Pollicoltura

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La pollicoltura è l'attività consistente nell'allevamento di polli in vasta scala, di tipo intensivo, in uso in Italia e in molti altri paesi del mondo.

L'interno del pollaio può essere organizzato per l'allevamento a terra o in batteria. Nell'allevamento a terra i polli vivono liberi su un piano rialzato, dove trovano le mangiatoie e gli abbeveratoi (la densità è di 6-8 capi/m2). Una gallina ovaiola (ossia che viene cresciuta per la produzione di uova) richiede 150 gr di becchime al giorno.

Nell'allevamento in batteria i polli vivono in gabbie metalliche sovrapposte (4-5 piani) dette stie o batterie, servite da mangiatoie e abbeveratoi a rifornimento automatico. Ogni gabbia contiene 3-4 bestie, ed è abbastanza piccola da ridurre le loro possibilità di spostamento.

Un pollo di 70 giorni, con peso vivo di 1,2-1,5 kg, è già pronto per la macellazione.

Indice

[modifica] Allevamento biologico

Le forme di allevamento di tipo biologico prevedono un aumento della produttività per mezzo del rispetto della socialità della gallina, cercando di mantenere al minimo le aggressioni reciproche. La gerarchia è infatti stabilita attraverso l'"ordine di beccata", in cui gli animali dominanti beccano sulla testa i subordinati, se questi non rispettano le priorità per l'accesso al cibo o ai nidi. Il termine "biologico" può intendersi sia per la qualità del becchime, che per il sistema di crescita dei capi d'allevamento, raramente entrambi i fattori sussistono. In particolare si può osservare che una popolazione troppo numerosa comporta un elevato aumento di beccate, probabilmente a causa del fatto che gli animali hanno difficoltà a riconoscersi e devono verificare ogni volta il grado sociale. In conseguenza di questo gli animali feriti sono esposti a malattie e parassiti, che possono estendersi a tutto il gruppo, oltre che fenomeni di cannibalismo. Gli allevatori, per ridurre col minimo sforzo tale fenomeno, risolvono la questione troncando il becco dei polli. Per motivi simili, oltre a mantenere i capi in unità separate, è opportuna la presenza di un esemplare maschio (gallo) ogni dodici femmine. Sottoprodotto della pollicoltura è la pollina, ossia le deiezioni del pollame. Per il suo alto contenuto in azoto la pollina è (previo trattamento di compostaggio per abbattere l'ammoniaca) un ottimo fertilizzante biologico.

[modifica] Condizioni di allevamento

Gli allevamenti devono essere mantenuti in adeguate condizioni igieniche per prevenire infestazioni di coccidiosi, acaro rosso e numerosi parassiti interni, spesso nocivi anche per l'uomo.

I ritmi forzati di due ore alternate veglia/sonno servono a incentivare la produzione. Molti allevatori rincarano il ritmo tenendo gli animali a luce accesa per 24 ore al giorno. I programmi luce sono stati modificati molti allevatori seguono un programma con 16 ore di luce e 8 ore di buio continuo.[senza fonte] La detenzione del pollame quando viene trasportato alla vendita o al macello è costituita da un numero maggiore di animali per gabbia, in molti casi vengono feriti e fratturati per la violenza della manipolazione, quando presi per le ali torte, le zampe , il collo. Le parti fratturate o lesionate non possono essere vendute, quindi vanno a gravare sui bilanci aziendali da qui la necessità di ridurle al minimo possibile.[senza fonte]

Tutti gli antibiotici promotori della crescita sono banditi dal territorio della comunità europea; L'utilizzo di antibiotici è pratica perfettamente legale entro certe percentuali e sotto il controllo veterinario, considerata anche l'eventualità per cui si possa verificare una resistenza all'antibiotico di chi si nutre di tale pollame.[senza fonte] La legge impone degli obblighi di rispetto dei tempi di sospensione degli antibiotici e controlli dei veterinari delle AASL, a garanzia delle carni prodotte. Una normativa precisa e particolareggiata sui criteri di allevamento per pollame è in recepimento in Italia.

Gli allevamenti in batteria devono essere eliminate o notevolmente ampliate e modificate aentro il 2012, secondo quanto stabilito da una normativa dell'Unione Europea.

[modifica] Produzione di uova

Un codice alfa numerico identifica ogni uovo: il primo numero indica la tipologia di allevamento:

  • 0 = biologico (1 gallina per 10 metri quadrati su terreno all'aperto, con vegetazione)
  • 1 = all'aperto (1 gallina per 2,5 metri quadrati su terreno all'aperto, con vegetazione)
  • 2 = a terra (7 galline per 1 metro quadrato su terreno di solito coperto di paglia o sabbia)
  • 3 = in gabbia (25 galline per metro quadro in posatoi che offrono 15 cm per pollo).

Le seconde due lettere indicano il paese di provenienza o codice dello stato ("IT" = Italia).

Le tre cifre successive indicano il codice ISTAT del comune dove è ubicato l'allevamento e le due lettere vicine la provincia di produzione. Un numero progressivo di tre cifre consente di identificare in modo univoco l'allevamento di provenienza in cui la gallina ha deposto l'uovo. Può essere, inoltre, aggiunta una lettera (A...Z) in coda al numero distintivo per l'identificazione dei singoli branchi di galline ovaiole o dei diversi locali dell'allevamento nei quali esse "soggiornano". Alcune ricerche hanno evidenziato un maggiore contenuto di acido folico e di vitamina B2 nelle uova provenienti da galline allevate all'aperto, rispetto a quelle ottenute in allevamenti intensivi.

[modifica] Voci correlate

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