New Horizons

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New Horizons
Immagine del veicolo
New horizons (NASA).jpg
Dati della missione
Proprietario NASA
Destinazione sistema di Plutone, fascia di Kuiper
Esito La sonda è attualmente in rotta verso la destinazione
Vettore Atlas V
Lancio 19 gennaio 2006 Cape Canaveral
Strumentazione
  • Long Range Reconnaissance Imager (LORRI)
  • Pluto Exploration Remote Sensing Investigation (PERSI)
  • Ralph
  • MVIC
  • Spettroscopio per l'infrarosso (LEISA)
  • Spettroscopio per l'ultravioletto (Alice).
  • PAM
    • SWAP
    • PEPSSI
  • Radio Science Experiment (REX)
  • Student-built dust counter (SDC)
Programma New Frontiers
Missione precedente Missione successiva
- Juno

New Horizons è una sonda spaziale sviluppata dalla NASA per l'esplorazione di Plutone e del suo satellite Caronte. Il lancio è avvenuto il 19 gennaio 2006 dalla base di Cape Canaveral.

Con una velocità di 58 536 km/h (circa 16,26 km/s), raggiunta allo spegnimento del terzo stadio, è l'oggetto artificiale che ha raggiunto la velocità maggiore nel lasciare la Terra.[1]

Si prevede che raggiungerà Plutone il 14 luglio 2015.

La missione prevede che la sonda continui poi il viaggio nella fascia di Kuiper per inviare dati alla Terra sulla fascia. L'obiettivo primario è di studiare la geologia e la morfologia del pianeta nano Plutone e del suo satellite Caronte, creare una mappa della superficie dei due corpi celesti e analizzarne l'atmosfera. Altri obiettivi sono lo studio dell'atmosfera dei due corpi celesti al variare del tempo, l'analisi ad alta risoluzione di alcune zone di Plutone e Caronte, l'analisi della ionosfera e delle particelle cariche, la ricerca di atmosfera attorno a Caronte, lo studio dei quattro satelliti minori Stige, Notte, Cerbero e Idra, la ricerca di eventuali satelliti o anelli sconosciuti e possibilmente l'analisi di un ulteriore oggetto della fascia di Kuiper.

La sonda contiene una parte delle ceneri di Clyde Tombaugh, l'astronomo che nel 1930 scoprì Plutone.

Profilo della missione[modifica | modifica wikitesto]

Il vettore Atlas V con la sonda nel sito di lancio.

Il lancio di New Horizons era pianificato per il 17 gennaio 2006 con una finestra di lancio di 07:06-09:06 (UTC) (2:06-4:06 EST) ma le condizioni meteo avverse spinsero il controllo missione a rinviare il lancio. La sonda è stata lanciata il 19 gennaio 2006 alle 14:00 EST dalla piattaforma 41 della Cape Canaveral Air Force Station, Florida, a sud del complesso di lancio Space Shuttle nº39, con un terzo stadio Star 488 aggiunto per fornire la necessaria potenza per raggiungere la velocità di fuga richiesta. Erano state previste altre opportunità di lancio nel febbraio del 2006 e nel febbraio del 2007, ma solo i primi 23 giorni della finestra del 2006 avrebbero permesso il fly-by di Giove. Qualsiasi lancio al di fuori di quel periodo avrebbe obbligato la sonda a seguire una traiettoria più lenta direttamente verso Plutone, ritardando l'incontro con il pianeta nano di 2-4 anni.[2]

La sonda ha quindi fatto rotta per Giove, che è stato raggiunto nel febbraio del 2007 e il cui campo gravitazionale è stato sfruttato per una manovra di fionda gravitazionale. Il sorvolo ravvicinato del pianeta è stato comunque sfruttato per eseguire osservazioni scientifiche, in particolare un rapido monitoraggio dell'atmosfera gioviana e dell'attività vulcanica su Io. La campagna osservativa è durata quattro mesi ed ha quindi preceduto e seguito l'incontro. Inoltre sono state coinvolte nell'osservazione a distanza altre sonde in missione nello spazio profondo, tra cui la sonda europea Rosetta.[3]

Il viaggio della sonda verso Plutone prevede una traiettoria di 2,5° al di fuori del piano dell'eclittica. Era stata anche avanzata l'ipotesi di poter sorvolare un centauro durante la fase di viaggio[4] ed era stato indicato il 2010 come periodo probabile per l'incontro che ad ogni modo non ha avuto luogo. Nella fase di avvicinamento a Plutone la sonda transiterà in prossimità del punto lagrangiano L5 dell'orbita di Nettuno che ospita degli asteroidi troiani che potrebbero essere oggetto di studio.[5]

Lancio della sonda (durata: 4 minuti)

L'attraversamento del sistema di Plutone avverrà nel luglio 2015. Le osservazioni inizieranno sei mesi prima del sorvolo di Plutone e per 150 giorni consentiranno di ottenere una risoluzione superiore a quella del telescopio Spaziale Hubble. Le osservazioni continueranno per due settimane dopo che la sonda avrà oltrepassato il pianeta nano. Le analisi includeranno una mappatura a lungo raggio a 40 km di risoluzione di Plutone e di Caronte, che avverrà 3,2 giorni dopo il sorvolo degli oggetti. Durante le osservazioni, sfruttando la rotazione dei due corpi, si potrà ottenere una mappa priva di zone d'ombra. È previsto che l'avvicinamento a Plutone avvenga a 11 km/s fino ad una distanza di 9 600 km, mentre quello di Caronte avverrà a 27 000 km; questi parametri possono tuttavia subire modifiche durante la missione. Durante il fly-by le strumentazioni riprenderanno le immagini con una risoluzione massima di 25 m/pixel, a 4 colori, una mappa globale con risoluzione di 1,6 km, nella banda dell'infrarosso una mappa da km/pixel globalmente o localmente di 0,6 km/pixel, per poter definire l'atmosfera dei pianeti.

Dopo il passaggio nel sistema di Plutone la New Horizons continuerà verso la fascia di Kuiper e dovrebbe incontrare uno o più oggetti dal diametro di 50/100 km sui quali svolgerà misure simili a quelle svolte su Plutone. Le possibilità di manovra sono limitate e quindi questa fase della missione è limitata dal numero di oggetti della fascia di Kuiper verso cui la sonda potrà essere utilmente indirizzata durante il cammino.

Nel 2004 la missione subì un brusco rallentamento a causa di un temporaneo arresto dei Los Alamos National Laboratory dove veniva prodotto il plutonio-238 che sarebbe stato utilizzato per alimentare la sonda. Il problema è stato in seguito risolto e la missione è continuata. I generatori sono in grado di fornire 225 W di potenza mentre la sonda ne richiede circa 190; tenendo conto dei ritmi di decadimento del plutonio la sonda dovrebbe funzionare fino al 2025, quando si troverà a 50−60 UA di distanza dal Sole.

Correzione di traiettoria e test degli strumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 ed il 30 gennaio 2006 i controllori di missione guidarono la sonda attraverso la prima correzione di rotta (Trajectory Correction Maneuver - TCM), suddivisa in due fasi. La prima correzione tuttavia fu sufficientemente precisa da evitare la seconda.[6]

Durante la settimana del 20 febbraio, i controllori iniziarono dei test dei tre strumenti scientifici di bordo, lo spettrometro ad ultravioletti Alice, il sensore PEPSSI e la camera LORRI. Non vennero riprese immagini o misurazioni, ma furono controllati solo i sistemi elettronici ed elettromeccanici (per lo spettrometro Alice) che risultarono correttamente funzionanti.[7]

Il 9 marzo, alle 17:00 UTC venne effettuata la terza correzione di rotta prevista con una accensione dei propulsori di 76 s.[8]

Passaggio nell'orbita di Marte e sorvolo dell'asteroide 132524 APL[modifica | modifica wikitesto]

Ripresa di 132524 APL

Il 7 aprile 2006 alle 10:00 UTC la sonda passò l'orbita di Marte ad una velocità di circa 21 km/s alla distanza di 243 milioni di km dal Sole.[9]

Venne compiuto un sorvolo a lunga distanza dell'asteroide 132524 APL (precedentemente noto con il suo nome provvisorio, 2002 JF56). Il massimo avvicinamento, pari a 101 867 km, è stato raggiunto alle 04:05 UTC del 13 giugno 2006. La stima migliore del diametro di questo corpo celeste è di circa 2,3 km e lo spettro ottenuto mostra che è un asteroide di tipo S.

La sonda tracciò con successo l'asteroide tra il 10 ed il 12 giugno 2006 in modo da permettere al team della missione di compiere un test sulla capacità della sonda di seguire oggetti che sono in rapido movimento. Le immagini furono ottenute attraverso il telescopio Ralph.[10]

Fionda gravitazionale su Giove[modifica | modifica wikitesto]

La camera LORRI riprese le prime immagini di Giove il 4 settembre 2006 e nel dicembre 2006 la sonda iniziò a studiare ulteriormente il sistema gioviano.[11] La New Horizons effettuò la manovra di fionda gravitazionale sfruttando il campo gravitazionale di Giove con un avvicinamento massimo il 28 febbraio 2007 alle 5:43:40 UTC. È stata la prima sonda lanciata direttamente verso Giove dopo la sonda Ulysses nel 1990. L'incontro ravvicinato ha incrementato la velocità di circa 4 km/s, inserendo la sonda in una traiettoria più veloce verso Plutone, con inclinazione di 2,5 gradi rispetto all'eclittica. Mentre era nei pressi del gigante gassoso, gli strumenti hanno migliorato le misurazioni delle orbite dei satelliti interni, in particolare quella di Amaltea. Le camere hanno monitorato i vulcani di Io e hanno compiuto osservazioni degli altri tre satelliti galileiani e dei satelliti Imalia ed Elara.[12] Sono state anche effettuate analisi della piccola macchia rossa, della magnetosfera e il sistema di anelli.[13]

Avvicinamento a Plutone[modifica | modifica wikitesto]

Prime immagini di Plutone riprese il 21 e il 24 settembre 2006

Le prime immagini di Plutone sono state riprese tra il 21 e il 24 settembre 2006, durante il test del Long Range Reconnaissance Imager e pubblicate il 28 novembre.[14] Le immagini riprendono il pianeta nano ad una distanza di 4,2 miliardi di km, e hanno confermato le capacità dei sistemi di bordo di seguire oggetti distanti, che sono indispensabili per effettuare le manovre verso il pianeta e gli altri oggetti della fascia di Kuiper.

Cronologia della missione[modifica | modifica wikitesto]

New Horizons subito dopo il decollo
  • 24 settembre 2005 - La navetta è trasferita a Cape Canaveral dal Goddard Space Flight Center a bordo di un aereo C-17 Globemaster III.
  • 11 gennaio 2006 - Il lancio previsto viene annullato per consentire ulteriori verifiche alla navetta.
  • 16 gennaio 2006 - Il razzo Atlas V si porta sulla rampa di lancio.
  • 17 gennaio 2006 - Il lancio previsto viene annullato per condizioni meteorologiche avverse.
  • 19 gennaio 2006 - La sonda viene lanciata con successo alle 14:00 EST (19:00 UTC) dopo un breve ritardo causato dalla presenza di nuvole.
  • 7 aprile 2006 - Sorvolo di Marte.[15]
  • maggio 2006 - Ingresso nella fascia di asteroidi.
  • ottobre 2006 - Uscita dalla fascia di asteroidi.
  • 28 febbraio 2007 - Sorvolo di Giove[15] ad una distanza di circa 2,3 milioni di kilometri.
  • 8 giugno 2008 - Passaggio nell'orbita di Saturno.[15]
  • 18 marzo 2011 - Passaggio nell'orbita di Urano.[15]
  • 25 agosto 2014 - Passaggio nell'orbita di Nettuno.[15]
  • 06 dicembre 2014 Risveglio della sonda dall'ibernazione
  • 14 luglio 2015 - Sorvolo di Plutone e Caronte.[15]
  • 2015-2020 - Possibile sorvolo di uno o più oggetti della fascia di Kuiper.
  • 2026 - Data prevista di fine della missione.
  • dicembre 2038 - Raggiungerà una distanza di 100 UA dal Sole.[senza fonte]

