Polygonum bistorta
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| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Caryophyllidae |
| Ordine | Polygonales |
| Famiglia | Polygonaceae |
| Genere | Polygonum |
| Specie | P. bistorta |
| Classificazione APG | |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Core eudicots |
| Ordine | Caryophyllales |
| Famiglia | Polygonaceae |
| Nomenclatura binomiale | |
| Polygonum bistorta L. |
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| Sinonimi | |
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Bistorta major S.F.Gray. |
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| Nomi comuni | |
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Erba serpentina o Serpentaria |
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Bistorta (nome scientifico Polygonum bistorta L.) è un piccola pianta (alta non più di 75 cm) erbacea, perenne, glabra, dai delicati fiori rosa, appartenente alla famiglia delle Polygonaceae.
Indice |
[modifica] Sistematica
Il Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Polygonaceae all'ordine Polygonales mentre la moderna classificazione APG la colloca nell'ordine Caryophyllales. Sempre in base alla classificazione APG sono cambiati anche i livelli superiori (vedi tabella a destra).
Nell'ambito della specie si rileva una certa variabilità (diverse forme anomale) dovuta al diverso aspetto delle foglie. Quest'ultime possono presentarsi a lamina più o meno sottile sia nella parte centrale che alla base.
Specie simili:
- Polygonum viviparum L. - Poligono viviparo: si differenzia per i fiori bianchi o rosa pallido e i tipici bulbilli rossi che si formano alla base dell'infiorescenza.
[modifica] Etimologia
Il nome del genere è stato formato da Linneo nell'anno 1737 coniugando le parole di due radici greche: polys (= molto) e gonu (= nodo o ginocchio), alludendo all'aspetto dei numerosi nodi che si formano lungo il fusto delle sue specie.
Il nome della specie (ma anche quello comune) deriva dalla radice (rizoma) che normalmente è contorta su se stessa.
[modifica] Morfologia
La forma biologica è geofita rizomatosa (G rhiz): si tratta di una pianta con una parte del fusto sotterraneo (rizoma) che ogni anno produce nuove radici e nuovi fusti aerei.
[modifica] Radici
Secondarie da rizoma.
[modifica] Fusto
- Parte ipogea: rizoma orizzontale contorto e a volte ripiegato ad "U". È del tipo tuberoso e indurito.
- Parte epigea: fusto eretto e semplice con foglie distanziate. È lievemente ingrossato ai nodi.
[modifica] Foglie
Tutte le foglie sono a lamina intera, ovate con base cordata e con una lunga guaina avvolgente il fusto (derivata da stipole saldate al fusto) di colore bruno (ferruginoso). Sono persistenti fino in autunno.
- Foglie basali: hanno un lungo picciolo alato, ondulato - crenato nella parte terminale. Lunghezza del picciolo: 5 - 10 cm. La lamina è triangolare - lanceolata troncata alla base. La foglia è di colore verde scuro sulla pagina superiore e glauco e debolmente tormentosa su quella inferiore. Dimensioni: lunghezza 6 - 10 cm. normalmente (massimo 20 cm); larghezza 2 - 3 cm.
- Foglie cauline: sono alterne, sessili (amplessicauli), lineari - lanceolate e più piccole (lunghezza 1 - 3 cm). La lamina all'esterno è lievemente ondulata.
[modifica] Infiorescenza
Infiorescenza a spiga cilindrica terminale, densa di fiori. Lunghezza delle spighe: 3 - 6 cm (fino a 9 cm); diametro 1 - 2 cm.
[modifica] Fiori
Fiori ermafroditi con perianzio corollino (una via di mezzo tra calice e corolla). I fiori sono persistenti.
- Tepali: sono 5 rosa o rossi (anche violetto), lunghi 4 - 6 mm.
- Stami: sono 6 - 8 e molto evidenti (più lunghi del perianzio).
- Stili: sono 3 e reciprocamente liberi.
- Ovario: è supero e sincarpico a 3 carpelli saldati insieme.
- Fioritura: da giugno ad agosto.
- Impollinazione: tramite insetti
- Moltiplicazione: da rizoma tuberoso.
[modifica] Frutti
Frutto di tipo achenio lungo 4 - 5 mm, lucido, di colore bruno scuro a tre spigoli (trigono).
[modifica] Distribuzione e habitat
Il geoelemento è del tipo circumboreale :ossia la pianta è originaria delle zone freddo - temperate dell'Europa occidentale e centrale e dell'Asia settentrionale, ma anche Nordamerica. Mentre in Europa meridionale si può trovare sole nelle zone montane. Assente nelle isole.
In Italia si trova in luoghi erbosi e umidi (presso corsi d'acqua), in genere su terreni ricchi di nitrati (concimati). È comune sulle Alpi e Appennini a quote dai 900 ai 2200 m s.l.m..
[modifica] Usi
[modifica] Farmacia
Per scopi medicinali si utilizzano le foglie e il rizoma che si raccoglie in Primavera (le parti aere) e in Autunno (le parti ipogee). In genere si usano tramite decotti e infusi.
- Composti chimici: acido ossalico, amido, acido gallico, vitamina C, tannino e zuccheri.
- Proprietà: febbrifughe, astringenti, antidiarroiche, lenitive, toniche e vulnerarie. Le foglie
sulle ferite agiscono da emostatico.
Anticamente veniva usata per le sue proprietà astringenti per frenare le emorragie interne, ulcere, emorroidi e ferite in genere.
[modifica] Cucina
Le foglie primaticce se tenere possono essere mangiate in salata oppure cotte come spinaci. Si può usare anche la radice che è ricca di amido (anticamente era usata per fare il pane).
[modifica] Galleria di foto
[modifica] Bibliografia
- Wolfgang Lippert Dieter Podlech, Fiori , TN Tuttonatura, 1980.
- Maria Teresa della Beffa, Fiori di campo , Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2002.
- Maria Teresa della Beffa, Fiori di montagna , Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2001.
- Roberto Chej, Piante medicinali , Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1982.
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume terzo , Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 390.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume primo, Bologna, Edagricole, 1982, pag.144. ISBN 88-506-2449-2
[modifica] Collegamenti esterni
- Flora delle Alpi Marittime. URL consultato il 02-12-2007.
- Fungoceva.it. URL consultato il 02-12-2007.
- Flora Italica. URL consultato il 02-12-2007.
- Catalogazione floristica - Università di Udine. URL consultato il 02-12-2007.
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