Italiani

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Italiani
Italiani
Alcuni italiani famosi (dall'alto, da sinistra a destra): Galileo Galilei, Michelangelo Buonarroti, Leonardo da Vinci, Alessandro Volta, Guglielmo Marconi, Maria Gaetana Agnesi, Maria Montessori, Giordano Bruno
Popolazione complessiva ~60 milioni
(stimati altri 60-80 milioni di oriundi con ascendenti di origine italiana)
Lingua Italiano, diversi dialetti e lingue regionali (tra cui ladino, friulano e sardo)
Religione Cattolicesimo; minoranze storiche ebraiche e protestanti; di recente formazione minoranze musulmane, ortodosse e altre
Distribuzione
bandiera Italia[1] 56 000 000
bandiera Svizzera[2] 350 000
bandiera San Marino 31 373
bandiera Croazia[3] 19 636
bandiera Slovenia[4] 2 258
- -
bandiera Germania[5] 582 111
bandiera Argentina[5] 527 570
bandiera Svizzera[6] 500 565
bandiera Francia[5] 348 722
bandiera Belgio[5] 235 673
bandiera Brasile[5] 229.746
bandiera Stati Uniti[5] 200.534
bandiera Regno Unito[5] 170 927
bandiera Canada[5] 131 775
bandiera Australia[5] 120 239
bandiera Venezuela[5] 94 704
bandiera Spagna[5] 83 924
bandiera Uruguay[5] 71 115
-
« Venuto adunque Sicurano in Acri ...(omissis)... andando da torno veggendo, e molti mercatanti e ciciliani e pisani e genovesi e viniziani e altri italiani vedendovi, con loro volentieri si dimesticava per rimembrarza della contrada sua »
(Giovanni Boccaccio, Decameron (1353), II, Novella IX)
« L'Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno »
(Giuseppe Prezzolini, Codice della vita italiana (1921), Cap. 1)

Gli Italiani sono una popolazione stanziata principalmente in Italia, composta dalla gran parte dei cittadini della Repubblica Italiana e della Repubblica di San Marino, da minoranze di lingua e cultura italiana presenti in alcuni paesi limitrofi (soprattutto Svizzera, Francia, Slovenia e Croazia) nonché dalle comunità di espatriati che mantengono la cittadinanza italiana o comunque un legame identitario con la patria. Parlando degli italiani come popolo, va notato che vi sono cittadini della Repubblica italiana che non considerano loro stessi come parte del popolo italiano, ad esempio gli appartenenti a talune minoranze linguistiche che vivono nel territorio dello Stato italiano.

La nozione di italiano è molto antica, tuttavia non è associabile a un'unica stirpe originaria, in quanto il popolo italiano è piuttosto il risultato di un amalgama di numerose componenti distinte, spesso peraltro affini, che contribuiscono a determinare la forte differenziazione regionale nettamente percepibile ancora oggi. Un elemento di forte identificazione del popolo italiano è la sua lingua di cultura, accettata e usata da secoli dalla borghesia italiana nonostante la frammentazione politica durata circa 13 secoli.

Indice

[modifica] Origini e formazione del popolo italiano

L'area attualmente individuata come Italia, nella preistoria, vede la presenza di numerosi popoli diversi, indoeuropei (Italici, Veneti, Iapigi), pre-indoeuropei o neolitici (Liguri, Sardi, Corsi, Sicani, Elimi, Taurini, Camuni, ecc) e degli Etruschi, alcuni molto raffinati culturalmente e maturi politicamente. Intorno al XIII secolo a.C. gli Italici (distinti a loro volta in Protolatini ed Osco-Umbro-Sabelli, giunti nella penisola in tempi diversi) popolavano la zona appenninica fino alla Calabria. In Sicilia erano presenti tre popolazioni: i Sicani, probabilmente autoctoni e sicuramente non indoeuropei; gli Elimi, probabilmente di stirpe anatolica (si pensa a una loro origine troiana); i Siculi, protolatini provenienti dall'Italia peninsulare, parlanti una lingua indoeuropea molto simile al latino (ma si pensa anche ad una loro origine nella regione indiana del Punjab, e che parlassero una lingua indoeuropea simile al sanscrito, ma con grafica latina). In Sardegna vivevano invece i Sardi, popolazione tipicamente mediterranea, che subì l'influenza culturale dei Punici, ma si mantenne pura nei secoli. Veneti e Iapigi, probabilmente di ceppo illirico (ma l'origine dei Veneti è controversa), occuparono l'attuale Veneto e la Puglia.

