Poliziotto sprint

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Poliziotto sprint
Poliziotto sprint.png
Angelo Infanti e Maurizio Merli in una scena del film
Titolo originale Poliziotto sprint
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1977
Durata 105 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere poliziesco
Regia Stelvio Massi
Soggetto Aldo Capone
Sceneggiatura Aldo Capone
Produttore Giovanni Di Clemente
Casa di produzione Cleminternazionale Cinematografica
Distribuzione (Italia) Titanus
Fotografia Riccardo Pallottini, Franco Delli Colli
Montaggio Mauro Bonanni
Effetti speciali Renato Martinelli
Musiche Stelvio Cipriani
Scenografia Claudio Cinini
Costumi M.C. Lorenzi
Trucco Dante Trani
Interpreti e personaggi

Poliziotto sprint è un film del 1977 diretto da Stelvio Massi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Marco Palma è un giovane pilota della squadra mobile della polizia di stato, che vuole imitare le gesta del maresciallo Tagliaferri, infatti da giovane era anch'egli un pilota della squadra speciale.

Palma ed il suo collega stanno discutendo di automobili quando vengono avvertiti via radio che è in corso un inseguimento di una Porsche sulla via Flaminia, così si mettono ad inseguire la macchina dei banditi insieme ad una normale volante della polizia (che Marco supererà perché "Vuole vedere chi vola di più"), ma i banditi riusciranno a farla franca, poiché l'auto guidata da Palma si cappotta dopo una frenata ad alta velocità in curva, provocata dai banditi collegando gli stop ad un interruttore. L'auto "Squalo 6", un'Alfa Romeo Giulia 1.6 verde è incidentata, e gli occupanti sono feriti lievemente. Dopo pochi giorni Palma ed il suo collega sono di nuovo in servizio, sempre a bordo di Squalo 6, che è stata aggiustata e le è stato maggiorato il motore di nascosto da parte di Marco Palma. Avviene una rapina al banco di Roma e la polizia insegue i rapinatori a bordo di una Citroen DS di colore testa di moro targata Palermo 479111, ed alcuni complici girano per le vie vicine con una Citroen identica alla precedente, le volanti sono confuse ed inseguono l'ultima auto. Il maresciallo Tagliaferri, dopo alcune riflessioni in centrale, capisce che le Citroen sono due (cit. "c'è poco da capire... le citroen sono due"), viene data notizia via radio. Palma decide però di non andare in inseguimento sul luogo comunicato dalla centrale, ma tenta di intercettare una delle due Citroen, si scopre più avanti che era guidata dal Nizzardo, riuscendo nella sua impresa ed inseguendola. Intanto il maresciallo Tagliaferri, dai monitor di servizio, capisce che ad aver organizzato il colpo è Dossena, detto il Nizzardo, suo acerrimo nemico, grande pilota francese. Tagliaferri ordina a Palma di lasciar perdere, ma, testardo, Marco continua l'inseguimento che si conclude con il capottamento dell'auto e la morte del collega, che doveva essere trasferito tra due giorni a prestare servizio al ministero. Marco è triste e vuole lasciare la polizia, ma Tagliaferri, viste le abilità di guida di Palma, lo vuole fare entrare sotto copertura nella squadra del Nizzardo, quindi Tagliaferri rispolvera dal garage della Polizia la vecchia Ferrari 250 GTE, della quale era stato dotato nel gennaio del 1962 per gli inseguimenti alle auto più veloci e insegna al giovane come si guida al massimo. Palma è entrato nella squadra del Nizzardo, dopo aver dovuto superare prove di guida spericolata. Dossena propone a Palma di fare da pilota ad una rapina prevista nei giorni successivi, ma il lavoro sotto copertura è inutile perché Francesca, la ragazza di Marco, accidentalmente lo vede per strada e lo chiama rivelando, purtroppo, la vera identità ai rapinatori. Il Nizzardo realizza la rapina e fugge, Palma lo riesce a catturare mentre scappa a piedi, ma lo lascia scappare perché non lo vuole prendere in quel modo. Dopo alcuni giorni il Nizzardo si presenta al commissariato e sfida Palma, ma durante un salto acrobatico Dossena avrà un incidente mortale.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Durante le riprese vennero distrutte sei auto della Polizia.
  • Il film è ispirato alla squadra speciale di polizia del celebre maresciallo Armando Spatafora.
  • Durante una intervista televisiva su RaiDue del settembre 2008 per Stracult, Lilli Carati ricorda di non essersi trovata del tutto bene a lavorare in coppia con Maurizio Merli. Un attore (ricorda oggi la Carati) che si curava molto di se stesso.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema