Pizza fritta (gastronomia)

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Pizza fritta
Pizza fritta
Pizza fritta
Origini
Luogo d'origine Italia Italia
Regioni Campania
Lazio
Zona di produzione sud italia
Dettagli
Categoria piatto unico
Riconoscimento P.A.T.
Settore paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria
 

La pizza fritta (in Toscana, chiamata "ciaccia fritta" o "panino fritto") è un prodotto alimentare tipico della Campania e del Lazio (della regione Reatina fino ad Amatrice).

La pizza fritta è un’ulteriore testimonianza della creatività del popolo napoletano di fronte a periodi di crisi. Alla fine della seconda guerra mondiale la città era priva di tutto. Anche la pizza napoletana era diventata quasi un lusso: per farla ci voleva il forno a legna, e poi andava condita con la mozzarella e il pomodoro, che spesso non si trovavano, e comunque costavano. Ci voleva qualcosa di facile da fare per chi doveva venderlo, e di economico per chi doveva comprarlo, per questo viene vista come "sorella povera della pizza al forno". Famosa era la "pizza a otto", mangiata subito ma pagata dopo otto giorni. Fu così che il napoletano inventò la “pizza fritta”. definita anche "pizza del popolo" perché venduta per le strade dalle donne, per arrotondare l'economia familiare del dopoguerra. Di solito, durante la frittura, le pizze fritte si gonfiano, per cui presentano una parte interna vuota, che è ideale riempire con del companatico. Eventuali pizze fritte sottili e senza interno morbido possono essere condite con la crema cioccolato, dopo essere state eventualmente cosparse di zucchero. Vanno mangiate molto calde.

Della pizza napoletana fritta, e del periodo del suo massimo fulgore, è rimasta comunque una testimonianza illustre nell’episodio de “L’oro di Napoli”, regia di Vittorio De Sica, in cui Giacomo Furia, venditore di pizze fritte, va all’affannosa ricerca di un anello che la moglie infedele, una stupenda Sophia Loren, finge di aver perso nell’impasto, con questo film si può rivivere la Napoli del dopoguerra.

Di aspetto simile allo gnocco fritto emiliano, le pizze fritte laziali (Pizz fritt in vernacolo locale) sono prodotte con pasta di pizza fritta, e possono venir mangiate con affettati come prosciutto, salame o lonza.

Pizza fritta in altre tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Nella cucina napoletana, con lo stesso nome si indica il calzone fritto (il tipico contiene ricotta, cicoli e salame), che ovviamente differisce dalle pizze fritte laziali perché queste ultime non hanno ripieno.

Nella provincia di Avellino la pizza fritta è equivalente a quella dell'alto Lazio solamente che in questo caso viene gustata così com'è oppure con l'aggiunta di menta e rosmarino (soprattutto nel paese di Nusco).

Sagre[modifica | modifica sorgente]

Ogni anno, il secondo sabato di ottobre si tiene a Strangolagalli (FR) la "Sagra della stesa". Tradizione che va avanti da oltre dieci anni. Le pizze fritte vengono servite semplici o con l'aggiunta di vari affettati, formaggi o verdure.

A Cervaro (FR) da qualche anno viene organizzata una giornata della pizze fritte con aggiunta di mortadella. Nelle frazioni di alcuni paesi della Valtiberina (a Citerna in ottobre e a Cortona in dicembre) vengono organizzate sagre della Ciaccia fritta che è la versione aretina di questo piatto. Le pizz-fritt di Cervaro, hanno una lunga tradizione e mai le massaie cervaresi utilizzavano lievito di birra, prelevavano invece una piccola parte dell'impasto che costituiva il loro lievito per i prossimi impasti, la lievitazione durava una nottata intera . Il lievito veniva prestato alla massaia vicina che a sua volta ripeteva l'operazione quindi diveniva una sorta di catena di S. Antonio perché a quel tempo si panificava a turno in ogni famiglia del borgo. Nella sagra di oggi, il lievito viene preparato per l'occasione allo stesso modo, ma la particolarità delle "pizz-fritt" Cervaresi sta nella fase successiva, il modo di cuocere la pasta del pane, in questa operazione vi è tutta la praticità e manualità ed accorgimenti delle massaie che per anni hanno panificato in casa per la propria famiglia.

A Napoli molto pizzerie offrono, come alternati alla più celebre pizza al forno, la pizza fritta, ritualmente farcita con ingredienti classici come ricotta, provola, carne di maiale, pomodoro. Pochissime sono le pizzerie che vendono esclusivamente il prodotto fritto, come testimonianza della tradizione esclusivamente campana, tra cui spiccano: La "Masardona" (valutata tra le migliori 10 pizzerie d'Italia nella "Guida dell'Espresso") che dal 1945 offre la classica pizza fritta "completa" farcita di pomodoro, ricotta, cicoli e provola; le "Figliole", nel quartiere Forcella, rappresentano un emblema storico della pizza fritta preparata esclusivamente da donne, ed offre la classica "chicchinese" (con scarole); e ancora, a Casavatore da " Mazzettella" dove una signora di altri tempi continua la sua tradizione della pizza fritta ormai da decenni,fritta ancora nel tegame e non nelle più moderne friggitrici, secondo tanti la migliore per impasto.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]