Polybolos

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Arsenale di antica artiglieria meccanica a Saalburg, in Germania. A sinistra una ricostruzione del polybolos da parte dell'ingegnere tedesco Erwin Schramm (1856-1935)

Il polybolos era una balista a ripetizione che si dice sia stata inventata da Dionisio di Alessandria.

Filone di Bisanzio descrisse il polybolos, una catapulta che come le moderne mitragliatrici poteva sparare in continuazione senza bisogno di ricaricare.[1] Filone ha lasciato una descrizione dettagliata degli ingranaggi che permettevano il funzionamento del meccanismo a catena, la più antica applicazione conosciuta di questa tecnica,[2] grazie al quale i proiettili venivano inseriti nei caricatori. Non esistono prove archeologiche che dimostrino utilizzi successivi di questa macchina.

Meccanismo[modifica | modifica sorgente]

Il polybolos era diverso da una normale balista per il fatto di essere dotato di uno scomparto in legno sopra la mensa (il cesto che conteneva il proiettile da lanciare) in grado di contenere decine di colpi. Il meccanismo è unico per il fatto di essere guidato da una catena collegata ad un argano; questo genere di catena è un'invenzione spesso attribuita a Leonardo da Vinci.

Quando si sparava un nuovo colpo, l'argano veniva ruotato in senso antiorario con l'artiglio alzato; questo portava il mensa in avanti verso la corda, dove un'aletta del metallo spingeva l'innesco sotto l'artiglio.

Una volta che la corda era bloccata nel meccanismo d'innesco, l'argano ruotava in senso orario riportando indietro il mensa, e trascinando con sé la corda.

Un palo rotondo di legno sul fondo del caricatore veniva piegato in passo verso il mensa, lasciando cadere un singolo colpo nel cesto, pronto per essere sparato. Quando il mensa veniva tirato ancora indietro andava ad incocciare un'altra aletta simile a quella che aveva portato la corda in posizione; questa spingeva l'innesco facendo sparare automaticamente il polybolos, dopodiché il tutto ripartiva. La ripetizione diede all'arma il nome greco di πολύ - poly "multiplo, molti" e -βόλος - -bolos "lanciatore" (da βάλλω - ballo "lanciare").

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Filone di Bisanzio, "Belopoeica", 73.34
  2. ^ Werner Soedel, Vernard Foley, "Ancient Catapults", Scientific American, Vol. 240, No. 3 (marzo 1979), p. 124-125

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