Poliporte

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Poliporte o Ptoliporte (in greco classico Poliporthes, «distruttore di rocche», epiteto del padre) è una figura della mitologia greca, figlio di Odisseo e di Penelope. Discendeva, da parte di madre, dall'eroe Perseo (l'assassino della Gorgone Medusa e salvatore della principessa Andromeda). Nacque dopo il ritorno di suo padre a Itaca in seguito alla guerra di Troia, ma dovette aspettare circa dieci anni prima di rivederlo. Compare nella Telegonia, poema che conclude il ciclo troiano, purtroppo andato perduto.

Il mito[modifica | modifica wikitesto]

Odisseo accettò un esilio di dieci anni, stabilito da Neottolemo che era stato chiamato a dirimere la contesa tra i padri dei Proci (in cerca di vendetta per la strage compiuta dall'eroe) e il re di Itaca. Tiresia, vecchio profeta che sapeva prevedere il futuro, una volta incontrato Odisseo gli predisse che la sua fine sarebbe giunta dal mare, e gli diede istruzioni per placare l'ira di Poseidone. Secondo quindi la Telegonia Odisseo sarebbe giunto in Tesprozia, e una volta effettuati i sacrifici al dio, incontra e sposa la bella regina Callidice; da questa unione nasce Polipete. Insieme alla sua nuova sposa Ulisse rivive i fasti bellici, conducendo i Tesproti in guerra contro i Brigi. In questo contesto le truppe dell'eroe vengono messe in rotta da Ares fronteggiato da Atena fintanto che Apollo non li separa. Soltanto dopo la morte di Callidice Odisseo lascia la Tesprozia, il cui regno passa nelle mani del figlio Polipete, e rincasa per sempre ad Itaca (dove trova un nuovo figlio natogli da Penelope, Poliporte).

Oltre ai vari fratellastri, Poliporte aveva due fratelli, Telemaco e Arcesilao.

Pareri secondari[modifica | modifica wikitesto]

Talune tradizioni affermano che Odisseo, prima di arrivare in Tesprozia si fermò in Etolia. Ospite del re Toante, sposò sua figlia (o la sedusse non rispettando le regole della Xenia) e da lei ebbe un figlio, chiamato Leontofono.

Secondo Aristotele e Ditti Cretese, Telemaco sposò Nausicaa poco dopo la fine dell'Odissea, ignorando la tradizione che vedeva Telemaco sposare Circe una volta morto il padre. Nausicaa gli partorì un figlio chiamato Persepolis o Ptoliporthus, simile nel nome proprio a Poliporte.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Angela Cerinotti, Miti dell'antica Grecia e di Roma Antica, Verona, Demetra, 1998, ISBN 978-88-440-0721-8.
  • Andrea Debiasi, L'epica perduta: Eumelo, il Ciclo, l'occidente, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2004, ISBN 88-8265-312-9.