Il Popolo Viola

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Popolo Viola)
Il Popolo Viola al "No Berlusconi Day"

Il Popolo Viola è un movimento di attivismo politico italiano, nato dall'autoconvocazione tramite il social network Facebook, per iniziativa di un gruppo di blogger. Il colore viola è stato scelto in quanto non rappresentante nessun partito in parlamento e, di conseguenza, non strumentalizzabile per fini politici.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La nascita ed il No-B-Day[modifica | modifica sorgente]

Il popolo viola nacque in occasione di una manifestazione politica di massa tenutasi il 5 dicembre 2009 a Roma, il No Berlusconi Day, per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi dalla carica di Presidente del Consiglio dei Ministri. In seguito al successo della manifestazione, i medesimi blogger proposero agli iscritti alla pagina su cui era stato organizzato il No Berlusconi Day, di trasferirsi su una nuova pagina Facebook, fondata da uno di loro, un anonimo dal nickname "San Precario", e denominata "Il Popolo Viola", allo scopo di restare in contatto per ulteriori iniziative.

Gli aderenti intendevano mantenere viva la rete di contatti sviluppata durante la preparazione del No Berlusconi Day, che proseguisse la lotta del Popolo Viola per mettere fine a quella che i partecipanti consideravano l'anomalia della democrazia italiana: il fatto che un potere enorme, mediatico e politico, si fosse di fatto concentrato nelle mani di un solo uomo, Silvio Berlusconi. Nel giudizio degli aderenti al movimento egli, allo scopo di proteggere i suoi interessi economici e giudiziari, lo stava utilizzando al fine di rendere inefficace quello che a loro parere è il principale strumento di tutela della democrazia nel Paese: la stessa Costituzione Italiana.

Il coordinamento pro-tempore[modifica | modifica sorgente]

Nei giorni successivi al primo No Berlusconi Day, il gruppo fondatore lanciò la proposta di un incontro nazionale del comitato promotore con i referenti dei gruppi locali. Nel corso dell'incontro, tenuto a Napoli il 9 gennaio 2010, alcuni rappresentanti dei gruppi locali chiesero voce in capitolo sulla gestione della pagina facebook "Il popolo viola", ancora gestita dall'anonimo fondatore, ottenendo unicamente la istituzione di un gruppo di garanti, avente il compito di raccogliere le segnalazioni relative ad un eventuale uso improprio degli strumenti di amministrazione.

Principali risultati della riunione furono la istituzione di un coordinamento nazionale pro-tempore avente lo scopo di organizzare al più presto un meeting nazionale del Popolo Viola, ove presentare, discutere ed approvare uno statuto e decidere del futuro del movimento e la costituzione di tavoli di lavoro tematici di approfondimento, mirati alla produzione dei contenuti destinati alla discussione nel corso del meeting. In seguito all'annuncio di una manifestazione per il 27 febbraio 2010 da parte dei gestori della pagina facebook in supporto ad una proposta lanciata su iniziativa di alcuni attivisti romani, parte dei membri del coordinamento abbandonò l'incarico. Contestualmente alcuni degli stessi collaboratori del gruppo fondatore, stigmatizzando una mancata preventiva consultazione con i gruppi locali lasciarono polemicamente il Popolo Viola per fondare la Resistenza Viola.

La Rete Viola[modifica | modifica sorgente]

Parallelamente a Resistenza Viola, alcuni gruppi locali, quelli caratterizzati da una maggiore insofferenza verso le iniziative lanciate dal gruppo fondatore, cominciarono ad organizzarsi nella "Rete Gruppi Locali". Dapprima confluirono nella associazione che si era fatta carico degli aspetti organizzativi del No Berlusconi Day, poi più semplicemente iniziarono a coordinarsi sul web, decidendo collegialmente le iniziative e promuovendole attraverso il lancio coordinato di comunicati stampa. La "Rete Gruppi Locali" e "Resistenza Viola", nel corso di un incontro tenuto nel settembre 2010, hanno dato vita alla Rete Viola.

Mentre il popolo viola nella sua concezione originaria è un movimento "fluido e molecolare" in cui chiunque, gruppo o singolo, può contribuire a contrastare il cosiddetto "berlusconismo" con una qualunque forma di partecipazione, la Rete Viola fonda la propria concezione sul primato delle assemblee locali, sulla partecipazione "in real" e sulla necessità di una struttura nazionale unitaria di carattere elettivo. Sui quotidiani e nei mezzi di comunicazione permane però talvolta una confusione tra Popolo Viola, Resistenza Viola e Rete Viola. Questo equivoco fece sì che la prima manifestazione della Rete Viola, significativa dal punto di vista della attenzione dei media nazionali, poi sfociata negli scontri di Arcore[1], venne da molti giornali attribuita al Popolo Viola.