In epoca storica, si registra poi lo stanziamento nel Mezzogiorno di Elleni (parlanti una lingua indoeuropea) e Punici (di stirpe fenicia) e l'occupazione di quasi tutto il Settentrione da parte dei Galli o Celti (indoeuropei). Prima del loro arrivo, gli Etruschi (giunti nella penisola intorno al 900 a.C., alcuni secoli dopo i Latini), avevano esteso la loro influenza su una notevole parte dell'Italia, dalle Prealpi a Salerno.Tuttavia saranno i Romani, popolazione di origine Italica (latino-sabellica), a unificare la Penisola.

Al gruppo delle genti sabelliche sono riconducibili i Sanniti, tra le più bellicose popolazioni italiche. Tennero testa a Roma per ben tre guerre (le cosiddette Guerre sannitiche) fino a quando non furono annessi. I Sanniti insegnarono molto ai Romani in fatto di strategia militare e di organi politici, avendo avuto una struttura civile molto complessa secondo recenti studi archeologici.

L'appellativo italiano deriva probabilmente dal nome con cui i Greci chiamavano gli antichi abitanti dell'estremità meridionale dell'attuale Calabria, detti appunto Itali. Dalla lingua osca deriva il termine Viteliu, trasformato in "Italia" da una mediazione greca. I popoli della Calabria parlavano infatti un dialetto osco.

Un primo embrione di unità socio-politica concreta si registra in epoca romana, nel III secolo a.C., quando l'Urbe portò a termine la conquista della penisola. Il territorio italico (che nell'età repubblicana escludeva ancora la Gallia Cisalpina e le tre isole maggiori, queste ultime mai entrate in alcuna entità politica antica chiamata Italia) fu organizzato in una confederazione di stati alleati, una sorta di "comunità militare italica", che comprendeva:

  • i cittadini romani con diritto di voto (tra cui erano compresi i Latini, che godevano di una posizione privilegiata);
  • i cittadini romani senza diritto di voto;
  • i socii, cioè gli alleati di Roma, che godevano di una certa autonomia, ma erano di fatto privi di cittadinanza ed erano tenuti a fornire aiuti militari a Roma e combattere al suo fianco in caso di guerra (e tra di essi ricordiamo gli Etruschi ed i Veneti);
  • gli abitanti delle colonie latine (sparse dapprima in territorio sannitico);
  • gli abitanti delle colonie romane.

Durante la guerra sociale del 91-89 a.C. l'appellativo di italici venne utilizzato dai Sanniti, che si posero a guida dei popoli ribelli contro Roma, per indicare una ben definita entità etnico-politica (osco-umbro-sabellica, che vide la formazione di una Lega italica, con capitale Corfinio, ribattezzata "Corfinio Italica", e con monete proprie che riportavano spesso la didascalia “Italia”). Erano i socii italici, alleati di Roma, che cercavano di ottenere la cittadinanza romana. Vivevano nella Gallia Cisalpina anche popolazioni di supposta origine preindoeuropea, come i Liguri e i Reti.

Dopo la guerra sociale, con lo Jus Italicus, la cittadinanza romana e il diritto di voto furono estesi a tutti i nati liberi da Lucca fino allo stretto di Messina. Nel 49 a.C. furono estesi anche alla Gallia Cisalpina (corrispondente al territorio compreso tra il fiume Po e le Alpi).

