Polygala chamaebuxus

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Poligala falso-bosso
Polygala chamaebuxus ENBLA01.JPG
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Polygalales
Famiglia Polygalaceae
Genere Polygala
Specie P. chamaebuxus
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Rosidi
(clade) Eurosidi I
Ordine Fabales
Famiglia Polygalaceae
Nomenclatura binomiale
Polygala chamaebuxus
L.
Sinonimi

Chamaebuxus alpestris Spach.
Chamaebuxus alpester Auct.

Nomi comuni

Bosso strisciante
Poligala rossa
Bozzolina
Bosso nano
Scarpetta della Madonna

Il Poligala falso-bosso (nome scientifico Polygala chamaebuxus L.) è un basso arbusto ornamentale, molto ramificato e cespuglioso appartenente al genere Polygala e alla famiglia delle Polygalaceae.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Il Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Polygalaceae all'ordine Polygalales mentre la moderna classificazione APG la colloca nell'ordine Fabales. Sempre in base alla classificazione APG sono cambiati anche i livelli superiori (vedi tabella a destra).
Il genere Polygala è molto ampio. Alcuni autori ne assegnano fino a 500 specie, infatti questo genere include piante, arbusti perenni, erbacee e alberi.

Varietà[modifica | modifica sorgente]

La pianta ha la capacità di adattarsi a diversi tipi di aree ecologiche. Questi adattamenti diversi generano molte varianti non sempre ancora studiate a fondo. È da rilevare inoltre che i vari colori della corolla e del calice non determinano diversità tassonomiche.

  • Polygala chamaebuxus L. var. grandiflora Gaudin: i fiori sono più grandi e le ali generalmente sono purpuree. Vive nelle Prealpi Venete e forse sull'Appennino (secondo il Fiori).
  • Polygala myrtifolia L.: i rami sono più eretti; le foglie lanceolate e acute e più lunghe (3 – 5 cm); il colore dei fiori è purpureo e l'infiorescenza è più densa e i fiori stessi sono più grandi (le ali raggiungono i 20 mm). Se non è spontanea viene coltivata per ornamento.
  • Polygala rupestris Pourret.: la pianta è più grande (dimensioni del fusto: 50 cm); le foglie sono strette; i fiori sono più piccoli (ali di 5 – 8 mm). Si trova in Liguria.

La nostra pianta può essere inoltre confusa con la specie Arctostaphylos uva-ursi (L.) Sprengel (Uva ursina) o con la specie Vaccinium vitis-idaea L. (Mirtillo rosso) in quanto oltre a vivere nello stesso ambiente hanno le foglie quasi identiche.

Specie affini[modifica | modifica sorgente]

  • Polygala vayredae Costa (1877): si differenzia per avere le foglie lineari o lineari – lanceolate. Si trova esclusivamente nei Pirenei orientali.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Nell'antichità l'infuso di questa pianta veniva usato perché (così si credeva) favoriva la produzione del latte nelle gestanti, da qui il nome del genere “Polygala” = molto latte.
Per il nome della specie si deve invece far ricorso al latino (“buxutus” = bosso) e al greco (“chamai” = terra), in riferimento al portamento strisciante della pianta.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti della pianta

La forma biologica della pianta è camefita fruticosa (Ch suffr/NP)  : ossia piante con fusti legnosi solo alla base e generalmente di piccole dimensioni. “NP” (nano fanerofite) individua un particolare tipo di piante legnose con gemme perennanti poste tra pochi centimetri e un metro dal suolo.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

Il fusto è composto da molti rami lignificati prostrati e ascendenti la cui dimensione può arrivare fino a 30 - 40 cm.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Foglie alterne oblunghe e lanceolate

Le foglie sono sempreverdi, glabre disposte in modo alterno, molto ravvicinate di forma strettamente ovata, oblunghe o lanceolate. Inoltre sono subsessili, coriacee, quasi cuoiose, con margine intero. Sono generalmente arrotondate all'apice, oppure in alcune varianti lievemente mucronate e comunque sono prive di stipole alla base del picciolo. L'aspetto e il colore è verde lucente. Dimensione: lunghezza 15 – 30 mm; larghezza 5 – 10 mm.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

I fiori possono essere solitari o appaiati e sono disposti all'ascella delle foglie superiori in un breve racemo terminale.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

Fiore zigomorfo con vistose ali vessilifere

I fiori sono zigomorfi, ermafroditi, pentameri, gamosepali, pentaciclici (ossia a 5 verticilli), brevemente peduncolati (5 mm).

  • Calice: il calice è petaloideo ed è formato da 5 sepali. Di questi, 3 sono piccoli ed esterni, uno dei quali ha uno sperone; gli altri 2 sono interni e formano delle grandi ali ripiegate verso l'alto, oblunghe, a volte ravvicinate, e sempre patenti (questi sono organi vessilliferi come nelle corolle papilionacee). Lunghezza dei sepali: 3 – 5 mm; mentre le ali possono raggiungere i 11 – 13 mm.
  • Corolla: la corolla è tubulosa con un lembo formato da 3 lobi (tre petali abortiti). Il lobo inferiore (si chiama carena) è concavo, intero o appena lobato a sua volta; i due lobi superiori sono ovali e comunque conniventi sulla carena. Sono normalmente concresciuti alla base nel tubo corallino e liberi nella parte superiore. Dimensioni del cilindro corallino: 10 – 15 mm.

L'aspetto più comune del fiore è quello con ali bianche e carena gialla (o arancio) e tubo bianco; ma si possono avere varianti anche con ali rosso - carminio (o rosa) e carena rossa sfumata di giallo.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Il frutto è una capsula obovata (cuoriforme) e compressa di lato e margini alati. Dimensioni 8 x 7 mm.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È una specie endemica delle zona montane dell'Europa centrale e meridionale ( Orof. S-Europ.). Oltre che sulle Alpi e sull'Appennino, si può trovare sui Carpazi e Balcani (zone nord-occidentali).
In Italia si può trovare sui pendii rocciosi, luoghi erbosi aridi, nel sottobosco di conifere (più facilmente nelle parti terminali del bosco), nei pascoli asciutti e nelle boscaglie assieme ai rododendri e mughi. Preferisce il terreno di tipo calcare.
La Poligala falso-bosso è facile trovarla assieme ad altre due piante comuni dei nostri boschi: l'Uva ursina e il Mirtillo.
Nell'Italia meridionale è rara e nelle isole è assente.
Altitudine: da 300 a 2400 m s.l.m..

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Dalla pianta si possono ricavare alcune sostante resinose e salicilato di metile.

Farmacia[modifica | modifica sorgente]

Ha proprietà espettoranti e diuretiche. È mediamente depurativa. Si usa in sciroppo o decotti.

Galleria di foto[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Guido Moggi, Fiori di montagna, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1984.
  • Wolfgang Lippert Dieter Podlech, Fiori, TN Tuttonatura, 1980.
  • Maria Teresa della Beffa, Fiori di montagna, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2001.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume terzo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 386.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, 1982 editore=Edagricole, pag.58, ISBN 88-506-2449-2.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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