La Rete Viola si distingue dagli altri movimenti Viola perché fa riferimento a una Carta Etica[2] e si gestisce secondo i principi della democrazia diretta; gli incarichi vengono conferiti per elezione, sono temporanei e soggetti a rotazione. Non si fonda sull'autorità di leader, privilegia il contatto con i cittadini anziché il dialogo con i partiti e le istituzioni; è rigorosamente autonoma da partiti, istituzioni, associazioni, e non accetta da essi finanziamenti a qualunque titolo.

La Rete Viola non comprende tutte le realtà “Viola”, ma solo i gruppi locali che, per potersi autogovernare in modo democratico e orizzontale, hanno deciso autonomamente di riunirsi in una rete e hanno liberamente sottoscritto un documento costitutivo in cui sono raccolti i principi e le regole a cui intendono attenersi, la Carta Etica, che definisce quindi l'identità della Rete[3] La Rete Viola, per le sue origini, è del tutto estranea al Movimento Cinque Stelle, a cui a volte è stata erroneamente assimilata principalmente a causa dei metodi di democrazia diretta adottati, con modalità diverse, da entrambi i movimenti. La Rete Viola nasce il 11 e 12 settembre 2010 nell'incontro nazionale dei gruppi locali avvenuto a Roma[4] e che fa seguito al primo incontro nazionale dei gruppi locali avvenuto a Bologna il 10 luglio 2010.

La Rete Viola è composta da gruppi locali[5] sparsi in tutto il territorio italiano. I gruppi locali formano il movimento, in quanto non esiste una struttura gerarchica o un direttivo nazionale. Gli attivisti comunicano tra loro mediante social network come Facebook o via web. I gruppi locali svolgono la loro attività politica e informativa nel territorio locale di appartenenza, in piena autonomia ma seguendo i valori espressi dalla Carta Etica che hanno sottoscritto[6]. I gruppi locali sostengono spesso iniziative lanciate da altre associazioni e con esse collaborano per fini comuni o per creare eventi. Spesso più gruppi locali condividono e organizzano insieme varie iniziative. Tutti i gruppi locali si ritrovano a scadenze irregolari in incontri pubblici nazionali, nei quali gli attivisti discutono in assemblea e stabiliscono gli obiettivi, le strategie comuni e le prossime iniziative del movimento.

La Rete Viola è un movimento politico di cittadini antifascista e antiberlusconiano, apartitico, nel senso che non si riconosce in nessun partito e non ha intenzione di fondarne uno. La Rete Viola si riconosce nei valori espressi dalla Carta Costituzionale e li promuove; è perciò un movimento laico, democratico, antirazzista, non violento, particolarmente attento alle tematiche del lavoro e dell'equità solidale.[7] La Rete Viola si è dotata di una Carta Etica[7], prima dichiarazione di identità della realtà viola, sottoscritta da 57 gruppi locali. Ogni gruppo locale che fa parte della Rete Viola ha firmato la Carta Etica e ne condivide fini obiettivi e valori espressi. Alla Rete Viola possono aderire tutti i cittadini che si riconoscono nei valori esplicitati dalla Carta Etica. Ogni suo attivista ha piena libertà di azione politica, a titolo personale, anche al di fuori della Rete, nell'ambito di altre formazioni politiche, a condizione che le sue azioni non vìolino i principi della Carta Etica, non confliggano o interferiscano con l'attività politica promossa dal movimento e non inducano confusione nell'opinione pubblica riguardo al movimento stesso.

L'obiettivo del movimento è la restaurazione e la promozione della vita democratica in Italia, considerata gravemente degradata dal berlusconismo, e la piena attuazione della Costituzione. Attraverso la mobilitazione e l'azione diretta dei cittadini, si propone di ottenere una dialettica politica più responsabile e più etica, in cui l'opinione informata dei cittadini acquisti un peso maggiore dell'attuale, e si esprima autonomamente e non solo attraverso la mediazione dei partiti. La Rete Viola mette perciò al centro del proprio agire politico la crescita di consapevolezza dei cittadini, la difesa dei diritti fondamentali, la diffusione della cultura, l'informazione e la protesta contro le degenerazioni e abusi della classe politica e delle classi dirigenti italiane (come ad esempio la corruzione, il corporativismo, la pratica corrente della raccomandazione, la mancanza di morale pubblica e di senso civico, il conferimento di cariche pubbliche a individui condannati o indagati). Nel promuovere l'attuazione della Costituzione, la Rete Viola intende contrastare in modo particolare l'attuale crescita delle disuguaglianze nella società italiana, sostenendo le lotte dei precari, dei disoccupati, dei cassintegrati, delle donne, degli immigrati; e dedica costante attenzione alla tutela dell'ambiente, della salute, dei beni comuni.

