Pinacoteca nazionale (Bologna)
Coordinate: 44°29′51.72″N 11°21′12.49″E / 44.4977°N 11.3534694°E
| Pinacoteca Nazionale di Bologna | |
|---|---|
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Una sala |
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| Tipo | Pinacoteca |
| Indirizzo | Via Belle Arti 56, 40126, Bologna, |
| Sito | web ufficiale |
La Pinacoteca Nazionale di Bologna è una pinacoteca italiana, con sede a Bologna in via delle Belle Arti 56 nell'ex noviziato gesuita di Sant'Ignazio al quartiere universitario, nello stesso edificio storico che ospita l'Accademia di Belle Arti. Il museo, offre una vasta panoramica della pittura emiliana dal XIII al XVIII secolo, tuttavia non mancano testimonianze fondamentali di artisti non bolognesi che ebbero contatti diretti e non con la città.
Indice |
[modifica] Storia
Primo nucleo della futura Pinacoteca fu l'acquisto nel 1762, da parte di monsignor Francesco Zambeccari, di otto tavole del primo Cinquecento provenienti dalla demolizione della chiesa di Santa Maria Maddalena, per l'Istituto delle Scienze e destinate ad essere conservate nell'Accademia Clementina, la sezione artistica dell'Istituto scientifico. Nel 1776, sempre per l'Accademia Clementina, vennero acquistate una dozzina di tavole trecentesche e di icone bizantine, provenienti dal lascito di Urbano Savorgnan, già site nell'Oratorio di San Filippo Neri.
Altro polo di conservazione cittadino fu l'Appartamento del Gonfaloniere nel Palazzo Pubblico, dove accanto ad opere come la Pala del Voto di Guido Reni, lì conservate per l'alto significato civico, vennero incamerati, fin dall'ultimo scorcio del Seicento, dipinti della scuola di Raffaello, di Lavinia Fontana e di Annibale Carracci.
[modifica] Quadreria dell'Accademia di Belle Arti
Nel 1796 con la caduta del regime pontificio e con la nuova legislazione repubblicana, che portò alla soppressione di numerosi conventi, di tutte le corporazioni dei mestieri e allo smantellamento delle sedi dell'antico regime, il senato bolognese decise di raccogliere i dipinti delle chiese e dei conventi soppressi e dell'Accademia delle Scienze in un'unica collezione, raccogliendo quasi un migliaio di opere, sistemate prima nell'ex Convento di San Vitale; poi nel 1802 presso l'ex noviziato gesuita di Sant'Ignazio nel Borgo della Paglia, attualmente via delle Belle Arti 56, realizzato nel 1726 da Alfonso Torreggiani, come quadreria della neonata Accademia Nazionale di Belle Arti.
[modifica] Otto e Novecento
Con la caduta dell'Impero napoleonico nel 1815, molte opere requisite dai francesi ritornarono dal Louvre in città. Al quel tempo risale il primo intervento di ampliamento ad opera di Leandro Marconi. Del 1826 fu il primo catalogo ad opera di Gaetano Giordani. Ampliata nel 1844, includendovi la cappella del Convento, affrescata nella volta con l'Apoteosi di Sant'Ignazio. Tra il 1867-68, vennero incamerati molti dipinti provenienti da altre soppressioni, nel 1875 venne aperta regolarmente al pubblico, nel 1882 la Quadreria venne resa autonoma dall'Accademia e, nel 1884, vennero acquistate le Collezioni Zambeccari.
Ai primi del Novecento venne realizzata una nuova ala su progetto di Edoardo Collamarini. Alla fine degli anni sessanta, sotto il soprintendente Cesare Gnudi e su progetto di Leone Pancaldi, venne realizzato il Salone del Rinascimento e vennero collocati gli affreschi staccati della chiesetta di Sant'Apollonia di Mezzaratta. Nel 1997 la Pinacoteca è stata completamente rinnovata ed adeguata agli standard europei, è da annoverare tra le più moderne ed importanti Gallerie nazionali conosciute ed apprezzate all’estero grazie anche ad uno spazio espositivo adibito esclusivamente alle mostre temporanee ed alla attività didattica.
