Poetry slam

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Il Poetry slam è una competizione orale tra poeti nella quale il pubblico presente designa il vincitore. A causa del suo connubio tra poesia e prestanza scenica del poeta, quest'ultimo viene generalmente identificato come performer. Il partecipante al Poetry Slam è spesso chiamato slammer.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987, Marc Kelly Smith, rinomato poeta americano, inventò una gara in cui ogni poeta poteva concorrere contro altri usando i propri versi. La giuria era formata estraendo a sorte alcune persone tra il pubblico presente. In questo modo, si riportava ad una dimensione più popolare, più estesa, la poesia, sottraendola all'intimità della lettura privata e strappandola dalle pagine in cui è rinchiusa. Questa competizione aveva cadenza settimanale al Green Mill di Chicago, ma ben presto si diffuse in tutti gli Stati Uniti, diventando un fenomeno di culto e con una propria base organizzata[1].

In Italia si vede il primo Poetry Slam grazie all'importazione del fenomeno a cura di Lello Voce.

Il Poetry Slam a oggi più "anziano" è "Poeti a Duello" nato a Cropani (CZ) dall'Associazione di Volontariato La Masnada (www.lamasnada.it), nato nel 2003 e a cadenza annuale, mentre la scena più "produttiva" è quella di Lettere Caffè di Roma, che grazie all'attività della performer Claudia D'Angelo ospita ogni lunedì uno slam, con rarissime interruzioni.

La gara internazionale più longeva e titolata dello stivale, vinta da poeti importanti della generazione nata tra gli anni settanta e ottanta, come Maria Valente, Matteo Danieli, Christian Sinicco, Alfonso Maria Petrosino e Giacomo Sandron, è il "Trieste International Poetry Slam", definito da Lello Voce "Gli Internazionali di Poesia d'Italia".

Nel 2013 è apparsa per la prima volta, unendo quasi tutte le scene italiane, la LIPS - Lega Italiana Poetry Slam.

La storica associazione di poesia di Trieste, "Gli Ammutinati", fondata nel 1999 e costituita da poeti e performer come Matteo Danieli, Furio Pillan, Luigi Nacci e Christian Sinicco, ha promosso, presso lo storico Caffè San Marco, un'assemblea per il cambio del nome e dello statuto dell'associazione. L'idea di riunire la maggior parte delle scene italiane, nata grazie allo stesso Christian Sinicco, a Dome Bulfaro e a Max Ponte (successivamente uscito dall'associazione), è stata subito supportata da Lello Voce, e in seguito da Sergio Garau, Alessandra Racca, Giacomo Sandron, Giuseppe Nava, Matteo Danieli, Nicolas Alejandro Cunial, Furio Pillan, Luigi Socci, Lene Morgerstern, Marco Borroni e Annelisa Addolorato. Così, il 30 novembre 2013, esattamente sulle stesse poltrone frequentate da Claudio Magris, è nata la LIPS, che ha eletto come suo primo presidente Christian Sinicco[2]. Il primo direttivo ha anche votato come presidente onorario Lello Voce.

Nel 2014 Christian Sinicco ha portato l'associazione a contare più di centosessanta soci, organizzatori a loro volta di un centinaio di slam; il sodalizio è stato strutturato in coordinamenti regionali e pluriregionali, che hanno guidato l'associazione realizzando altrettante finali sparse sul territorio. Il primo campionato ha realizzato la sua finalissima nell'ambito della stagione del festival Poesia Presente di Monza, alla presenza di Marc Kelly Smith, di Lello Voce, di Philip Meersman (presidente del Campionato Europeo) e di Rosaria Lo Russo, importante "poetrice" italiana, ed è stato vinto la sera di sabato 3 maggio 2014 da Pierluigi Lenzi, che ha battuto Alfonso Maria Petrosino, giunto secondo, nonché Sergio Garau e Paolo Agrati, giunti terzi a pari merito.