Tra le manifestazioni e azioni promosse dalla Rete Viola:

  • Spiagge referendarie (5 giugno 2011), informazione virale sulle spiagge italiane per incentivare la partecipazione ai referendum sul nucleare, acqua e legittimo impedimento.[8]

Altre manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

Dopo il No Berlusconi Day, il Popolo Viola ha promosso altre manifestazioni:

  • Libera rete in libero stato, Roma (23 dicembre 2009)[9]
  • Sit-in in difesa della Costituzione in diverse città italiane (30 gennaio 2010)[10][11][12]
  • La legge è uguale per tutti, Roma (27 febbraio 2010), per l'organizzazione della quale sono stati raccolti in pochi giorni 27.000 per mezzo di Internet[13][14]
  • Agorà per l'Emergenza democratica in diverse città italiane (7 marzo 2010)[15][16]
  • Legittimo impedimento - Sit-in davanti al Senato, Roma (10 marzo 2010)[17]
  • No Mafia Day, Reggio Calabria (13 marzo 2010)
  • L'Aquila Day, L'Aquila (31 luglio 2010)[18]
  • No Berlusconi Day 2 (2 ottobre 2010)
  • ViolaConvention (5 dicembre 2010), Roma, teatro Vittoria[19]
  • Adesso Basta. Berlusconi dimettiti! (12 febbraio 2011), svoltasi in trenta città italiane e dieci estere[20]
  • Se non ora, quando? (13 febbraio 2011), manifestazione per le donne, svoltasi in 200 piazze italiane (organizzata da comitati autonomi e supportata dai Movimenti Viola)[21][22][23]
  • Battiquorum (giugno 2011), iniziativa di informazione sui referendum abrogativi del 2011[24]
  • Taxiquorum (giugno 2011), iniziativa di supporto ai referendum abrogativi del 2011[25]
  • Facciamo Piazza Pulita! (10-11 settembre 2011), manifestazione contro i privilegi della classe dirigente e contro i provvedimenti socio-economici presi dal Governo Berlusconi IV nell'estate del 2011, svoltasi a Roma, presso Piazza San Giovanni[26]
  • Sì 18-Day (30 marzo 2012), iniziativa contro le modifiche all'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori[27][28]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il popolo viola manifesta ad Arcore. Scontri e manganellate dopo la protesta, il Fatto Quotidiano, 6 febbraio 2011. URL consultato il 21 giugno 2011.
  2. ^ Carta Etica Rete Viola
  3. ^ [1].
  4. ^ NoBday2: il popolo viola si divide
  5. ^ Gruppi Locali
  6. ^ http://www.violaverso.org/Violaverso/content/incontro-nazionale-del-popolo-viola-rete-gruppi-locali-roma-0
  7. ^ a b La Carta Etica - Testo Integrale
  8. ^ Referendum: la Rete Viola in spiaggia contro l'astensionismo balneare - Corriere Roma
  9. ^ «Libera rete in libero stato»: il popolo viola scende in piazza.
  10. ^ Popolo viola, sit-in in difesa della costituzione, Torino.
  11. ^ Popolo viola, sit-in in difesa della costituzione, Milano.
  12. ^ Popolo viola, sit-in in difesa della costituzione, Genova.
  13. ^ Il «Popolo viola» in piazza a Roma.
  14. ^ Popolo viola, il 27 febbraio ancora in piazza a Roma.
  15. ^ Il popolo viola in piazza per dire no al «decreto truffa».
  16. ^ Popolo viola in piazza a Roma.
  17. ^ L'impedimento: sit-in Popolo Viola davanti al senato.
  18. ^ L’Aquila Day, 31 luglio, 27 luglio 2010. URL consultato il 13 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 2010-08-03).
  19. ^ 'ViolaConvention.
  20. ^ Adesso Basta. Berlusconi dimettiti!, 10 febbraio 2011. URL consultato il 13 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 2011-02-18).
  21. ^ Donne in 200 piazze: Berlusconi dimettiti, 13 febbraio 2011. URL consultato il 13 febbraio 2011.
  22. ^ Donne e uomini in piazza per la dignità «Siamo più di un milione nel mondo», 13 febbraio 2011. URL consultato il 13 febbraio 2011.
  23. ^ L'urlo di piazza del Popolo "Rispetto per le donne", 13 febbraio 2011.
  24. ^ La rete Sì mobilita, 3 giugno 2011.
  25. ^ Il web vince e convince, 17 giugno 2011.
  26. ^ Piazza Pulita
  27. ^ I Viola: «Sì18day», blogging day venerdì 30 marzo, l'Unità, 12 marzo 2012. URL consultato il 21 marzo 2012.
  28. ^ L’articolo 18 non si tocca, venerdì 30 marzo il “Sì 18-Day”, violapost.wordpress.com. URL consultato il 21 marzo 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]