Poesia ingenua e sentimentale

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Friedrich Schiller

In un saggio del 1795, Über naive und sentimentalische Dichtung, Friedrich Schiller (1759-1805) introduce una distinzione tra due modi di poetare: "ingenuo" e "sentimentale" . Il concetto di "ingenuo" era stato già definito da Moses Mendelssohn (1729-1786) riferendolo ad un modo di esprimersi apparentemente superficiale e di poco spessore che in realtà nasconde un forte sentimento morale.[1]

Lo stesso concetto di ingenuo in Kant assumeva il significato di un sentimento a metà tra il costruito artificiosamente e la spontaneità naturale.[2]

In senso analogo Herder (17441803) vedeva un'opposizione tra una produzione poetica di natura e una poesia prettamente artistica [3].

Anche in Schiller la poesia ingenua è caratterizzata da una naturale spontaneità che si manifesta nel poeta che vive in un rapporto armonico con la natura mentre la poesia sentimentale è del poeta che volutamente e riflessivamente cerca, inutilmente, di raggiungere la natura come un valore che gli sfuggirà irrimediabilmente.

Schiller quindi amplia i concetti di ingenuo e sentimentale attribuendo al primo un valore oggettivo e al secondo soggettivo: la poesia naturale ingenua è infatti caratterizzata dalla plasticità formale, mentre quella sentimentale può essere associata ad una forma musicale.

La stessa distinzione, secondo Schiller ha operato nella storia culturale: i poeti antichi erano "ingenui" poiché non conoscevano quel contrasto tra spirito e materia, vissuto drammaticamente con il sopravvenire della dottrina cristiana.

L'idea di un'antichità come l'età dell'ingenuità si ritrova in Jean Jacques Rousseau con la teorizzazione del benefico stato di natura e in Johann Joachim Winckelmann [4] che la riscontrava soprattutto nell'arte greca.

Schiller però introduce delle distinzioni che non furono colte: nell'età antica, egli sostiene, non tutti i poeti erano ingenui, alcuni come Euripide, Tibullo e Virgilio producevano una poesia sentimentale e così tra i poeti moderni alcuni come Shakespeare e Goethe sono ingenui, sia pure in modo del tutto particolare come risalta nell'opera I dolori del giovane Werther dove l'autore tratta in modo ingenuo un tema sentimentale.

I poeti moderni, afferma Schiller, dovranno riportare la poesia alla naturalezza spontanea tramite il sentimento conseguendo una armonica sintesi nell'"idillio sentimentale".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ M. Mendelssohn, Sul sublime e l'ingenuo nelle scienze belle (1758)
  2. ^ I. Kant, Critica del giudizio, par.54
  3. ^ J. G. Herder, Saggio sull'origine della lingua
  4. ^ J. J. Winckelmann, Geschichte der Kunst des Altertums ("Storia dell'arte dell'antichità", tradotto in italiano con il titolo di "Storia delle arti del disegno presso gli antichi") (1763)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Pazzaglia, Letteratura italiana: testi e critica con lineamenti di storia letteraria, Volume 3, ed. Zanichelli, 1992
  • Elio Franzini, Maddalena Mazzocut-Mis, Breve storia dell'estetica, Pearson Paravia Bruno Mondadori, 2003
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