Pitiriasi versicolor

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Pitiriasi versicolor
Tinea versicolor due to Malassezia furfur PHIL 2914 lores.jpg
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 111.0
ICD-10 (EN) B36.0

La pitiriasi versicolor o tinea versicolor è un'infezione cutanea superficiale causata da alcuni funghi del genere Malassezia che normalmente vivono sulla cute umana.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

La pitiriasi versicolor è caratterizzata da alterazioni della pigmentazione cutanea, con macchie irregolari, ben demarcate e piane di colore marrone chiaro se su pelle chiara o chiaro rispetto alla cute sana circostante se di pelle scura poiché il lievito interferisce con la produzione di melanina.[1]. Le parti più colpite sono il torace, le braccia, il viso, il collo e le spalle ma le macchie si possono riscontrare in qualsiasi parte del corpo. Normalmente si tratta di una micosi asintomatica, in certi casi è riscontrabile prurito. Non produce risposta immunitaria. Al microscopio ottico Malassezia furfur e Malassezia globosa appaiono sotto forma di lieviti riuniti in gruppi di cellule sferiche od ovali con un diametro variabile da 3 a 8 μm ed è di facile riscontro anche la presenza di piccole ife spesso allineate fra loro. Al microscopio elettronico ciascuna cellula del lievito ha forma ovale e possiede presso il punto di gemmazione, collocato ad uno dei due poli, un collaretto ben visibile.

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

I funghi patogeni responsabili sono quattro delle undici specie di Malassezia (furfur, sympodialis, globosa e obtusa),[2] funghi responsabili di molte patologie a livello dermatologico,[3] chiamate un tempo Pytirosporum orbiculare. Le cause che portano all'infezione possono essere correlate alla gravidanza, a una malattia come il diabete, a uno stato di denutrizione cronica o di inefficiente igiene personale.

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

La pitiriasi versicolor è una malattia molto comune e presente in tutto il mondo che colpisce persone in buona salute, in particolare le popolazioni che vivono in regioni tropicali o subtropicali. Ne sono particolarmente soggette donne sane in età adolescenziale e nella prima maturità (21-30 anni) ed in generale gli adolescenti o i giovani adulti.[4] Per quanto riguarda le zone endemiche, essendo associata all'eccessivo calore[5] e alla sudorazione che esso comporta, è più diffusa nelle regioni a clima caldo. Alcuni studi epidemiologici hanno inoltre dimostrato la presenza di predisposizione familiare.[6] La pitiriasi versicolor colpisce uomini e donne.

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

Oltre all'esame obiettivo risulta determinante l'esame alla luce di Wood (meglio conosciuta come "Reazione di Wood") che visualizza il lievito sotto forma di una fluorescenza gialla. È possibile visualizzare il lievito con il microscopio ottico dopo il prelievo di squame dallo strato cheratinizzato dell'epidermide e la colorazione con PAS o ematossilina-eosina. La coltura, sebbene non sia un metodo comune di diagnosi, può essere effettuata su appositi terreni con aggiunta di olio d'oliva.

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

La pitiriasi versicolor è una malattia cronica e persistente e di norma non guarisce spontaneamente. Il trattamento prevede l'uso di farmaci a uso topico. Si utilizzano alcune forme di shampo con solfuro di selenio (al 2,5%) oppure solfuro-salicilico (al 2%). Altri principi attivi si utilizzano quando è di forma persistente e quindi si somministrano:

Inoltre, una maggiore cura della propria igiene allontana la possibilità di recidive. In alcuni soggetti il fungo si ripresenta con insistenza e sembra che non ci siano modalità per eliminare completamente il problema se non per periodi limitati. In realtà, in situazioni normali, l'igiene personale ha poco a che fare con la comparsa del fungo, anzi essendo la sua proliferazione aumentata da ambienti umidi e caldi, docce calde possono creare un ambiente adatto allo sviluppo del fungo. Invece sono molto utili esposizioni a fumi termali di origine sulfurea dal momento che lo zolfo combatte il microrganismo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gupta AK, Batra R, Bluhm R, Faergemann J., Pityriasis versicolor in Dermatol Clin., vol. 21, luglio 2003.
  2. ^ (PT) Miranda KC, de Araujo CR, Soares AJ, de Aquino Lemos J, Souza LK, do Rosário Rodrigues Silva M, Identification of Malassezia species in patients with pityriasis versicolor in Goiânia-GO in Rev Soc Bras Med Trop., vol. 39, novembre - dicembre 1973, pp. 582-583, PMID 17308710.
  3. ^ Hort W, Nilles M, Mayser P., Malassezia yeasts and their significance in dermatology in Hautarzt., vol. 57, 2006, pp. 633-643.
  4. ^ Rao GS, Kuruvilla M, Kumar P, Vinod V., Clinico-epidermiological studies on tinea versicolor in Indian J Dermatol Venereol Leprol., vol. 68, luglio - agosto 2002.
  5. ^ Aljabre SH., Sparing of the upper axillary area in pityriasis versicolor in Rev Iberoam Micol., vol. 22, settembre 2005.
  6. ^ He SM, Du WD, Yang S, Zhou SM, Li W, Wang J, Xiao FL, Xu SX, Zhang XJ., The genetic epidemiology of tinea versicolor in China in Mycoses., vol. 51, gennaio 2008.
  7. ^ Pantazidou A, Tebruegge M., Recurrent tinea versicolor: treatment with itraconazole or fluconazole? in Arch Dis Child., vol. 92, 2007.
  8. ^ Mohanty J, Sethi J, Sharma MK., Efficacy of itraconazole in the treatment of tinea versicolor in Indian J Dermatol Venereol Leprol., vol. 67, settembre - ottobre 2001, pp. 240-241.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]