La matrice linguistica e culturale che accomuna i popoli romanzi abitanti l'Italia, è romana. I Romani, con la progressiva espansione dell'impero diffusero nella regione la lingua latina che fu utilizzata come lingua franca dai popoli dell'Europa continentale ed in misura minore da quelli dell'Africa e dell'Asia minore (dove era molto più diffusa la parlata Greca). Durante la dominazione romana (tra il III° secolo d.c. ed il V° secolo d.c.) i popoli storicamente abitanti la penisola (Galli, Veneti, Liguri, Greci, Etruschi, Sardi, Messapi ecc.) assorbirono la lingua dei latini, come parimenti successe a tutti gli abitanti dell'Europa sudoccidentale.

Dopo la caduta dell'Impero, penetrarono in italia dal Nord popolazioni barbare di stirpe (in prevalenza) germanica: lo smantellamento della struttura sociale romana, così come le guerre che ne seguirono (su tutte la guerra greco-gotica) portarono ad un marcato impoverimento sociale e culturale; a partire dal 568, l'invasione longobarda spezzò anche in maniera duratura l'unità politica della penisola. In quel periodo il venir meno di un'unità politica, ed il generale arretramento del vivere civile, tecnologico e scientifico, nonchè il disfacimento delle antiche strade e vie di comunicazione, comportò il riaffiorare delle antiche matrici linguistiche e culturali pre-romane, che interagendo col sostrato latino, determinarono una notevole frammentazione fra i popoli italiani.

In particolare il territorio fu diviso in due grandi aree di influenza: quella dominata dai Longobardi, il cui dominio si estendeva dalle Alpi al fiume Crati, in Calabria, e quella controllata dai Bizantini che comprendeva a grandi linee Venezia, la Romagna, il Lazio, Napoli, il Salento, la Calabria e le isole maggiori. Il tentativo dei Longobardi di costruire un embrione di nazionalità, come successe in Gallia ad opera dei franchi e in Britannia ad opera degli Anglosassoni, fu repentinamente interrotto dall'azione del papato di Roma, che per difendere le proprie prerogative e libertà chiamò in proprio soccorso il re franco Carlo Magno, che sconfisse i Longobardi ponendo fine al loro regno che si dissolse. Essi mantennero una presenza politica significativa solo nell'interno del meridione italiano, con il ducato di Benevento. Il breve periodo di unificazione della penisola sotto il dominio longobardo non fu sufficiente a determinare un'omogeneizzazione culturale della popolazione; così, quando essi persero il regno, riprese il sopravvento la frammentazione. Bisogna notare che i Longobardi non ebbero il tempo di trasmettere ai popoli dominati la propria lingua, come avevano fatto i latini; né avevano creato sostanziale unità politica essendo essi stessi frammentati in ducati reciprocamente autonomi e spesso in lotta; anche dal punto di vista giuridico essi non importarono omogeneizzazione poiché riservarono per sé il proprio diritto lasciando che i popoli dominati continuassero a fare uso dei propri (per lo più evoluzione del diritto romano).

Nel IX secolo la Sicilia fu occupata dagli Arabi, a cui subentrarono i Normanni che espansero il proprio regno sino ai confini con lo Stato pontificio corrispondenti grosso modo agli attuali confini di Abruzzo e Campania, ponendo le basi del regno delle Due Sicilie, che conservò invariati tali territori fino all'Unità d'Italia. Al centro, all'inizio dell'Età Moderna, si stabilizzarono i confini di un'altra importante entità politica italica: lo Stato Pontificio. Il Nord della penisola era sottoposto all'influenza del Sacro Romano Impero Germanico, ma diviso tra Veneti, Longobardi, Liguri ed altre comunità minori.

Nei periodi successivi i popoli italici continuarono ad avere una forte frammentazione politica continuando ad identificarsi in culture e storie differenti, e anche parlando lingue differenti, essendo l'italiano, derivato dal Toscano medievale, diffuso solo al livello delle classi colte. Unico forte elemento di unità era la religione cattolica, sebbene a questo proposito si debba notare che i Veneziani rivendicarono sempre una certa autonomia religiosa dalla chiesa di Roma, forti del custodire la salma autentica di un santo (San Marco).

