Pistia

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Pistia stratoties - Lattuga acquatica
Starr 061108-9788 Pistia stratiotes.jpg
Pistia stratoties
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Alismatales
Famiglia Araceae
Genere Pistia

Il genere Pistia, che comprende un'unica specie, la Pistia stratoties (conosciuta comunemente come Lattuga acquatica), è un’idrofita natante perenne, tropicale e invasiva, molto utilizzata come pianta ornamentale per acquari e vasche.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

I luoghi di origine della Pistia sono le acque dolci di stagni, fiumi e paludi dei territori tropicali e subtropicali di Africa, America del Nord e America del Sud. Tuttavia, grazie alle sue caratteristiche di pianta acquatica ornamentale, la lattuga acquatica è stata commercializzata in tutto il mondo come articolo per acquari, vasche e giardini acquatici. Di conseguenza, ha cominciato a crescere in maniera spontanea anche in Europa.

In Italia, la presenza della Pistia è stata registrata in Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Campania. La Campania, in particolare, è stata colonizzata in maniera particolarmente elevata da questa pianta, che si è diffusa nell’intero territorio compreso tra Napoli e Caserta. In seguito a questa segnalazione, la Pistia stratiotes è stata inserita nella lista di allerta dell’EPPO.

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

La Pistia è una pianta perenne acquatica e galleggiante, ha un colore verde chiaro e presenta nervature parallele, in rilievo e di lunghezza maggiore di 20 centimetri. Dal suo stolone centrale partono tutte le foglie, che sono spugnose e ricoperte da una folta peluria costituita da peli intrecciati formanti piccoli "canestri" per trattenere l’aria e per permettere il galleggiamento della pianta. I fiori, invece, sono disposti in infiorescenza a spadice e risultano poco visibili.

Al di sotto della superficie della lattuga si allungano dallo stolone alcune sottili radici scure (ma bianche in età giovanile), da cui partono radichette più sottili che possono raggiungere una lunghezza di 80 centimetri, e che fanno assumere all’apparato radicale un aspetto piumoso.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Si riproduce tramite piantine figlie che si sviluppano su una radice aerea che parte sempre dallo stolone principale. La riproduzione per semi non è mai stata accertata.

Fiori e frutti[modifica | modifica sorgente]

Tra la primavera e l’estate produce piccoli fiori, che diventano piccole bacche verdi con alcuni semi.

Dannosità[modifica | modifica sorgente]

La facilità riproduttiva della Pistia stratoties permette a questa pianta di colonizzare ogni ambiente acquatico con popolamenti molto densi, che risultano dannosi sia perché ostruiscono i corsi idrici e le infrastrutture come i canali e le pompe, sia perché alterano la struttura animale e vegetale dei corsi d'acqua invasi.

Lotta[modifica | modifica sorgente]

Sperimentazioni svolte in Stati Uniti, Australia e Sudafrica hanno portato a tecniche di lotta contro la Pistia che oggi sono molto consolidate, e che si dividono in tre tipologie: utilizzo di erbicidi, rimozione meccanica della biomassa e controllo biologico.

  • Utilizzo di erbicici: è la misura più rischiosa, in quanto l'utilizzo di elementi chimici, oltre a neutralizzare la lattuga acquatica, compromette l'equilibrio biologico dei corsi d'acqua.
  • Rimozione meccanica della biomassa: si tratta di un rimedio a impatto zero, ma praticabile esclusivamente in piccole superfici. Tuttavia, non risolve il problema in maniera definitiva, in quanto le lattughe acquatiche possono rinascere a partire da eventuali frammenti di stoloni o di radici rimasti nel corso d'acqua.
  • Lotta biologica: si tratta principalmente del coleottero curculinoide Neohydronomus affinis Hustache e del fungo Sclerotinia sclerotiorum, ovvero degli antagonisti naturali della Pistia stratoties, che costituiscono il rimedio più efficace.

Acquariofilia[modifica | modifica sorgente]

La Pistia viene utilizzata come pianta ornamentale per i laghetti e gli acquari tropicali d'acqua dolce aperti.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Stinca A., D'Auria G., Bonanomi G., Migliozzi A., Ucciero E., Griffo R. & Motti R., 2011 - Lattuga e giacinto d'acqua invadono la Campania, L'Informatore Agrario n. 15/2011: 67-68.
  • D'Auria G. & Stinca A., 2010 - Lattuga d'acqua. Pistia stratiotes L. Progetto Piante Aliene della Regione Campania. Assessorato all’Agricoltura, Servizio Fitosanitario Regionale. Università degli Studi di Napoli Federico II, Dipartimento di Arboricoltura, Botanica e Patologia Vegetale. http://www.agricoltura.regione.campania.it/difesa/files/depliant_lattuga_d_acqua.pdf
  • Alex Giuzio, Lotta contro la lattuga e il giacinto d'acqua in Agricoltura Notizie, 15/08/2011.

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