Porsche 918

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Porsche 918 Spyder
Flickr - plushev - Geneva2010 179.jpg
Descrizione generale
Costruttore Germania  Porsche
Produzione dal 2013
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.643 mm
Larghezza 1.940 mm
Altezza 1.167 mm
Passo 2.730 mm
Massa 1.700 kg
Porsche 918 (7501982992).jpg

La Porsche 918 Spyder è un'automobile a motore centrale progettata e costruita da Porsche, venne presentata al pubblico come concept car in occasione del Salone dell'automobile di Ginevra nel marzo 2010 ed in veste definitiva nel 2013 ad Atlanta USA. È il primo veicolo ibrido progettato dalla casa automobilistica tedesca.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Motore[modifica | modifica sorgente]

La 918 è una vettura ibrida a trazione integrale, combina la spinta fornita da un motore V8 endotermico collocato in posizione posteriore centrale e di 2 motori elettrici posti rispettivamente uno sull'asse anteriore e uno sull'asse posteriore.
Il motore V8 a ciclo Otto è uno sviluppo del propulsore da corsa utilizzato sullo Sport Prototipo Porsche RS Spyder di classe LMP2, da cui è derivata questa versione stradale da 4,6 litri di cilindrata che mantiene la lubrificazione a carter secco, sviluppa una potenza massima di 447 kW (608 CV) a 8700 giri al minuto.
Il motore elettrico posteriore garantisce 115 kW (156 CV), mentre quello sull'asse anteriore da 95 kW (129 CV), offrendo quindi altri 210 kW (285 CV), per una potenza totale in combinata di 893 CV e di 1275 Nm di coppia massima. Il sistema di accumulo di energia è una batteria raffreddata a liquido con ioni di litio posizionati dietro la cellula dell'abitacolo. I motori elettrici, lavorando come generatori in fase di frenata, permettono il recupero dell'energia cinetica durante il rallentamento riducendo i consumi e le emissioni di CO2.

Telaio e corpo vettura[modifica | modifica sorgente]

Il telaio è composto in parte da una monoscocca in fibra di carbonio rinforzato con plastica; è inoltre costituito da acciai alto-resistenziali e alluminio. Nonostante l'utilizzo di materiali compositi e la presenza di materiali leggeri, il peso dichiarato del modello base (senza pacchetti aggiuntivi) è di 1700 kg.

La trasmissione è un cambio a doppia frizione a 7 marce. Due motori elettrici guidano le ruote anteriori direttamente attraverso un rapporto fisso, mentre un terzo motore elettrico è collegato alla trasmissione e fornisce energia supplementare alle ruote posteriori.

Prestazioni[modifica | modifica sorgente]

La casa automobilistica dichiara (dati però non ancora verificati) che la 918 Spyder in modalità ibrida dovrebbe raggiungere i 100 km/h da ferma in 2,8 secondi (la vettura è dotata di trazione integrale permanente), da 0 a 200 km/h in 7,9 secondi e da 0 a 300 km/h in 23 secondi. La velocità massima dichiarata è di 340 km/h. In modalità esclusivamente elettrica dovrebbe impiegare 7,0 secondi per andare da 0 a 100 km/h, raggiunge una velocità massima di 150 km/h ed ha un'autonomia di 29 km.
La vettura offre 5 diverse modalità di funzionamento: E-Drive consente all'auto un'esecuzione con alimentazione a batteria automatica, usando il motore elettrico posteriore. Vi sono anche quattro modalità ibride (Hybrid, Sport Hybrid, Race Hybrid e Hot Lap) per variare autonomia e prestazioni. La vettura ha fatto registrare, in una versione specifica studiata per il tracciato, sul circuito del Nürburgring un tempo di 6:57 minuti.[1]

Attività sportiva[modifica | modifica sorgente]

Della 918 è stata realizzata una versione da competizione denominata RSR. Costruita per essere impiegata alla 24 ore del Nurburgring del 2011, la vettura disponeva di un volano che ruotava a 36.000 giri/m sfruttando l’energia della frenata, e che poi, a richiesta, forniva l’energia accumulata ai motori elettrici. La potenza totale era di 767 cv, 563 generati dal motore V8 a benzina e 204 dalle unità elettriche anteriori.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Paolo Ianiro, Fonte giro nurborgring in SupercarTeam.it, 19 settembre 2013. URL consultato il 19 settembre 2013.
  2. ^ Porsche 918 RSR. URL consultato il 25 aprile 2013.

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