Un autentico tentativo di omogeneizzazione ed "unificazione" dei popoli della penisola fu fatto durante il primo periodo del Regno d'Italia dei Savoia, che impose la lingua Toscana in tutta l'Italia, ma ebbe scarso successo, scontrandosi con impedimenti causati dalla scarsa mobilità delle persone, il bassissimo livello di scolarizzazione ed il forte attaccamento verso le consuetudini e gli Stati preunitari indipendenti. Probabilmente uno dei primi episodi in cui gli italiani di diverse regioni si confrontarono gli uni con gli altri fu costituito dall'esperienza della prima guerra mondiale.

Un nuovo tentativo di unificazione fu fatto dal Fascismo con il progetto di "italianizzazione".

Nel secondo dopoguerra cominciò un flusso di migrazione interno allo Stato italiano dal Sud verso il Centro e il Nord, che spinse migliaia di persone a trasferirsi in cerca di maggiori opportunità di lavoro. Proprio in questo periodo si è accentuato il processo di omogeneizzazione dei popoli italiani con la scolarizzazione ed i mass media, che diffondono l'uso popolare della lingua italiana così come l'uniformazione dei costumi a livello nazionale.

Dagli anni '80 è cominciato un processo di immigrazione che dura tuttora, anche se ridimensionato a causa delle crescenti problematiche economiche, verso l'Italia da parte di persone provenienti da zone meno sviluppate economicamente come Albania, Romania, Cina e Nordafrica.

[modifica] Consistenza numerica degli italiani

Principali comunità di italiani residenti all'estero
(censimento AIRE)[5]
bandiera Germania 582.111
bandiera Argentina 527.570
bandiera Svizzera 500.565
bandiera Francia 348.722
bandiera Belgio 235.673
bandiera Brasile 229.746
bandiera Stati Uniti 200.534
bandiera Regno Unito 170.927
bandiera Canada 131.775
bandiera Australia 120.239
bandiera Venezuela 94.704
bandiera Spagna 83.924
bandiera Uruguay 71.115
bandiera Cile 39.650
Principali comunità straniere residenti in Italia
(dati ISTAT)[7]
bandiera Romania 772.000
bandiera Albania 438.000
bandiera Marocco 401.000
bandiera Serbia 211.000
bandiera Cina 174.000
bandiera Ucraina 156.000
bandiera Filippine 119.000
bandiera Polonia 100.000
bandiera Tunisia 100.000

Secondo dati Istat, a fine 2008, risiedono in Italia circa 60 milioni di persone[7]; in tale computo sono tuttavia considerati anche circa 3.900.000 stranieri residenti sul territorio italiano[7] e sono invece esclusi circa 3.600.000 italiani residenti all'estero[5], tra cui vengono considerati anche i cittadini dotati di doppio passaporto, spesso rappresentanti degli ultimi gruppi della cosiddetta diaspora italiana verso l'Europa settentrionale e le Americhe; si calcola che solo tra il 1876 e il 1925 partirono circa 14 milioni di persone[8] (con una punta massima nel 1913 di oltre 870.000 partenze).

Leggermente diversi sono i numeri relativi all'italofonia, dovendo in questo caso considerarsi anche gli svizzeri italiani, i comuni bilingue dell'Istria e altre piccole comunità di emigranti, principalmente in Sudamerica.

Un altro fenomeno molto importante è quello degli oriundi italiani nel mondo, discendenti (spesso solo parzialmente) di coloro che emigrarono nel XIX e nel XX secolo; generalmente tali persone sono integrate da almeno 2-3 generazioni nei loro paesi di destinazione, mantenendo di fatto solo un flebile legame con l'Italia. Esistono solo stime indicative (e non sempre concordi) sui numeri relativi a tale presenza, dato che non ovunque vengono fatti censimenti in tal senso (praticamente solo negli Stati Uniti, Canada e Australia) e che la nozione di "ascendenza italiana" può essere letta in diversa maniera, dato che una persona può anche avere (e spesso è la norma) più ascendenze diverse.

