Pomodoro di San Marzano dell'agro sarnese-nocerino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pomodoro di San Marzano (DOP)
TomateSanMarzano.jpg
Origini
Luogo d'origine Italia Italia
Regione Campania
Zona di produzione Valle del Sarno
Dettagli
Categoria ortofrutticolo
Riconoscimento D.O.P.
Settore Ortofrutticoli e cereali
Consorzio di tutela http://www.consorziopomodorosanmarzanodop.it Consorzio San Marzano
Altre informazioni Reg. CE n.1263/96 (GUCE L. 163/96 del 02.07.1996)
 

Il pomodoro di San Marzano dell'agro sarnese-nocerino (DOP) è una varietà di pomodoro riconosciuta come prodotto ortofrutticolo italiano a Denominazione di origine protetta.

Il nome proviene dalla città di San Marzano sul Sarno dove ha visto la nascita. Ha una forma allungata, ed è particolarmente adatto per preparare pelati e conserve. Nello specifico, è considerato da molti chef come uno dei migliori pomodori per realizzare il concentrato[1].

Denominazione[modifica | modifica wikitesto]

La denominazione di origine protetta (DOP) "Pomodoro San Marzano dell'agro sarnese-nocerino" è riservata al pomodoro che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dalle norme della Disciplinare di produzione e trasformazione della Denominazione di Origine Protetta "Pomodoro San Marzano dell’agro sarnese-nocerino".

La denominazione d'origine protetta (DOP) "Pomodoro San Marzano dell'agro sarnese-nocerino," senza altra qualificazione, è riservata al pomodoro pelato ottenuto da piante dell'ecotipo San Marzano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcune teorie, il primo seme di pomodoro San Marzano arrivò in Campania nel 1770, come dono del viceré del Perù al re di Napoli. Fu piantato nell'area corrispondente all'attuale comune di San Marzano sul Sarno, dove attecchì bene grazie alla fertilità del suolo vulcanico.

Negli Stati Uniti d'America, il San Marzano è considerato la base genetica per un altro tipo di coltura, il pomodoro varietà Roma[2] (a sua volta considerato un ibrido[3]).

Il processo di trasformazione industriale del pomodoro San Marzano è incominciato intorno al 1926.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Possono concorrere alla produzione di questo pomodoro, linee ottenute a seguito di miglioramento genetico dell'ecotipo San Marzano sempre che, sia il miglioramento che la coltivazione, avvengano nell'ambito del territorio così come delimitato nell'articolo 3 e presentino caratteristiche conformi allo standard descritto nell'articolo 5 dello stesso documento disciplinare.

L'articolo 3 della disciplinare indica che il pomodoro ottenuto dall'ecotipo San Marzano o da linee migliorate, per avvalersi della denominazione di origine protetta (DOP) "Pomodoro San Marzano dell'agro sarnese-nocerino" deve essere prodotto da aziende agricole e trasformato da aziende industriali entrambe ricadenti nelle aree territoriali così delimitate:

L'area è compresa nella zona settentrionale della provincia di Salerno, con propaggini nelle province di Napoli e Avellino. Tutti i comuni sono inclusi nell'Agro Nocerino Sarnese e zone viciniori e sono interessati, per la parte di pianura e come utilizzazione, alla zona seminativa irrigua o irrigabile. La parte collinare o a basso rilievo è naturalmente esclusa, non essendo irrigua.

Il pomodoro San Marzano è prodotto nella parte dell'Agro Nocerino Sarnese che si estende nella pianura del Sarno che è ricoperta per la maggior parte da materiale piroclastico di origine vulcanica.

I terreni dell'Agro Nocerino Sarnese si presentano molto profondi, soffici, con buona dotazione di sostanza organica ed un'elevata quantità di fosforo assimilabile e di potassio scambiabile. L'idrologia del territorio è molto ricca per la presenza di numerose sorgenti e di abbondanti falde a diversa profondità. L'acqua per uso irriguo, in genere viene derivata da pozzi che si alimentano direttamente dalla falda freatica.

Circa il clima, l'Agro Nocerino Sarnese risente della benefica influenza del mare. Le escursioni termiche non sono notevoli e qualora il termometro scende al disotto dello zero, non vi permane a lungo; la grandine è piuttosto rara. I venti dominanti sono il Maestro del nord e lo Scirocco del sud. Le piogge sono abbondanti in autunno, inverno e primavera; scarse o quasi nulle nell'estate. Sebbene le piogge difettino nei mesi estivi, l'umidità relativa dell'aria si mantiene piuttosto alta il trapianto, di norma, si esegue nella prima quindicina del mese di aprile, però può protrarsi fino alla prima decade di maggio.

Secondo la normativa, la raccolta dei frutti dev'essere eseguita esclusivamente a mano, in maniera scalare, quando essi raggiungono la completa maturazione, ed avviene in più riprese.

I frutti raccolti devono essere sistemati e trasportati in contenitori di plastica, la cui capienza è di circa kg 25. Per il trasporto all'industria di trasformazione, le bacche arrivate al centro di raccolta aziendale e/o collettivo possono successivamente essere trasferite in cassoni, singolarmente identificati, che non superino 2,5 quintali.

Specifica delle aree di produzione[modifica | modifica wikitesto]

Provincia Comune Località
Salerno San Marzano sul Sarno intero territorio
San Valentino Torio intero territorio
Scafati intero territorio
Baronissi parte del territorio.
Fisciano parte del territorio.
Mercato San Severino parte del territorio.
Siano parte del territorio.
Roccapiemonte intero territorio comunale con esclusione della zona ad est della strada provinciale Camerelle - Mercato San Severino.
Nocera Inferiore parte del territorio.
Nocera Superiore parte del territorio.
Sarno l'intero territorio comunale con esclusione della zona NE del tracciato: sorgente San Marino, Masseria Scarola, ponte Alaria, centro urbano, cimitero, Santa Maria della Foce, La Marmora (fino al confine provinciale).
Pagani l'intero territorio comunale con esclusione della zona sud della strada San Lorenzo - Pagani.
Sant'Egidio del Monte Albino l'intero territorio comunale con esclusione della zona a sud della strada intercomunale Angri - Pagani.
Angri l'intero territorio comunale con esclusione dell'intera zona a sud dell'acquedotto dell'Ausino.
Avellino Montoro Superiore parte del territorio.
Montoro Inferiore parte del territorio.
Napoli Striano intero territorio
Poggiomarino intero territorio
Pompei intero territorio
Sant'Antonio Abate intero territorio
Castello di Cisterna intero territorio
Santa Maria la Carità intero territorio
Boscoreale intero territorio
Castellammare di Stabia parte del territorio
Gragnano parte del territorio
Acerra parte del territorio
Afragola parte del territorio
Brusciano parte del territorio
Caivano parte del territorio
Casalnuovo parte del territorio
Camposano parte del territorio
Cicciano parte del territorio
Cimitile parte del territorio
Mariglianella parte del territorio
Marigliano
Nola
Palma Campania
Pomigliano
Scisciano
San Vitaliano

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fearnley-Whitingstall, Hugh (19 settembre 2009). "Red Alert: Tomato Recipes". Londra The Guardian. Consultato il 28-04-2011
  2. ^ "History of Research at the U.S. Department of Agriculture and Agricultural Research Service". Agricultural Research Service.
  3. ^ Phelan, Benjamin, "Awesome Sauce", 30 agosto 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]