Popski's Private Army

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Popski's Private Army
Stemma da basco della PPA (sul campo era di metallo brunito)
Stemma da basco della PPA (sul campo era di metallo brunito)
Descrizione generale
Nazione Gran Bretagna
Servizio British Army
Tipo unità speciale

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« La mia è una storia di guerra, di dure fatiche, di dure imprese, talvolta movimentate, ma ancor più spesso buffe; di persone altolocate che non si lasciavano governare dalle convenzioni e di altre che erano governate dalle convenzioni; di stranieri di umile condizione che superavano noi stessi nella devozione alla nostra causa; una storia di sangue e di violenza ma anche più di astuzie e di inganni. E di spremiture del cervello e ancora di fatiche dure; soprattutto di amicizia. »
(Popski[1])

La Popski's Private Army (traducibile come "Esercito privato di Popski"), sigla PPA, ufficialmente denominata No 1 Demolition Squadron, era un'unità irregolare delle forze armate britanniche, delle dimensioni di una compagnia, che operò sul fronte africano e italiano durante la Seconda guerra mondiale. Essa era caratterizzata dall'utilizzo di attrezzatissime Jeep su cui erano montate mitragliatrici di grosso calibro.

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Il maggiore Vladimir Peniakoff

L'unità mobile fu creata in Africa nel 1942, al comando di Vladimir Peniakof: questi era detto Popski dal nome di un personaggio dei fumetti del giornale Daily Mirror[2], affibbiatogli dal capitano Bill Kennedy Shaw del Long Range Desert Group in quanto per i suoi radiotelegrafisti “Peniakoff” era impronunciabile.

L'unità rappresentava la più piccola unità indipendente dell'esercito britannico e fu fermamente voluta dall'allora maggiore John Hackett, che più tardi come paracadutista comanderà una brigata dei paracadutisti Red Devils durante l'Operazione Market-Garden[3]. La sua denominazione venne suggerita indirettamente dallo stesso Hackett quando Peniakoff tardava a fornire un nome accettabile per il suo nuovo reparto, perché gli disse "Farai bene a darmi un nome passabile altrimenti vi chiamerò Popski’s Private Army” e Popski rispose “Lo prendo!”

Essa era composta da un ridotto numero di uomini, selezionati con criteri molto personali da Popsky, dotati di alcune Jeep munite di attrezzature atte a garantire la massima autonomia sulle quali erano montate mitragliatrici pesanti: in Africa delle Vickers K binate e in Europa una coppia di Browning M2 e M1919.

Lo stemma da basco fu adottato nel 1942. Esso derivava da un ex libris disegnato per Peniakoff negli anni '20 dal giovane Paolo Caccia Dominioni, conosciuto durante il soggiorno in Egitto, e rappresentava un astrolabio perché, come afferma Popski nelle sue memorie, "mi pareva che il vecchio strumento sarebbe stato il simbolo adatto per una unità che doveva navigare osservando le stelle."

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

Popski e la sua Jeep durante l'Operazione Caravan.
Una Jeep della PPA a Venezia il 30 aprile 1945

La PPA era specializzata in raid, ricognizioni a lungo raggio ed operazioni di sabotaggio, sia sul fronte che dietro le linee nemiche. In Africa, nel corso della Campagna del Nord Africa, operò frequentemente insieme al SAS ed all'LRDG. Durante le operazioni lungo la costa adriatica, ad essa venne assegnato un distaccamento di mezzi da sbarco con sette uomini dei Royal Engineers, i genieri dell'esercito britannico, che vennero immediatamente ribattezzati “Popski’s Private Navy”. L'unità durante la Campagna d'Italia (1943-1945) era articolata su tre pattuglie da 18 uomini su jeep armate con una coppia di mitragliere e un quartier generale molto ridotto e mobile di 4 jeep. In questo periodo il reparto operò in congiunzione con le forze dell'VIII Armata britannica e con diverse formazioni partigiane (stringendo un particolare sodalizio con i partigiani del Distaccamento "Settimio Garavini" della 28ª Brigata "Mario Gordini", operante nella zona di Ravenna), terminando le sue operazioni con la liberazione di Venezia.

L'attività della PPA cessò con la fine della guerra, sul territorio austriaco.

L'unità nel corso della sua storia contò un totale di 216 uomini, più alcune decine di militari di vari altri reparti che furono temporaneamente assegnati alla PPA, compresi anche alcuni italiani.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Brano tratto dalla Introduzione a V. Peniakoff, Corsari in jeep, Garzanti, Milano, 1951.
  2. ^ Peniakoff, 1950. p. 94.
  3. ^ Peniakoff, 1950. p. 204.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Italia[modifica | modifica sorgente]

  • Vladimir Peniakoff, Corsari in jeep, Garzanti, Milano, 1951.
  • Arrigo Boldrini, Diario di Bulow, Vangelista, Ravenna, 1985.
  • Peter Tompkins, L'altra Resistenza, Rizzoli, Milano, 1995.
  • Gianni Giadresco, Guerra in Romagna 1943-1945, Il Monogramma, Ravenna, 2004.
  • Paolo Caccia Dominioni Alamein 1933-1962 Mursia, 1962.

Gran Bretagna[modifica | modifica sorgente]

  • Vladimir Peniakoff, Private Army, Jonathan Cape, London, 1951.
  • Park Yunnie, Warriors on Wheels, Hutchinson, 1959.
  • Ben Owen, With Popski's Private Army, Janus Publishing, 2001.
  • John Willett, Popski, a life of Vladimir Peniakoff, MacGibbon and Kee, 1954.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]