Pino Tovaglia

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Pino Tovaglia [1] (Milano, 2 maggio 1923Milano, 10 luglio 1977) è stato un designer e grafico italiano. È stato uno dei principali esponenti della Scuola svizzera in Italia.[2]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Il marchio della Regione Lombardia (Rosa camuna), progettato nel 1975 assieme a Bruno Munari, Bob Noorda e Roberto Sambonet.

Attivo fin da giovanissimo nell'ambito della grafica pubblicitaria, a partire dal 1946 Tovaglia è insegnante di progettazione grafica presso la Scuola superiore d'arte del Castello di Milano. In seguito insegnerà anche presso l'Umanitaria e presso la Scuola politecnica di design, sempre nella città di Milano [2]. Collabora inoltre con numerose aziende sia italiane sia internazionali. Tra le opere più celebri è possibile citare i marchi per Alfa Romeo, Ottagono e Nebiolo [2].

Nel 1954 vince il Premio nazionale della pubblicità grazie ad una serie di annunci realizzati per Finmeccanica. Nel 1956 fonda lo studio CNPT assieme a Giulio Confalonieri, Ilio Negri e Michele Provinciali. Nel 1958 vince la Palma d'oro per la pubblicità [2].

Nel 1967 realizza per la Rai il simbolo della trasmissione Radiotelefortuna. E sempre in questo periodo realizza alcuni dei suoi manifesti più noti: Italia da salvare (1967), Cinturato Pirelli (1967) e Brandy Stock (1970) [2] [3].

Nel 1972 realizza il restyling del logo dell'Alfa Romeo, mentre nel 1975 disegna il simbolo della Regione Lombardia in collaborazione con Bruno Munari, Bob Noorda e Roberto Sambonet [2].

Pino Tovaglia è stato tra i fondatori dell'AIAP, 1955, e membro dell'AGI Alliance Graphique Internationale.

Muore prematuramente nel 1977. Nel 1998 gli viene assegnato il Compasso d’Oro alla memoria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ AA. VV, Pino Tovaglia. La regola che corregge l'emozione, a cura di Massimo Pitis, Mantova, Corraini edizioni,2005
  2. ^ a b c d e f Giorgio Fioravanti. Il dizionario del grafico. Bologna, Zanichelli, 1993. Pagina 468. ISBN 88-08-14116-0.
  3. ^ Epoca 1945-1999. Manifesti tra vecchio secolo e nuovo millennio, a cura di Aldo Colonetti e Andrea Rauch, Siena, Protagon, 1999, pp. 92-93

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]