Polipersonalismo

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Nella linguistica, la concordanza polipersonale o polipersonalismo è la concordanza di un verbo con più di uno dei suoi argomenti (di solito quattro). Il polipersonalismo è una caratteristica morfologica di una certa lingua, e le lingue che la mostrano sono chiamate lingue polipersonali.

Nelle lingue non-polipersonali, il verbo non mostra alcuna concordanza oppure concorda con l'argomento primario (il soggetto). In una lingua con concordanza polipersonale, invece il verbo possiede morfemi di concordanza che possono indicare il soggetto, l'oggetto diretto, l'oggetto indiretto o secondario, il beneficiario dell'azione del verbo, ecc. Questa tracciatura polipersonale può essere: obbligatoria od opzionale (ovvero: alcuni morfemi di concordanza possono essere elisi, se viene espresso l'argomento completo).

La lingua polisintetica spesso comprende il polipersonalismo, che a sua volta è una forma di lingua marcante il nucleo. Il polipersonalismo è stato anche correlato all'ergatività.

Esempi di lingue con concordanza polipersonale sono il basco e il georgiano, come pure la maggior parte delle lingue polisintetiche, come il mohawk, inuktitut e molte altre delle lingue native americane.

Esempi[modifica | modifica sorgente]

Georgiano[modifica | modifica sorgente]

Nel georgiano, il verbo è costituito da una radice e diversi affissi opzionali. I marcatori del soggetto e dell'oggetto possono presentarsi come suffissi o prefissi, a seconda della classe verbale, la persona e il numero, il tempo e l'aspetto del verbo, ecc.; essi interagiscono anche l'un l'altro fonologicamente. Il sistema verbale polipersonale del georgiano permette al composto verbale di trasmettere i significati di soggetto, oggetto diretto, oggetto indiretto, genitivo, locativo e causativo. Come esempi della morfologia del verbo georgiano estremamente complicata, questi sono alcuni semplici verbi polipersonali (i trattini indicano i limiti del morfema):

v-khed-av "io vedo lui"
g-mal-av-en "essi nascondono te (o voi)"
g-i-mal-av-en "essi lo nascondono da te (o da voi)"
gv-i-ket-eb-s "egli lo sta facendo per noi"
a-chuk-eb-s "egli lo darà a lui (come regalo)"
mi-u-lots-av-s "egli se ne congratulerà con lui"[1]

Un esempio di un verbo polipersonale che ha il significato genitivo incorporato può essere:

xelebi ga-m-i-tsiv-d-a "le mie mani presero freddo"

Qui, xelebi significa "mani". Il secondo morfema nel verbo (-m-) veicola il significato di "mio". Nel georgiano questa costruzione è molto comune con i verbi intransitivi; l'aggettivo possessivo (mio, tuo, ecc.) viene omesso prima del soggetto, e il verbo prende il significato del genitivo.

Basco[modifica | modifica sorgente]

Nel basco, una lingua isolata con un sistema verbale polisintetico, comprendente due sotto-tipi di verbi, sintetico e analitico, tre del basco, cioè assolutivo (il caso per i verbi transitivi), ergativo (il caso per i verbi intransitivi), e dativo, può essere trasmessa da diversi affissi incorporati ai temi verbali. Diversamente dal georgiano, il basco in realtà possiede soltanto due tempi sintetici capaci di prendere questi affissi: il presente semplice e il passato semplice. I cosiddetti verbi analitici sono verbi costruiti con l'aiuto dei verbi sintetici izan ‘esse-re’, ukan ‘ave-re’, egin ‘fa-re’, che giocano il ruolo di verbi ausiliari. Ecco alcuni esempi:

Forme sintetiche:

d-akar-ki-o-gu ‘Noi lo portiamo a lui/lei’, da ekarri ‘portare’

( ‘d’ sta per ‘esso’, ‘o’ per ‘a lui’ e ‘gu’ per ‘noi’ )

z-erama-zki-gu-te-n ‘essi li presero per noi’ da eraman ‘prendere’

Forme analitiche o semi-sintetiche:

Ekarriko d-i-o-gu ‘noi’ lo porteremo a lui/lei’
Eraman d-ieza-zki-gu-ke-te ‘Essi li portarono a noi’
( ‘d…zki’ sta per ‘loro’, ‘gu’ per ‘a noi’, ‘te’ per ‘essi’, e ‘ke’ è un marcatore potenziale )
Iritsiren z-a-izki-zue ‘Essi’ vi raggiungeranno’ da iritsi ‘raggiungere, arrivare’[2]

Ebraico biblico[modifica | modifica sorgente]

Nell'ebraico biblico, o nelle forme poetiche ebraiche, un oggetto diretto pronominale può essere incorporato in una coniugazione verbale piuttosto che venire incluso come una parola separata. Per esempio, ahavtikha, con il suffisso -kha indicante la seconda-persona di un oggetto diretto maschile, singolare, è un modo poetico di dire ahavti otkha ("io ti amo"). Ciò cambia anche la posizione dell'accento; mentre ahavti mette l'accento su hav (/a 'hav ti/), ahavtikha lo mette su ti (/a hav 'ti xa/). Lo stesso si realizza anche nell'arabo classico e nell'accadico, mentre alcuni dialetti arabi egiziani sono polisintetici.

Pronomi clitici[modifica | modifica sorgente]

Il polipersonalismo coinvolge i morfemi legati che sono parte della morfologia verbale e dunque non possono trovarsi separati dal verbo. Questi morfemi non devono essere confusi con i clitici pronominali, come l'inglese 'em o i clitici dell'oggetto spagnolo lo, le, ecc., (o italiano o francese). Mentre nello spagnolo è abbastanza fattibile esprimere i significati come "dandolo a lui/lei" o "mostrali a me" in una parola (dandoglielo, mostrandomeli), i morfemi pronominali indicanti gli oggetti diretti e indiretti (per es, in spagnolo: se, lo, me, los) non fanno parte del verbo.

Alcuni hanno osservato che le particelle clitiche pronominali francesi (comuni a tutte le lingue romanze) si sono evolute, nell'uso colloquiale, in parti inseparabili incorporate nel verbo, e così, suggerirono che il francese potrebbe essere analizzato come lingua polipersonale. Ma questi morfemi potrebbero semplicemente essere visti come nomi clitici inseparabili.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Riferimento: LA LINGUA GEORGIANA - un breve compendio grammaticale.
  2. ^ Riferimento: Una breve grammatica del basco di Itziar Laka

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]