Ponte Sfondato
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| Altitudine: | 130 m s.l.m. | |||||||
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| Nome abitanti: | pontesfondatesi | |||||||
| Santo patrono: | S. Maria Assunta | |||||||
| Giorno festivo: | 15 agosto | |||||||
| Pref. telefono: | 0765 | CAP: | 02034 | |||||
Ponte Sfondato è una frazione del comune di Montopoli di Sabina. Il suo nome è dovuto al caratteristico ponte naturale scavato nel tufo dal torrente Farfa.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Medioevo
A guardia del ponte, di cui oggi rimangono degli enormi spezzoni incrinati sul letto del Farfa, nell'Alto Medioevo vi fu edificato un castello, Castel Tribuco (per via delle tre porte di cui era dotato). Questo castello fu senz'altro uno dei più potenti della Sabina, tant'è che dal 16 febbraio al 2 aprile del 1111, in piena lotta per le investiture, papa Pasquale II vi fu tenuto prigioniero dall'imperatore tedesco Enrico V.
Sarà Papa Innocenzo II che , temendone un uso così riprovevole e avendolo a pochi chilometri da Roma, ne ordinerà la distruzione nel 1138. Di tale maniero non resta più traccia se non di qualche muro a blocchi di tufo che si confonde col tufo circostante, ed ancora ben visibile dalla statale 313 sottostante.
Il castello nacque anche a difesa del guado di San Getulio. Presso questo guado, infatti, la comunità rurale che aveva spopolato vaste aree della campagna sabina in seguito alle invasioni barbariche, si accentrò invece intorno alla tomba ricavata in una grotta che raccoglieva le spoglie del santo. San Getulio, qui a Ponte Sfondato fu infatti martirizzato sotto l'imperatore Adriano. Il trasloco all'interno del monastero farfense del 867 causò lo spopolamento pressoché totale dell'area, che da quel momento in poi sarà dedicata alla sola pastorizia e all'abbandono fino alla fine del XIX secolo.
[modifica] Età contemporanea
Dopo la Prima guerra mondiale alcune famiglie di agiati possidenti terrieri ma di estrazione prettamente contadina acquistarono e colonizzarono queste terre. Le tre grandi famiglie fondatrici di Ponte Sfondato agli arbori del XX secolo sono le famiglie: De Santis, Duranti e D'Alessandri.
La seconda famiglia oltre ad essere originaria di Mompeo e non di Montopoli, vanta tra l'altro una verosimile discendenza nobiliare dai baroni Duranti Valentini, tramandata per tradizione orale dalla gente del posto, sebbene ancora non formalmente accertata. Il ponte tufaceo da cui trae il nome il paese subì un massiccio attacco durante la Seconda guerra mondiale. Durante la ritirata delle truppe tedesche, nei primi giorni di giugno 1944, il ponte fu minato nel tentativo di farlo esplodere per impedire la rapida avanzata degli alleati che comunque di qui passarono il 6 giugno 1944, due giorni dopo aver liberato Roma. Il ponte non crollò subito, ma gravemente danneggiato finì per crollare in una notte del 1961. Nel 1973 venne costruita la prima chiesa del nuovo borgo dedicata all'Assunta, di cui ogni anno se ne celebra la ricorrenza con diversi giorni di festa a ridosso del Ferragosto. Culmine dei festeggiamenti sono i meravigliosi fuochi d'artificio, tra i più spettacolari di tutta la Sabina, che illuminano la mezzanotte del 15 agosto in una grandiosa esplosione di colori, raccogliendo ogni anno un cospicuo numero di spettatori che vengono proprio per assistere a tale spettacolo.
[modifica] Tradizioni
Sentito, così come in tutta la Sabina, il culto di Sant'Antonio abate il 17 gennaio di cui si festeggia la memoria con la rituale benedizione di animali addobbati e delle automobili, seguita dalla caratteristica distribuzione delle ciambelle all'anice.


