Pietro d'Alcántara

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
San Pietro d'Alcàntara
Livio Mehus, San Pietro d'Alcantara che comunica santa Teresa d'Avila (1683), Museo dell'Opera del Duomo (Prato)
Livio Mehus, San Pietro d'Alcantara che comunica santa Teresa d'Avila (1683), Museo dell'Opera del Duomo (Prato)

Religioso

Nascita 1499
Morte 18 ottobre 1562
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 18 aprile 1622
Canonizzazione 28 aprile 1669
Ricorrenza 18 ottobre

Pietro d'Alcántara, al secolo Juan Garavita (Alcántara, 1499Arenas, 18 ottobre 1562), fu un sacerdote spagnolo dell'Ordine dei Frati Minori: da una sua riforma introdotta nella famiglia francescana ebbe origine il ramo degli scalzi. È stato proclamato santo nel 1669 da papa Clemente IX.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Suo padre, Pietro Garavita, era il governatore della regione, e sua madre apparteneva alla nobile famiglia dei Sanabia. Dopo aver studiato grammatica e filosofia nella sua città natale, a quattordici anni fu inviato all'Università di Salamanca.

Terminati gli studi, nel 1515 entrò tra i francescani del convento di più Stretta Osservanza a Manxaretes: a ventidue anni fu mandato a fondare una nuova comunità di più Stretta Osservanza a Badajoz. Fu poi ordinato sacerdote nel 1524 e l'anno seguente venne eletto Padre guardiano del convento di Santa Maria degli Angeli a Robredillo.

Divenne un apprezzato predicatore: le sue omelie, ispirate ai libri profetici ed ai libri sapienziali della Bibbia, erano indirizzate preferibilmente alle fasce più umili della popolazione.

La riforma dei Francescani Scalzi[modifica | modifica sorgente]

Il ramo riformato dei Frati scalzi possedeva, al tempo in cui Pietro entrò nell'Ordine, oltre ai conventi spagnoli, la Custodia di Santa Maria della Pietà in Portogallo, sottoposta al Generale degli Osservanti.

Dopo essere stato eletto ministro della Provincia di san Gabriele nel 1538, Pietro si mise subito al lavoro. Al capitolo di Plasencia nel 1540, redasse le Costituzioni dei Membri di più Stretta Osservanza, ma l'opposizione ai suoi severi ideali fu tale che egli rinunciò all'incarico di provinciale e si ritirò con Giovanni d'Avila sulle montagne di Arabida, in Portogallo, dove si unì a Padre Martino da Santa Maria che conduceva una vita eremitica in perfetta solitudine. Ben presto, comunque, altri frati si associarono a lui e numerose piccole comunità furono stabilite. Pietro fu scelto come guardiano e maestro dei novizi al convento di Pallais. Nel 1560 queste comunità furono erette nella Provincia di Arabida.

Al suo ritorno in Spagna nel 1553, egli trascorse più di due anni in solitudine, successivamente intraprese un viaggio a piedi nudi fino a Roma ed ottenne il permesso da papa Giulio III di avviare la fondazione di alcuni poveri conventi in Spagna sotto la giurisdizione del Generale dei Conventuali. Conventi furono eretti a Pedrosa, Plasencia ed altrove: nel 1556 questi conventi furono raggruppati in un commissariato e Pietro ne fu il superiore; nel 1561 composero una vera Provincia, con il titolo di San Giuseppe.

Senza essere scoraggiato dall'opposizione e dagli insuccessi che i suoi sforzi di riformatore avevano incontrato nella Provincia di San Gabriele, Pietro redasse le costituzioni della nuova Provincia con una severità persino più rigorosa. La riforma si diffuse con rapidità nelle altre province di Spagna e Portogallo.

Nel 1562 la provincia di San Giuseppe fu posta sotto la giurisdizione del Generale degli Osservanti e due nuove custodie furono formate: quella di San Giovanni Battista a Valencia e quella di San Simone in Galizia.

I rapporti[modifica | modifica sorgente]

Tra gli ammiratori e i sostenitori dell'opera di Pietro, vanno ricordati anche san Francesco Borgia, san Giovanni d'Avila e il Venerabile Luigi di Granata.

Appoggiò Teresa d'Avila nella sua opera di riforma dell'Ordine Carmelitano. Fu proprio una lettera di Pietro del 14 aprile 1562 ad incoraggiare Teresa a fondare il suo primo convento ad Avila, il 24 agosto di quello stesso anno. L'Autobiografia di Teresa è la fonte di molte informazioni e leggende devozionali concernenti la vita, l'azione, i "doni soprannaturali di miracoli" e profezia di Pietro.

Gli sviluppi della sua riforma[modifica | modifica sorgente]

Oltre alle Costituzioni dei Membri di più Stretta Osservanza e molte lettere a contenuto spirituale, indirizzate specialmente a Teresa, compose un breve trattato sulla preghiera, tradotto in diverse lingue.

Papa Leone XIII, con la bolla Felicitate quidam (4 ottobre 1897), riunì gli Alcantarini ed altre famiglie francescane nell'Ordine dei Frati Minori (O.F.M.): il ramo femminile della riforma (suore francescane Alcantarine, approvate nel 1874) è tuttora fiorente.

Il culto[modifica | modifica sorgente]

Fu beatificato da papa Gregorio XV il 18 aprile 1622; il 28 aprile 1669 papa Clemente IX lo iscrisse nel numero dei santi: durante la stessa cerimonia venne canonizzata anche santa Maria Maddalena de' Pazzi.

Nel 1826 Pietro di Alcántara fu nominato patrono del Brasile, e nel 1962 (in occasione del quarto centenario della sua morte), dell'Estremadura.

La sua memoria liturgica era fissata al giorno 19 ottobre, ma dal 1969, con la riforma del calendario dei santi operata da papa Paolo VI, il suo culto è stato limitato ai calendari locali e delle famiglie religiose.

Nell'iconografia il Santo è stato rappresentato, insieme a san Pasquale Baylon, in ginocchio ai piedi della Madonna del Pozzo; questo perché a partire dalla metà del Settecento i frati alcantarini presenti nel sud Italia, nei territori dell'ex Regno delle Due Sicilie, erano impegnati nella diffusione del culto della Madonna del Pozzo di Capurso. Abbinando i due maggiori Santi dell'ordine alla Vergine del Pozzo, gli alcantarini diffondevano il culto in ogni posto dove erano presenti.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Controllo di autorità VIAF: 18029304 LCCN: n79074268