Polistil

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Polistil (in origine Politoys)
Stato Italia Italia
Fondazione 1960 a Milano
Chiusura 1993
Sede principale Milano, Chiari
Settore Giocattoli
Prodotti Modellini di auto, Slot car
Serie Politoys M num. 515 Iso Rivolta. Scala 1:43. In questi modelli di metallo si aprono tutti i vani e le portiere.

La Polistil (in origine chiamata Politoys) è stata una azienda produttrice di giocattoli con centro direzionale a Milano, nel Quartiere di Quinto Romano, e stabilimento produttivo a Chiari, in provincia di Brescia. Polistil era specializzata in modellini di plastica e metallo di tutte le dimensioni. L'azienda produsse anche giocattoli, tra cui modelli di carroarmati, bambole, action figure, robot e prodotti correlati a programmi TV. Dopo trentatré anni di attività e una collaborazione con Tonka, Polistil si ritirò dal commercio nel 1993.

Indice

Storia [modifica]

L'azienda ha iniziato la propria attività con il nome Politoys APS nel 1960, producendo modelli di automobili di plastica in scala 1:41. Seguendo la moda tracciata dalle altre aziende del settore come Mercury (anch'essa azienda italiana), Corgi Toys, Dinky Toys, Norev e Solido, nel 1965 vi fu l'introduzione dei modellini di veicoli in metallo pressofuso[1]. Nel 1974 il nome dell'azienda cambiò in Polistil; si suppone che questo cambiamento fu fatto per distinguere il proprio nome da quello molto simile dell'inglese Palitoy[2].

Il centro principale di ricerca e progettazione aveva base a Milano dove erano anche prodotti i più voluminosi giocattoli per bambini, inclusi i camion e le bambole di maggiori dimensioni. La maggior parte dei veicoli era invece prodotta a Chiari (Brescia), in un centro specializzato nella creazione di veicoli pressofusi.[3]

Le serie M [modifica]

Serie HE Numero 36 Alfa Romeo Alfasud Weekend agli inizi degli anni ottanta. Si noti l'equipaggiamento completo per lo sci montato sul tetto.

La maggior parte delle linee di Polistil erano codificate CE, RJ, S, MS, ecc. I modelli pressofusi di Politoys in scala 1:43 delle serie M della fine degli anni sessanta permisero all'azienda di diventare uno dei tre o quattro nomi europei più rispettati per quanto riguardava l'accuratezza dei veicoli pressofusi, insieme alla francese Solido, l'italiana Mebetoys e la tedesca Schuco[4]. Anche Corgi e Dinky erano due concorrenti molto forti: Polistil non riuscì mai a eguagliare il loro successo negli Stati Uniti e non produsse mai una gamma altrettanto ampia di modelli come questi due leader del settore.

Durante gli anni sessanta ogni azienda di modellini pressofusi aveva un approccio originale e un mercato di riferimento personale. La serie M di Politoys all'inizio offriva 37 veicoli. Modelli unicamente prodotti da Polistil non trovabili altrove erano la Iso Rivolta vista sopra, una Chevrolet Corvette Pininfarina Rondine Coupé e la prima Lamborghini - bugeye - 350 GT[5]. Mentre la concorrente Solido creava la sua nicchia proponendo una differenziazione delle ruote per ogni singolo modello, Polistil da parte sua si differenziava proponendo tutte le parti movibili su tutti i modelli; cofani, bagagliai e porte apribili, e sulla maggior parte dei modelli sedili ribaltabili[6][7]. Nelle serie M le ruote non rispecchiavano quelle delle macchine reali, ma erano abbastanza ben fatte e con un aspetto di alta classe. Similmente a Corgi, Dinky e Mebetoys, comunque, Politoys M usava delle pietruzze per i fari, mentre Solido scelse lenti di plastica trasparente più realistiche.

Le successive serie in scala 1:43 furono E ed EL. I dettagli dei corpi delle macchine erano veramente fedeli, con ingegnose caratteristiche, come per esempio l'Alfa Romeo Alfasud con un equipaggiamento completo per lo sci sul tetto. Alla fine degli anni settanta il design standard per le ruote simil-cromate, comunque, era molto brutto; le serie EL erano molto meglio che le serie E per questa caratteristica. Un modello interessante per la linea EL era l'AMC Gremlin[8]. Era abbastanza unico vedere macchine americane in modelli pressofusi europei, e ancor meno il modello AMC!

Nello stesso periodo Politoys offrì anche la sua serie Penny in scala 1:66 per competere con le più piccole Matchbox e Majorette, ma queste nuove serie non riuscirono mai a eguagliare la loro popolarità. Per questo motivo furono vendute quasi esclusivamente solo in Italia ed esemplari nuovi di zecca sono difficili da trovare[9]

Nei tardi anni settanta un diverso insieme di precedenti modelli di Polistil furono mandati in Messico e venduti con il marchio McGregor[10]. McGregor vendette sia i modelli in plastica che i modelli pressofusi dei giocattoli di Polistil.

Un pioniere nei modelli in scala più grande [modifica]

Dai primi anni settanta Polistil effettuò una diversificazione, offrendo slot car (sotto il marchio Policar) e modelli in scala più grande in metallo. Nel 1973, le serie S in scala 1:24 erano direttamente in competizione con la nuova Martoys (più tardi chiamata Bburago)[11]. Politoys fu una delle prime aziende a muoversi verso queste dimensioni più grandi e più remunerative, diventando quindi trainante per l'instaurarsi della moda di modelli pressofusi più grandi, ancor oggi molto popolari. Sebbene le proporzioni dei veicoli di più grande scala di Polistil erano qualche volta leggermente errate (così come lo furono alcuni modelli Martoys, e sia Bburago che Maisto più tardi fecero meglio), la presentazione creativa dei modelli compensò tali lacune. Per esempio, le macchine da rally come la Lancia Fulvia per spedizioni polari erano veramente notevoli. Queste macchine avevano vernice marrone e nera spruzzate sull'intera macchina, simulando neve e sporco.