[modifica] Opere principali
[modifica] Atrio e scalone
- Gaetano Gandolfi, Le Nozze di Cana (1775), grande tela dal refettorio del convento di San Salvatore.
[modifica] Sezione dei Primitivi
- Maestro giuntesco, Crocifisso
- Vitale da Bologna, San Giorgio e il drago
- Pseudo Jacopino, Incoronazione della Vergine e santi, polittico
- Simone dei Crocifissi, due polittici
- Giovanni da Modena, Crocifisso su tavola sagomata, dalla chiesa di San Francesco
[modifica] Saletta di Giotto e dei "forestieri"
- Giotto, Madonna col Bambino e canti, polittico (firmato) dal monastero degli Angeli;
- Rinaldo di Ranuccio, Crocifisso su tavola sagomata, dalla collezione Volpi.
[modifica] "Il tramonto del Gotico"
- Lippo di Dalmasio, Madonna col Bambino e santi, trittico
- Pietro Lianori, Madonna col Bambino in trono e santi (firmato e datato 1433), polittico;
- Michele di Matteo, Crocifisso su tavola sagomata.
[modifica] Salone degli affreschi
- Francesco da Rimini, Miracolo di san Francesco, dal convento di San Francesco
- Vitale da Bologna, Ultima cena (1340 circa), dal convento di San Francesco
- Vitale da Bologna, Madonna col Bambino, detta Madonna del Ricamo
- Pseudo Jacopino, San Giacomo alla battaglia di Clavijo, dalla chiesa di San Giacomo.
[modifica] Sale di Mezzaratta
Sinopie e affreschi staccati dalla chiesa di Santa Apollonia di Mezzaratta:
- Vitale da Bologna, Annunciazione, Natività e Battesimo di Cristo
- Simone dei Crocifissi, Jacobus, Jacopo Avanzi e Andrea da Bologna, Storie del Vecchio Testamentarie e Storie della vita di Cristo.
[modifica] Sezione del Rinascimento
- Antonio e Bartolomeo Vivarini, Polittico della Certosa (1450)
- Cima da Conegliano, Madonna col Bambino
- Francesco del Cossa, Madonna col Bambino in trono fra i santi Petronio e Giovanni Evangelista e il committente Alberto Cattani, Pala dei Mercanti (1474)
- Ercole de' Roberti, Volto di Maddalena piangente, frammento degli affreschi della Cappella Garganelli) (1478-1490)
- Lorenzo Costa, Madonna col Bambino in trono tra i santi Petronio e Tecla (Pala di Santa Tecla) (1496)
- Francesco Francia, Madonna col Bambino in trono e santi e la cimasa con Cristo in pietà fra due angeli (Pala Felicini) (1490 circa).
- Francesco Francia, Madonna col Bambino in trono e i Santi Giorgio, Giovanni Battista, Agostino, Stefano e un angelo (Pala dei Manzuoli) dalla chiesa della Misericordia.
- Amico Aspertini, Adorazione dei Magi (1499 circa) dalla chiesa di Santa Maria Maddalena
- Pietro Perugino, Madonna in gloria e santi, dalla chiesa di San Giovanni in Monte
- Raffaello, Estasi di Santa Cecilia, 1514-1516, dalla chiesa di San Giovanni in Monte
[modifica] Sezione del Manierismo
- Parmigianino, Madonna di Santa Margherita, 1529-1530
- Denis Calvaert, Flagellazione di Cristo
- Bartolomeo Cesi, Madonna col Bambino in gloria adorata da s,anti
- Giorgio Vasari, Gesù Cristo in casa di Marta
- Annibale Carracci Assunzione della Vergine ,1592
- Ludovico Carracci, Annunciazione (1584 circa)
- Agostino Carracci, Comunione di san Girolamo 1592
[modifica] Sala del Reni
[modifica] Sale del Seicento e del Settecento
[modifica] Bibliografia
- G.P. Cammarota, La formazione della Pinacoteca Nazionale di Bologna, Bologna, volume I 1997, volume III 2000, volume II 2004.
- A. Emiliani, La Pinacoteca Nazionale di Bologna, Milano, 1997.
[modifica] Altri progetti
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