Pisignano
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| Nome abitanti: | pisignanesi | |||||||
| Pref. telefono: | 0832 | CAP: | 73020 | |||||
Pisignano è una piccola frazione del comune di Vernole, in provincia di Lecce.
Feudo della Chiesa di Lecce dal 1115, appartenne ai Pisanello e a Giangiacomo dell'Acaya. Successivamente fu venduto per tre volte tra il 1574 e il 1630, fino a giungere ai Severino.
Vi si trova il menhir "Materdomini", tra i più alti nel circondario.
Indice |
[modifica] Cenni di storia
Il periodo presitorico, a Pisignano, è testimoniato dal "menhir", uno dei più alti della zona. Si hanno notizie certe di Pisignano a partire dall'epoca normanna (XI-XII secolo), con un atto di donazione da parte del conte normanno Goffredo, nel 1115 , in favore del Vescovo di Lecce (ancora oggi alcuni fondi agricoli sono detti "piscupiani", dal lat. "aepiscopus"). In queto documento si fa riferimento al "Casale di Pisignano", nonchè ai "casali" di altri paesi e frazioni del circondario. Tale donazione, come consuetudine nel Medioevo, prevedeva la cessione di "uomini, vassalli e loro diritti". Nel 1275 il nobile Guglielmo Pisanello risulta feudatario di Pisignano per volere di Carlo d'Angiò. Nella "Breve descrizione di Terra d'Otranto" del 1601, Pisignano risulta essere costituita da "40 fuochi", ovvero famiglie, quindi circa 200 abitanti. Con l'arrivo dei Borbone, a metà del 1700, viene istituito il Catasto Onciario, che costituisce un importante fonte per gli storici, in quanto, al contrario dei catasti attuali, non riportava mappe bensì censimenti ben dettagliati. Per quanto riguarda Pisignano il suo Catasto Onciario si può consultare presso l'Archivio di Stato diLecce. Nel primo decennio dell'Ottocento, con la legge sul'eversione della feudalità voluta da dai nuovi dominatori, i francesi di Napoleone Bonaparte, si aprono dei contenziosi tra comuni e baroni (ex-baroni per la precisione), i quali sicuramente vedono diminuire il loro potere ed i loro intriti derivanti dai vari balzelli imposti alla popolazione su ogni transazione ed ogni attività, come nella migliore tradizione medievale. Dopo la breve parentesi napoleonica, tuttavia, nonostante le pressioni di clero e nobiltà, alcune prerogative dei baroni non vengono rimesse in vigore nemmeno dai restaurati Borbone di Napoli. Nell'ambito delle prime rivolte risorgimentali, a Pisignano vengono segnalati come sovversivi nel 1822 le seguenti persone: Raffaele Stella, Giandonato Antonucci, don Vito Antonucci (sacerdote), Giandonato e Francesco Isacco. Nel 1879 Giacomo Arditi scrive di Pisignano: "...ha l'aria abbastanza buona, l'acqua abbondante, l'abitato rustico e villareccio...".
[modifica] Luoghi di interesse
- Frantoio ipogeo
- Palazzo baronale
- Chiesa Materdomini
[modifica] Bibliografia
Graziuso, Luciano - "Vernole e frazioni - Dal passato al presente monumenti e documenti" , Lorenzo Capone editore
[modifica] Collegamenti esterni
Accademia Salentina degli Scacchi
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