Pista polistil a due corsie costituita da 89 pezzi e lunga 25 metri

Le serie T di scala ancor più grande 1:16 come il roadster BMW 328 e la Morgan Plus 8 furono introdotte nel 1980. Alcuni di questi modelli, comunque, non avevano gli stessi dettagli delle rivali Bburago o Maisto. La Morgan, per esempio è bella, con porte che si aprono ma le ruote sono di plastica dura, non di gomma; il volante e le ruote frontali erano fisse; il cofano non si apriva, permettendo di risparmiare i costi per modellare le parti del motore. Alla fine degli anni ottanta, comunque, il mercato principale della Polistil era formato dai più popolari modelli in scala maggiore (1:24 e 1:16); la dimensione 1:43 era ora lasciata alle aziende che si erano indirizzate verso i collezionisti come Eligor, Vitesse Models e, ancora, Solido. Sempre negli anni 80, Polistil produsse alcune serie di modelli ad Hong Kong; proprio in questo periodo apparirono sul mercato copie identiche ai modelli di Polistil riportanti il marchio Kees (prodotte in Cina).

La serie MS in scala 1:15 che riproduceva motociclette apparve anch'essa verso gli anni 80. I modelli da corsa (si veda il prossimo paragrafo) di tutte le scale divennero il loro pezzo forte. Furono venduti anche una moltitudine di camion, carroarmati (le serie CA) e altri veicoli militari. Un modello molto accurato era una motocicletta militare BMW dei corpi africani, compreso di sidecar di colore marrone del deserto. Furono venduti anche personaggi e macchine inerenti spettacoli TV o film, ma non erano così popolari come quelli offerti da Corgi Toys o Dinky Toys, e oggi sono quindi più rari. Alcuni esempi sono i veicoli di Batman, Superman e Disney.

Macchine da corsa [modifica]

Un'area in cui Polistil si distinse fu quella delle auto da corsa di diversa scala, che coprivano principalmente la Formula 1, caratterizzate da un modico prezzo al dettaglio. Le serie F e FK erano in scala 1:32: introdotte nel 1970, furono prodotte fino a circa il 1980, cambiando il design delle ruote con il passare degli anni. Le serie CE, in scala 1:41, fecero la loro comparsa nel 1978; riproducevano, tra le altre, Renault, Ligier, Lotus, Brabham, Alfa Romeo e Williams. Stranamente, anche alcuni trattori fecero parte delle serie CE[12].

La serie RJ (Penny Series) riproduceva almeno 45 macchine da Gran Premio e di Formula 1, mentre le serie T e L erano in scala 1:16. Come molti altri team, l'affascinante Tyrrell P34 a 6 ruote era riprodotta in due differenti scale.

La fine della Polistil [modifica]

Alla fine degli anni ottanta Polistil aveva prodotto più di 500 differenti veicoli di tutte le dimensioni[13]. Sempre alla fine degli anni ottanta, i modelli in scala più grandi furono venduti sul mercato statunitense in associazione con Tonka. Apparentemente Tonka (che negli anni 80 creò una divisione italiana) aveva acquisito Polistil. Le scatole dei modellini pressofusi erano ancora di colore rosso ed etichettate come Polistil/Tonka. Tra questi modelli era inclusa la scala di auto più grande 1:14. La competizione con la nascente Bburago e Maisto contribuì al declino della Polistil. Nel 1993 Tonka abbandonò il marchio e in tal modo la Polistil sparì per sempre.

Prodotti [modifica]

Distribuzione [modifica]

La Polistil distribuiva in Italia linee di giocattoli prodotte all'estero, tra cui:

  • Le action figure a tema militare della serie Gli eroi della seconda guerra mondiale prodotte dalla Lion Rock, una sussidiaria della Mego.[14]
  • La linea di action figure G.I. Joe, distribuita in Italia su licenza Hasbro con il nome originale, a differenza di svariati altri paesi europei dove veniva distribuite con nomi modificati, come ad esempio Action Man in Gran Bretagna, Action Joe in Francia o Geyperman in Spagna.[15]

Note [modifica]

  1. ^ Rixon, 2006, op. cit., p.36
  2. ^ Force 1992, op. cit., pp.208-209
  3. ^ Catalogo cartonato della Polistil del 1975
  4. ^ Rixon, 2006, op. cit., p.80
  5. ^ Rixon, 2006, op. cit., p.37
  6. ^ Politoys M. 1968. Brochure a pagina singola pubblicato da Politoys APS.
  7. ^ Rixon, 2006, op. cit., p.79
  8. ^ Sinclair's Auto Miniatures. 1977. Volantino di vendita scritto a macchina.
  9. ^ Rixon, 2006, op. cit., p.54
  10. ^ Force 1992, op. cit., p.208.
  11. ^ Rixon, 2006, op. cit., p.14
  12. ^ Force 1992, op. cit., pp.81-88
  13. ^ Force 1992, op. cit., pp.62-89
  14. ^ Polistil in Megomuseum.com
  15. ^ (ES) Geyperman en todo el mundo

Bibliografia [modifica]

  • Edward Force (1992), Classic Miniature Vehicles Made in Italy, Schiffer Publications
  • Peter Rixon, Miller's Collecting Diecast Vehicles (in inglese), MITCH, 28 luglio 2006, pp. 160. ISBN 978-1845330309

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