Pomodorino di Manduria

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Pomodorino di Manduria
Morfologia dei frutti di pomodoro di Manduria
Morfologia dei frutti di pomodoro di Manduria
Origini
Luogo d'origine Italia Italia
Regione Puglia
Zona di produzione provincia di Taranto
Dettagli
Categoria ortofrutticolo
Riconoscimento P.A.T.
Settore Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
 

Il pomodorino di Manduria o pomodoro mandurese rappresenta un ecotipo del pomodoro.

La sua coltivazione è effettuata in un'area piuttosto ristretta compresa principalmente fra i comuni di Manduria e Maruggio e, in misura minore, Sava ed Avetrana (tutti in Provincia di Taranto) oltre che nella zona di Oria, Erchie e Torre Santa Susanna, in provincia di Brindisi.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

La pianta presenta accrescimento determinato, con 2-3 palchi fiorali. L'ipocòtile, di colore porpora, presenta una discreta pubescenza. Le foglie, di portamento semi-eretto, sono del tipo standard/peruvianum secondo la classificazione dei descrittori definiti da Biodiversity International[1].

I frutti, a maturazione, presentano bassa omogeneità, colore rosso intenso, forma ovoidale, spesso con mucronatura (piccola punta sporgente) apicale. Il peso del singolo frutto varia da 10 a 25 grammi, il diametro da 20 a 30 mm e la lunghezza da 25 a 35 mm, come riportato nella scheda inserita nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia.[2]

Ciclo colturale[modifica | modifica sorgente]

Viene normalmente coltivato in piccoli appezzamenti con una superficie variabile da mezzo ettaro a, molto più comunemente, 1000-2000 m2. Dopo la semina diretta nel mese di marzo, utilizzando il seme dell’anno precedente conservato dagli stessi agricoltori, viene effettuato il diradamento delle piantine.

Il ciclo colturale, normalmente effettuato "in asciutto" (senza l'ausilio dell'irrigazione), dura 3-4 mesi, con la raccolta che viene effettuata a partire da metà giugno e può prolungarsi fino a metà agosto-inizio settembre. Essendo un ecotipo ad accrescimento determinato, alcune operazioni colturali quali sfrondatura (eliminazione delle foglie basali) e cimatura (asportazione del germoglio apicale), solitamente effettuate sui pomodori da mensa, non sono necessarie.

Le produzioni sono piuttosto basse, circa 10 t/ha.[3]

Usi[modifica | modifica sorgente]

I frutti sono destinati principalmente all'autoconsumo, come prodotto fresco nei mesi estivi (per esempio come condimento per le frise o in insalata con il carosello di Manduria), per la trasformazione al fine di produrre la conserva di pomodoro (la "salsa") e per la conservazione, normalmente sotto forma di pomodori secchi sott’olio.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

La regione Puglia ha inserito il pomodorino mandurese nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani col nome di pomodorino di Manduria[4]

PSR Puglia[modifica | modifica sorgente]

La regione Puglia, all'interno del suo P.S.R. (Programma di Sviluppo Rurale) 2007-2013, ha inserito il pomodorino di Manduria nell'allegato 8 della Misura 214 - Azione 3 "Tutela della biodiversità" come specie a rischio di erosione genetica.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Descrittori del pomodoro su Biodiversity International
  2. ^ Bollettino Ufficiale della Regione Puglia (BURP) n. 47 del 31/03/2011
  3. ^ Scheda del pomodorino di Manduria sul sito Tipici di Puglia
  4. ^ Prodotti agroalimentari tradizionali pugliesi

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]