Polesia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La Polesia evidenziata su una mappa dell'Ucraina.

La Polesia o Polessia[1], una delle aree paludose più estese d'Europa, è situata nella parte sud-occidentale del Bassopiano sarmatico, prevalentemente entro i confini di Bielorussia e Ucraina, ma anche parzialmente in Polonia e in Russia. Le aree paludose della Polesia sono conosciute come paludi del Pripyat (dal fiume Pripjat') o di Pinsk. Il nome Polesia deriva da una radice slava che si può tradurre a senso con "bosco". Polacco Polesie; bielorusso Палесьсе (Paleśsie); ucraino Полісся (Polissja); russo Полесье (Poles’e); latino: Polesia.

Un abitante della Polesia si chiama Palašuk in bielorusso, Polishchuk nel dialetto ucraino della regione, Poleszuk in polacco, Poleshchuk in russo.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La Polesia è una regione paludosa che costeggia il fiume Pripyat nella Bielorussia meridionale (Brěst, Pinsk, Kalinkavichy, Homel), nell'Ucraina settentrionale (nelle oblast' di Volyn, Rivne, Zhytomyr, Kiev, e Černihiv), e parzialmente in Polonia (Lublino) e in Russia (Bryansk). È una vallata compresa tra gli spartiacque dei fiumi Bug Occidentale e Prypyat. I due fiumi sono collegati dal Canale Dniepr-Bug, costruito sotto il regno di Stanisław August Poniatowski, l'ultimo sovrano della Confederazione Polacco-Lituana.

I principali affluenti del fiume Pripyat sono lo Horyn (Goryn), lo Stokhod (Stokhod, Stokhid), lo Styr, lo Ptyč, la Jasielda (Jasolda). Le maggiori città nel bacino del Pripyat sono Pinsk, Stolin, Davyd-Haradok. Tra gli anni Sessanta e Ottanta del Novecento vasti acquitrini furono trasformati in terreno coltivabile. Si ritiene che la bonifica abbia danneggiato l'ambiente lungo il corso del Pripyat.

La regione fu duramente colpita dal disastro di Chernobyl. Vaste aree furono inquinate da elementi radioattivi e sono considerate inadatte all'insediamento umano.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Polessia in Treccani.it - Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 23 luglio 2014.

  1. ^ Come da Treccani "Polessia"