Polos

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Testa femminile con indosso il polos. Bronzo della seconda metà del VII secolo a.C., da Creta

Il polos (in greco antico πόλος) è un ornamento (una sorta di copricapo o corona) di forma cilindrica, sferica, o anche quadrangolare[1], che cingeva il capo di divinità femminili del Vicino Oriente antico e dell'Anatolia[1], che fu adottato dagli antichi greci per adornare le rappresentazioni scultoree di figure di divinità femminili come Grandi Madri, Rea, Cibele e Era[2], o di donne addette ai culti[1]. La parola greca significa anche "asse"/"pivot" e, in questo significato, è strettamente imparentato etimologicamente con parole di lingue europee dal suono analogo. Il polos era spesso aperto in alto con la fuoriuscita di una cascata di capelli dai lati, o poteva ridursi a un semplice anello[3].

In età classica, non sembra che le donne mortali usassero indossare il polos, ma l'ornamento si riscontra frequentemente in statuette di terracotta di donne della età micenea, così l'uso in statue di divinità può essere visto come un deliberato arcaismo[3] Il polos è indossato da due sculture arcaiche facenti parte della cosiddetta cosiddetta Triade di Dreros, ora al Museo archeologico di Iraklio, tre sphyrelata "nel primo stile orientalizzante del tardo ottavo secolo"[4].

Alcuni polos sembrano essere manufatti ottenuti da tessitura ma non si capisce in quale materiale fossero realizzati. A parte le rappresentazioni scultoree, nessun esemplare è mai stato rinvenuto da scavi archeologici[3], suggerendo una probabile fattura di materiali deperibili.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c pòlos, Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia italiana
  2. ^ (EN) Henry Liddell e Robert Scott, πόλος in A Greek-English Lexicon, 1819.
  3. ^ a b c The Role of Women in the Art of Ancient Greece
  4. ^ John Boardman, Greek Sculpture: Function, Materials, and Techniques in the Archaic and Classical Periods, a cura di Olga Palagia, Cambridge University Press, 2006 (estratto on line dal capitolo I).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]