Sonda e sottosistemi[modifica | modifica wikitesto]

New Horizons nella camera di assemblaggio

La sonda ha la forma di un triangolo con un RTG cilindrico che sporge da un lato del triangolo e un'antenna parabolica da 2,5 metri di diametro posizionata sul triangolo. La sonda comunicherà utilizzando la banda X e da Plutone potrà trasmettere 768 bit/s mentre da Giove trasmetterà a 38 Kbit/s. I segnali verranno ricevuti dal Deep Space Network. L'RTG fornirà i 190 Watt previsti fino al 2015 come minimo. Come propellente viene utilizzata l'idrazina che alimenta un motore tipo delta V in grado di fornire 290 m/s dopo il lancio. La sonda è dotata di stabilizzatori lungo i tre assi e lungo le tre possibili rotazioni. Le fotocamere sono montate su un lato della sonda. La sonda include 470 kg di combustibile, e sarebbero stati 445 se il volo fosse stato diretto, con minor combustibile per il volo nella fascia di Kuiper.

La sonda ha sette strumenti. Il Long Range Reconnaissance Imager (LORRI) una fotocamera digitale ad alta risoluzione nel campo del visibile. Il Pluto Exploration Remote Sensing Investigation (PERSI) consistente in due strumenti, Ralph telescopio con diverse lunghezze d'onda analizzabili, un CCD per le lunghezze d'onda visibili (MVIC), uno spettroscopio per l'infrarosso (LEISA) e uno spettroscopio per l'ultravioletto (Alice). Le particelle ad alta energia sono analizzate dallo strumento (PAM) consistente in SWAP un analizzatore toroidale elettrostatico e PEPSSI un misuratore della vita di volo degli ioni e sensore di elettroni. Il Radio Science Experiment (REX) utilizza un oscillatore molto stabile per effettuare analisi radio sul pianeta nano. Lo student-built dust counter (SDC) è un misuratore di polvere solare installato a bordo della sonda.

Il costo totale previsto della missione è di 650 milioni di dollari. Il preventivo include anche la gestione a terra della sonda. La sonda rimpiazza la missione cancellata Pluto Kuiper Express.

Obiettivi scientifici[modifica | modifica wikitesto]

Osservazioni di Giove[modifica | modifica wikitesto]

Il sorvolo avvenne a circa 32 raggi gioviani (3 milioni di km) e fu al centro di una campagna osservativa intensiva durata 4 mesi. Giove è un soggetto interessante e sempre in cambiamento, osservato ad intermittenza dalla fine della missione della Sonda Galileo. New Horizons possiede strumentazione con tecnologia più avanzata rispetto alla sonda Galileo, soprattutto nelle camere. L'incontro con Giove ha funzionato anche come anteprima di quello con Plutone. A causa della distanza inferiore dalla Terra, le telecomunicazioni hanno permesso di trasmettere molti più dati di quelli che verranno trasmessi da Plutone. Le riprese di Giove sono iniziate il 4 settembre 2006.[16]

Giove[modifica | modifica wikitesto]

Giove ripreso all'infrarosso

Gli obiettivi primari dell'incontro includevano la dinamica delle nubi del pianeta, che si erano notevolmente ridotte dalla conclusione della missione della sonda Galileo, e lo studio della magnetosfera gioviana. Per una fortunata coincidenza, la traiettoria di allontanamento dal pianeta seguita dalla New Horizons ha permesso di studiare la coda della magnetosfera gioviana per mesi. La sonda ha anche esaminato il lato notturno del pianeta per rilevare aurore e fulmini.

