Plinteria

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La Plynteria (in greco antico πλυντήρια, traslitterato in plyntéria) era una festa religiosa che si teneva ad Atene ogni anno il 22 di Targelione, in onore di Atena Polias ("della città"),[1] e della eroina Agraulo (o di entrambe, combinate insieme nella dea "Atena Aglauro"),[2][3] il cui tempio era situato nell'Acropoli.[4][5] Plutarco testimonia che la festa aveva luogo il giorno 25, ma probabilmente solo perché questa durava per diversi giorni.[6]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome della feste trae origine dalla parola greca πλύνειν (plynein), che significa "lavare".[7]

Si pensa che la festa fosse di origine ionica, dove alcune comunità avevano chiamavano Plinterio uno dei mesi dell'anno.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il giorno della festa era annoverato dagli Ateniesi tra i giorni "nefasti" (in greco antico ἀποφράδες, traslitterato in apophràdes), ovvero i giorni impuri nei quali i templi erano chiusi e le attività commerciali erano interrotte. Durante la festa, il tempio di Atena era circondato da una corda per impedire qualsiasi comunicazione con l'interno. La sua statua veniva spogliata delle sue vesti e dei suoi ornamenti affinché potesse essere ripulita ritualmente e, nello stesso tempo, coperta per nasconderla alla vista dei cittadini.[3] Le donne che erano incaricate di questo rituale erano chiamate praxiergidai (in greco antico πραξιεργίδαι).[1][3][5]

Nel corso della festa la città era, per così dire, senza la protezione della sua dea, quindi ogni impresa che fosse iniziata in quei giorni veniva considerata come fallita in partenza; per questo il fatto che Alcibiade, nel 407 a.C., fosse tornato ad Atene durante questa festa non fu visto come un buon presagio.[8]

Durante la Plinteria veniva tenuta anche una processione durante la quale una grande quantità di fichi secchi, chiamati hegetorìa (in greco antico ἡγητορία), venivano trasportati in giro per la città.[5][2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Robert Christopher Towneley Parker, Plynteria in Simon Hornblower, Oxford Classical Dictionary, Oxford, Oxford University Press, 1996.
  2. ^ a b Fozio, Lexicon.
  3. ^ a b c Plutarco, Vite parallele: Alcibiade, 34.
  4. ^ Erodoto, Storie, VIII, 53.
  5. ^ a b c Esichio di Alessandria, Πλυντήρια.
  6. ^ Edward Dodwell, de Cyclis, p. 349.
  7. ^ Smith.
  8. ^ Senofonte, Elleniche, I, 4, 12.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti secondarie

(EN) William Smith (a cura di), Plynteria in A Dictionary of Greek and Roman Antiquities, 1890.

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