Plutarco Elías Calles

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Plutarco Elías Calles
General PE Calles 2.jpg

Presidente del Messico
Durata mandato 1º dicembre 1924 –
30 novembre 1928
Predecessore Álvaro Obregón
Successore Emilio Portes Gil

Dati generali
Partito politico Laborist Party
dal 1929 Partito Rivoluzionario Istituzionale

Plutarco Elías Calles (Guaymas, 25 settembre 1877Città del Messico, 19 ottobre 1945) è stato un politico e generale messicano.

È stato Presidente del Messico dal 1º dicembre 1924 al 30 novembre 1928. Ha fondato il Partito Nazionale Rivoluzionario (PNR) - che successivamente cambiò nome in Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI), che governò il Messico per più di 70 anni. Calles, di ispirazione socialdemocratica e nazionalista di sinistra, perseguì una decisa politica anticlericale, che portò alla rivolta dei cattolici messicani, denominata guerra Cristera.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato come Plutarco Elías Campuzano nel 1877 a Guaymas, nello stato di Sonora, passò i primi anni della sua vita in povertà. Prese il nome Calles dallo zio che lo adottò in seguito alla morte della madre, Maria de Jesús Campuzano. Negli anni seguenti svolse numerosi lavori, e iniziò l'attività politica come sostenitore di Francisco Madero, sotto il quale diventò ufficiale di polizia, scalando negli anni seguenti molto velocemente le gerarchie militari, fino ad arrivare nel 1915 al rango di generale, durante la rivoluzione messicana.

Nel 1915 divenne quindi governatore di Sonora, e si fece conoscere come uno dei politici più riformisti della sua generazione. Nel 1919, Venustiano Carranza promosse Calles a Ministro del Commercio, Industria e Lavoro. Nel 1920 si alleò con Álvaro Obregón contro Carranza, e venne successivamente nominato da Obregón Ministro dell'Interno. Si iscrisse al Partito Laburista, e nel 1924 venne eletto presidente, succedendo ad Obregón.

La Presidenza[modifica | modifica wikitesto]

La presidenza di Calles fu sostenuta dal Partito Laburista, che era a tutti gli effetti l'organo politico del potente sindacato della Confederación Regional de Obreros Mexicanos (CROM), guidato da Luis Napoleón Morones. Calles sostenne riforme agrarie e promosse le ejido (proprietà collettive) per favorire l'emancipazione dei contadini, anche se durante la sua presidenza non furono molte le terre redistribuite. Fondò inoltre numerose banche in sostegno dei contadini, come la Banca del Messico, la banca nazionale messicana.

Cambiò il codice civile messicano, dando ai figli illegittimi gli stessi diritti dei figli legittimi (lui stesso era stato un figlio illegittimo, nato al di fuori del matrimonio).

Durante la sua presidenza ci furono attriti con gli Stati Uniti, a causa della legge sullo sfruttamento del petrolio sul territorio messicano, e del sostegno dato dal Messico ai liberali nella guerra civile in Nicaragua.

Anticlericalismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1926, Plutarco Elías Calles (che affermava che "la Chiesa è la sola causa di tutte le sventure del Messico"), emanò un decreto noto come “Legge Calles”, con cui metteva in atto l'articolo 130 della Costituzione. I beni ecclesiastici furono confiscati dallo stato e furono introdotte forti limitazioni all'azione della chiesa nella vita pubblica. La sua accanita politica anticlericale porterà alla sanguinosa rivolta dei Cristeros (1926-1929). Come conseguenza della sua politica anti-cattolica il numero di preti in Messico passò da circa 4.500 prima del 1926, a soli 334 nel 1934. Nel 1935 ben 17 stati messicani non avevano nemmeno un prete nel loro territorio.

Dopo la Presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Attriti con i successivi governi lo costrinsero ad un esilio negli Stati Uniti; tornato in Messico, si spostò su posizioni leggermente più moderate. Morì a 68 anni nel 1945.

Visione religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Calles era ateo fin dalla gioventù; aderì alla massoneria, divenendo un convinto anticlericale e anticattolico. Pur non abbandonando mai le idee laiche, negli ultimi anni della sua vita divenne un credente nello spiritismo.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Krauze, Enrique. Mexico: Biography of Power. A History of Modern Mexico, 1810–1996. HarperCollins Publishers Inc. New York, 1997. Page 436-437

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente del Messico Successore Coat of arms of Mexico.svg
Álvaro Obregón 1924 - 1928 Emilio Portes Gil

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