Plecotus auritus

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Orecchione comune
Plecotus auritus 01.jpg
Plecotus auritus
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Ordine Chiroptera
Genere Plecotus
Specie P. auritus
Nomenclatura binomiale
Plecotus auritus
(Linnaeus, 1758)
Nomi comuni

Orecchione comune
Orecchione bruno

L'orecchione comune (Plecotus auritus, Linnaeus 1758) è un pipistrello appartenente alla famiglia dei Vespertilionidi.

Habitat e distribuzione[modifica | modifica sorgente]

L'orecchione comune o orecchione eurasiatico, è diffuso in tutta l'Europa esclusa la Spagna meridionale, l'Italia meridionale e la Grecia. Nei paesi dell'Europa settentrionale la specie è assente. La specie è presente in Cina, India, Nepal, Giappone e Corea. In Italia è poco frequente ma è possibile trovarlo in gran parte dell'Italia centrale e settentrionale, dal livello del mare fino ai 1900 m circa.[1] In Italia settentrionale può essere confuso con altre specie simili come Plecotus macrobullaris e Plecotus austriacus .

L'areale della specie copre tipicamente zone boscate, principalmente zone collinari e montane, ma può trovarsi anche in luoghi abitati. Ad esempio nei luoghi urbani sfruttano le soffitte con travi a vista. In campagna utilizza cavità di alberi e rocce. La specie è fondamentalmente stanziale; gli spostamenti non vanno oltre i 20-60 km. Questa specie ama volare nei pressi di boschi e rasente i muri.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

L'orecchione è un piccolo animale caratterizzato da orecchie molto lunghe in rapporto al corpo e da una membrana alare che gli permette di volare. In volo i padiglioni auricolari sono posti in avanti mentre nella posizione di riposo sono nascosti sotto le ali piegate. La membrana alare, che caratterizza i chirotteri, si estende dalle dita degli arti anteriori fino alle dita degli arti posteriori e la coda. Questa membrana è priva di peli e si presenta piuttosto larga consentendo ai pipistrelli un volo lento ma agile. I grandi padiglioni auricolari hanno una funzione ben precisa cioè quella di captare e convogliare le onde sonore all'interno dell'orecchio stesso.
I chirotteri emettono infatti onde sonore ad elevata frequenza (ultrasuoni), non udibili dall'uomo, per orientarsi, evitare gli ostacoli e cercare le proprie prede anche in totale mancanza di luce. L'animale a questo scopo emette attraverso la bocca gli ultrasuoni e valuta il lasso di tempo intercorrente tra la partenza del segnale ed il suo ritorno, sotto forma di eco, dopo che questo è stato riflesso dall'ostacolo o dalla preda.
L'orecchione comune raggiunge il peso di 5-10 grammi ed ha un'apertura alare di 26 cm. Il dorso è color nocciola mentre il petto è bianco-brunastro. Gli occhi sono grandi e si stima siano usati per la caccia.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Gli accoppiamenti avvengono in autunno; lo sperma rimane vitale nelle vie genitali femminili per alcuni mesi fino alla primavera, allorché avviene la fecondazione. La femmina partorisce in maggio-giugno. Il piccolo che nasce è privo di peli, ha gli occhi chiusi e, nei primi giorni, viene riscaldato dalla madre che lo avvolge nel proprio patagio. Va infine detto che per partorire le femmine possono riunirsi in colonie comprendenti fino a 50 individui. Le femmina generalmente ha un solo piccolo che dopo 6 settimane è già svezzato.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Questo animale, come tutti i pipistrelli europei, è insettivoro: si nutre infatti essenzialmente di farfalle notturne, coleotteri e ragni. La preda viene solitamente trasportata in particolari luoghi adibiti a mensa, dove l'animale può tranquillamente scartare le parti non commestibili lasciando così evidenti tracce della sua presenza.
Tutti i pipistrelli hanno bisogno di bere grandi quantità di acqua in quanto le ali costituiscono un'ampia superficie di evaporazione.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

l'Orecchione è un animale notturno: inizia la sua attività al tramonto e la prosegue, con alcune pause, fino al sopraggiungere del giorno. Nelle ore diurne, questo animale trova rifugio in ripari di vario genere: fessure nei muri, cavità di tronchi, sottotetti di case, grotte, vecchi ruderi o anche cassette nido per uccelli. Sia durante il letargo sia durante il periodo di inattività giornaliera, l'animale assume una posizione particolare: si aggrappa con le zampe ad un appiglio e si mette a testa in giù.
In estate ed in autunno i pipistrelli accumulano notevoli quantità di grasso che verrà consumato nel letargo invernale, durante il quale possono perdere anche il 50% del loro peso. Con il sopraggiungere del freddo modificano il loro metabolismo: intorno ai 10 gradi hanno ancora percezioni che permettono di reagire agli stimoli mentre a 0 gradi raggiungono lo stato di totale rigidità.

Protezione[modifica | modifica sorgente]

La specie non è considerata minacciata anche se in Italia la specie è protetta come tutte le specie di chirotteri.[2]

Bibliografia e note[modifica | modifica sorgente]

  • Vernier E. (1997). Manuale pratico dei Chirotteri italiani. Società Cooperativa Tipografica, Padova, pp. 1-157.
  1. ^ Areale del Plecotus auritus sul GISBAU - Roma
  2. ^ (EN) Chiroptera Specialist Group 1996, Plecotus auritus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2013.2, IUCN, 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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