Italian Stallion - Porno proibito

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Porno proibito - Italian Stallion)
Italian Stallion - Porno proibito
Titolo originale The Party at Kitty and Stud's
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1970
Durata 71 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.33 : 1
Genere erotico, porno soft
Regia Morton Lewis
Sceneggiatura Milton Lewis
Produttore Milton Lewis
Fotografia Rolph Leodel
Interpreti e personaggi

Italian Stallion - Porno proibito (The Party at Kitty and Stud's) è un film del 1970 diretto da Morton Lewis. In Italia è stato distribuito anche in DVD con i titoli Italian Stallion e Lo stallone italiano.

La pellicola, un film softcore, ha per protagonista l'allora ventitreenne e sconosciuto Sylvester Stallone.

Per l'italoamericano si trattò del primo impiego nell'industria dell'intrattenimento e per la pellicola ricevette un compenso di 200 dollari. Dopo l'uscita e il successo internazionale di Rocky, nel 1976, il film fu ridistribuito con il nuovo titolo Italian Stallion, in omaggio al protagonista.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Italian Stallion segue le vicende della vita sessuale della giovane newyorkese Kitty e del suo fidanzato Stud. Nei loro rapporti sessuali Stud dimostra un'indole brutale e violenta, ma Kitty si innamora proprio di questi comportamenti che a letto le danno molta soddisfazione. A volte ingaggiano anche del sadomasochismo, con Stud che frusta Kitty.

In seguito Stud organizza una festa, promossa con dei biglietti d'invito, che ha luogo nell'appartamento che condivide con Kitty. Diverse persone accettano la proposta e la festa si trasforma in un evento di sesso di gruppo durante il quale Stud è disponibile per tutte le donne intervenute.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film ebbe un budget di cinquemila dollari, e fu girato in soli tre giorni, dall'8 febbraio all'11 febbraio 1970.

Secondo Sylvester Stallone, il film fu finanziato da un gruppo di avvocati benestanti. I produttori gli avrebbero in seguito domandato 100.000 dollari per bloccarne la distribuzione, che rischiava di danneggiare l'immagine dell'attore ma, essendo a corto di denaro, Stallone non fu in grado di pagare la somma richiesta.[1]

In alcune interviste l'attore ha avuto modo di dichiarare che girò il film per necessità; in quel periodo era infatti senzatetto e in stato di estrema indigenza costretto a dormire nelle stazioni degli autobus.

(EN)

« It was either do that movie or rob someone because I was at the end - at the very end - of my rope. Instead of doing something desperate, I worked two days for $200 and got myself out of the bus station. »

(IT)

« O facevo quel film o derubavo qualcuno, perché ero alla fine - veramente alla fine - della mia capacità di resistenza. Invece di fare qualcosa di disperato, lavorai due giorni per 200 dollari, levandomi dalle stazioni degli autobus. »

In un'altra intervista, Stallone giudicò orrendo il film, commentando che secondo i parametri odierni di classificazione della censura il film avrebbe ottenuto un "PG" (minorenni ammessi in sala se accompagnati). Ciò è in netto disaccordo con il contenuto erotico, leggermente pornografico, del film, mostrando come l'attore o non ne abbia mai preso visione o non lo rammenti correttamente.[1]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

In un prologo incluso nella versione distribuita e nel trailer del film, il regista pornografico Gail Palmer, da dietro una macchina da presa, si rivolge al pubblico presentando il film come un "X-Rated" (vietato ai minori).[2] La campagna di distribuzione lasciò intendere che in origine si trattava di una vera e propria opera di pornografia esplicita, in seguito rimontata senza le scene più esplicite nella versione pubblicata.[3] Tuttavia, la verità di queste dichiarazioni circa la natura pornografica del materiale originale è stata contestata da più parti: in particolar modo dal giornale del settore AVN che, esaminando le bobine originali, non ha riscontrato alcuna traccia di scene di sesso esplicito.[4] Nonostante ciò, negli anni seguenti la storia del "film porno di Stallone" si sviluppò fino a diventare una sorta di leggenda metropolitana.[5]

Il film fu distribuito nelle sale cinematografiche per 10.000 dollari a serata; su questo Stallone commentò "Diavolo, per 10.000 dollari mi dimentico del film! Ci sarò io!".[6]

Edizione home video[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 apparve una nuova versione del film, completa delle scene pornografiche e che lasciava quindi supporre il coinvolgimento di Sylvester Stallone in effettive penetrazioni. Tuttavia, secondo AVN le scene porno inserite non avrebbero visto la partecipazione di Stallone.[4]

Il 6 luglio 2004 il film è stato pubblicato su DVD negli Stati Uniti da Ventura Distribution, e il 9 ottobre 2007 nuovamente da Cinema Epoch, dopo la concessione della licenza da Bryanston Distributing Company che detiene i diritti di sfruttamento internazionale del titolo. Bryanston ha anche garantito ulteriori licenze in quei territori dove queste erano scadute, inclusi gli USA.

Nel 2008, alcune scene del film sono state inserite nella versione tedesca porno di White Fire (1976) di Roger Colmont, distribuito su DVD sotto la licenza di Another World Entertainment.[7]

Durante il giugno 2009 ebbero luogo negoziati tra Bryanston e Metro-Goldwyn-Mayer circa la vendita di tutti i diritti del film, ma non si giunse ad alcun accordo sui termini finanziari. Dal 10 novembre 2010, i diritti del film sono stati messi all'asta su eBay presentando il titolo come il "film erotico di Stallone", l'asta si è conclusa con la vendita per 412.000 dollari USA, al compratore andranno la copia originale del film in 35 mm e i diritti internazionali.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Sylvester Stallone interview, Playboy, September 1978
  2. ^ Promo for Italian Stallion YouTube.
  3. ^ Mondo Digital's Notes on Digital Sleaze
  4. ^ a b 'The 'Italian Stallion' Hoax: Stallone Never Did Hardcore
  5. ^ Now, didn't Stallone make a porno? A friend of a friend saw it...
  6. ^ Angela Ndalianis, Charlotte Henry, Stars in our eyes: the star phenomenon in the contemporary era, Greenwood Publishing Group, 2002, page 153
  7. ^ Another World Entertainment Releases Hardcore ‘Italian Stallion’. Xbix.com
  8. ^ Articolo su Repubblica.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]