La LIPS è diventata nel giro di soli sei mesi il movimento di poesia più grande e strutturato d'Europa e, il 20 luglio 2014, Christian Sinicco ha passato il testimone della presidenza dell'associazione all'altro poeta che ha contribuito a fondarla, Dome Bulfaro. Questi, dopo tutto il lavoro svolto, ha fatto riconoscere la LIPS come il referente europeo del World Poetry Movement (WPM), che ha sede a Medellin (Colombia).

Il Poetry Slam è considerato il fenomeno portante dell'oralità nella poesia contemporanea. Sono, o sono stati, sostenitori del Poetry Slam alcune tra le maggiori figure di spicco del panorama italiano della poesia, tra cui Nanni Balestrini, Edoardo Sanguineti ed Elio Pagliarani.

Regole generali[modifica | modifica wikitesto]

Il Poetry Slam - talvolta chiamato impropriamente Slam, termine che assume diverso significato a seconda del contesto (poetico oppure rap, ad esempio) - vanta una serie di regole imprescindibili affinché sia tale, mentre altre sono diverse e variano in base all'organizzatore.

Le regole fondamentali del Poetry Slam sono:

  • Esibizione a cappella dei poeti: nessun oggetto scenico o costume e nessuna base musicale, quindi. Solo il poeta, il proprio testo e la propria voce;
  • Esibizione di testi propri: nessun poeta può declamare un testo non proprio;
  • Giuria pubblica: nessuna giuria tecnica, dunque. La giuria deve cambiare almeno una volta nell'arco della gara;
  • Libertà d'espressione: ogni poeta è libero di declamare ciò che vuole;
  • Il tempo di ogni esibizione non dev'essere inferiore ai tre minuti. Si tende a fissare il limite massimo in cinque minuti;
  • Presenza di un MC (Master of Cerimonians) - talvolta scritto emcee - che regola la sfida.

Le regole variabili del Poetry Slam, invece, sono:

  • Presenza di un "notaio" che affianca l'MC aiutandolo nella gestione del Poetry Slam da un punto di vista tecnico;
  • Numero dei partecipanti: in genere non sono mai inferiori a otto e superiori ai sedici;
  • Numero di round: in base all'organizzatore del Poetry Slam, i numeri dei round che un poeta deve affrontare per vincere la competizione possono variare, ma difficilmente sono inferiori ai tre e superiori ai cinque;
  • Numero dei componenti della giuria: generalmente sono almeno cinque i giurati scelti a sorte tra il pubblico e non più di sette. Esistono Poetry Slam che prevedono invece il voto esteso a tutto il pubblico presente, ma è una modalità criticata in quanto porta intrinsecamente il difetto di aumentare le possibilità di vittoria non al poeta più bravo, ma al poeta locale che è riuscito a portare più pubblico alla manifestazione;
  • Modalità di voto: la regola più diffusa, detta "a punti" prevede che ogni giurato, al termine di una esibizione, esprima un suo giudizio in una scala da zero a dieci utilizzando anche la prima cifra decimale. Il voto più alto e quello più basso vengono annullati e si fa la somma - a volte la media - dei restanti. Una variante di questa regola prevede dei voti fissi (ad esempio 1, 2, 5, 7, 10), ma tende a limitare il giudizio del pubblico e non rispetta una proporzionalità tra gradimento e voto espresso. In alternativa, ove questo è previsto, il voto esteso a tutto il pubblico può essere recepito tramite acclamazione o alzata di mano;
  • Premio: solitamente si premia un unico vincitore con una somma in denaro liquido. Alcuni Poetry Slam prevedono invece, al vincitore, una cesta di prodotti di consumo, ma è una pratica spesso criticata;
  • Base vocale: generalmente non è ammessa alcuna base pre-registrata, ma raramente qualche Poetry Slam accetta l'utilizzo di una base contenente la voce del poeta in scena.
  • Regole per le penalità: se il poeta declama un proprio testo oltre il tempo massimo stabilito, va incontro ad una penalità. La regola generale prevede che ogni cinque (o dieci, spesso) secondi il tempo massimo di performance, scatta una penalità di -0,5 punti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Poetry Slam in www.lellovoce.it.
  2. ^ La biografia di Christian Sinicco in http://christiansinicco.wordpress.com/about/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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