Principali comunità di oriundi italiani nel mondo Note
bandiera Brasile 25 milioni (ca. 13-14% pop. totale) italo-brasiliani (categoria) [9] [10]
bandiera Argentina 20 milioni (ca. 50% pop. totale) italo-argentini (categoria) [11] [12]
bandiera Stati Uniti 17,8 milioni (ca. 6% pop. totale) italoamericani (categoria) [13]
bandiera Francia 1,5 - 3,5 milioni (ca. 2-6% pop. totale) italo-francesi (categoria) [14][15]
bandiera Canada 1.5 milioni (ca. 4,5% pop. totale) italo-canadesi (categoria) [16]
bandiera Uruguay 1 milione (ca. 29% pop. totale) italo-uruguaiani (categoria) [17]
bandiera Venezuela 1 milione (ca. 4% pop. totale) italo-venezuelani (categoria)
bandiera Australia 850mila (ca. 4% pop. totale) italo-australiani (categoria) [18]
bandiera Germania 650 - 700mila (< 1% pop. totale) italo-tedeschi (categoria)
bandiera Svizzera 550 - 700mila (ca. 8% pop. totale) italo-svizzeri (categoria)
bandiera Perù 500mila (ca. 3% pop. totale) Italo-peruani (categoria) [19]
bandiera Regno Unito 300 - 500mila (< 1% pop. totale) italo-britannici (categoria)
bandiera Belgio 290mila (ca. 3% pop. totale) italo-belgi (categoria) [20]
bandiera Cile 150mila (< 1% pop. totale) italo-cileni (categoria) [21]
bandiera Costa Rica 120mila (ca. 3% pop. totale)
bandiera Paraguay 100mila (ca. 1,5% pop. totale)

[modifica] Cultura degli italiani

Il contributo dell’Italia alla cultura occidentale (e per certi versi mondiale) è immenso e vario. Dall’antichità fino almeno a tutto il XVI secolo, l’Italia è stata un luogo centrale della cultura, fulcro o origine di fenomeni di portata universale quali l’impero Romano, la Chiesa cattolica e l’Umanesimo e Rinascimento. Basti solo accennare ad alcuni fatti: l’Italia è considerata la patria del diritto, la lingua italiana è largamente usata nella scrittura di partiture musicali, il patrimonio artistico-architettonico italiano è considerato il piú ingente del mondo (un dato, seppure solo indicativo, è che l’Italia è il Paese che ha il maggior numero di siti protetti dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’umanità, e la gran parte di questi siti hanno carattere ‘artistico-monumentale’, e non naturale-ambientale). Riguardo a caratteristiche culturali tipicamente italiane, si rileva in letteratura il prevalere della commedia sulla tragedia e, almeno fino a tutto il XIX sec., della lirica sulla prosa. Tipica è la commedia dell’arte, con i suoi tratti farseschi e pungenti (che risalgono all’italum acetum) e la tipizzazione dei personaggi, in chiave spesso regionale (le maschere). La prevalenza della lirica è stata legata, oltre che a un presunto ‘sentimentalismo’ italiano, soprattutto al carattere poco ‘popolare’ che la letteratura italiana ha a lungo mantenuto. Nella pittura, in Italia è maturata la svolta che ha portato a un maggior realismo, in particolare con lo studio della prospettiva. L’architettura risente dell’influenza di quella antica, si pensi all’Alberti o al Palladio. Riguardo alla musica, prettamente italiana è l’opera e forte è la tradizione del bel canto. Il Rinascimento è stato anche il punto di avvio della cultura scientifica moderna, fondata sulla sperimentazione, e grande è stato il contributo degli italiani alle esplorazioni geografiche, da Marco Polo a Cristoforo Colombo. Infine, merita un cenno il contributo degli italiani nel cinema, sia nel cinema d’autore che nei generi piú popolari, taluni dei quali (per esempio il western all’italiana) hanno avuto risonanza mondiale; tra l’altro l’Italia, insieme alla Francia, è il Paese che ha ottenuto ad oggi il piú alto numero di Oscar per il migliore film straniero. Considerando il folclore, prevale nettamente la dimensione locale/regionale su quella ‘nazionale’, a parte manifestazioni legate alla comune tradizione religiosa, legate ad esempio al Carnevale o al matrimonio (per esempio, l’uso delle bomboniere e dei confetti). Anche nella cultura popolare, la dimensione locale prevale, almeno fino al XX secolo, quando prendono forma abitudini e fenomeni propriamente ‘italiani’ (dalla musica leggera alla moda, dal caffè espresso al design, da certi aspetti dello ‘stile di vita’ allo sport). Sono presenti comunque anche tradizioni nazionali, per esempio nei giochi popolari (dalla morra ad alcuni giochi di carte e al lotto) e nelle abitudini alimentari (la pasta, diffusa in tutta Italia, seppure con caratteristiche diverse dipendenti dal tipo di frumento disponibile; la cultura del vino).