New Horizons inoltre ha permesso le prime osservazioni ravvicinate della "Piccola Macchia Rossa" (o Ovale BA, come è ufficialmente indicata), una tempesta che viene seguita da anni ma che precedentemente si presentava di colore chiaro e che ha cambiato colore dopo il sorvolo della sonda Cassini-Huygens, avvenuto nel 2000.

Animazione dei pennacchi vulcanici sul satellite Io, ripresi dalla sonda New Horizons

Satelliti gioviani[modifica | modifica wikitesto]

I satelliti galileiani erano in cattive posizioni, poiché il punto di destinazione della manovra di fionda gravitazionale si trovava a milioni di km da qualunque satellite maggiore, tuttavia gli strumenti della sonda sono stati progettati per studiare obiettivi piccoli, quindi si sono rivelati utili scientificamente. Su Io LORRI ha ricercato vulcani e pennacchi, LEISA ha misurato le temperature notturne e gli hotspot mentre Alice ha studiato il toro di particelle magnetiche alimentato dal satellite. Sono state studiate le composizioni chimiche di Europa e le varie atmosfere e aurore.

È stato possibile raffinare i dati sulle orbite di satelliti minori come Amaltea.

Sorvolo di Plutone[modifica | modifica wikitesto]

Le osservazioni di Plutone, che verranno effettuate con LORRI e Ralph, inizieranno 6 ore prima del punto di avvicinamento minimo e mireranno al rilevamento di eventuali anelli o ulteriori satelliti (fino ad un diametro di 2 km) per coordinare le manovre e la pianificazione delle osservazioni. Le riprese a lungo raggio includeranno una mappatura di Plutone e Caronte (con risoluzione di 40 km) per 3,2 giorni. Le osservazioni saranno ripetute per cercare cambiamenti dovuti alle nevi o al criovulcanismo. Tramite misurazioni di radiometria si potranno ricavare dati sulla temperatura.

Durante il sorvolo, LORRI dovrebbe essere in grado di ottenere immagini selezionate con risoluzione di 50 m/px (se la distanza minore sarà circa di 10000 km), e il MVIC potrebbe ottenere mappe del lato illuminato a 4 colori con una risoluzione di 1,6 km. Entrambi gli strumenti cercheranno di sovrapporre le aree riprese per formare immagini stereo. Nel frattempo Alice caratterizzerà l'atmosfera, sia per le emissioni di molecole atmosferiche che dall'occultamento delle stelle sullo sfondo.

Durante e in seguito all'avvicinamento minimo, gli strumenti SWAP e PEPSSI campioneranno l'alta atmosfera e i suoi effetti sul vento solare, mentre VBSDC cercherà polveri, ricaverà il tasso di collisione con meteorite ed eventuali anelli. REX si occuperà delle analisi radio attive e passive: le stazioni a Terra trasmetteranno un potente segnale radio mentre la sonda passerà dietro al disco di Plutone. I sistemi di telecomunicazione della sonda rileveranno la perdita e la successiva riacquisizione del segnale quando essa emergerà dall'altro lato del pianeta. Tramite la misurazione di questi tempi sarà ricavato il diametro del pianeta, la densità atmosferica e la sua composizione per mezzo dei pattern di attenuazione e rafforzamento. Anche lo strumento Alice potrebbe effettuare questa misurazione utilizzando la luce del Sole al posto di un segnale radio. Questo esperimento sarà il primo ad utilizzare un segnale proveniente dalla Terra, mentre precedentemente veniva inviato il segnale dalla sonda verso la Terra (in questo caso invece non è possibile a causa della distanza). Inoltre, verrà misurata la massa del pianeta e la sua distribuzione per mezzo dell'effetto Doppler del segnale radio provocato dalle modifiche all'accelerazione della sonda generate dal campo gravitazionale del pianeta.

