mondo antico al cristianesimo sulle tracce di Giano: il simbolismo della porta e del passaggio in relazione al dio bifronte, Perugia, Morlacchi Editore, 2008. ISBN 978-88-6074-217-9

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]