Planctus

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Un planctus è una lamentazione, o canzone o poesia che esprime angoscia o dolore. Diventa una forma popolare nel Medioevo, quando i planctus erano scritti sia in latino che in volgare. Un certo numero di varianti sono state identificate da Peter Dronke. Dal nono secolo, i planctus comprendono i dirges per i morti (particolarmente di stirpe reale e gli eroi), i lamenti in volgare cantati da donne, le canzoni germaniche di esilio e di viaggio e i planctus immaginari su temi biblici o classici. Dal dodicesimo secolo egli identifica i lamenti della Vergine Maria (chiamati planctus Mariae) e complaintes d'amour (lamenti d'amore).[1]

Forme antiche[modifica | modifica sorgente]

I primi planctus la cui musica sopravvive sono del decimo secolo, contenuti nei manoscritti associati all'abbazia di San Marziale a Limoges. Il più antico conosciuto, il Planctus de obitu Karoli, è stato composto intorno al 814 per la morte di Carlomagno.[2] Della metà del XIII secolo sopravvive un antico lamento mariano in lingua catalana, Augats, seyós qui credets Déu lo Payre, o semplicemente una lamentazione poetica con 27 versi ottonari e allitterazioni per ogni verso.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Grove, Planctus
  2. ^ Peter Godman (1985), Latin Poetry of the Carolingian Renaissance (Norman: University of Oklahoma Press), 206–211.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]