Pietro dell'Aquila

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Pietro dell'Aquila
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti Vescovo di Sant'Angelo dei Lombardi
Vescovo di Trivento
Nato 1275 circa
Deceduto 8 novembre 1361

Pietro dell'Aquila, detto Scotellus (piccolo Scoto) e Doctor ornatissimus et sufficiens (Tornimparte, 1300 circa – Agnone o Trivento, 8 novembre 1361), è stato un vescovo cattolico e teologo italiano dell'ordine dei Frati Minori.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Paolo, nacque a Tornimparte nel 1300 circa. Si pensa fosse membro della famiglia Vecchioli di Tornimparte, in quanto una solida tradizione vuole che alla famiglia appartenesse un vescovo.

Entrò nell'ordine francescano a L'Aquila all'età di quindici anni e, concluso il noviziato, venne inviato a Napoli per approfondire gli studi nello Studio Generale dell'Ordine presso il convento di Santa Maria: completò la sua formazione a Parigi, dove ebbe modo di conoscere l'opera di Giovanni Duns Scoto, e conseguì i titoli accademici di baccelliere, magister e, prima del 1329, il dottorato in teologia.

Rientrato in Italia nel 1329 fu professore al convento francescano di L'Aquila e poi venne assegnato al convento di Todi: dal 1334 fu superiore provinciale del suo ordine in Toscana ed il 22 gennaio 1344 venne nominato cappellano alla corte di Napoli dalla regina Giovanna I. Evidentemente non si trasferì immediatamente a Napoli, ma rimase in Toscana come inquisitore in quanto nel marzo 1345 (anno di Firenze, corrispondente all'anno 1344[1]) fu protagonista di brutti episodi di peculato riportati da Giovanni Villani[2]. Giudicato dal Villani "uomo superbo e pecunioso", per riscuotere un credito del cardinale Pedro Gómez Barroso de Albornoz nei confronti degli Acciaiuoli, Pietro dell'Aquila fece arrestare un impiegato degli Acciaiuoli, tale Silvestro dei Baroncelli, con l'accusa di eresia. La popolazione fiorentina reagì con un tumulto, per cui l'inquisitore scappò a Siena, da dove scagliò un interdetto contro Firenze[2].

Pietro fu eletto vescovo di Sant'Angelo dei Lombardi il 12 febbraio 1347 e venne trasferito alla sede di Trivento da papa Clemente VI con la bolla Credite vos del 30 maggio 1348.

Fu autore di un commentario ai quattro libri delle Sentenze di Pietro Lombardo, di un Compendium super librum Sententiarum e di una Expositio in libri ethicorum Aristotelis.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Girolamo Tiraboschi, Storia della letteratura italiana, Tomo V, Parte I, Libro II, Capo V, par. XVIII («Si accennano alcuni teologi vissuti nella prima metà del secolo».). Ediz. Firenze: Molini, Landi, e C., 1807, pp. 155-58 (Google libri)
  2. ^ a b Istorie fiorentine di Giovanni Villani cittadino fiorentino fino all'anno 1348, libro XII, cap. LVIII («D'una grande dissensione , che fu in Firenze dal comune allo inquisitore de Paterini.»). Edizione di Milano: dalla Societa tipografica de' classici italiani, Vol. VIII, pp. 145-150 (Google libri)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]