Il lato notturno sarà visibile tramite la luce solare riflessa da Caronte, che illuminerà anche eventuali anelli.

Inizialmente verranno trasmesse delle immagini compresse, che saranno selezionate dal team scientifico per la pubblicazione. Le immagini non compresse impiegheranno invece diversi mesi per la trasmissione, a seconda del traffico sullo Deep Space Network.

Gli obiettivi primari sono:

  • Caratterizzare la geologia globale e la morfologia di Plutone e Caronte
  • Mappare le composizioni chimiche delle superfici di Plutone e Caronte
  • Caratterizzare l'atmosfera non ionizzata di Plutone

Il non raggiungimento di uno di questi obiettivi costituirà il fallimento della missione.

Gli obiettivi secondari sono:

  • Caratterizzare la variabilità dell'atmosfera e della superficie di Plutone
  • Riprendere aree selezionate in stereoscopia
  • Mappare il terminatore in alta risoluzione
  • Mappare le composizioni chimiche di aree selezionate in alta risoluzione
  • Caratterizzare la ionosfera di Plutone e la sua interazione con il vento solare
  • Ricercare alcuni composti neutri come H2, HCN, idrocarburi e altro
  • Ricercare una eventuale atmosfera di Caronte
  • Mappare le temperature superficiali

Ci si aspetta di raggiungere questi obiettivi, ma non sono richiesti.

Gli obiettivi terziari sono:

  • Caratterizzare le particelle energetiche attorno a Plutone e Caronte
  • Raffinare le misurazioni dei parametri e delle orbite
  • Cercare ulteriori satelliti naturali e anelli

Questi obiettivi potrebbero essere tentati, ma potrebbero anche essere scartati in favore di analisi prioritarie.

Cintura degli asteroidi[modifica | modifica wikitesto]

Per poter risparmiare carburante in vista di eventuali incontri con oggetti della fascia di Kuiper in seguito al sorvolo di Plutone, non sono stati pianificati incontri con oggetti della fascia degli asteroidi. Dopo il lancio il team scientifico ha analizzato la traiettoria della sonda per determinare se per coincidenza potesse avvicinarsi a sufficienza a qualche asteroide per effettuare osservazioni. Nel maggio 2006 venne scoperto che la sonda sarebbe passata vicino al piccolo asteroide 132524 APL il 13 giugno 2006. Il punto di avvicinamento minimo è avvenuto alle 4:05 UTC ad una distanza di 101 867 km e l'oggetto venne ripreso dallo strumento Ralph (non era possibile utilizzare LORRI a causa della vicinanza al Sole) che permise di testare le capacità dello strumento e misurare la composizione dell'asteroide.[17][18][19]

Asteroidi troiani di Nettuno[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Asteroidi troiani di Nettuno.

La traiettoria di New Horizons passerà nelle vicinanze del punto di Lagrange di Nettuno "L5", dove sono stati recentemente scoperti diversi asteroidi troiani. Attualmente non è noto se la sonda si avvicinerà sufficientemente ad uno di essi, nel quale caso verranno pianificate delle osservazioni.[5] Sfortunatamente, questo punto sarà raggiunto dalla sonda solo poco prima dell'avvicinamento a Plutone e, a seconda della posizione degli asteroidi, New Horizons potrebbe non avere a disposizione sufficiente banda per raccogliere i dati.

