Piramo e Tisbe
Piramo e Tisbe sono due personaggi della mitologia babilonese, la cui leggenda ci viene raccontata da Ovidio nelle Metamorfosi.
Secondo la leggenda, l'amore dei due giovani era contrastato dai parenti, i due erano costretti a parlarsi attraverso una crepa nel muro che separava le loro case. Questa difficile situazione li indusse a programmare la loro fuga d'amore. Nel luogo dell'appuntamento, che era vicino ad un gelso, Tisbe, arrivata per prima, incontrò un leone dal quale si mise in salvo perdendo un velo che fu stracciato e macchiato di sangue dalla belva. Piramo, trovò il velo dell'amata macchiato e credendola morta si trafisse con la spada. Tisbe lo trovò così, in fin di vita, ma sussurrandogli il proprio nome riuscì per un attimo a fargli riaprire gli occhi e a guardarla. Poi anche Tisbe si uccise, e i due sfortunati amanti morirono insieme ed il gelso, intriso del loro sangue, tramutò i propri frutti in color vermiglio.
[modifica] Opere
La storia di Piramo e Tisbe ha ispirato diverse opere:
- Gli amori di Piramo e Tisbe - Titolo sia di una romanza di Luis de Góngora che di un'opera teatrale di Théophile de Viau.
- Piramo e Tisbe - Opera poetica di Gregorio Silvestre de Mesa.
- Piramo e Tisbe - Opera lirica di Johann Adolf Hasse (1768).
- Storia di Piramo e Tisbe - Opera poetica di Cristóbal de Castillejo.
La storia avrebbe ispirato in parte Romeo e Giulietta di William Shakespeare.
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