Ponte di Tacoma

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Tacoma Narrows Bridge
TopViewNarrows.jpg
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Città Tacoma
Coordinate 47°16′06.24″N 122°30′25.2″W / 47.2684°N 122.507°W47.2684; -122.507
Mappa di localizzazione: Stati Uniti d'America
Tipologia ponte sospeso
Materiale cemento armato, acciaio
Lunghezza 853 m
Larghezza 12 m
Progettista Leon Solomon Moisseiff (1940)
Costruzione 1938-1940
1950
 

Coordinate: 47°16′06.24″N 122°30′25.2″W / 47.2684°N 122.507°W47.2684; -122.507

Video del crollo
Il nuovo ponte, aperto nel 1950, in una foto scattata in anni successivi

Il ponte di Tacoma (in inglese Tacoma Narrows Bridge) è un'opera di ingegneria civile comprendente due ponti sospesi paralleli, che attraversano il canale Tacoma Narrows, Washington tra le città di Tacoma e di Gig Harbor. I lavori per il primo ponte (853 m di campata centrale, 1524 metri di lunghezza complessiva per 12 di larghezza) iniziarono il 23 novembre 1938 e la struttura fu aperta al traffico il 1º luglio 1940, prima di crollare il 7 novembre dello stesso anno. A causa della scarsità dei materiali dovuta alla seconda guerra mondiale, ci vollero dieci anni per costruire il ponte sostitutivo, che fu inaugurato il 4 ottobre 1950. Come il predecessore, al tempo della costruzione era uno dei più grandi ponti sospesi al mondo. L'aumento della popolazione nella penisola Kitsap ha portato il ponte a superare la sua capacità di peso, quindi è stato costruito un ponte parallelo per trasportare il traffico diretto a est, mentre il ponte del 1950 viene usato per il traffico in direzione ovest. Il ponte parallelo è stato inaugurato il 15 luglio 2007, rendendo il Tacoma Narrows Bridge la più lunga coppia di ponti sospesi al mondo.

Il crollo[modifica | modifica sorgente]

Verso le 10 del mattino del 7 novembre 1940 iniziò la torsione della campata centrale del ponte, che collassò un'ora e dieci minuti dopo. Le immagini del disastro furono riprese da un docente di ingegneria che stava studiando i movimenti della struttura.

L'ingegnere italiano Giulio Krall fu il primo a trovare una spiegazione del crollo e calcolò la velocità critica del vento sulla struttura in 67 km/h, praticamente coincidente con la effettiva velocità del vento che causò il disastro. Le cause del crollo furono attribuite alle "vibrazioni autoeccitate" indotte dal distacco periodico di vortici di von Kármán (fenomeno di instabilità aeroelastica detto anche flutter). Infatti, sotto l'azione di un vento costante di circa 42 nodi, la scia dei vortici di von Kármán trasmetteva alla struttura delle coppie torcenti pulsanti alla stessa frequenza torsionale del ponte, innescando così un fenomeno di risonanza con ampiezze via via crescenti e non compensate da un adeguato smorzamento.

Il ponte venne ricostruito nel 1950 facendo tesoro della drammatica esperienza; più largo (e dunque meno snello), con maggior rigidezza torsionale e capacità di smorzamento e con una struttura molto più stabile nei confronti degli effetti del vento.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Giulio Krall, Instabilità aerodinamica dei ponti sospesi. Monografie scientifiche di Aeronautica (Ufficio Studi del Ministero Aeronautica) Roma, 1945; Statica ed aerodinamica del ponte sospeso. «Giornale del Genio Civile», Luglio 1945; Autoeccitazione sotto vento costante dei ponti, delle torri, dei camini e delle funi, Rendiconti del Seminario Matematico e Fisico di Milano, December 1950, Volume 20, Issue 1, pp 124-183.

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