[modifica] Note

  1. ^ Popolazione residente in Italia (Dati Istat) al netto della popolazione straniera residente (Dati Istat)
  2. ^ Svizzeri italiani residenti nel canton Ticino e nei Grigioni (da non confondere con gli italo-svizzeri, cittadini della Repubblica Italiana residenti nel Paese o discendenti)
  3. ^ Population by Ethnicity, by Towns/Municipalities, Census 2001. DZS.hr, (2001). URL consultato il 2007-05-09.
  4. ^ Population by ethnic affiliation, Slovenia, Census 1953, 1961, 1971, 1981, 1991 and 2002
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n Statistiche del Ministero dell'Interno
  6. ^ Italo-svizzeri, ovvero cittadini della Repubblica Italiana residenti nel Paese (Statistiche del Ministero dell'Interno)
  7. ^ a b c Istat - Indicatori demografici anno 2008
  8. ^ Fonte: Rielaborazione dati Istat in Gianfausto Rosoli, Un secolo di emigrazione italiana 1876-1976, Roma, Cser, 1978
  9. ^ Dati dell'ambasciata italiana in Brasile
  10. ^ http://www.italplanet.it/interna.asp?sez=143&info=2344&ln=0
  11. ^ http://www.asteriscos.tv/dossier-3.html
  12. ^ http://www.migranti.torino.it/Documenti%20%20PDF/italianial%20ster05.pdf
  13. ^ U.S Census Bureau - Selected Population Profile in the United States
  14. ^ http://www.migranti.torino.it/Documenti%20%20PDF/italianial%20ster05.pdf
  15. ^ http://archiviostorico.corriere.it/1994/gennaio/26/italiani_Francia_storie_ritals__co_0_9401267517.shtml
  16. ^ http://www12.statcan.ca/english/census06/data/highlights/ethnic/pages/Page.cfm?Lang=E&Geo=PR&Code=01&Table=2&Data=Count&StartRec=1&Sort=3&Display=All
  17. ^ http://www.migranti.torino.it/Documenti%20%20PDF/italianial%20ster05.pdf
  18. ^ http://www.abs.gov.au/AUSSTATS/abs@.nsf/Latestproducts/2914.0Main%20Features235002006?opendocument&tabname=Summary&prodno=2914.0&issue=2006&num=&view=
  19. ^ http://www.lucanidelperu.com/presenza%20italiana.html]
  20. ^ http://www.inca-cgil.be/informazioni_sul_belgio
  21. ^ http://www.migranti.torino.it/Documenti%20%20PDF/italianial%20ster05.pdf

[modifica] Fonti

  • www.istat.it
  • Giuseppe Baretti An Account of the Manners and Customs of Italy, 1768
  • Carlo Tullio-Altan La nostra Italia, Feltrinelli, 1986
  • Giacomo Devoto Gli antichi Italici, Vallecchi, 1977
  • Giulio Bollati L'italiano. Il carattere nazionale come storia e come invenzione, Einaudi, 1983
  • Giuseppe Prezzolini Codice della vita italiana, 1921
  • Giacomo Leopardi Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'italiani, 1824
  • Vincenzo Gioberti Del primato morale e civile degli italiani, 1843
  • Franco Ferrucci Nuovo discorso sugli italiani, Mondadori, 1993
  • Beppe Severgnini La testa degli italiani, Rizzoli, 2006
  • Sebastiano Vassalli L'italiano, Einaudi, 2007
  • Luigi Barzini Gli italiani, Arnoldo Mondadori Editore, 1965

[modifica] Voci correlate

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