Polly Bergen

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Polly Bergen al Tribeca Film Festival 2012.

Polly Bergen, nome d'arte di Nellie Paulina Burgin (Knoxville, 14 luglio 1930), è un'attrice cinematografica, teatrale e televisiva e cantante statunitense. Figlia dell'ingegnere edile William Hugh Burgin e di Lucy Lawhorn, Polly Bergen nacque nel Tennessee.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Iniziò la carriera artistica come cantante, e in tale veste fece il suo esordio cinematografico alla fine degli anni quaranta. La sua voce può essere ascoltata da una radio e da un jukebox nel dramma pugilistico Il grande campione (1949), mentre le prime apparizioni furono quelle di cantante di saloon nel western Across the Rio Grande (1949) e di cantante di nightclub in Il mio corpo ti appartiene (1950), drammatico film d'esordio di Marlon Brando. La giovane Polly Bergen apparve successivamente in ruoli di supporto nelle commedie Il sergente di legno (1950), Quel fenomeno di mio figlio (1951) e Il cantante matto (1952), in cui recitò accanto a Dean Martin e Jerry Lewis, nei western Sentiero di guerra (1951) e L'assedio delle sette frecce (1954), e nel dramma poliziesco L'urlo dell'inseguito (1953), interpretato da Vittorio Gassman durante la sua breve esperienza cinematografica hollywoodiana.

Dal 1954 la Bergen passò al piccolo schermo, dove lavorò ininterrottamente con grande successo per il resto degli anni cinquanta, conquistando un premio Emmy nel 1957 grazie al ruolo della cantante Helen Morgan in un episodio della serie Playhouse 90, intitolato appunto The Helen Morgan Story. Nella stagione 1957-1958 fu protagonista assoluta di uno show personale in diciotto puntate per la NBC, lo spettacolo The Polly Bergen Show, in alcuni episodi del quale cantò insieme al padre Bill Bergen. Il talento musicale consentì alla Bergen di firmare un contratto con la Columbia Records e di incidere due album di successo nel 1957, Bergen Sings Morgan e The Party’s Over, e un singolo nel 1958, Come Prima. Ancora per la televisione apparve inoltre nelle serie Alfred Hitchcock presenta (1961), Carovane verso il West (1962) e Dottor Kildare (1963). Nello stesso periodo l'attrice tornò al cinema in quello che rimane uno dei migliori film della sua carriera, l'inquietante thriller Il promontorio della paura (1962), in cui interpretò il ruolo di Peggy Bowden, moglie terrorizzata di un avvocato della Georgia (Gregory Peck), la cui esistenza viene sconvolta da un criminale psicopatico (Robert Mitchum). L'anno successivo recitò nella commedia Fammi posto tesoro (1963), remake del film Le mie due mogli (1940) di Garson Kanin. La pellicola avrebbe dovuto essere precedentemente girata con il titolo Something's Got to Give e interpretata da Marilyn Monroe e Dean Martin[1]. Dopo la morte della Monroe, il soggetto venne ripreso e i ruoli principali furono affidati a Doris Day nel ruolo inizialmente destinato alla Monroe, a James Garner in luogo di Martin, e a Polly Bergen nella parte di Bianca Steele, che era stata prevista in origine per Cyd Charisse[1].

Sempre nel 1963, l'attrice tornò al genere drammatico nel film Donne inquiete (1963), in cui interpretò Lorna Melford, una giovane affetta da disturbi nervosi che viene ricoverata in una clinica psichiatrica dove viene tiranneggiata da una oppressiva e crudele capo-infermiera (Joan Crawford) e assistita da un medico favorevole a terapie innovative (Robert Stack)[2]. L'anno successivo la Bergen interpretò Leslie Harrison McCloud, primo personaggio di donna presidente degli Stati Uniti ad apparire sul grande schermo, nella commedia Ho sposato 40 milioni di donne (1964), accanto a Fred MacMurray. All'apice della carriera, l'attrice intraprese anche l'attività di imprenditrice, fondando la Polly Bergen Company, una linea di cosmetici, scrivendo tre libri di consigli di bellezza, e creando un marchio di calzature e una linea di gioielli. Lontana per alcuni anni dal piccolo schermo, ritornò a recitare dopo la metà degli anni settanta in alcune serie televisive di successo, come Ellery Queen (1975), Love Boat (1977-1982) e Fantasilandia (1984). Nel 1983 riscosse un nuovo successo personale grazie al ruolo di Rhoda Henry, moglie del capitano Victor “Pug” Henry (Robert Mitchum, già suo partner ne Il promontorio della paura), nello sceneggiato Venti di guerra (1983), riprendendo successivamente lo stesso ruolo nel seguito della serie, Ricordi di guerra, girato tra il 1988 e il 1989, che le valse un'altra nomination al premio Emmy.

Attiva anche durante gli anni novanta, la Bergen fece una memorabile apparizione nel film Cry Baby (1990) di John Waters, nel ruolo di Mrs. Vernon-Williams, mentre nel 2001 fu protagonista a Broadway dello spettacolo Follies di Stephen Sondheim, messo in scena al Belasco Theater, che le fece ottenere una nomination al Tony Award quale miglior attrice di musical. In tempi più recenti l'attrice si è distinta ancora una volta sul piccolo schermo grazie alla partecipazione a due serie americane di largo seguito anche all'estero, I Soprano, dove è comparsa nella parte di Fran Felstein nell'episodio In Camelot (2004), e soprattutto Desperate housewives, in cui dal 2007 al 2009 ha ricoperto il ruolo di Stella Wingfield, madre di Lynette Scavo (Felicity Huffman), personaggio che le è valso l'ennesima nomination al Premio Emmy.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Dopo un primo breve matrimonio (1954-1955) con Jerome Courtland, Polly Bergen si risposò nel 1956 con l'agente cinematografico Freddie Fields, da cui ebbe un figlio e con cui ne adottò altri due. Dopo il divorzio nel 1975 da Fields, l’attrice si risposò nel 1982 con Jeffrey Endervelt, da cui divorziò nel 1990.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Polly Bergen (a sinistra) con Angela Lansbury alla cerimonia di consegna dei Premi Emmy 1989.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b George Morris, Doris Day, Milano Libri Edizioni, 1983, pag. 117
  2. ^ Stephen Harvey, Joan Crawford, Milano Libri Edizioni, 1984, pag. 132

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