Polygala

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Poligala
Polygala myrtifolia0.jpg
Polygala myrtifolia
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Polygalales
Famiglia Polygalaceae
Genere Polygala
L., 1753
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Rosidi
(clade) Eurosidi I
Ordine Fabales
Famiglia Polygalaceae
Specie
(Vedi: Specie di Polygala )

Poligala (nome scientifico Polygala, L., 1735) è un genere di piante Spermatofite Dicotiledoni, arboree, erbacee, rampicanti e perenni, appartenente alla famiglia delle Polygalaceae.

Indice

[modifica] Sistematica

Il Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Polygalaceae all'ordine Polygalales mentre la moderna classificazione APG la colloca nell'ordine Fabales. Sempre in base alla classificazione APG sono cambiati anche i livelli superiori (vedi tabella a destra).
Il genere Polygala è molto ampio ed è il più importante della famiglia. Alcuni autori ne assegnano fino a 500 specie, infatti questo genere include piante, arbusti perenni, erbacee e alberi. Le specie spontanee presenti nella nostra Penisola sono circa una ventina. È da notare ancora che il genere Polygala è l’unico della famiglia delle Polygalaceae ad avere delle specie spontanee presenti in Italia.

[modifica] Etimologia

Un'antica credenza riteneva che tale erba fosse capace di aumentare la secrezione del latte alle mucche; da qui il nome del genere “Polygala” = molto latte. Dioscoride, riprendendo questa credenza, afferma che anche nelle gestanti faccia venire latte in abbondanza.

[modifica] Morfologia del genere

La forma biologica più tipica e comune delle piante del genere Polygala è emicriptofita scaposa (H scap): ossia sono piante perennanti per mezzo di gemme adagiate al suolo (“emicriptofite”); mentre il portamento è tipico di una pianta con asse florale allungato e con poche foglie (“scaposo”).

[modifica] Radici

Normalmente la radice è a fittone.

[modifica] Fusto

Generalmente la parte inferiore del fusto e legnosetta, mentre quella aerea è erbacea.

[modifica] Foglie

Le foglie sono spiralate, semplici e prive di stipole per lo più lanceolate – lineari.

[modifica] Infiorescenza

L’infiorescenza è caratterizzata da piccoli fiori (a diversi colori secondo la specie) riuniti in racemi apicali.

[modifica] Fiori

La simmetria fiorale è spiccatamente zigomorfica e il fiore ad un esame superficiale appare molto simile a quello delle leguminose (aspetto papilionaceo), anche se anatomicamente non c’è analogia fra le varie parti strutturali. Altre caratteristiche dei fiori delle Poligale sono: ermafroditi, pentacicli (a cinque verticilli: calicecorolla – doppio verticillo di stami ( androceo) – pistillo ( gineceo)), pentameri (calice con 5 sepali e corolla con 5 petali – non sempre distinti tra di loro, ossia a struttura gamosepla-petala e non dialisepala-petala)

[modifica] Frutti

Il frutto è una capsula lateralmente compressa. I semi sono dispersi tramite formiche (mirmecoria) che vengono attratte dalle sostanze zuccherine dello strofiolo (membrana di sostegno che aderisce al seme dopo la dispersione).

[modifica] Distribuzione e habitat

La maggioranza delle specie del genere Polygala sono originarie delle zone tropicali (particolarmente numerose nelle Americhe), ma sono diffuse anche nella parte settentrionale dell’emisfero boreale.
In Italia si trovano un po’ su tutto il territorio, sui prati mediamente soleggiati e margini dei boschi di vario tipo.

[modifica] Usi

Le poligale hanno in genere uno scarso valore economico, anche se alcune varietà sono coltivate a scopo ornamentale. Anticamente qualche specie veniva usata nella farmacopea ora solo in medicina popolare o erboristeria.

[modifica] Specie del genere

[modifica] Alcune specie importanti

Segnaliamo qui alcune specie degne di nota (per un elenco più completo delle altre specie vedi: Specie di Polygala ):

  • Polygala amara L. (1759) – Poligala amara: cresce in Europa (non è sicuro che cresca anche in Italia) ed è usata nella medicina popolare.
  • Polygala butyracea Heckel (1889): si trova in Africa occidentale e produce un grasso alimentare chiamato burro di Malukang.
  • Polygala chamaebuxus L. (1753) - Poligala falso-bosso: è una specie suffruticosa, molto frequente anche in Italia, cresce in ambienti calcarei con fiori molto caratteristici e simili a quelli del Pisello odoroso (Lathyrus odoratus). Si tratta di un caso di evoluzione convergente in quanto i due fiori differiscono anatomicamente, infatti il fiore della Poligala falso-bosso è formato da sepali e petali, mentre quello del Pisello odoroso è formato solamente da petali.
  • Polygala senega L. (1753) – Senega o Poligala virginiana: è una piccola erba, originaria delle regioni orientali del Nord America, con radice tortuosa, poco ramificata, foglie alterne e lanceolate, fiori verdastri in grappoli terminali. Le radici di questa pianta sono usate in erboristeria in quanto sono dotate di proprietà stimolanti, diuretiche ed espettoranti. Anticamente si pensava che potesse contenere un antidoto contro il morso dei serpenti.

[modifica] Specie italiane

Di seguito diamo un elenco delle sole specie italiane spontanee:

[modifica] Galleria di foto

[modifica] Bibliografia

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume terzo , Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 386.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, 1982 editore=Edagricole, pag. 57. ISBN 88-506-2449-2
  • Giacomo Folchi, Ricerche chimico-terapeutiche su la radice di poligala virginiana, Roma, Stamperia del Giornale Arcadico, 1829.

[modifica] Altri progetti

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