Oggetti della fascia di Kuiper[modifica | modifica wikitesto]

Traiettoria della sonda

La missione è ideata per effettuare il sorvolo di uno o più oggetti della fascia di Kuiper dopo aver passato Plutone. Poiché il sorvolo di quest'ultimo determinerà la traiettoria della sonda e a causa dello scarso combustibile restante, gli oggetti dovranno essere trovati all'interno di una regione conica che si estende da Plutone e si trova all'interno di 55 UA con una ampiezza inferiore ad un grado. A distanze maggiori la connessione dati diventerà troppo debole e la potenza dei generatori di energia sarà decaduta troppo per effettuare misurazioni e analisi. La popolazione di questi oggetti è piuttosto vasta, quindi si pensa di trovare diversi oggetti nonostante le limitazioni. Essi saranno dapprima individuati dai grandi telescopi a Terra prima del sorvolo di Plutone in modo da determinare le correzioni di traiettoria necessarie. Le osservazioni degli oggetti della fascia di Kuiper saranno simili a quelle condotte su Plutone, ma con minore disponibilità di potenza, luce e banda.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Pluto Probe Prepares for 9000 mph Boost from Jupiter, Lunar and Planetary Institute, 5 febbraio 2007. URL consultato il 23 giugno 2009.
  2. ^ Michael A. Minovitch, Fast missions to Pluto using Jupiter gravity-assist and small launch vehicles in Journal of Spacecraft and Rockets, vol. 31, nº 6, 1994, pp. 1029-1037, DOI:10.2514/3.26554. URL consultato il 24 giugno 2009.
  3. ^ (EN) Rosetta teams up with New Horizons, ESA Portal, 2 marzo 2007. URL consultato il 16 gennaio 2009.
  4. ^ (EN) J.F. Cooper, et al., Proton Irradiation of Centaur, Kuiper Belt, and Oort Cloud Objects at Plasma to Cosmic Ray Energy in Earth, Moon, and Planets, vol. 92, 1-4, 2003, pp. 261-277, DOI:10.1023/B:MOON.0000031944.41883.80. URL consultato il 2 agosto 2011.
  5. ^ a b Stern, Alan, Where Is the Centaur Rocket? (HTML) in The PI's Perspective, Johns Hopkins APL, 1º maggio 2006. URL consultato l'11 giugno 2006.
  6. ^ Stern, Alan, Our Aim Is True (HTML) in The PI's Perspective, Johns Hopkins APL, 31 gennaio 2006. URL consultato l'11 giugno 2006.
  7. ^ Stern, Alan, Boulder and Baltimore (HTML) in The PI's Perspective, Johns Hopkins APL, 27 febbraio 2006. URL consultato l'11 giugno 2006.
  8. ^ pluto.jhuapl.edu/news_center/news/030906.
  9. ^ Outbound for the Frontier, New Horizons Crosses the Orbit of Mars, Johns Hopkins APL, 7 aprile 2006.
  10. ^ New Horizons Tracks an Asteroid, Johns Hopkins APL, 15 giugno 2006.
  11. ^ pluto.jhuapl.edu/news_center/news/092606.html.
  12. ^ Amir Alexander, New Horizons Snaps First Picture of Jupiter, The Planetary Society, 27 settembre 2006. URL consultato il 19 dicembre 2006.
  13. ^ "Fantastic Flyby", NASA, May 1, 2007
  14. ^ New Horizons, Not Quite to Jupiter, Makes First Pluto Sighting.
  15. ^ a b c d e f Passing the Planets, pluto.jhuapl.edu. URL consultato il 4 marzo 2011.
  16. ^ Pluto probe gets an eyeful in Jupiter flyby - Space.com- msnbc.com
  17. ^ Stern, Alan, A Summer's Crossing of the Asteroid Belt (HTML) in The PI's Perspective, Johns Hopkins APL, 1º giugno 2006. URL consultato l'11 giugno 2006.
  18. ^ JF56 Ecounter, Encounter Date 13 June 2006 UT in Pluto New Horizons Mission, Supporting Observations for 2002, International Astronomical Union. URL consultato l'11 giugno 2006.
  19. ^ New Horizons Tracks an Asteroid (HTML) in Headlines: New Horizons Web site, Johns Hopkins APL. URL consultato il 15 giugno 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) C.T. Russell (a cura di), New Horizons: Reconnaissance of the Pluto-Charon System and the Kuiper Belt, Springer, 2009, ISBN 0-387-89517-5, , 9780387895178.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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